Scoliosi: i sintomi, le cause e come curarla

La scoliosi è una deformazione della colonna vertebrale rilevata in medicina già da molti secoli e diventata oggetto di uno studio attento. Il termine scoliosi, proviene dal greco skolíosis che significa ‘incurvamento’, dalla radice skolíos, che significa ‘curvo’.

Definizione di scoliosi

La scoliosi è un incurvamento della colonna vertebrale sul piano frontale con rotazione delle vertebre. La rotazione delle vertebre, oltre che a curvare la colonna lateralmente, forma quella sporgenza che volgarmente viene chiamata “gobba” e che in termine tecnico si definisce “gibbo”.

Se non vi è rotazione delle vertebre non si può parlare di scoliosi ma solo di “atteggiamento scoliotico”.

Questa precisazione è importante perché fa capire che la scoliosi è una malattia irreversibile della “struttura” della colonna vertebrale e che deve essere trattata in modo adeguato; gli atteggiamenti scoliotici sono, come la parola stessa dice, delle deviazioni legate a vizi posturali e che sono, perciò, reversibili.

Le cause

La scoliosi ha origine nel 20% dei casi da cause conosciute, legate ad alterazioni congenite di sviluppo delle vertebre, (cioè da alterazioni che avvengono già durante lo sviluppo fetale), a problemi neurologici, a malattie muscolari geneticamente determinate. La scoliosi originata da tali complesse patologie esulano dallo scopo di questa trattazione e sono di esclusiva competenza di medici dedicati al trattamento di tale sempre grave deformità.

Nel restante 80% dei casi la scoliosi è definita “idiopatica” che in medicina significa “senza una causa conosciuta”.

Per la verità studi moderni di genetica hanno dimostrato che la scoliosi “idiopatica” ha un’origine genetica, cioè è determinata da alcune sequenze di geni nel nostro DNA che, alterati, ne determinano la comparsa. Infatti i figli di un genitore affetto da scoliosi hanno una probabilità di avere la scoliosi 10 volte superiore al resto della popolazione e la popolazione femminile è 4-5 volte più colpita rispetto alla popolazione maschile.

Ci si potrebbe domandare che, se la scoliosi è dovuta a un difetto genetico, perché non la si osservi già alla nascita o poco dopo. La risposta sta nel fatto che ci sono molte malattie che sono legate ad alterazioni genetiche e che però si manifestano durante la vita. Pensiamo, per esempio, al diabete di tipo 2, cioè al diabete della maturità. È sicuramente geneticamente determinato ma compare nell’età matura.

La scoliosi “idiopatica”, invece, pur su base genetica, ha la sua massima incidenza durante il periodo a cavallo della pubertà, è una malattia perciò dell’età della adolescenza.

La diagnosi

La scoliosi è una malattia che è necessario sospettare e scoprire con attenti esami clinici durante gli anni della seconda infanzia e dello sviluppo. Infatti è una malattia che non dà alcun sintomo soggettivo. La scoliosi idiopatica non è MAI DOLOROSA, non comporta alcuna limitazione funzionale specifica, non crea problemi durante le normali attività quotidiane né durante lo sport.

Gli ortopedici che si interessano di ortopedia infantile (a proposito una curiosità: ortopedia deriva dal greco: ortos che vuol dire diritto e paidos che significa bambino, perciò ortopedia vuol dire bambino diritto), continuano ad informare i colleghi pediatri che hanno in carico i piccoli pazienti di controllare nei loro bilanci di salute, la postura del tronco e la corretta statica in posizione eretta dei loro pazienti.

Purtroppo succede, e non dovrebbe succedere, che proprio nell’età dell’adolescenza, che è l’età, come abbiamo visto, in cui la scoliosi compare nella maggior parte dei casi, i genitori sospendano i controlli di routine dal pediatra di famiglia, con la conseguenza che l’eventuale scoliosi venga scoperta ormai in fase avanzata e in modo del tutto casuale (durante il periodo estivo al mare quando ci si mette il costume)

Invece è necessario valutare la schiena di un bambino in crescita partendo da un attento esame clinico del paziente visto di spalle, con solo gli slip e i capelli (se si tratta di femmine) raccolti sulla testa. (Il collo deve restare libero).

In questo modo si possono osservare:

  1. La simmetria delle spalle
  2. La simmetria delle ali iliache
  3. La asimmetria dei triangoli della taglia (i triangoli formati dal tronco, fianco e braccio)
  4. La presenza del gibbo quando si flette il tronco in avanti.
  5. L’appiombo cioè la testa o l’intero corpo risultano spostati da un lato rispetto al bacino.

Se si ha un sospetto di alterazione strutturale della colonna vertebrale, cioè di una scoliosi, l’esame di routine per una diagnosi certa è: l’esame radiografico del rachide in Anteroposteriore e LateroLaterale compreso il bacino.

Questo esame è necessario per una corretta valutazione di due parametri essenziali:

  1. L’entità in gradi delle curve misurate secondo il metodo di Cobb.
  2. La valutazione della età ossea della colonna vertebrale attraverso la valutazione del test di Risser.

Questa valutazione è compito del medico specialista che è anche colui che dà le indicazioni terapeutiche necessarie.

Classificazione dei vari tipi di Scoliosi

Ci sono differenti sistemi di classificazione per la scoliosi. Ma questo aspetto esula dallo scopo divulgativo di questa trattazione ed è esclusivamente di pertinenza specialistica.

Di più interesse per il pubblico che legge è, invece, conoscere i differenti livelli di gravità della scoliosi, perché il trattamento di questa patologia è differente a secondo della sua gravità e, soprattutto, dalla età (ossea) in cui tale patologia è scoperta.

Naturalmente non si entrerà nei dettagli tecnici della terapia, ma si daranno le linee guida generali validate sui principi di trattamento di tale patologia.

Gravità delle forme di scoliosi

Normalmente le forme di scoliosi vengono identificate in base al grado di curvatura della colonna vertebrale e si dividono in scoliosi lieve, scoliosi intermedia e scoliosi grave.

Di solito, la curvatura sotto i 20 gradi comprende le scoliosi di tipo lieve. Tra i 25 o 30 gradi abbiamo una curvatura rilevante, mentre per curvature oltre i 40 gradi possiamo parlare di scoliosi grave.

Le scoliosi di tipo lieve richiedono esclusivamente una qualche forma di monitoraggio, ovvero è importante tenerne sotto controllo l’evoluzione nel tempo. È assolutamente importante, però, conoscere l’età ossea della colonna vertebrale. Questo dato ci indicherà quanto crescerà in altezza ancora la colonna vertebrale del soggetto che stiamo osservando. Per conoscere l’età ossea della colonna vertebrale si utilizza il test di Risser, cioè si valuta l’evoluzione del nucleo di accrescimento dell’ala iliaca. Non possiamo dilungarci su come viene valutato il test, basta conoscere che si va da un Risser = 0 che indica una alta percentuale di crescita della colonna vertebrale ad un Risser =5 che indica il termine definitivo della crescita staturale.

Perciò la sorveglianza e l’eventuale trattamento sono sì correlate alla gravità in gradi delle curve scoliotiche ma anche a quanto ancora la colonna crescerà. Perciò, per fare un esempio, una scoliosi di 20° con Risser = 0 dovrà essere attentamente monitorata trimestralmente rispetto ad una scoliosi di 30° con Risser 5. In questo caso con grande probabilità questa scoliosi rimarrà così per tutta la vita.

Rimedi e soluzioni per la scoliosi dei soggetti in accrescimento

Sappiamo che la scoliosi è una patologia che non prevede una vera e propria guarigione, ciò nonostante può essere corretta per impedire che peggiori nel tempo. Se non viene tenuta sotto controllo per mezzo di una terapia mirata, può aggravarsi in modo tale da creare importanti implicazioni funzionali a carico degli organi interni (cuore, polmoni e visceri) oltre che una importante deformità estetica.

Come abbiamo visto, la scoliosi deve essere trattata in relazione alla sua gravità ed alla sua evolutività valutata in base al Test di Risser.

Schematicamente possiamo dire:

  1. Scoliosi sotto i 20° sorveglianza, sport ed eventualmente ginnastica posturale (non si definisce più la ginnastica come correttiva) se il soggetto, come capita sempre più spesso, oltre alla scoliosi ha anche un atteggiamento posturale scorretto legato alla sedentarietà, alla obesità, alla incoordinazione motoria, alla pigrizia.

È assolutamente necessario conoscere che la ginnastica posturale NECESSITA di una collaborazione anche cognitiva del soggetto, per cui NON SI DEVE PRESCRIVERE a bambini sotto i 10 anni.

  1. Scoliosi fra i 20° e i 40° l’utilizzo di un BUSTO ORTOPEDICO è assolutamente necessario. Soprattutto in caso di soggetti con alto potenziale di crescita (ricordate il Risser?)

Non c’è nessuna ginnastica per quanto propagandata che CORREGGA una scoliosi. La scoliosi evolverà e si rischierà l’intervento chirurgico.

  1. Le scoliosi sopra i 40°-50° devono essere immediatamente inviate da uno specialista della colonna vertebrale per iniziare le cure necessarie con spesso delle soluzioni chirurgiche, che modernamente, sono estremamente affidabili.

Bisogna tenere a mente che una scoliosi di oltre 50° continua a peggiorare anche dopo la fine dello sviluppo di circa mezzo grado l’anno. Perciò 50 gradi a 14 anni diventano 60 gradi a 34 anni e 70 a 50 anni.

L’attività fisica riveste un ruolo di sicura efficacia e richiede un tipo di modalità adeguata che dovrà essere costantemente monitorata per verificare con regolarità le condizioni della colonna vertebrale, soprattutto se si deve utilizzare il busto.

È necessario tenere sempre la muscolatura con un tono-trofismo sufficiente a mantenere una postura corretta e lo sport è una partica assolutamente adeguata a favorire tale scopo.

Nessuno sport è controindicato in un paziente scoliotico, anche se è in trattamento con il busto, tranne il nuoto e la danza. Il nuoto perché si svolge in assenza di gravità e con continue torsioni sul tronco, la danza perché aumenta l’elasticità del tronco, situazione che cerchiamo di impedire con l’utilizzo del busto. Si tiene a precisare che tali indicazioni non sono assolute. Il medico specialista dovrà di volta in volta adeguare il suo approccio al singolo paziente.

L’importanza di rivolgersi ad un centro specializzato

In base a quanto abbiamo esposto nei paragrafi precedenti, emerge chiaramente l’importanza di rivolgersi a specialisti che sappiano diagnosticare con precisione sia il grado che la tipologia della scoliosi. I medici dell’ambulatorio di Ortopedia del Centro Medico Petrazzuoli, con una storica preparazione in questo ambito, possono garantire al paziente un preciso supporto in merito.

I professionisti del Centro sono in grado di fornire consulenze specialistiche di grande spessore caratterizzate da costi accessibili che garantiscono anche aree non supportate dal Servizio Sanitario Nazionale.

I pazienti potranno essere accompagnati in ogni fare del percorso di cura, partendo dalla diagnosi, con approfondimenti mirati fino alla completa remissione del problema che li affligge, grazie all’intervento di medici con pluriennale esperienza sia in campo universitario che ospedaliero, anche in caso di ricovero.

Un’altra particolarità del centro è quella di dare la possibilità ai pazienti di potersi avvalere di un’unica struttura nel caso vi fosse la necessità di richiedere diversi tipi di consulto anche nello stesso giorno, in modo da poter risolvere le problematiche in tempi rapidi.


Articolo scritto da:

Dott. Francesco M. Lotito

Ortopedico Pediatrico del Centro Medico Petrazzuoli


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Domande e Risposte frequenti

Per aiutare il paziente ad orientarsi nel modo migliore nella comprensione di questo tipo di patologia, vediamo adesso alcune tra le domande più frequenti che possono in qualche modo fare luce su dubbi o incertezze.

La scoliosi si può prevenire?

Purtroppo no. La scoliosi rappresenta infatti una patologia riguardo alla quale non è possibile adottare una vera e propria prevenzione. Si può in ogni caso intervenire con una diagnosi il più possibile accurata e tempestiva che permetterà di ottenere migliori risultati con le terapie che verranno adottate.

Le curve della scoliosi possono migliorare da sole?

Il grado di una curva scoliotica non migliora mai in modo autonomo. Nel bambino, se le curve sono lievi, non sono necessari trattamenti e il piccolo potrà condurre le sue attività in modo del tutto normale anche se, purtroppo, la curva non scomparirà. A seconda dei gradi scoliotici, poi, lo specialista saprà consigliare il da farsi.

In che modo posso evitare che la mia scoliosi si aggravi?

Per evitare che la curva scoliotica degeneri e crei problemi, è possibile ricorrere ad alcuni trattamenti mirati che possono tenere sotto controllo l’evoluzione della patologia come l’utilizzo di un corsetto, l’attività fisica e, in casi più problematici, il ricorso alla chirurgia.

Per il bambino affetto da scoliosi è indicato praticare sport?

Nel caso in cui il bambino presenti scoliosi di tipo idiopatico può partecipare a qualunque tipo di sport, purché non sia affetto da dolori alla schiena derivanti proprio dal praticare l’attività sportiva in questione. In ogni caso, l’attività fisica è sempre consigliata a patto che sia prescritta e seguita dal medico professionista.

Il mio bambino è affetto da scoliosi: la sua vita potrà essere normale?

Certamente. Se il grado di scoliosi non implica la necessità di ricorrere alla chirurgia, chiunque sia affetto da scoliosi può condurre lo stesso tipo di attività di chi non ne è affetto. È raro che si debba adottare ferree restrizioni a quello che si può fare.

Come mi accorgo se il mio bambino ha la scoliosi?

I genitori possono capire se il proprio bambino sta sviluppando una curva scoliotica osservandolo con attenzione. Prima di tutto, ad esempio, durante il bagno o la doccia, controllando la schiena almeno fino all’età della scuola media. In secondo luogo verificando la postura, l’altezza delle spalle e la conformazione dei fianchi. Uno dei metodi più efficaci è quello descritto in precedenza: si fa chinare il bambino in avanti con le gambe tese per verificare se la colonna vertebrale è diritta o se mostra delle torsioni. Il ricorso allo specialista resta in ogni caso la soluzione più corretta.

Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per qualunque dubbio o necessità, contattateci con fiducia.

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