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	<title>Centro Medico Petrazzuoli</title>
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	<description>La soluzione a tutti i problemi di Salute</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Feb 2024 13:23:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Adolescenza e benessere psicologico: quando intervenire?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 12:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’adolescenza è un momento della vita che può essere difficile da gestire per alcuni giovani. Durante questo periodo, infatti, i ragazzi e le ragazze sperimentano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6609"  class="panel-layout" ><div id="pg-6609-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6609-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6609-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6609-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>L’<strong>adolescenza</strong> è un momento della vita che può essere <strong>difficile da gestire</strong> per alcuni giovani. Durante questo periodo, infatti, i ragazzi e le ragazze sperimentano una vasta gamma di <strong>emozioni diverse</strong>, a volte per la prima volta, e questo può essere molto spesso fonte di <strong>stress e ansia</strong> per loro e per i loro genitori. Nella maggior parte dei casi, tutto rientra con la crescita: basta osservare ed essere presenti, senza allarmare o minimizzare i vissuti che provano, intervenendo con <strong>sensibilità e autorevolezza</strong> quando necessario, lasciando che sperimentino il mondo con responsabilità. Alcuni fattori ambientali, personali e sociali, però, assieme alle continue richieste che la società impone, ai repentini cambiamenti a cui siamo sottoposti e alle nuove forme di comunicazione e interazione sociale fanno sì che questo periodo risulti ancora più complicato ed estenuante per alcuni adolescenti. In questi casi risulta importante beneficiare di un’<strong>attenzione psicologica</strong>, che sappia intervenire senza giudicare, affinché siano rispettati i tempi e i modi di ognuno di progettarsi, di decodificare i propri vissuti e sperimentare nuove possibilità di interpretazione e gestione della propria realtà.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_1" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’adolescente tra rotture e nuove alleanze</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>La parola <strong>adolescenza</strong>, che deriva dal latino e significa appunto <strong>crescita</strong>, indica una precisa fase dello sviluppo caratterizzata da una <strong>complessità di variabili psicologiche e sociali</strong> strettamente interdipendenti. Gli adolescenti cercano principalmente di capire <strong>chi sono</strong> e <strong>quale è il loro posto nel mondo</strong>, provano a costruirsi una propria <strong>identità</strong>, sperimentano un processo di <strong>auto-scoperta</strong> e di <strong>ricerca di senso</strong>, che a volte può apparire strano, inspiegabile, incomprensibile agli adulti. Sicuramente è un periodo difficile che può portare a sentimenti di <strong>insicurezza e vulnerabilità</strong>, ma rappresenta anche una grande <strong>opportunità di crescere</strong> e svilupparsi al meglio, secondo le proprie <strong>reali inclinazioni</strong>. Per diversi studiosi (vedi Sagliocco, 2023), l’adolescenza può essere paragonata a una vera e propria fase <strong>liminale</strong>, una <strong>zona di confine</strong> in cui si perdono molti dei punti di riferimento prima di allora considerati primari e ci si affanna in una <strong>destrutturazione altamente creativa</strong>, allo scopo di far emergere <strong>nuovi paradigmi e configurazioni di sé</strong>. Proprio per questo, non è raro che un adolescente condivida di sperimentare <strong>ansia, paura</strong> o <strong>agitazione</strong>. A volte non sa neanche bene come spiegare questa sensazione: racconta di sentirsi <strong>fuori luogo, inappropriato, impotente</strong>; altre volte descrive prevalentemente <strong>sintomi fisici</strong> (mal di testa, disturbi gastrointestinali, vomito, vertigini, ecc.); altre ancora di voler lasciare la scuola o di non frequentare più <strong>attività sportive/ludico-sociali</strong> che svolgeva prima, allontanandosi anche dal <strong>gruppo dei pari</strong>. La <strong>dimensione sociale</strong> diventa molto spesso il fulcro dei problemi e delle <strong>necessità esistenziali</strong>, così come la <strong>dimensione corporea</strong>: quel corpo che <strong>sente, percepisce e abita il mondo</strong> prima ancora di pensarlo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_2" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Se e quando intervenire: opportunità o problematicità?</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Stress, pressione sociale, paura del futuro e difficoltà scolastiche possono favorire vissuti di <strong>ansia</strong> e fragilità negli adolescenti, che possono a loro volta sfociare in <strong>sentimenti depressivi</strong>, condizioni di <strong>auto-isolamento</strong>, <strong>agiti impulsivi</strong>, <strong>dipendenze</strong>, <strong>disordini alimentari</strong>, e così via. A volte assistiamo a picchi di <strong>sofferenza</strong> e instabilità che ci sembrano <strong>anomali</strong>, portavoce di un’altalena di emozioni che nella maggior parte dei casi si riassestano però in breve tempo. Non bisogni <strong>problematizzare</strong> o, per meglio dire, “<strong>psicopatologizzare</strong>”, un periodo che è fatto già di per sé di instabilità emotiva e cambiamenti, non bisogna allarmarsi se a volte ci sono giorni più altalenanti di altri, ma se l’adolescente fa <strong>richiesta</strong> di essere ascoltato, si sente incompreso, si isola o mette in atto comportamenti pericolosi per sé e/o per gli altri, preoccupando genitori e insegnanti, allora l’idea di rivolgersi ad uno <strong>psicologo</strong> potrebbe aiutare il giovane e il suo nucleo familiare a comprendere meglio ciò che sta succedendo.</p>
<p>Secondo l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> indicatori di sofferenza psicologica in adolescenza sono:</p>
<ul>
<li><strong>Peggioramento</strong> del rendimento scolastico, con calo improvviso e significativo;</li>
<li><strong>Stanchezza</strong> e radicale perdita di interesse per le attività che prima erano invece sentite come appassionanti;</li>
<li><strong>Difficoltà</strong> di concentrazione, di memoria e pensieri incomprensibili;</li>
<li><strong>Riduzione</strong> della cura personale;</li>
<li><strong>Eccessivi sbalzi</strong> di umore;</li>
<li><strong>Ritiro sociale</strong> e cambiamenti nelle relazioni (si preferisce restare a casa, anziché frequentare amici, parenti o situazioni sociali).</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_3" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come intervenire? L’approccio fenomenologico all’adolescente e alla sua famiglia</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>L’avere cura del ragazzo o della ragazza adolescente in ambito psicologico può assumere diverse forme: in linea generale, in qualità di genitori, saper essere presenti e pronti all’ascolto, senza sminuire o giudicare, può già fare tanto, facilitando la <strong>richiesta</strong> di <strong>aiuto</strong> e la <strong>condivisione</strong> delle proprie <strong>difficoltà</strong>. Per il genitore, riprendere contatto con la propria esperienza di adolescenza facilita il <strong>confronto</strong>, in quanto predispone alla <strong>comprensione</strong> empatica di ciò che sta vivendo il proprio figlio, ma anche a <strong>evidenziarne</strong> le <strong>differenze</strong>, per entrare meglio in <strong>sintonia</strong> con la sua <strong>unicità</strong> e <strong>particolarità</strong>. Uno dei faticosi <strong>compiti</strong> del genitore è, infatti, <strong>sostenere</strong> i propri figli nel percorso di <strong>individualizzazione</strong> e <strong>soggettivazione</strong> insito nella <strong>crescita</strong>, aiutandolo a far <strong>emergere</strong> la parte più <strong>autentica</strong> di sé, anche se questo significa sentirlo <strong>altro</strong> da sé, <strong>diverso</strong>, un <strong>individuo</strong> con le proprie <strong>idee</strong> e <strong>inclinazioni</strong>. Proprio per questo, chiedere una <strong>consulenza</strong> ad uno psicologo non significa ricevere un’<strong>etichetta</strong> <strong>diagnostica</strong>, ma avere un aiuto <strong>professionale</strong> nel <strong>comprendere</strong> meglio ciò che sta succedendo e <strong>intervenire</strong>, considerando tutte le <strong>dimensioni</strong> di <strong>vita</strong> (scolastica, familiare, sociale, ecc.). <strong>Intervenire</strong> su più <strong>piani</strong> risulta necessario per aiutare l’adolescente, in quanto le <strong>difficoltà</strong> tendono a <strong>ripresentarsi</strong> anche in età <strong>adulta</strong> e sotto varie <strong>forme</strong>. Rivolgersi ad uno psicologo potrebbe, quindi, facilitare questo <strong>percorso</strong>, anche attraverso varie <strong>modalità</strong>. La <strong>psicoterapia</strong> <strong>individuale</strong>, ad esempio, risulta utile nell’aiutare ad <strong>esprimere</strong> i vissuti <strong>emotivi</strong> e <strong>dargli</strong> un nuovo <strong>senso</strong>, <strong>identificare</strong> e <strong>sostituire</strong> schemi di <strong>pensiero</strong> <strong>inappropriati</strong>, migliorare la comprensione di sé e degli altri, e così via; la <strong>terapia</strong> <strong>familiare</strong> può aiutare a <strong>sviluppare</strong> relazioni più <strong>sane</strong> con i genitori e/o altri <strong>membri</strong> della <strong>famiglia</strong>; la <strong>terapia</strong> di <strong>gruppo</strong> facilita gli adolescenti a sviluppare relazioni <strong>positive</strong> con i loro <strong>coetanei</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_4" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Perché rivolgersi al Centro Medico Petrazzuoli? </h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-8" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Particolarità del nostro centro è quella di dare la possibilità ai pazienti di potersi servire in un’unica struttura di diverse <strong>consultazioni</strong>, nel caso ce ne fosse <strong>bisogno</strong>, e poter così avvalersi facilmente di una <strong>équipe</strong> multidisciplinare che possa lavorare eventualmente su diversi <strong>piani</strong> di <strong>intervento</strong>. Nel nostro centro, ad esempio, oltre alle sedute di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/psicologia/"><strong>psicoterapia</strong></a>, è possibile richiedere consulti di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/nutrizione/"><strong>nutrizionisti</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/neuropsichiatria-infantile/"><strong>neuropsichiatri</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/pediatria/"><strong>pediatra</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/logopedia/"><strong>logopedisti</strong></a>, ecc. in modo da poter lavorare efficacemente e con maggiore <strong>risolutezza</strong>. All’interno della <strong>equipe</strong>, poi, viene accolta e analizzata la <strong>domanda</strong> della <strong>persona</strong>, mettendo in campo <strong>competenze</strong> diverse e analizzando i vari punti di <strong>forza</strong> e di <strong>fragilità</strong>, quindi definendo un <strong>progetto</strong> <strong>integrato</strong> per un intervento <strong>globale</strong> e mirato ad ogni singolo caso, al fine di trovare la <strong>soluzione</strong> più adatta per quell’<strong>individuo</strong> e la sua <strong>famiglia</strong>. Affrontare una <strong>questione</strong> da più punti di <strong>vista</strong> permette, infatti, di <strong>abbreviare</strong> i tempi dell’intervento, <strong>agire</strong> in modo esaustivo e <strong>consolidare</strong> e <strong>monitorare</strong> le <strong>modificazioni</strong> e gli <strong>obiettivi</strong> raggiunti nel tempo.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6609-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6609-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="9" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="10" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott.ssa Immacolata Zarrella</h4><p class="team-position">Psicologa Psicoterapeuta </p></div></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="11" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-2" ><hr id="widget_divider_1" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="12" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-3" id="ws-1" ><div id="widget_headline_5" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="13" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_1" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="14" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Telefono</strong></p>
<p>Dal Lunedì al Venerdì<br />
dalle ore 08:30 alle ore 19:00<br />
Sabato dalle ore 08:30 alle ore 12:00</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6609-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-6" ><div id="widget_headline_6" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-7" ><div id="widget_headline_7" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-8" ><hr id="widget_divider_2" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_2" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Whatsapp</strong></p>
<p>Nel testo del messaggio scrivi i tuoi dati e la prestazione richiesta.<br />
Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6609-0-1-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-11" ><div id="widget_headline_8" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 331.2428683</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-12" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-12" ><hr id="widget_divider_3" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-13" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-13" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_3" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-envelope-o fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-14" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-14" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
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<p>Nel caso la <strong>resistenza</strong> ad andare a scuola perduri da più di due settimane, il ragazzo o la ragazza fanno chiamare a casa, accusando <strong>malesseri</strong> vari, risulta necessario intervenire tempestivamente chiedendo aiuto ad uno <strong>specialista</strong>. In genere, accusare l’adolescente o <strong>minimizzare</strong> ciò che prova farà sì che tenderà a spostare la sua difficoltà maggiormente su sintomi <strong>fisici</strong>. Provate a tranquillizzarlo e cercate di essergli vicino in questo momento di particolare <strong>cambiamento</strong>: molto spesso i primi anni delle scuole superiori sono periodi <strong>intensi</strong> e <strong>difficili</strong>, vengono avanzate tantissime richieste ai nostri figli, di tipo scolastico, sociale e personale, a cui è complesso fare fronte. Anche coinvolgere la scuola, attraverso il coordinatore di classe, ad esempio, potrebbe essere d’aiuto per un rientro graduale e una <strong>sensibilizzazione</strong> del corpo docente e della classe alle <strong>dinamiche</strong> di gruppo.</p>
<h3>Cosa fare se mio/a figlio/a si rifiuta di fare cose che prima faceva volentieri?</h3>
<p>È importante che nostro figlio si senta compreso anche nel suo processo di <strong>esplorazione</strong> e <strong>soggettivazione</strong> di sé e del suo mondo, accettando che possa cadere, ma facendo comunque attenzione che non si faccia male. Sicuramente può essere utile spiegargli cos’è l’<strong>ansia</strong>, che non è pericolosa, che ha una durata limitata e che molto spesso si attiva anche solo attraverso un pensiero che non è detto che si avveri. Anzi, questi pensieri a volte gli fanno credere cose che non accadranno mai, ma è importante offrirgli uno spazio non giudicante di confronto per <strong>rassicurarlo</strong> al meglio. Molto spesso, esserci, già solo con la nostra <strong>presenza</strong>, può essere d’aiuto, senza minimizzare o esagerare i <strong>vissuti</strong>.</p>
<h3>Mio/a figlio/a si chiude sempre in camera e pare non voler più avere contatti con gli altri</h3>
<p>Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un fenomeno particolare tra gli adolescenti di tutto il mondo, ossia il fenomeno degli <strong>Hikikomori</strong>. Con tale termine ci si riferisce a quei ragazzi che decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria abitazione, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno, talvolta nemmeno con i propri genitori. Il sito Hikikomori Italia riporta che In Italia si stimino, solo nella fascia studentesca, tra i 50mila e i 70mila casi, soprattutto tra i giovani dai 14 ai 30 anni, principalmente maschi (tra il 70% e il 90%), anche se il numero delle ragazze isolate potrebbe essere sottostimato. Le <strong>cause</strong> possono essere molteplici, una combinazione di fattori <strong>individuali</strong>, <strong>familiari</strong> e <strong>sociali</strong> che portano il ragazzo o la ragazza a sentirsi inadeguato, frustrato e impotente di fronte alle <strong>aspettative</strong> e alle <strong>pressioni</strong> che la società gli impone. Sempre il sito Hikikomori Italia riporta come fattori predisponenti: la <strong>difficoltà</strong> di trovare il proprio ruolo e la propria identità in una società complessa e competitiva, che richiede prestazioni elevate in ambito scolastico, lavorativo e relazionale; il <strong>conflitto</strong> tra i <strong>valori</strong> tradizionali e quelli moderni, che genera <strong>confusione</strong> e <strong>senso di colpa</strong> nei giovani, che si sentono in dovere di rispettare le norme imposte dalla famiglia e dalla cultura, ma allo stesso tempo desiderano esprimere la propria individualità e libertà; il <strong>bullismo</strong> e la <strong>discriminazione</strong> da parte dei coetanei, che possono essere fonte di <strong>umiliazione</strong>, <strong>paura</strong> e <strong>rabbia</strong> per chi non si conforma agli standard di bellezza, di successo e di popolarità; la <strong>dipendenza</strong> da <strong>Internet</strong> e dai <strong>videogiochi</strong>, che offrono una via di fuga dalla realtà e una gratificazione immediata, ma che al tempo stesso rinforzano l’isolamento e la perdita di contatto con la realtà.</p>
<p>Le conseguenze di questo <strong>isolamento</strong> sono molteplici e possono diventare molto gravi, sia sul piano <strong>fisico</strong> che su quello <strong>psicologico</strong>:</p>
<ul>
<li>la <strong>compromissione</strong> dello sviluppo <strong>fisico</strong>, dovuta alla mancanza di esercizio, di luce solare e di una dieta equilibrata, che, come sappiamo, può portare a problemi di salute come <strong>obesità</strong>, <strong>malnutrizione</strong>, <strong>insonnia</strong>, disturbi della vista e del sonno;</li>
<li>la compromissione dello sviluppo cognitivo, dovuta alla mancanza di stimoli, di apprendimento e di creatività, con conseguenti problemi di memoria, di attenzione, di ragionamento e di linguaggio;</li>
<li>la compromissione dello sviluppo emotivo, dovuta alla mancanza di relazioni, di affetti e di esperienze (e susseguenti problemi di autostima, di empatia, di regolazione delle emozioni e di gestione dei conflitti);</li>
<li>la compromissione dello sviluppo sociale, dovuta alla mancanza di integrazione, di partecipazione e di cooperazione.</li>
</ul>
<p>È evidente che l&#8217;<strong>isolamento</strong> totale e prolungato non è che l&#8217;ultima fase di un processo graduale, per cui risulta necessario attenzionare già ai primi campanelli di allarme, ossia il rifiuto saltuario di andare a scuola, utilizzando scuse di qualsiasi genere; <strong>abbandonare</strong> le attività che richiedono comunque una socializzazione; la <strong>preferenza</strong> per attività solitarie, ecc. Intervenire in queste prime fasi risulta ovviamente di fondamentale <strong>importanza</strong>. Attraverso i servizi psicologici, sociali e sanitari si offre un’<strong>assistenza</strong> personalizzata e integrata agli adolescenti e alle loro famiglie, basata sull’ascolto, sulla comprensione, sulla motivazione e sulla riabilitazione, al fine di favorire il recupero delle competenze, delle relazioni e della fiducia degli adolescenti, affinché possano ritrovare un nuovo senso di sé nella società.</p>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per qualunque <strong>dubbio</strong> o <strong>necessità</strong>, contattateci con <strong>fiducia</strong>.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6609-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/adolescenza-e-benessere-psicologico-quando-intervenire/">Adolescenza e benessere psicologico: quando intervenire?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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		<title>Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 15:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disturbo d’ansia da separazione è caratterizzato da un eccessivo timore del bambino ad allontanarsi da casa e separarsi dai genitori o altri adulti di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/ansia-da-separazione-nei-bambini-e-negli-adolescenti-cose-e-quando-intervenire/">Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6604"  class="panel-layout" ><div id="pg-6604-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6604-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6604-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6604-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Il <strong>disturbo d</strong><strong>’</strong><strong>ansia da separazione</strong> è caratterizzato da un eccessivo timore del bambino ad allontanarsi da casa e separarsi dai genitori o altri adulti di riferimento. Tale paura, oltre ad essere eccessiva e persistente da almeno 4 settimane, risulta anche inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo del bambino e capace di limitare le normali attività quotidiane: i bambini potrebbero rifiutarsi di andare a scuola o recarsi da un parente, ad esempio. Inoltre, in molti casi, si sperimenterebbe ansia e agitazione anche solo prefigurandosi mentalmente l’allontanamento (ansia anticipatoria).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_11" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I criteri diagnostici</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Secondo l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) per una diagnosi di Disturbo d’Ansia di Separazione vanno soddisfatti tre o più dei seguenti criteri:</p>
<ol>
<li>Ricorrente o eccessivo disagio quando ci si allontana o si prevede una separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento;</li>
<li>Persistente o eccessiva paura di perdere le figure di attaccamento o che accada loro qualcosa di brutto;</li>
<li>Persistente o eccessiva paura di imprevisti che possano allontanare dalle figure di riferimento (perdersi, essere rapito, incidenti, ecc.)</li>
<li>Rifiuto di uscire di casa per andare a scuola o altrove per paura della separazione;</li>
<li>Riluttanza a restare da soli o senza le principali figure di attaccamento a casa o in altri ambienti;</li>
<li>Rifiuto di dormire fuori casa o senza avere vicino le principali figure di attaccamento;</li>
<li>Ripetuti incubi che implicano il tema della separazione;</li>
<li>Ripetute lamentele di sintomi fisici (mal di testa, dolori di stomaco, nausea, vomito) quando si prevede la separazione.</li>
</ol>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_12" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Il Disturbo d’Ansia di Separazione potrebbe svilupparsi in seguito ad un particolare evento stressante nella vita del bambino (la morte di un genitore, di un animale domestico o di un parente, la malattia di un familiare, un episodio di ospedalizzazione, un cambio di scuola, di residenza o a seguito di una separazione/divorzio). Anche una iperprotezione familiare e un atteggiamento ansioso da parte di uno dei due genitori potrebbe predisporre il bambino a vivere con ansia la realtà che lo circonda. Alcuni studi evidenziano anche una componente genetica ed ereditaria in questo tipo di disturbi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_13" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come riconoscere l’ansia da separazione? I sintomi principali</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi principali riguardano sia la sfera fisica che quella cognitiva e comportamentale:</p>
<ul>
<li>I <strong>sintomi fisici </strong>possono essere mal di pancia, vertigini, battito cardiaco accelerato, respiro corto, sudorazione, ecc. Negli adolescenti sono molto più comuni mal di testa, palpitazioni, sensazioni di mancanza d’aria e attacchi di panico.</li>
<li>I <strong>sintomi cognitivi</strong> riguardano invece l’oggetto della preoccupazione del bambino: non essendoci ancora la capacità di motivare le proprie paure, i bambini più piccoli potrebbero condividere i loro pensieri negativi rifiutandosi semplicemente di svolgere le attività che predispongono ad un allontanamento dai propri genitori, senza però dare giustificazioni più precise. I bambini più grandi e gli adolescenti, invece, tendono a identificare le loro preoccupazioni come qualcosa di “brutto” che potrebbe accadere a loro o ai loro genitori.</li>
<li>I <strong>Sintomi comportamentali </strong>si riferiscono alle manifestazioni dell’ansia nel comportamento visibile. In genere, i più piccoli piangono, si disperano, si arrabbiano prima o durante l’episodio di separazione, rifiutandosi di svolgere qualsiasi attività. Gli adolescenti, invece, potrebbero rifiutarsi di dormire fuori casa, rimanere a casa da soli, andare in gita o uscire da soli, ecc.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_14" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quando preoccuparsi?</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Avere ansia per l’allontanamento dai propri adulti di riferimento è sano e adeguato nel normale sviluppo del bambino almeno fino ai 6 anni. Intorno agli 8 mesi i bambini cominciano a sperimentare la paura dell’estraneo e questo fa sì che cerchino maggiormente la presenza del genitore. Tra i 18 e i 24 mesi, nonostante il bisogno crescente di esplorare il mondo, i bambini sentono sempre l’esigenza di ritornare dai propri genitori alla ricerca di rassicurazioni e sicurezza. Questa modalità perdurerà per diversi anni, fintanto che il bambino non si sentirà sicuro di esplorare l’ambiente, certo che i suoi genitori saranno sempre lì ad accoglierlo.  Quando invece subentra l’ansia da separazione questa rende ogni piccola e breve separazione faticosa e stressante per i genitori e per il bambino: l’ansia, infatti, diventa eccessiva e inadeguata e il bambino sente di non potersi distaccare dai propri genitori per alcun motivo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_15" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come diagnosticare l’ansia da separazione?</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>La diagnosi di disturbo d&#8217;ansia da separazione è basata sull&#8217;anamnesi e sull&#8217;osservazione/descrizione delle scene di separazione al neuropsichiatra o allo psicologo psicoterapeuta di riferimento. Verranno considerati i criteri previsti dal DSM 5 ed eventualmente la somministrazione di test specifici per l’infanzia. Le manifestazioni devono essere presenti da almeno 4 settimane e causare disagio significativo o deficit del funzionamento (ad esempio, i bambini non sono in grado di partecipare ad attività sociali o scolastiche adeguate all&#8217;età).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_16" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come intervenire? L’importanza di rivolgersi ad un centro specializzato</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-12" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Curare l’ansia da separazione prevede un intervento psicoterapeutico individuale e familiare sia sul piano cognitivo che comportamentale. La presenza dei genitori risulta necessaria e importante, non solo per aumentare la fiducia e la compliance del bambino rispetto all’intervento, ma anche per fornire loro strumenti utili per la gestione dei comportamenti ansiosi. Intervenire su più piani risulta necessario per aiutare il bambino a crescere in modo sano, in quanto l’ansia tende a ripresentarsi anche in età adolescenziale e in età adulta sotto varie forme. Un’altra particolarità del nostro centro è quella di dare la possibilità ai pazienti di potersi avvalere di un’unica struttura nel caso vi fosse la necessità di richiedere una consultazione di tipo neuropsichiatrica infantile, ad esempio, in modo da poter risolvere esigenze più particolari in tempi rapidi.</p>
<p><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/psicologia/">L&#8217;ambulatorio di Psicologia</a> del Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per qualunque dubbio o necessità, contattateci con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6604-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6604-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="13" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="14" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott.ssa Immacolata Zarrella</h4><p class="team-position">Psicologa Psicoterapeuta </p></div></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-2" ><hr id="widget_divider_4" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6604-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-3" id="ws-2" ><div id="widget_headline_17" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_4" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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<p>Dal Lunedì al Venerdì<br />
dalle ore 08:30 alle ore 19:00<br />
Sabato dalle ore 08:30 alle ore 12:00</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6604-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-6" ><div id="widget_headline_18" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-7" ><div id="widget_headline_19" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-8" ><hr id="widget_divider_5" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6604-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_5" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
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</div></div></div><div id="panel-6604-0-1-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-last-child" data-index="28" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-15" ><div id="widget_headline_21" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">info@centromedicopetrazzuoli.it</h5></div></div></div></div></div></div><div id="pg-6604-1"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="siteorigin-panels-stretch row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6604-1" style="margin-bottom: 0; " data-stretch-type="full" ><div id="pgc-6604-1-0"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last" ><div id="panel-6604-1-0-0" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-first-child" data-index="29" ><div id="widget_headline_22" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Domande e Risposte frequenti</h2></div></div><div id="panel-6604-1-0-1" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="30" >			<div class="textwidget"><h3>Cosa può fare il genitore quando il bambino non vuole andare a scuola?</h3>
<p>Nel caso la resistenza ad andare a scuola perduri da più di un mese, il bambino fa chiamare a casa e si dispera senza alcuna possibilità di consolazione, risulta necessario intervenire tempestivamente chiedendo aiuto ad uno specialista. In genere, accusare il bambino o minimizzare il suo vissuto farà sì che tenderà a spostare la sua ansia su sintomi fisici. Provate a essere tranquilli e spiegate al bambino cosa gli sta succedendo. Intanto, coinvolgere la scuola per un rientro graduale e una sensibilizzazione del corpo docente.</p>
<h3>È meglio non dare importanza alle manifestazioni d’ansia?</h3>
<p>È importante che al bambino venga spiegato cosa sta provando. Dare un nome a tutto quello che provano li tranquillizza. Possiamo tranquillamente spiegare al bambino cos’è l’ansia, che non è pericolosa, che ha una durata limitata e che molto spesso si attiva anche solo attraverso un pensiero che non è detto che si avveri! Anzi, questi pensieri a volte gli fanno credere cose che non accadranno mai, ma è importante che il bambino li condivida per rassicurarlo al meglio. Se minimizziamo il problema il bambino non si sentirà capito e non ne parlerà facilmente. Premiamo anche i più piccoli sforzi e rassicuriamolo con calma.</p>
<h3>Potrebbe funzionare fare un piano della giornata?</h3>
<p>Preparare i bambini, spiegando loro il piano della giornata è molto efficace e rassicurante. i bambini sentono di poter aver un miglior controllo sugli eventi e di riuscire a gestirli meglio. Intervenire su più fronti è necessario per aiutare il bambino a smussare l’atteggiamento ansioso e fornire a lui e alla sua famiglia strategie per tollerare i cambiamenti, anche per il futuro, per questo risulta necessario coinvolgere uno specialista che possa aiutare il sistema familiare a lavorare su più dimensioni.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6604-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/ansia-da-separazione-nei-bambini-e-negli-adolescenti-cose-e-quando-intervenire/">Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Calcolosi Renale: un problema ricorrente e frequente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 15:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nefrologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La calcolosi renale è una patologia molto frequente con una prevalenza elevata nei paesi industrializzati; in Italia poco meno del 10% della popolazione ne è</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6588"  class="panel-layout" ><div id="pg-6588-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6588-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6588-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6588-0-0-0" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-first-child" data-index="0" ><div id="widget_headline_23" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Epidemiologia e storia clinica</h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-1" class="so-panel widget_text" data-index="1" >			<div class="textwidget"><p>La calcolosi renale è una patologia molto frequente con una prevalenza elevata nei paesi industrializzati; in Italia poco meno del 10% della popolazione ne è afflitto. Tale patologia è caratterizzata dalla presenza di piccoli sassolini, calcoli appunto, lungo il decorso delle vie urinarie. L’esistenza della calcolosi risale a migliaia di anni fa: nel 1901 è stato scoperto in un bacino di una mummia un residuo di un calcolo che probabilmente affliggeva la salma; in vari trattati di medicina risalenti all’antica Mesopotamia, alla Grecia e ai Romani è citata questa patologia, della quale ne veniva descritta sia la possibilità terapeutica con soluzioni o sciroppi galenici o talvolta delle litotomie approssimative alla quale però il tasso di sopravvivenza era severamente basso. Il termine calcolo proviene dal latino “calculus” che vuol dire “piccolo sasso”, proprio per descrivere la presenza di questo piccolo sassolino nel rene o nelle vie urinarie.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-0-2" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="2" ><div id="widget_headline_24" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come si diagnostica?</h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-3" class="so-panel widget_text" data-index="3" >			<div class="textwidget"><p>La presenza di una microlitiasi (spesso denominata anche “rennella”) osservata molto spesso in maniera occasionale durante un’ecografia renale, rappresenta una condizione di rischio per una futura calcolosi o litiasi renale. La calcolosi di solito si presenta in maniera acuta con dolore forte, sordo ed irradiato per tutta la zona lombare, che rende difficile il riposo ed il mantenimento della stazione eretta: molto spesso è necessario l’accesso in pronto soccorso per la risoluzione della sintomatologia acuta. La diagnosi la si effettua per l’appunto attraverso l’ausilio di un ecografo o in casi più gravi e di difficile visualizzazione ecografica con esame TC e la terapia prevede sempre l’impiego di un antidolorifico per sedare il dolore.</p>
<p>Esistono fattori di predisposizione alla calcolosi che possiamo classificare in:</p>
<ul>
<li><strong>Fattori Dietetici</strong>: ridotta idratazione (o impiego di acque con alto residuo fisso a 180°), dieta ricca di sale, dieta iperproteica, ridotto consumo di vegetali e frutta;</li>
<li><strong>Fattori Metabolici</strong>: obesità, ipertensione, iperuricemia, iperparatiroidismo, malattia di Chron o Rettocolite Ulcerosa;</li>
<li><strong>Fattori Renali</strong>: rene a spugna midollare, acidosi tubulare, ipercalciuria, iperuricuria, iperossalaturia, IVU o pielonefriti ricorrenti.</li>
<li><strong>Fattori genetici</strong>: mutazioni genetiche causanti la Malattia di Dent, l’Iperossalaturia primitiva e cistinuria, che si manifestano con eventi di calcolosi già in età pediatrica.</li>
</ul>
<p>Di solito dopo una colica renale con espulsione del calcolo è risultato abbastanza utile l’analisi metabolica del calcolo: questa permette di analizzare i minerali di cui è composto il calcolo e favorendo una terapia mirata di prevenzione, come descritto successivamente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-0-4" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="4" ><div id="widget_headline_25" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title"> Classificazione eziologica</h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-5" class="so-panel widget_text" data-index="5" >			<div class="textwidget"><p>I calcoli si classificano in base all’eziologia in cinque tipi:</p>
<ol>
<li><strong>Ossalato di calcio (80%):</strong><br />
<em>Marrone scuro/ Nero Urine Acide<br />
</em><br />
Dieta ipocalcica.<br />
Malattie infiammatorie intestinali.<br />
Riduzione Citrato urinario.</li>
<li><strong>Fosfato di Calcio (5-10%)<br />
</strong><em>Bianco sporco Urine alcaline.<br />
</em><br />
Infezioni vie urinarie.<br />
Riduzione Citrato Urinario</li>
<li><strong>Acido urico (5-10%)</strong><br />
<em>Giallo/marrone/ Rosso Urine acide.</em></p>
<p>Iperuricemia ed iperuricuria.<br />
Dieta ricca di proteine animali e frattaglie.<br />
Dieta ricca di frutti di mare.<br />
Riduzione Citrato Urinario</li>
<li><strong>Struvite (10-15%</strong>)<br />
<em>Bianco sporco<br />
</em><br />
Calcoli di fosfato-triplomagnesiaco e carbonato-apatite<br />
Infezioni delle vie urinarie e/o Pielonefrite.<br />
Rari casi necessario intervento di litotomia.</li>
<li><strong>Cistina (1-2%)<br />
</strong> <em>Rosa/giallo<br />
</em><br />
Malattia genetica con elevata escrezione di cistina.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I fattori più frequenti di predisposizione alla calcolosi sono:</p>
<ul>
<li>Sovrasaturazione delle urine</li>
<li>Scarsa idratazione o idratazione con acque mineralizzate con residuo fisso a 180° non adeguato</li>
<li>Riduzione dei livelli di citrato urinario (diarrea cronica, acidosi tubulare, dieta iperproteica)</li>
<li>Infezioni delle vie urinarie recidivanti</li>
<li>Microlitiasi</li>
</ul>
<p>Pertanto, in presenza di questi fattori di predisposizione ogni paziente dovrebbe fare una valutazione nefrologica con esame ecografico, per quantificare il grado di rischio di un evento di calcolosi ed attuare le modifiche dietetiche ed ambientali per evitarne la presentazione.</p>
<p>Un semplice esame urine può orientare lo specialista nefrologo ad una condizione di calcolosi: il riscontro di cristalluria (cristalli di urato, ossalato, fosfato di calcio) e variazioni del pH urinario possono rappresentare manifestazioni di una calcolosi in corso o di una condizione di predisposizione alla stessa (questo nei pazienti con microlitiasi caliceale). Di solito si può richiedere un approfondimento diagnostico con misurazioni dell’escrezione di calcio, ossalato, citrato, urato e fosfato e cistina nelle urine per un’analisi metabolica più accurata della condizione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-0-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="6" ><div id="widget_headline_26" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quali rischi con calcoli renali?</h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-7" class="so-panel widget_text" data-index="7" >			<div class="textwidget"><p>Il paziente con calcolosi renale e/o con colica renale presenta diversi rischi, se non effettuata quanto prima una valutazione nefrologica ed un trattamento della condizione in corso ed è rappresentato da:</p>
<ul>
<li>Episodi recidivanti di colica renale</li>
<li>Infezione del calcolo con IVU e nei casi gravi Pielonefrite ed Urosepsi</li>
<li>Malattia Renale Cronica con andamento progressivo</li>
<li>Alterazioni anatomiche dei calici renali</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-0-8" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="8" ><div id="widget_headline_27" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La Colica Renale</h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-9" class="so-panel widget_text" data-index="9" >			<div class="textwidget"><p>La Colica Renale è una condizione patologica caratterizzata da un evento acuto in cui si è avuta la formazione di un calcolo nei calici renali e genera dolore irradiato ai lombi e alla gamba, che rende impossibile sia la stazione eretta che la deambulazione. Tale condizione nel 70% dei casi richiede l’accesso al Pronto Soccorso del nosocomio più vicino e addirittura nel 10% richiede ricovero in un reparto per la gestione delle complicanze. La terapia è rappresentata essenzialmente da:</p>
<ul>
<li>Soluzioni cristalloidi per via endovenosa (idratazione)</li>
<li>Antiinfiammatori per la gestione del dolore</li>
<li>Miorilassanti</li>
</ul>
<p>La risoluzione della colica renale dipende da:</p>
<ul>
<li>Dimensioni del calcolo</li>
<li>Mobilizzazione del calcolo nelle vie urinarie (ed espulsione)</li>
<li>Presenza di malattia renale cronica o di condizione di calcolosi</li>
</ul>
<p>Minore è la dimensione del calcolo, più facile è la mobilizzazione ed eventuale espulsione e quindi la risoluzione dell’evento acuto senza complicanze; la presenza di malattia renale cronica e/o condizione di preesistente calcolosi renale rende più difficile la mobilizzazione e può favorire la cronicizzazione della condizione. Per tale motivo risulta molto importante che un paziente con calcolosi renale sia in follow-up nefrologico, così da ridurre gli eventi acuti.</p>
<p>Nei casi più gravi una calcolosi può richiedere la litotrissia e/o la rimozione endo-ureterale del calcolo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-0-10" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="10" ><div id="widget_headline_28" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Terapia </h2></div></div><div id="panel-6588-0-0-11" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="11" >			<div class="textwidget"><p>La terapia è mirata alla tipologia di calcolosi diagnosticata: l’impiego del citrato di potassio e del citrato di potassio e magnesio ha un’azione utile nei tubuli renali a favorire la solubilizzazione dei metaboliti, così da evitare l’aggregazione e la formazione del calcolo. Ovviamente le terapie fai da te e senza un visita nefrologica non si sono dimostrate efficaci nella gestione clinica della calcolosi.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6588-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6588-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6588-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="13" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott. Filippo De Stefano</h4><p class="team-position">Specialista in Nefrologia ed Ecografia</p></div></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="14" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-2" ><hr id="widget_divider_7" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6588-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-3" id="ws-3" ><div id="widget_headline_29" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_7" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
</div></div></div><div id="panel-6588-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-6" ><div id="widget_headline_30" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-7" ><div id="widget_headline_31" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-8" ><hr id="widget_divider_8" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6588-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_8" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6588-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6588-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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<p>Il sintomo principale è un dolore acuto e sordo a livello della zona lombare del rachide che si irradia alla gamba, che rende difficile la stazione eretta e la deambulazione e si giova solo se il paziente si mette seduto o sdraiato. E’ un dolore che peggiora con il passare dei minuti o ore, se non si interviene con terapia.</p>
<h3>Soffro di calcolosi renale da anni e la creatinina sta aumentando, cosa devo fare?</h3>
<p>Il paziente con calcolosi renale è di per sé un paziente suscettibile alla malattia renale cronica e come tale, se non trattata in maniera adeguata e non gestita da uno specialista nefrologo può causare la progressione del danno renale fino all’insufficienza renale terminale con necessità di terapia dialitica sostitutiva.</p>
<h3>All’esame urine sono comparsi dei cristalli, cosa devo fare?</h3>
<p>Il riscontro di cristalluria identifica una condizione di microlitiasi/litiasi, che se non associata ad evento pregresso di colica renale, risulta al momento asintomatica. Questo rappresenta il momento migliore per una visita nefrologica con ecografia così da valutare la situazione ecografica renale ed iniziare terapia di profilassi.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6588-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/nefrologia/calcolosi-renale-un-problema-ricorrente-e-frequente/">Calcolosi Renale: un problema ricorrente e frequente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Osteopatia neonatale e pediatrica, come aiutare il tuo bimbo?</title>
		<link>https://www.centromedicopetrazzuoli.it/osteopatia/osteopatia-neonatale-e-pediatrica-come-aiutare-il-tuo-bimbo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’osteopatia neonatale e l’osteopatia pediatrica sono due rami dell’osteopatia che si concentrano sul trattamento di alcuni disagi che coinvolgono sia i neonati che i bambini,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/osteopatia/osteopatia-neonatale-e-pediatrica-come-aiutare-il-tuo-bimbo/">Osteopatia neonatale e pediatrica, come aiutare il tuo bimbo?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6579"  class="panel-layout" ><div id="pg-6579-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6579-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6579-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6579-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>L’osteopatia neonatale e l’osteopatia pediatrica sono due rami dell’osteopatia che si concentrano sul trattamento di alcuni disagi che coinvolgono sia i neonati che i bambini, rispettivamente, almeno fino all’adolescenza. Questi campi dell’osteopatia sono fondamentali per il benessere dei più piccoli, poiché possono aiutare a risolvere una serie di problemi di salute comuni in queste fasi della vita.</p>
<p>Nell’ambito dell’osteopatia neonatale, l’osteopata lavora con i neonati per trattare una serie di condizioni, tra cui coliche, problemi di allattamento e disturbi del sonno, che vedremo meglio in dettaglio più avanti. Questo tipo di osteopatia può anche essere utile per i neonati che hanno subito un parto difficile o traumatico.</p>
<p>L’osteopatia pediatrica si concentra, invece, sul trattamento dei bambini più grandi. Questo può includere il trattamento di problemi come l’asma, le infezioni dell’orecchio e i problemi posturali. L’osteopatia pediatrica può anche essere utile per i bambini che hanno subito infortuni o che hanno problemi di sviluppo.</p>
<p>In questo articolo esploreremo in dettaglio sia l’osteopatia neonatale sia quella pediatrica, e discuteremo delle varie condizioni che possono essere trattate con queste tecniche, spiegando come un osteopata può aiutare i piccoli pazienti a vivere una vita più sana e felice.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_35" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Che cos&#039;è l&#039;osteopatia?</h2></div></div><div id="panel-6579-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Prima di tutto cerchiamo di comprendere che cos’è l’osteopatia, dandone una definizione precisa: <strong>l&#8217;osteopatia è una disciplina che si occupa della salute dell&#8217;individuo attraverso la valutazione e il trattamento delle disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale</strong>. È importante sottolineare subito che l&#8217;osteopatia si basa sul principio che il corpo possiede la capacità di autoregolarsi e di guarire se le sue strutture sono in equilibrio e armonia. L&#8217;osteopata utilizza tecniche manuali per ristabilire la mobilità e la funzionalità dei tessuti, favorendo così il benessere generale del paziente. Trattandosi di una professione molto articolata oltre che delicata, l&#8217;osteopata deve aggiornare costantemente le sue competenze attraverso la formazione continua. I professionisti che compongono lo staff del Centro Medico Petrazzuoli riqualificano e perfezionano continuamente il loro bagaglio di conoscenze su questa specializzazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_36" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le condizioni trattate con l’osteopatia</h3></div></div><div id="panel-6579-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p><strong>L&#8217;osteopatia può rivelarsi utile per prevenire e trattare diverse condizioni</strong>, in quanto può sussistere come fattore scatenante alla base di tutta una serie di disturbi e problematiche.</p>
<p>Proviamo a elencare quelli più noti:</p>
<ul>
<li>mal di schiena, cervicalgia, lombalgia, sciatalgia</li>
<li>cefalea, vertigini, acufeni</li>
<li>disturbi digestivi, gastriti, stipsi, colon irritabile</li>
<li>disturbi respiratori, asma, bronchite</li>
<li>disturbi ginecologici, dismenorrea, infertilità</li>
<li>disturbi pediatrici, coliche, plagiocefalia, otiti</li>
<li>disturbi posturali, scoliosi, cifosi</li>
<li>traumi sportivi, tendiniti, contratture</li>
<li>stress, ansia, insonnia</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;osteopatia si avvale di una metodologia clinica basata sull&#8217;anamnesi, l&#8217;esame obiettivo e i test specifici per individuare le cause delle disfunzioni e le aree da trattare</strong>. L&#8217;osteopata non usa farmaci né strumenti invasivi, ma solo le sue mani per applicare tecniche di manipolazione articolare, mobilizzazione muscolare, stretching fasciale, rilascio viscerale e cranio-sacrale. Da sottolineare che <strong>l&#8217;osteopata non sostituisce il medico né il fisioterapista, ma collabora con loro</strong> per offrire al paziente un approccio integrato e personalizzato.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_37" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">In cosa consiste il lavoro dell’osteopata</h2></div></div><div id="panel-6579-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Il lavoro dell’osteopata consiste, in generale, nel valutare lo stato di salute del paziente, individuando le cause dei suoi problemi e intervenendo con manipolazioni mirate sui tessuti muscolari, articolari, viscerali e cranio-sacrali. L’obiettivo è quello di ripristinare l’equilibrio tra le diverse parti del corpo, favorendo il naturale processo di guarigione.</p>
<p>L’osteopata si basa, nel suo lavoro, su una visione olistica dell’essere umano, considerando la sua unità funzionale e la sua interazione con l’ambiente. Per questo motivo non si limita a trattare i sintomi, ma cerca di individuare e correggere le disfunzioni che ne sono alla base, tenendo conto anche degli aspetti psicologici ed emotivi del paziente. L’osteopata, come abbiamo visto, può intervenire in diversi ambiti, come la prevenzione, il benessere, la riabilitazione, e può trattare problemi di diversa natura. Oltre al costante aggiornamento delle sue competenze, deve possedere anche una buona capacità di osservazione, ascolto e comunicazione con il paziente, soprattutto quando quest’ultimo è un bambino. Dopo questa panoramica sull’osteopatia e sulla figura dell’osteopata in un ambito più generale, esamineremo ora in modo più approfondito le due branche specifiche di osteopatia che rappresentano l’argomento centrale di questo articolo: l’osteopatia neonatale e pediatrica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_38" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’osteopatia neonatale</h2></div></div><div id="panel-6579-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale è una disciplina che si sta diffondendo sempre di più tra i genitori che vogliono offrire ai loro figli una terapia dolce e naturale per risolvere o prevenire alcuni disturbi comuni nei primi mesi di vita</strong>. Nelle prossime righe, cercheremo di descrivere in modo approfondito in che cosa consiste l&#8217;osteopatia neonatale e quali sono le principali patologie che può trattare.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_39" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Cos&#039;è l&#039;osteopatia neonatale</h3></div></div><div id="panel-6579-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>L&#8217;osteopatia neonatale è una branca dell&#8217;osteopatia, che come abbiamo visto è una terapia manuale che si basa sul principio che il corpo umano è un&#8217;unità funzionale e che la salute dipende dall&#8217;equilibrio tra le sue diverse strutture: scheletriche, muscolari, nervose, viscerali e circolatorie.</p>
<p>L’osteopata professionista si dedica all&#8217;analisi e alla gestione di possibili irregolarità o rigidità che potrebbero manifestarsi nel corpo dei neonati, e che potrebbero scatenare sintomi o malessere. Questo processo coinvolge l&#8217;utilizzo di una serie di approcci manuali delicati e non invasivi, che influenzano sia la componente muscolare e articolare, sia il sistema nervoso e gli organi interni del bambino.</p>
<p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale si rivolge ai bambini dalla nascita fino ai 2 anni di vita circa</strong>, un periodo cruciale per lo sviluppo fisico e psichico del piccolo. Durante questo periodo, infatti, il neonato subisce numerosi cambiamenti e adattamenti al mondo esterno, che possono essere fonte di stress o di traumi. In particolare, il parto stesso può essere un evento traumatico per il bambino, che deve affrontare forti pressioni e sollecitazioni sul suo corpo ancora troppo delicato, soprattutto a livello del cranio. Questo può provocare delle alterazioni nella forma o nella mobilità delle ossa craniche, che possono influire negativamente sul funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico, responsabile della regolazione di tutte le funzioni vitali.</p>
<p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale ha lo scopo di ristabilire l&#8217;armonia tra le strutture corporee del neonato, favorendo il suo benessere generale e la sua crescita armoniosa</strong>. Si tratta soprattutto di una terapia preventiva, che permette di intercettare precocemente eventuali problemi e di correggerli prima che diventino più gravi o cronici.</p>
<p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale può apportare numerosi benefici alla salute e al benessere dei bambini</strong>. Ecco alcuni esempi degli effetti positivi:</p>
<ul>
<li>rendere migliore la qualità del sonno e diminuire l’eventuale insonnia</li>
<li>favorire la digestione e alleviare i problemi di reflusso, coliche e stitichezza</li>
<li>distendere il sistema nervoso e limitare lo stress</li>
<li>attivare il sistema immunitario ed evitare le infezioni</li>
<li>correggere eventuali disfunzioni cranio-sacrali, come la plagiocefalia o il torcicollo muscolare congenito</li>
<li>prevenire e trattare le difficoltà respiratorie, come il broncospasmo o l&#8217;asma</li>
<li>ottimizzare la postura e l’armonia motoria</li>
<li>sostenere lo sviluppo psico-emotivo e relazionale del bambino</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale può essere praticata fin dai primi giorni di vita del neonato, previa visita medica che escluda eventuali controindicazioni</strong>. Il consiglio è quello di effettuare almeno tre sedute, a distanza di una o due settimane l&#8217;una dall&#8217;altra, per ottenere i migliori risultati. Ogni seduta dura in genere circa 30 minuti e si svolge in un ambiente tranquillo e confortevole, in cui il bambino viene accolto con dolcezza e rispetto. L&#8217;osteopata utilizza le sue mani per esercitare delle pressioni leggere e precise sui punti chiave del corpo del neonato, seguendo il suo ritmo respiratorio e i suoi movimenti. L&#8217;obiettivo è di ristabilire l&#8217;equilibrio tra le diverse strutture corporee e di favorire il naturale processo di guarigione.</p>
<p><strong>L&#8217;osteopatia neonatale, dunque, è una pratica sicura ed efficace, che non presenta effetti collaterali né rischi per la salute del bambino</strong>, anzi può sicuramente contribuire a migliorare la qualità della vita del neonato e della sua famiglia, offrendo un supporto prezioso in una fase delicata e importante dello sviluppo. Se siete interessati a saperne di più o a prenotare una seduta, potete contattare l’<a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/osteopatia/">ambulatorio di Osteopatia del Centro Medico Petrazzuoli</a>, dove troverete personale qualificato e competente a vostra disposizione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_40" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le principali patologie trattate dall&#039;osteopatia neonatale</h3></div></div><div id="panel-6579-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>L&#8217;osteopatia neonatale può essere utile per trattare una varietà di disturbi che possono manifestarsi nei primi mesi di vita del bambino. Tra questi, i più comuni sono:</p>
<ul>
<li><strong>Difficoltà di suzione e allattamento:</strong> possono essere dovute a tensioni o blocchi a livello della mandibola, della lingua, del palato o della colonna nel tratto cervicale, che impediscono al neonato di attaccarsi correttamente al seno o al biberon. Questo può causare problemi di nutrizione, irritabilità, perdita di peso o rallentamento della crescita. L&#8217;osteopata può intervenire rilasciando le tensioni muscolari e articolari coinvolte nella suzione e favorendo la coordinazione tra respirazione e deglutizione.</li>
<li><strong>Coliche gassose:</strong> sono caratterizzate da episodi di pianto inconsolabile del bambino, associati a contrazioni dolorose dell&#8217;intestino e a gonfiore addominale. Possono essere causate da un&#8217;immaturità del sistema digestivo, da un&#8217;intolleranza al lattosio o da altri fattori. L&#8217;osteopata può aiutare a ridurre le tensioni viscerali e a stimolare il transito intestinale, alleviando il dolore e il disagio del piccolo.</li>
<li><strong>Reflusso gastroesofageo:</strong> si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell&#8217;esofago, provocando rigurgiti, vomiti, tosse, irritazione o difficoltà respiratorie. Può essere dovuto a problemi dello sfintere esofageo inferiore, che non riesce a impedire il reflusso, o a una pressione eccessiva sullo stomaco causata da tensioni diaframmatiche o addominali. L&#8217;osteopata può agire sulle cause meccaniche del reflusso, rilassando il diaframma e le strutture viscerali coinvolte.</li>
<li><strong>Plagiocefalia posizionale:</strong> è una deformazione della forma del cranio, dove quest’ultimo può assumere un aspetto schiacciato, asimmetrico o allungato. Può essere causata da una posizione anomala del feto nell&#8217;utero, da un parto difficile o da una tendenza del bambino a girare la testa sempre dallo stesso lato. Questo può avere conseguenze sulla funzione visiva, uditiva, respiratoria e neurologica del neonato. L&#8217;osteopatia craniale può aiutare a correggere la forma del cranio, stimolando la mobilità delle ossa craniche e la circolazione del liquido cefalorachidiano.</li>
<li><strong>Torcicollo miogeno:</strong> è una contrattura muscolare che costringe il bambino a tenere la testa inclinata e ruotata verso un lato. Può essere dovuto a un trauma durante il parto, a una posizione viziata o a una malformazione congenita. Questo può provocare una deformazione del cranio, una limitazione della mobilità del collo e una deviazione dell&#8217;asse corporeo. L&#8217;osteopatia può intervenire rilasciando la contrattura muscolare e ripristinando la funzione articolare del rachide cervicale.</li>
</ul>
<p><strong>Queste sono solo alcune delle patologie che possono essere trattate dall&#8217;osteopatia neonatale, ma non le uniche</strong>. Altri disturbi che possono beneficiare di questa terapia sono, per esempio, bronchioliti, otiti, sinusiti, disturbi del sonno, iperattività, ritardi dello sviluppo psicomotorio, e così via.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_41" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’osteopatia pediatrica</h2></div></div><div id="panel-6579-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p><strong>L&#8217;osteopatia pediatrica è una terapia manuale, complementare alla medicina classica, che si occupa di prevenire e trattare le disfunzioni del corpo del bambino, in particolare a livello muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale</strong>. Trae i suoi concetti dai principi osteopatici formulati dal Dr. Andrew Taylor Still alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti, e riconosciuti dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2010 come professione sanitaria. L&#8217;osteopata pediatrico utilizza movimenti dolci e non invasivi, adatti ai bambini, per curare alcune patologie che possono derivare da complicazioni originate da un parto traumatico, da una postura scorretta, da un trauma fisico o emotivo, o da uno squilibrio funzionale degli organi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_42" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le principali patologie trattate con l’osteopatia pediatrica</h3></div></div><div id="panel-6579-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Tra le principali patologie che possono beneficiare dell&#8217;osteopatia pediatrica, possiamo elencare:</p>
<ul>
<li><strong>Otiti ricorrenti:</strong> sono infiammazioni dell&#8217;orecchio medio che possono essere scatenate da allergie, raffreddori, reflusso gastroesofageo o anomalie anatomiche delle <em>tube di Eustachio</em>. Possono causare febbre, dolore, perdita dell&#8217;udito e alterazioni dell&#8217;equilibrio. L&#8217;osteopata può migliorare la circolazione sanguigna e linfatica dell&#8217;orecchio medio con delle manipolazioni cranio-sacrali, e favorire il drenaggio delle secrezioni con dei movimenti delicati sul collo e sulla mandibola.</li>
<li><strong>Asimmetrie posturali</strong>: sono alterazioni della posizione del corpo nello spazio, che possono dipendere da vari fattori, come ad esempio: traumi, malattie, abitudini scorrette, stress, ecc. Le asimmetrie posturali possono causare dolore, rigidità, limitazione del movimento e perfino problemi estetici.  L&#8217;osteopata può risolvere il disturbo attraverso una valutazione globale del bambino e una terapia manuale personalizzata, che mira a ristabilire l&#8217;equilibrio tra le diverse strutture del corpo per favorire il benessere generale.</li>
<li><strong>Scoliosi</strong>: è una deformazione della colonna vertebrale in senso laterale, che può essere accompagnata da una rotazione delle vertebre. La scoliosi può essere congenita, <em>idiopatica</em> (di origine sconosciuta) o secondaria a altre patologie, e può provocare disturbi respiratori, cardiaci, digestivi e neurologici, oltre a compromettere l&#8217;aspetto fisico. L&#8217;osteopata pediatrico può risolvere problemi legati alla scoliosi attraverso una valutazione posturale, una manipolazione delicata delle vertebre e delle articolazioni, un programma di esercizi specifici per rinforzare i muscoli e correggere la postura.</li>
<li><strong>Disturbi del sonno:</strong> si manifestano con difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, incubi o sonnambulismo. Possono essere causati da tensioni muscolari, stress emotivo, traumi cranici o problemi respiratori. L&#8217;osteopata pediatrico può intervenire rilassando i tessuti, stimolando il sistema nervoso parasimpatico e favorendo la circolazione sanguigna e linfatica.</li>
<li><strong>Irritabilità:</strong> si esprime con pianti inconsolabili, agitazione, nervosismo o aggressività, può dipendere da coliche, reflusso gastroesofageo, mal di denti, otiti o allergie. L&#8217;osteopata pediatrico può aiutare a ridurre l&#8217;infiammazione, a regolare il tono muscolare e a equilibrare il sistema endocrino.</li>
<li><strong>Iperattività e altri problemi comportamentali:</strong> si caratterizzano per eccessiva vivacità, difficoltà di concentrazione, impulsività o antagonismo. Possono essere legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale, a squilibri ormonali, a intolleranze alimentari o a disturbi dell&#8217;apprendimento. L&#8217;osteopata pediatrico può agire sul cranio, sulla colonna vertebrale e sul bacino, per migliorare la funzionalità cerebrale, la coordinazione motoria e l&#8217;autoregolazione emotiva.</li>
<li><strong>Stipsi:</strong> è una condizione caratterizzata da una ridotta frequenza delle evacuazioni, associate a feci dure e secche, difficili da espellere. Può essere dovuta a diversi fattori, tra cui una dieta povera di fibre, una scarsa idratazione. Le conseguenze della stipsi sono gonfiore addominale, dolore, irritabilità, perdita di appetito e alterazioni dell&#8217;umore.</li>
<li><strong>Disturbi digestivi:</strong> comprendono vari sintomi che riguardano il sistema gastrointestinale, come nausea, vomito, diarrea, reflusso gastroesofageo, coliche, meteorismo e flatulenza. Tali sintomi possono essere causati da intolleranze alimentari, infezioni, allergie, stress o alterazioni della flora batterica. I disturbi digestivi possono interferire con la crescita e lo sviluppo dei bambini, compromettendo la loro qualità di vita. L&#8217;osteopatia pediatrica può aiutare a risolvere la stipsi e i disturbi digestivi attraverso delle tecniche manuali dolci e non invasive, che agiscono sulle strutture osteo-articolari, muscolari, viscerali e nervose coinvolte nella funzione digestiva. Lo scopo è di ripristinare l&#8217;equilibrio e l&#8217;armonia del corpo, favorendo il rilassamento, la motilità intestinale e il rafforzamento del sistema immunitario.</li>
<li><strong>Riniti: </strong>sono infiammazioni della mucosa nasale che causano sintomi come starnuti, prurito, secrezioni e ostruzione nasale. Possono essere allergiche o infettive, acute o croniche. L&#8217;osteopata può aiutare a ridurre l&#8217;infiammazione, migliorare il drenaggio delle secrezioni e riequilibrare il sistema immunitario.</li>
<li><strong>Sinusiti:</strong> in questo caso parliamo di infiammazioni dei seni paranasali, le cavità ossee che si trovano intorno al naso e che comunicano con le vie respiratorie. Possono essere causate da virus, batteri o funghi, e provocare sintomi come dolore facciale, cefalea, febbre, tosse e secrezioni purulente. L&#8217;osteopata può favorire il drenaggio dei seni paranasali, alleviare il dolore e stimolare le difese naturali.</li>
<li><strong>Altre infezioni ricorrenti delle vie respiratorie</strong>: sono quelle che colpiscono la gola, le tonsille, le adenoidi, la trachea, i bronchi e i polmoni. Possono essere dovute a fattori ambientali, genetici o immunologici, e manifestarsi con sintomi come mal di gola, raucedine, difficoltà respiratorie, tosse e febbre. L&#8217;osteopata può intervenire sulle cause e sui fattori predisponenti delle infezioni, migliorare la funzionalità respiratoria e rinforzare il sistema immunitario.</li>
<li><strong>Cefalee:</strong> sono dei mal di testa che possono avere diverse cause, come stress, tensioni muscolari, problemi oculari, sinusiti, traumi cranici o alterazioni della postura. L&#8217;osteopata può aiutare a rilassare i muscoli del collo e della testa, a migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, a correggere eventuali disallineamenti cranici o vertebrali e a stimolare il sistema nervoso parasimpatico.</li>
<li><strong>Vertigini:</strong> sono delle sensazioni di rotazione o di movimento del corpo o dell&#8217;ambiente che possono provocare nausea, vomito, sudorazione, pallore e perdita di equilibrio. Le vertigini possono dipendere da disturbi dell&#8217;orecchio interno, del cervelletto, del tronco encefalico o dei nervi cranici. L&#8217;osteopata può intervenire sulle strutture coinvolte con tecniche di mobilizzazione, manipolazione, stretching e stimolazione riflessa.</li>
<li><strong>Disturbi dell&#8217;equilibrio:</strong> sono delle difficoltà a mantenere la stabilità del corpo in posizione eretta o in movimento che possono causare cadute, incoordinazione, stanchezza e ansia. I disturbi dell&#8217;equilibrio possono essere dovuti a problemi vestibolari, neurologici, ortopedici o psicologici. L&#8217;osteopata può favorire il recupero dell&#8217;equilibrio con esercizi specifici, trattamenti manuali e consigli posturali.</li>
<li><strong>Altre problematiche neurologiche:</strong> sono delle alterazioni del funzionamento del sistema nervoso centrale o periferico che possono manifestarsi con sintomi come convulsioni, paralisi, tremori, spasmi, iperattività, deficit di attenzione, disturbi dell&#8217;apprendimento o dello sviluppo. L&#8217;osteopata può supportare il trattamento medico con tecniche di riequilibrio cranio-sacrale, di normalizzazione delle tensioni meningeali e di armonizzazione del flusso liquorale.</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;osteopata pediatrico valuta il bambino in modo globale, tenendo conto della sua storia clinica, delle sue abitudini alimentari e del suo contesto familiare e ambientale</strong>. In base alla diagnosi osteopatica, stabilisce quindi un piano terapeutico personalizzato e consiglia eventuali modifiche dello stile di vita.</p>
<p>Queste sono solo alcune delle patologie che possono essere trattate con l&#8217;osteopatia pediatrica, ma ce ne sono molte altre che riguardano il sistema respiratorio, nervoso, immunitario e ormonale.</p>
<p>L&#8217;osteopatia pediatrica si avvale di tecniche manuali dolci e non invasive, che rispettano la fisiologia e la sensibilità del bambino. Inoltre non sostituisce la medicina convenzionale, ma la integra e la supporta con un approccio olistico e personalizzato. Per questo, è importante che l&#8217;osteopata collabori con il pediatra e con gli altri specialisti che seguono il bambino.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_43" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come si svolge una seduta di osteopatia neonatale o pediatrica</h2></div></div><div id="panel-6579-0-0-18" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>Una seduta di osteopatia neonatale o pediatrica si svolge in un ambiente tranquillo e confortevole, dove il bambino può sentirsi a suo agio e rilassato</strong>. Il genitore può restare accanto al piccolo durante tutto il trattamento, per rassicurarlo e coccolarlo.</p>
<p>La prima seduta prevede una fase di anamnesi, in cui l&#8217;osteopata raccoglie le informazioni sulla storia clinica del neonato e sulla gravidanza e nascita. In seguito, l&#8217;osteopata esegue un esame fisico completo del bambino, valutando la sua postura, la sua mobilità articolare, la sua tonicità muscolare e la sua funzione viscerale. In base ai risultati dell&#8217;esame, l&#8217;osteopata stabilisce il piano di trattamento più adatto al caso specifico.</p>
<p><strong>Il trattamento previsto dall’osteopatia neonatale e pediatrica consiste sempre nell&#8217;applicazione di tecniche manuali dolci e precise sul corpo del bambino</strong>, con l&#8217;obiettivo di rilasciare le tensioni e le disfunzioni presenti e di stimolare i meccanismi di autoregolazione e guarigione dell&#8217;organismo. Le tecniche usate sono diverse a seconda della zona da trattare e della patologia da risolvere. Tra le più comuni ci sono: le tecniche strutturali, che agiscono sul sistema muscolo-scheletrico; le tecniche viscerali, che agiscono sugli organi interni; le tecniche cranio-sacrali, che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico.</p>
<p><strong>Una seduta di osteopatia dura in media 30-40 minuti e si conclude con dei consigli dell&#8217;osteopata sui comportamenti da seguire a casa per favorire il benessere del bambino</strong>. Il numero di sedute necessarie varia in base alla gravità della patologia e alla risposta del neonato/bambino al trattamento. In generale, si consiglia di effettuare almeno 3-4 sedute per ottenere dei risultati duraturi.</p>
<p>L&#8217;osteopatia neonatale e pediatrica non hanno controindicazioni, ma possono comportare dei rischi se eseguite in modo improprio o in presenza di alcune condizioni patologiche. Pertanto, è sempre necessario consultare il medico prima di iniziare un trattamento osteopatico e soprattutto rivolgersi ad un centro specializzato.</p>
<p>L&#8217;osteopatia neonatale e pediatrica sono terapie che possono aiutare il tuo bimbo a crescere sano e felice, rispettando le sue caratteristiche individuali e le sue esigenze.</p>
<p>Se siete interessati a saperne di più o a prenotare una seduta, potete contattare il nostro ambulatorio di osteopatia, dove troverete personale altamente qualificato e competente a vostra completa disposizione.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6579-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6579-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="19" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6579-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="20" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6579-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6579-0-1-2" ><hr id="widget_divider_10" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6579-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6579-0-1-3" id="ws-4" ><div id="widget_headline_44" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6579-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6579-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_10" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6579-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="24" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6579-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Epilessia autolimitante dell’infanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 10:32:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’epilessia focale autolimitante dell’infanzia (self-limited epilepsy) interessa bambini con uno sviluppo psicomotorio normale e ha un decorso solitamente benigno, con remissione prima dell’età adulta. Il</p>
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</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_49" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Classificazione dell&#039;Epilessia autolimitante dell&#039;infanzia</h2></div></div><div id="panel-6570-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>L’epilessia focale autolimitante del bambino ha spesso una presentazione elettroclinica caratteristica. L’eziologia è sconosciuta nella maggior parte dei casi; sono pochi i bambini in cui viene riscontrata una mutazione genetica e pertanto l’approfondimento con esami genetici va richiesto solo in casi specifici e su richiesta dello specialista neurologo. Il 25% delle epilessie in età pediatrica rientrano in questa classificazione. Le caratteristiche principali sono: esordio in età specifica per ogni sindrome, assenza di alterazioni strutturali al neuroimaging (TC cerebrale o RM encefalo), esame obiettivo neurologico normale, assenza di storia pregressa di patologia neurologica, remissione con la pubertà, elettroencefalogramma tipico con anomalie attivate in corso di sonno, crisi focali, buona risposta alla terapia farmacologica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_50" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Epilessia autolimitante con punte centrotemporali (SeLECTS)</h3></div></div><div id="panel-6570-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>L’epilessia autolimitante con punte centrotemporali è la forma più frequente (6-7% di tutte le epilessie del bambino) e in passato era conosciuta come epilessia rolandica. L’età di esordio è tra 4-10 anni con un picco a 7 anni. Non c’è una prevalenza di sesso. Le crisi focali presentano caratteristiche frontoparietali opercolari e si possono associare a crisi tonico-cloniche generalizzate notturne con durata tipicamente inferiore a 2-3 minuti. La frequenza delle crisi è bassa nel corso della vita con la maggior parte dei bambini che avranno meno di 10 crisi. La crisi epilettica tipica si manifesta con parestesia della lingua, guancia e labbro associata a segni motori orofacciali (contrazione di un emivolto), arresto dell’eloquio e scialorrea. Le crisi si manifestano nel sonno nel 80-90% dei pazienti. In alcuni bambini ci può essere associazione con crisi focali atoniche, crisi tipo assenza e mioclono negativo. L’esame obiettivo neurologico e il neuroimaging sono normali. L’elettroencefalogramma mostra una normale attività di fondo con complessi onda lenta-aguzza di elevata ampiezza centrotemporali, attivati nella sonnolenza e nel sonno. Le anomalie possono essere isolate, unilaterali o bilaterali. Le crisi terminano con la pubertà. Alcuni pazienti possono presentare un deficit cognitivo o un disturbo del comportamento, soprattutto un disturbo del linguaggio e delle funzioni esecutive, con indicazione a effettuare un elettroencefalogramma prolungato per valutare la presenza di anomalie epilettiformi continue. Il neuroimaging è normale o può mostrare alterazioni non specifiche come asimmetria dell’ippocampo, anomalie della sostanza bianca e slargamento dei ventricoli laterali.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_51" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Epilessia autolimitante con crisi autonomiche (SeLEAS)</h3></div></div><div id="panel-6570-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>L’epilessia autolimitante con crisi autonomiche rappresenta il 5% dell’epilessia tra 1-14 anni e il 13% tra 3-6 anni. In precedenza era conosciuta come sindrome di Panayiotopoulos ed è la causa più frequente di stato epilettico non convulsivo nel bambino. L’età di esordio tipica è tra 3-7 anni con un range che va da 1 a 14 anni e una storia di convulsioni febbrili è presente nel 5-17% dei casi. L’esame obiettivo neurologico è normale. La frequenza delle crisi è bassa, con circa il 25% dei casi con una unica crisi nel corso della vita e la maggior parte meno di 5 crisi in totale. La crisi si manifesta solitamente con conati di vomito, pallore, nausea, malessere o dolore addominale; il vomito è la manifestazione più frequente (75%) e può portare alla diagnosi errata di gastroenterite o emicrania. Si possono associare midriasi e alterazioni del ritmo cardiaco e successivamente deviazione del capo, ipotonia generalizzata e crisi tonico-clonica generalizzata. La crisi può durare più di 30 minuti. L’elettroencefalogramma mostra una attività di fondo normale; onde aguzze di ampio voltaggio e complessi punta-onda si riscontrano tipicamente sulle regioni posteriori e sono attivate in corso di sonnolenza e sonno. Il neuroimaging è normale o può mostrare alterazioni non specifiche come asimmetria dell’ippocampo, anomalie della sostanza bianca e slargamento dei ventricoli laterali.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_52" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Epilessia occipitale visiva del bambino (COVE) </h3></div></div><div id="panel-6570-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>L’epilessia occipitale visiva del bambino è più rara rispetto alle precedenti con esordio tipico a 8-9 anni e un range tra 1-19 anni. Le crisi focali visive hanno un esordio improvviso, sono brevi (tipicamente secondi, meno di 3 minuti) e vengono descritte come puntini multicolorati nel campo visivo periferico. Si può associare una deviazione di capo e sguardo verso destra o sinistra. A volte ci può essere cecità corticale, allucinazioni visive complesse e interessamento sensitivo-motorio. La remissione avviene nel 50-80% dei pazienti con la pubertà indipendentemente dalla somministrazione di farmaci antiepilettici. Le crisi spesso rispondo alla terapia farmacologica. L’esame obiettivo neurologico è normale. L’elettroencefalogramma mostra onde aguzze occipitali o complessi punta-onda che tipicamente compaiono nel sonno e la chiusura degli occhi può facilitare la comparsa delle anomalie. La risonanza magnetica cerebrale è spesso richiesta per escludere alterazioni strutturali.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_53" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Epilessia occipitale fotosensibile (POLE)</h3></div></div><div id="panel-6570-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>L’epilessia occipitale fotosensibile è una forma rara di epilessia con esordio tra 4-17 anni con una prevalenza nel sesso femminile. Le crisi tipiche sono indotte dalla stimolazione luminosa e possono essere descritte come puntini colorati, allucinazioni visive o difetti del campo visivo. Si può associare deviazione di capo e sguardo e la durata è breve (inferiore a 3 minuti). A volte si possono associare a cefalea, sensazione epigastrica, vomito o crisi tonico-clonica generalizzata. L’elettroencefalogramma ha una normale attività di fondo e le anomalie si riscontrano in sede occipitale e sono facilitate dalla chiusura degli occhi e dalla stimolazione luminosa intermittente. Il neuroimaging è normale. La prognosi è variabile con alcuni pazienti che continuano ad avere crisi indotte dalla fotostimolazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_54" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Valutazione complessiva e diagnosi</h2></div></div><div id="panel-6570-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>La valutazione del bambino o adolescente con epilessia comprende anamnesi, esame obiettivo neurologico ed elettroencefalogramma.</p>
<p>L’esame obiettivo neurologico e la storia clinica sono gli strumenti più utili per valutare la necessità di effettuare ulteriori accertamenti, come la TC cerebrale o la risonanza magnetica dell’encefalo. Una indicazione assoluta è l’esame obiettivo neurologico patologico.</p>
<p>L’elettroencefalogramma è utile e sarà importante effettuarlo sia in sonno che in veglia. La stimolazione luminosa intermittente è utile soprattutto per la diagnosi di epilessia occipitale fotosensibile.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_55" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Trattamento</h2></div></div><div id="panel-6570-0-0-14" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Il trattamento farmacologico è generalmente riservato ai pazienti che hanno una elevata frequenza di crisi o che presentano crisi tonico-cloniche generalizzate. Il tentativo di riduzione e successiva sospensione della terapia si può effettuare dopo un certo periodo di libertà da crisi. Una delle raccomandazioni più importanti è evitare la deprivazione di sonno che può peggiorare la frequenza delle crisi.</p>
<p>La prognosi è generalmente buona indipendentemente dal trattamento con spontanea remissione tra 12-13 anni. Se consideriamo l’epilessia occipitale visiva del bambino (COVE) e l’epilessia occipitale fotosensibile (POLE) la remissione è molto probabile ma alcuni pazienti presentano persistenza delle crisi dopo l’adolescenza. Il trattamento con farmaci antiepilettici è spesso necessario e in rari casi la durata della terapia è di molti anni. È importante istruire i genitori sulla gestione della crisi epilettica e sulle modalità della somministrazione della terapia al bisogno con benzodiazepine.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6570-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6570-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="15" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6570-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="16" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott. Gabriele Monte</h4><p class="team-position">Neurologo pediatrico</p></div></div></div></div><div id="panel-6570-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6570-0-1-2" ><hr id="widget_divider_13" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6570-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6570-0-1-3" id="ws-5" ><div id="widget_headline_56" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6570-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6570-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_13" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6570-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6570-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Dermatite seborroica: sintomi, cause e trattamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 08:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/dermatologia/dermatite-seborroica-sintomi-cause-e-trattamento/">Dermatite seborroica: sintomi, cause e trattamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6562"  class="panel-layout" ><div id="pg-6562-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6562-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6562-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6562-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>La dermatite seborroica è un tipo di eczema caratterizzato da una forte infiammazione a carico della cute, che si manifesta principalmente nelle aree in cui sono presenti molte ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto o il viso</strong>.</p>
<p>Possiamo, dunque, definire la dermatite seborroica come uno stato infiammatorio di tipo cronico, comune e persistente della pelle, che si concentra principalmente sul cuoio capelluto e sul viso, zone in cui le ghiandole sebacee sono abbondanti. Colpisce solitamente gli adulti tra i 30 e i 40 anni, ma può affliggere anche adolescenti e bambini. Esamineremo ora le possibili cause scatenanti e se esistono trattamenti efficaci per questa malattia della pelle.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_61" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dermatite seborroica: di che cosa si tratta</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>La dermatite seborroica è un tipo di infiammazione cutanea che si caratterizza per un&#8217;eccessiva desquamazione della pelle</strong>. Le parti più colpite sono il cuoio capelluto e il viso, e risulta più comune negli uomini adulti, come abbiamo appena visto, mentre le donne ne sono affette in percentuale minore.</p>
<p>Il segnale inequivocabile e peculiare della dermatite seborroica è la presenza di forfora, che può manifestarsi non solo tra i capelli, ma anche nella barba e sulle sopracciglia. Se, quindi, notiamo la classica forfora diffusa sui nostri indumenti, è sicuramente consigliabile procedere ad una visita dermatologica di controllo per verificare la presenza di dermatite e, in tal caso, individuare le cure appropriate.</p>
<p><strong>Se la dermatite seborroica si manifesta in forma grave, oltre alle particelle bianche di desquamazione, potrebbero comparire anche piccole croste, eritemi diffusi e perfino una follicolite.</strong> Oltre a presentarsi come una condizione patologica che può assumere le caratteristiche di cronicità, può essere anche recidiva. Per questo motivo è probabile che possa ricomparire in diverse fasi della vita della persona, una volta che si è verificata. Come abbiamo visto, normalmente si manifesta sulla testa, diffusa sul cuoio capelluto oppure sul viso, ma <strong>in alcuni casi la dermatite seborroica può comparire anche sulle orecchie, all’inguine o sotto le ascelle</strong>, tutte aree del corpo dove sono presenti, infatti, molte ghiandole definite <em>pilosebacee</em>. Si tratta di minuscole ghiandole che sono connesse ai follicoli dei peli, ed è importante sapere che, <strong>quando si verifica questa infiammazione, il numero di ghiandole sebacee non aumenta, ma si verificano alterazioni nella produzione di sebo e nella sua composizione</strong>. È proprio per tale motivo che questo tipo di dermatite viene definita seborroica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_62" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause che determinano l’insorgere della dermatite seborroica</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>La dermatite seborroica ha come principale causa l&#8217;infiammazione della pelle causata da un fungo chiamato <em>Malassezia furfur</em> (<em>Pityrosporum ovale</em>), responsabile dell’irritazione e dell’arrossamento della pelle. Avrete sicuramente familiarità con questo fungo se avete avuto la possibilità di fare esperienza della classica “crosta lattea” dei neonati. Si tratta, infatti, dello stesso fungo che crea questo fastidioso disagio nei piccoli.</p>
<p>Tuttavia, quando si tratta della dermatite seborroica, la vera sfida è comprendere con precisione le sue origini: quali sono i fattori che favoriscono l&#8217;insorgenza di questo fungo e quali le condizioni che li favoriscono? Sfortunatamente non esiste una risposta chiara e definitiva, in quanto <strong>sussistono numerosi fattori che possono contribuire all’insorgere della dermatite seborroica, come la predisposizione genetica, particolari fattori ambientali o alimentari, un forte grado di stress, l&#8217;utilizzo di alcuni farmaci, oppure uno squilibrio ormonale</strong>.</p>
<p>Perfino in assenza di un motivo scatenante preciso, possono comunque verificarsi alcuni fattori di rischio in grado di aumentare la possibilità di sviluppare la dermatite seborroica. Alcuni di essi includono:</p>
<ul>
<li>il paziente ha sviluppato depressione e/o un forte carico di stress;</li>
<li>sensibilità al cambio di stagione (specialmente quando fa caldo e c’è molta umidità);</li>
<li>scompensi di tipo ormonale;</li>
<li>il paziente è immunodepresso;</li>
<li>il paziente usa prodotti per igiene personale che contengono agenti irritanti;</li>
<li>casi si scarsa o eccessiva igiene personale;</li>
<li>assunzione di <em>corticosteroidi</em>;</li>
<li>il paziente, a causa dello stress, tocca di continuo i capelli (<em>Tricotillomania</em>);</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presenza di sebo e lieviti del genere <em>Malassezia</em> sulla pelle, abitualmente presenti come flora di batteri misti, sembrano svolgere un ruolo significativo nello sviluppo della dermatite seborroica. È la risposta immunitaria del paziente a questi lieviti che causa l&#8217;irritazione della pelle che, a sua volta, porta a un aumento della desquamazione delle cellule epiteliali. Questo processo produce squame untuose e di colore giallastro, che si manifestano come piccole crosticine.</p>
<p>Il cuoio capelluto rappresenta un ambiente ideale per la crescita di questi batteri e lieviti, dal momento che il sebo modificato nella sua composizione ne favorisce la proliferazione. Le ghiandole sebacee, quindi, diventano iperattive, e ciò comporta un&#8217;alterazione nella combinazione della loro secrezione che conferisce l’attribuzione del termine “seborroico&#8221; alla dermatite.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_63" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dermatite seborroica: fattori che peggiorano e aggravano la situazione</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>La dermatite seborroica tende ad aggravarsi durante il periodo freddo e a migliorare durante l&#8217;estate, quando si è esposti al sole.</strong> Il motivo di questo miglioramento deriva dal fatto che i raggi ultravioletti favoriscono le difese naturali della pelle.</p>
<p>Lo stress emotivo e fisico, l&#8217;eccessivo consumo di alcol e una dieta sregolata sono, invece, fattori in grado di scatenare recrudescenze dei sintomi infiammatori.</p>
<p>Altri fattori di rischio associati alla dermatite seborroica includono:</p>
<ul>
<li>ridotta funzionalità del sistema immunitario;</li>
<li>patologie neurologiche in forma cronica (ad esempio il <em>morbo di Parkinson</em>);</li>
<li>insonnia;</li>
<li>alterazioni ormonali;</li>
<li>livelli insufficienti di vitamina B8 e di vitamina B6.</li>
</ul>
<p>Una nota che potrebbe apparire superflua ma che invece è un important, anzi necessario chiarimento: <strong>la dermatite seborroica non è una patologia trasmissibile</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_64" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Condizioni e disturbi correlati</h3></div></div><div id="panel-6562-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>La dermatite seborroica può anticipare o comparire insieme alla <em>psoriasi</em>, e in alcuni casi può essere confusa con la <em>rosacea</em>, anzi spesso queste due ultime condizioni possono manifestarsi anche in contemporanea.</p>
<p>La dermatite seborroica si verifica con maggiore frequenza e può manifestarsi in forma più aggressiva nei pazienti affetti da HIV o che presentano patologie di tipo neurologico, specialmente se colpiti da morbo di Parkinson.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_65" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Aree interessate dalla dermatite seborroica</h3></div></div><div id="panel-6562-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>Come accennato in precedenza, la dermatite seborroica colpisce specifiche aree del corpo in cui la presenza di ghiandole sebacee è più elevata. I punti in cui appaiono più di frequente le lesioni sono:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>il margine del cuoio capelluto;</li>
<li>l&#8217;arcata sopraccigliare e le palpebre;</li>
<li>la pelle intorno al naso;</li>
<li>l’area attorno alla bocca;</li>
<li>le zone cutanee dietro l&#8217;orecchio;</li>
<li>l&#8217;area del torace (sterno);</li>
<li>la zona della barba (per quanto riguarda gli uomini);</li>
<li>l’area genitale.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_66" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Segni e sintomi che aiutano a riconoscere la presenza della dermatite seborroica</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>I segnali che indicano l’insorgenza della dermatite seborroica si manifestano in modo graduale</strong>.</p>
<p>La pelle presenta un aspetto arrossato e si copre di squame secche o untuose di colore giallastro, accompagnate da prurito e sensazione di bruciore più o meno forte.</p>
<p>Quando compare in forma grave, si presentano anche delle pustole dall’aspetto squamoso di colore violaceo/giallastro che spuntano nella zona dell’attaccatura dei capelli.</p>
<p>Inoltre, è possibile osservare la presenza di <em>blefarite</em>, contrassegnata da irritazione della <em>congiuntiva</em> e formazione di croste secche e giallastre.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_67" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La presenza della dermatite seborroica nei neonati</h3></div></div><div id="panel-6562-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Per i più piccoli, lo sviluppo della dermatite seborroica è segnalato da:</p>
<ul>
<li>pustole di colore rosso che compaiono sul viso;</li>
<li>presenza di lesioni di vario spessore, coperte di croste, di colore giallastro (sul cuoio capelluto – la cosiddetta “crosta lattea”);</li>
<li>presenza di dermatite in forma cronica causata dal pannolino.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_68" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi della dermatite seborroica</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Diagnosticare la dermatite seborroica è piuttosto semplice e, di norma, la sua diagnosi viene effettuata principalmente attraverso una valutazione clinica. Non sono necessari specifici esami di laboratorio, ed è più che sufficiente una visita dermatologica. Lo specialista deve distinguere questa condizione da altre patologie cutanee come la psoriasi, la dermatite atopica o disturbi sistemici come l&#8217;<em>istiocitosi a cellule di Langherans</em>.</p>
<p><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/dermatologia">I terapeuti del Centro Medico Petrazzuoli specializzati in ambito dermatologico</a>, grazie alla loro esperienza e competenza e all’<strong>ambulatorio di dermatologia all’avanguardia</strong>, sono in grado di diagnosticare in modo accurato questa ed altre patologie a carico della pelle e fornire al paziente la migliore soluzione al problema.</p>
<p>La dermatite seborroica può comparire, oltre che nei neonati come abbiamo visto poc’anzi, anche negli adolescenti. Nel corso dell’adolescenza (dai 13 ai 19 anni), la rilevanza della dermatite seborroica è piuttosto bassa e si attesta tra il 3 e il 5%. Tuttavia, se si manifesta in questa fascia di età, è probabile che si ripresenti e persista anche in età adulta.</p>
<p>Nel caso dei neonati, non è sempre necessario avviare un trattamento specifico poiché il disturbo tende a guarire spontaneamente. Ciò nonostante è consigliabile applicare lozioni emollienti sia semplici che con azione antinfiammatoria: un buon olio di mandorle dolci o della crema con <em>acido beta glicirretico</em>, zinco solfato, rame. È sconsigliato rimuovere manualmente le croste o le squame sia dal cuoio capelluto che dal viso, poiché ciò potrebbe causare la formazione di lesioni che resterebbero indelebili. Solitamente, per i neonati, la malattia si risolve in modo spontaneo intorno al terzo mese di vita.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_69" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La procedura per la corretta diagnosi della dermatite seborroica</h3></div></div><div id="panel-6562-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>Per effettuare una corretta diagnosi della dermatite seborroica il dermatologo agisce osservando l&#8217;aspetto clinico delle lesioni e prescrivendo un esame microscopico di un campione di tessuto. L&#8217;utilizzo di una <em>lampada di Wood a raggi ultravioletti</em> sulle aree interessate, infatti, è in grado di evidenziare una risposta specifica con l’emissione da parte delle colonie di batteri Malassezia Furfur, di una fluorescenza chiara, dalle sfumature dorate. Vi sono poi altri esami di laboratorio ancora più specifici che i dermatologi specializzati dello Studio Medico Petrazzuoli potranno effettuare all’occorrenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_70" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Fattori che possono aggravare la dermatite seborroica</h3></div></div><div id="panel-6562-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>Tra i motivi che possono influire in modo negativo sullo sviluppo della dermatite seborroica, possiamo senza dubbio annoverare lo stress e un regime alimentare non appropriato, infatti entrambi hanno un ruolo rilevante nel contesto. Lo stress cronico, l&#8217;ansia e la tensione hanno una forte influenza sul nostro corpo e possono provocare diverse reazioni a carico della pelle. Nello specifico, <strong>con la dermatite seborroica, vengono rilasciati dei neurotrasmettitori che sono in grado di provocare infiammazione a livello cutaneo</strong>. Anche la nostra dieta può influenzare la comparsa o meno della dermatite seborroica. La scelta degli alimenti può avere un effetto terapeutico su molte patologie, soprattutto quelle che coinvolgono la pelle. <strong>Nel caso della dermatite seborroica, spesso caratterizzata dalla presenza di un fungo, l&#8217;assunzione di cibi ricchi di grassi e zuccheri può senza dubbio aggravare la situazione</strong>. È consigliabile ridurre il consumo di carboidrati e di prestare attenzione agli intingoli oltre che alle modalità di cottura. Si dovrebbero inoltre limitare i prodotti a lievitazione, i latticini, che incrementano l&#8217;attività del fungo Malassezia furfur, gli alimenti piccanti che generano il rossore della pelle dilatando i vasi capillari, e le bevande alcoliche. Da preferire invece, il consumo di pesce azzurro, che è contiene molti acidi grassi polinsaturi, frutta e verdura e alimenti ricchi di <em>biotina</em>, la vitamina che regola il metabolismo dei grassi. Fonti di biotina possono essere i cereali integrali, il riso, carote, cavoli e il fegato.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_71" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il decorso della dermatite seborroica</h2></div></div><div id="panel-6562-0-0-22" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p>La dermatite seborroica è una condizione caratterizzata da periodi di riacutizzazioni alternati a periodi di relativo sollievo. I cambi di stagione e il carico di stress possono influenzare in vario modo la ricorrenza dei sintomi.</p>
<p>Per chi si sta domandando se esiste una terapia che elimini in modo definitivo la dermatite seborroica, possiamo prima di tutto dire che il protocollo relativo al trattamento da adottare è direttamente collegato all’età della persona che ne è affetta. Come accennato in precedenza, nei neonati si consiglia spesso di lasciare che l&#8217;infiammazione segua il suo corso, poiché è probabile che si risolva spontaneamente nel tempo. Per quanto riguarda gli adolescenti, invece, il dermatologo può suggerire l&#8217;utilizzo di prodotti a base di <em>ketoconazolo</em> o <em>ciclopiroxolamina</em>, spesso accompagnati da emollienti di tipo antinfiammatorio.</p>
<p>In casi eccezionali e solo per periodi limitati, il medico potrebbe consigliare l&#8217;uso di <em>corticosteroidi</em>. Questi farmaci possono alleviare rapidamente il dolore, ma possono anche aumentare la sensibilità della pelle e presentare effetti collaterali nel lungo periodo.</p>
<p><strong>La dermatite seborroica può essere trattata con successo, ma considerando la sua natura cronica-recidivante non si può escludere completamente la possibilità di future ricadute</strong>. È comune che si verifichino episodi di riacutizzazione, soprattutto durante il cambio di stagione.</p>
<p>Per quanto riguarda il cuoio capelluto, il dermatologo potrà suggerire l&#8217;uso di lozioni e shampoo contenenti <em>cheratolitici</em>, zolfo (sotto forma colloidale), acido salicilico o zinco. In casi più gravi e persistenti, potrebbe essere necessario l&#8217;uso di un antifungino come il <em>fluconazolo</em>.</p>
<p>A livello di prevenzione, sfortunatamente non è stato individuato un comportamento che possa garantire una totale protezione dall’insorgenza della dermatite seborroica. Ciò nonostante è importante prestare particolare attenzione all&#8217;igiene personale. Sono da evitare bagni e lavaggi eccessivamente frequenti, poiché la pulizia ripetuta e l&#8217;uso di detergenti troppo aggressivi possono compromettere la naturale barriera protettiva della pelle. L&#8217;utilizzo di prodotti a forma granulare da massaggiare e risciacquare con cura o alcuni tipi di maschere sgrassanti contenenti principi attivi con funzione assorbente, può essere d&#8217;aiuto per alleviare i sintomi e normalizzare la produzione di sebo. È inoltre fondamentale evitare di grattarsi e di rimuovere le squame in modo compulsivo. Il suggerimento, per una potenziale prevenzione, è quello di esporsi al sole (escludendo le ore più calde), applicando una lozione solare poco untuosa. Dopo aver fatto il bagno al mare, meglio fare subito la doccia per eliminare l’eventuale salsedine sulla pelle, poiché causa irritazione e secchezza. Tale opzione ha la capacità di diminuire l’infiammazione e facilitare la caduta delle squame. Per quanto riguarda la comparsa di dermatite seborroica nella zona del torace, il suggerimento è quello di scegliere di indossare solo abiti di cotone o fibre naturali.</p>
<p>La consultazione con il dermatologo è un appuntamento specialistico che consente di valutare lo stato di salute della pelle in modo non invasivo e senza dolore. Durante la visita, vengono identificati eventuali disturbi cutanei o si monitora l&#8217;evoluzione di eventuali patologie precedentemente diagnosticate, per le quali il paziente sta seguendo un trattamento.</p>
<p>Per prendervi cura della salute della vostra pelle e ricevere un trattamento professionale e personalizzato, non esitate a rivolgervi con fiducia agli specialisti in dermatologia dello Studio Medico Petrazzuoli. I nostri esperti dermatologi sono pronti ad ascoltare i vostri dubbi e le vostre domande e possono fornirvi le migliori soluzioni per garantire il benessere della vostra pelle: ricordate che quest’ultima è un organo importante, che merita attenzione e, in caso di problemi, una cura specialistica. Affidatevi a noi per ottenere risultati duraturi: contattateci con fiducia e regalate alla vostra pelle la cura che merita.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6562-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6562-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="23" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6562-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="24" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6562-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="25" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6562-0-1-2" ><hr id="widget_divider_16" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6562-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="26" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6562-0-1-3" id="ws-6" ><div id="widget_headline_72" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6562-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="27" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6562-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_16" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6562-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="28" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6562-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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			</item>
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		<title>Dolore cervicale, cause, sintomi e terapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 09:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dolore cervicale, spesso abbreviato con il termine comune "la cervicale", è una condizione associata all'infiammazione dell’apparato muscolare, delle articolazioni o dei tendini che interessano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/osteopatia/dolore-cervicale-cause-sintomi-e-terapia/">Dolore cervicale, cause, sintomi e terapia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6554"  class="panel-layout" ><div id="pg-6554-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6554-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6554-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6554-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Il dolore cervicale, spesso abbreviato con il termine comune &#8220;la cervicale&#8221;, è una condizione associata all&#8217;infiammazione dell’apparato muscolare, delle articolazioni o dei tendini che interessano la zona del collo e colpisce persone di tutte le età e viene identificato a livello medico come <em>cervicalgia</em>.</p>
<p>In genere <strong>il dolore cervicale è correlato a diversi fattori scatenanti</strong>. La sua origine, infatti, può derivare da una banale contrattura o dall’assumere una postura scorretta, specialmente durante il lavoro ma anche quando dormiamo. <strong>La cervicalgia può essere causata anche dall’insorgenza di molteplici patologie</strong> come la presenza di ernie del disco, un trauma o una sintomatologia dolorosa provocata da un intervento di tipo chirurgico. Poiché le cause di questo disturbo possono essere di varia natura, <strong>il dolore cervicale può manifestarsi in forma acuta, episodica, oppure cronicizzarsi</strong> a causa di una probabile riacutizzazione.</p>
<p>Il dolore cervicale è piuttosto comune, ma la sua presenza non va ignorata in quanto coinvolge una parte delle articolazioni caratterizzate da diversi organi e un complesso di elementi molto delicati a livello articolare proprio per la loro collocazione.</p>
<p>In che modo possiamo riconoscere i sintomi del dolore cervicale? Che terapia possiamo utilizzare per curarlo? Nei prossimi paragrafi ci occuperemo di analizzare sintomi, cause e rimedi per questo tipo di patologia attraverso le spiegazioni e i suggerimenti degli <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/osteopatia/">specialisti in cure osteopatiche del Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_77" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dolore cervicale: di che cosa si tratta</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Generalmente, quando affermiamo di “avere la cervicale”, facciamo riferimento a un dolore al collo che, a seconda dell’intensità, può procurarci anche nausea e vertigini. Se volessimo essere più precisi, la parola “cervicale” non indica in realtà una condizione medica, ma una specifica parte del corpo. Stiamo parlando, infatti, della parte alta della colonna vertebrale, formata da 7 vertebre identificate con le sigle c1, c2, c3, c4, c5, c6 e c7, che iniziano alla radice del cranio per spingersi all’incirca fino alla zona dove finisce il collo, dove si nota una vertebra che sporge. Pertanto, avere problemi di dolore cervicale, significa essere affetti da un’infiammazione di tipo acuto che interessa le vertebre del <em>rachide cervicale</em>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_78" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause del dolore cervicale</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>La cervicalgia può, quindi, avere diverse cause. Si tratta di un disturbo molto diffuso, come abbiamo già specificato e, proprio per questo motivo, molte persone ne lamentano il disagio.</p>
<p><strong>Il dolore cervicale, che sia di tipo acuto o cronico, molto spesso è dovuto ad un improvviso e forte episodio di stress a carattere meccanico che dà origine ad una contrattura, oppure è causato da una tensione fisica di tipo minore ma prolungata nel tempo che determina un carico eccessivo sui muscoli interessati e, di conseguenza, lo spasmo degli stessi</strong>. La muscolatura infatti, sovraccaricata dalla tensione, si irrigidisce e causa dolore. Una delle lesioni più comuni associate al dolore al collo è il cosiddetto <em>colpo di frusta</em>, un movimento improvviso, comunemente causato da un incidente stradale o da un lavoro faticoso, che provoca uno stiramento brusco e continuo oltre ad un successivo piegamento dei muscoli del collo.</p>
<p><strong>Il dolore cervicale può anche essere causato dalla presenza di artrosi che interessa le articolazioni coinvolte nelle aderenze tra le vertebre</strong>. In tutte le tipologie fin qui descritte, anche il movimento più comune delle articolazioni può causare dolore. Tale disagio può avere origine anche dalla presenza di un’ernia discale. Più raramente, ma merita farne cenno, anche alcune infezioni di tipo neurologico, reumatico, vascolare o neoplastico possono causare dolore cervicale ma, in questo caso, si tratta di un sintomo di carattere secondario.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_79" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le principali cause del dolore cervicale</h3></div></div><div id="panel-6554-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Vediamo qui di seguito quali possono essere i fattori principali che determinano il dolore cervicale:</p>
<ul>
<li>postura scorretta oppure obbligata, un esempio è il dover restare molte ore seduti al computer per lavoro o per lo studio;</li>
<li>stile di vita sedentario;</li>
<li>posizione errata durante il sonno;</li>
<li>esposizione a colpi di freddo;</li>
<li>traumi, come incidenti sul lavoro o di altro tipo, per esempio un trauma di tipo articolare, un colpo di frusta, traumi alla colonna vertebrale, schiacciamento delle vertebre, contratture o strappi muscolari, fratture;</li>
<li>presenza di malocclusione dentale;</li>
<li>presenza di artrosi nella zona cervicale, un disturbo che ha carattere degenerativo e che può aggravarsi nel corso del tempo;</li>
<li>problemi nella posizione dei piedi all’appoggio e nel camminare;</li>
<li>accumulo di tensione e eccesso di stress.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_80" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I sintomi del dolore cervicale</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>La sintomatologia più comune del dolore cervicale prevede disagio al collo per cui la muscolatura risulta contratta e dolorante</strong>. Si evidenzia, inoltre, sia rigidità che problemi nel compiere i più semplici movimenti come girare la testa, stendere o flettere il collo. La tipologia del dolore può essere leggera oppure variare con intensità moderata fino a manifestarsi in forma grave.</p>
<p><strong>Il dolore cervicale può manifestarsi come dolore nella zona del collo così come nelle spalle, nelle braccia o nella parte superiore della schiena</strong> ed è contraddistinto da rigidità o senso di pesantezza che viene esacerbato dal movimento.</p>
<p>Si tratta un disagio particolarmente fastidioso e invalidante per la persona che ne è colpita, perché interferisce con il movimento e la rotazione della testa e del collo, impedendo lo svolgimento delle più semplici attività quotidiane.</p>
<p>Un altro sintomo che accompagna il dolore cervicale è il mal di testa. Tale disturbo prende il nome di <em>cefalea cervicogenica</em> e può essere ricondotto a radici di natura muscolo-scheletrica.  Questo tipo di mal di testa si riconosce perché si manifesta con un dolore che pulsa, lancinante, dolente o costante, ma con un grado di concentrazione moderato, localizzato principalmente nelle regioni frontotemporale e occipitale e che peggiora con il movimento.</p>
<p><strong>Nel caso in cui siano presenti ernie discali, il dolore cervicale aumenta</strong>. Ciò è dovuto al fatto che le radici dei nervi subiscono una pressione e la persona può avvertire le tipiche sensazioni di formicolio e le tipiche scosse elettriche e debolezza ad una o entrambe le braccia.</p>
<p>Negli stadi più gravi, il midollo spinale cervicale potrebbe essere danneggiato e causare un aumento dei sintomi. I sintomi in aumento colpiscono anche gli arti inferiori e causando problemi di equilibrio, disturbi a carico della deambulazione e perfino incontinenza.</p>
<p>Oltre a quanto appena descritto, il dolore cervicale porta anche altri sintomi:</p>
<ul>
<li>collo dolente;</li>
<li>muscoli del collo testi e rigidi;</li>
<li>mobilità ridotta;</li>
<li>cefalea;</li>
<li>nausea e vertigini;</li>
<li>affaticamento;</li>
<li>problemi alla vista;</li>
<li>ronzii nell’orecchio o acufeni (l’acufene è la percezione di rumori di vario tipo come un sibilo, un ronzio o uno scroscio a intensità diverse, che può essere continuo o a carattere intermittente, quando non è presente nessun stimolo acustico);</li>
<li>braccia e gambe doloranti.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_81" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title"> Sintomatologia neurologica del dolore cervicale</h3></div></div><div id="panel-6554-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>La cervicale, oltre a quando descritto finora in fatto di sintomi, può manifestarsi anche con:</p>
<ul>
<li>formicolio specifico in alcuni punti e intorpidimento;</li>
<li>fenomeni di <em>brachialgia</em> (termine con cui si identifica una forma di dolore a livello del braccio, causata da schiacciamento o infiammazione del nervo spinale del collo;</li>
<li>debolezza che interessa sia il braccio che la mano;</li>
<li>formicolii diffusi o sensazioni di calore a carico di in vari punti del corpo.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_82" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Caratteristiche delle vertigini di origine cervicale</h3></div></div><div id="panel-6554-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>La vertigine dovuta all&#8217;infiammazione del rachide cervicale è caratterizzata da disorientamento causato da problematiche a carico della colonna vertebrale nella zona cervicale. Le vertigini sono direttamente collegate al movimento del collo.</p>
<p>Le vertigini si manifestano con i seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li>perdita dell’equilibrio;</li>
<li>sensazione di sbandamento;</li>
<li>sensazione di instabilità;</li>
<li>limite nella mobilità del collo unita a dolore;</li>
<li>cefalea;</li>
<li>il paziente ha come una sensazione di galleggiamento.</li>
</ul>
<p>In alcuni casi le vertigini sono associate a disturbi come:</p>
<ul>
<li>presenza di acufeni;</li>
<li>calo dell’udito.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_83" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il dolore cervicale e le problematiche alla gola</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Anche se può apparire strano, il dolore cervicale può causare spiacevoli e ciclici mal di gola. Nel caso in cui il paziente accusi sia mal di gola che cervicalgia, sarebbe opportuno fare esami completi di accertamento per verificare o escludere problematiche di tipo infettivo o la presenza di un’<em>adenopatia cervicale</em>. Quest’ultima è una disfunzione contraddistinta dall’aumento di volume delle ghiandole linfatiche e dei linfonodi del collo.</p>
<p>Diamo un&#8217;occhiata ai sintomi principali:</p>
<ul>
<li>ricorrenti/ciclici mal di gola;</li>
<li>ingrossamento dei linfonodi del collo;</li>
<li>debolezza generale;</li>
<li>muco dal naso;</li>
<li>febbre;</li>
<li>sudorazione notturna in eccesso.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_84" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Distinguere tra cervicalgia e stress/ansia.</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Se il paziente vive in una situazione di costante stress o ansia conclamata, i muscoli del collo ne risentiranno per primi accumulando rigidità e contrazione. Proprio per questo, spesso si confondono problemi di stress e problemi al collo perché non è chiaro quale sia la causa e quale l&#8217;effetto. Un primo stato di ansia può irrigidire i muscoli e portare a vertigini nel corso degli anni. In questo tipo di dinamica, lo stress sale ancora di più e il disturbo si aggrava. Tuttavia, a lungo andare, <strong>la contrattura muscolare costante causata dallo stress può portare all&#8217;usura del rachide cervicale, portando a una vera e propria patologia cervicale</strong>. In questo caso si consiglia di effettuare al più presto una diagnosi accurata per capire se le prime avvisaglie del problema possono essere riconducibili ad uno stato di ansia e stress prolungato. Il Centro Medico Petrazzuoli, grazie alla preparazione dei suoi specialisti, può aiutare il paziente ad individuare le cause scatenanti della patologia per poter intervenire in modo tempestivo e mirato alla risoluzione del problema.</p>
<p>Nel tempo, infatti, lo stress e la tensione muscolare del dolore cervicale diventano un unico problema, con sintomi uniformati, rendendo difficile identificarne la vera causa.</p>
<p>Tuttavia, per essere certi che la tensione sia causata da un forte stress emotivo, è necessario osservare con attenzione se sono presenti altri sintomi come ad esempio:</p>
<ul>
<li>debolezza nelle gambe;</li>
<li>cefalea;</li>
<li>tachicardia;</li>
<li>sensazione di costrizione a carico della zona cervicale;</li>
<li>stanchezza agli occhi;</li>
<li>senso di sbandamento;</li>
<li>sensazione di stomaco chiuso/contratto.</li>
</ul>
<p>Nel caso di problemi posturali a carattere meccanico/posturale, la sintomatologia dolorosa si concentra in punti specifici e si intensifica con alcuni tipi di movimenti. In questo caso non sarebbero presenti altri sintomi caratteristici legati allo stress.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_85" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Terapia per il dolore cervicale da stress</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>La soluzione, in caso di tensione a livello cervicale, prevede una terapia fisioterapica mirata non solo per eliminare i sintomi, ma anche per rilassare la muscolatura, alleviare dolori e rigidità, ma anche per ristabilire il corretto funzionamento di articolazioni e muscoli. Lo scopo della terapia è anche quello di aiutare il paziente ad evitare di reiterare gli stessi errori per impedire che le problematiche possano ripresentarsi.</p>
<p>Normalmente le <strong>terapie di tipo fisioterapico per risolvere il dolore cervicale da stress</strong> ricorrono a questo tipo di trattamenti:</p>
<ul>
<li><em>manipolazione miofacciale</em> (<em>trigger point</em>);</li>
<li>utilizzo della <em>tecarterapia</em> (un tipo di terapia eseguita dal fisioterapista con l’aiuto di un’apparecchiatura specifica, si tratta di una terapia non invasiva che spesso può aiutare a velocizzare la remissione del problema);</li>
<li>esercizi di stretching per potenziare i muscoli cervicali e decomprimere la rigidità;</li>
<li>utilizzo dell’osteopatia;</li>
<li>utilizzo della respirazione di tipo diaframmatico per sciogliere le tensioni accumulate;</li>
<li>sessioni di massaggio.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_86" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Risolvere il dolore cervicale con l’osteopatia</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>Abbiamo visto che <strong>il dolore cervicale può essere causato da patologie degenerative a carico della colonna vertebrale ma anche da possibili ernie discali nel caso in cui il dolore è più intenso, o dal classico colpo di frusta o ancora dalla presenza di artrosi</strong>. Il dolore al collo può derivare anche dal perpetrare nel tempo una postura scorretta, dalla sedentarietà, tutti aspetti che conducono ad una condizione di rigidità, fastidio, dolore e limitazione dei movimenti che portano il paziente a vedere compromessa la qualità di vita. Con l’osteopatia è possibile risolvere questo disagio.</p>
<p>L’osteopata infatti, attraverso un&#8217;accurata valutazione del paziente, è in grado di identificare la causa del disturbo, trovare il trattamento adeguato, e alleviare non solo il dolore, ma anche il processo infiammatorio che lo ha provocato.</p>
<p>Gli osteopati specializzati del Centro Medico Petrazzuoli, grazie alla loro esperienza ultradecennale, possono dunque aiutare il paziente a risolvere completamente il dolore cervicale attraverso un protocollo personalizzato, tarato sulle necessità specifiche della persona.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_87" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Come agisce l’osteopatia nella risoluzione del dolore cervicale</h3></div></div><div id="panel-6554-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p>I disturbi a livello cervicale hanno origini differenti tra cui è prevista anche la malocclusione dentale e i problemi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), oltre alla classica postura flessa del collo chino sul computer o sul cellulare. Tali disfunzioni possono quindi agire sulla zona cervicale con evidenti ripercussioni e provocare forti dolori e contratture muscolari.</p>
<p>Ogni caso specifico sopra menzionato deve essere trattato nel modo appropriato e <strong>l’osteopata specializzato, grazie a test specifici, è in grado di diagnosticare con precisione la causa del problema e agire in modo mirato per risolverla</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_88" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I benefici della terapia osteopatica nel trattamento del dolore cervicale</h2></div></div><div id="panel-6554-0-0-24" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>L’osteopatia è una terapia di tipo alternativo che si basa sulla manipolazione di alcune parti del corpo, senza ricorrere a farmaci, utilizzata per risolvere problemi funzionali specialmente per schiena, collo, testa e bacino.</p>
<p><strong>Il trattamento osteopatico permette di ottenere diversi benefici per il paziente nel caso del dolore cervicale come in molti altri ambiti</strong>. Il primo, importante risultato è che il soggetto raggiunge sin da subito un evidente rilassamento che deriva dallo scioglimento delle tensioni muscolari localizzate. La persona, inoltre, avvertirà <strong>notevoli miglioramenti anche per quanto riguarda la mobilità</strong> che sarà incrementata in modo marcato grazie al trattamento specifico, volto a migliorare i movimenti di testa e collo. <strong>Spesso al dolore cervicale si affiancano anche cefalee miotensive che, grazie all’osteopatia, possono essere eliminate totalmente</strong>.</p>
<p>Questa disciplina è basata sul contatto manuale col paziente e si ricollega all’asse di guarigione che tiene conto del collegamento tra corpo-mente- spirito sia per quanto riguarda lo stato di salute o di malattia della persona.  Lo specialista pone la sua attenzione sulla pienezza e perfezione della struttura e della funzionalità del corpo umano per agevolare il processo di autoguarigione. <strong>Per accompagnare il paziente ad ottenere la piena guarigione, l’osteopata con specifiche tecniche manuali scioglie i blocchi funzionali, riattiva la circolazione del sangue e quella dei liquidi linfatici per riportare alla normalità l’apporto di sangue nei vari tessuti.</strong></p>
<p>Gli osteopati specializzati del Centro Medico Petrazzuoli sono a vostra disposizione per qualunque necessità, rivolgetevi al nostro staff con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6554-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6554-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="25" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6554-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="26" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="27" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-2" ><hr id="widget_divider_19" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6554-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="28" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-3" id="ws-7" ><div id="widget_headline_89" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="29" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_19" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="30" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
</div></div></div><div id="panel-6554-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-6" ><div id="widget_headline_90" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="32" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-7" ><div id="widget_headline_91" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="33" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-8" ><hr id="widget_divider_20" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6554-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="34" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_20" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6554-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="35" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6554-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Menarca precoce: cause, sintomi e trattamento della maturazione sessuale precoce nelle bambine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pubertà è un periodo di rapidi cambiamenti fisici dovuti alla maturità sessuale. Tale trasformazione definisce in modo netto l’ingresso nell’età adulta. La pubertà per</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/menarca-precoce-cause-sintomi-e-trattamento-della-maturazione-sessuale-precoce-nelle-bambine/">Menarca precoce: cause, sintomi e trattamento della maturazione sessuale precoce nelle bambine</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6544"  class="panel-layout" ><div id="pg-6544-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6544-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6544-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6544-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>La pubertà è un periodo di rapidi cambiamenti fisici dovuti alla maturità sessuale. Tale trasformazione definisce in modo netto l’ingresso nell’età adulta. La pubertà per le bambine si verifica con il normale sviluppo e maturazione delle ovaie e la comparsa delle specifiche sessuali secondarie, come lo sviluppo del seno e la crescita dei peli pubici e ascellari.</p>
<p>La pubertà precoce nelle bambine, detta <em>menarca precoce</em>, si verifica quando avvengono questi cambiamenti fisici prima degli 8 anni. Nelle bambine tale evento è molto più comune rispetto ai bambini e, nonostante non si conoscano le reali cause che lo determinano, la sua gravità di solito non è tale da destare preoccupazioni dal punto di vista della salute. <strong>È fondamentale, tuttavia, comprendere le cause del menarca precoce in modo da individuare eventuali fattori scatenanti collegabili ad altre problematiche</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_94" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title"> Il menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il menarca coincide con il primo periodo mestruale di una bambina e normalmente compare tra i 9 e i 15 anni</strong>, quindi durante la pubertà. Tuttavia, questo dato può essere diverso a seconda dello stile di vita, della situazione ormonale, di una eventuale condizione di obesità e del pregresso familiare delle donne della famiglia. A questo proposito abbiamo la seguente classificazione:</p>
<ul>
<li>si parla di menarca precoce quando la mestruazione, per le bambine, arriva prima degli 8 anni;</li>
<li>si parla di mestruazioni tardive (o <em>menarca tardivo</em>) quando queste compaiono dopo i 14 anni.</li>
</ul>
<p>Di norma, la mestruazione si presenta nell’età puberale ma, se la bambina ha il menarca prima degli 8 anni, è necessario un controllo dal pediatra per individuare le cause del menarca precoce.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_95" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Segnali e sintomi relativi al menarca precoce</h3></div></div><div id="panel-6544-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Le avvisaglie e i primi sintomi del menarca precoce (prima degli 8 anni), possono essere:</p>
<ul>
<li>sanguinamento della vagina;</li>
<li>lieve rigonfiamento diffuso in tutto il corpo;</li>
<li>comparsa di peli sul pube;</li>
<li>ingrossamento del seno;</li>
<li>ingrossamento dei fianchi;</li>
<li>sensazione dolorosa nell’area addominale;</li>
<li>tristezza, eccessiva sensibilità emotiva e nervosismo.</li>
</ul>
<p>È possibile anche che la bambina, qualche mese prima dell’arrivo del menarca, abbia delle perdite vaginali bianco-giallastre.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_96" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quali sono le cause del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>Nel corso degli anni l’arrivo delle mestruazioni nelle bambine/ragazze è diventato sempre più precoce</strong>.</p>
<p>Le statistiche ci dicono che fino agli anni 70 la mestruazione nelle ragazze si manifestava intorno ai 16/17 anni. Negli ultimi decenni, però, si è verificato un progressivo abbassamento dell’età in cui compare il menarca e, in alcune nazioni le mestruazioni delle bambine arrivano già intorno ai 9 anni. Le motivazioni di questo cambiamento non sono del tutto chiare.</p>
<p>Possiamo identificare i <strong>probabili fattori scatenanti del menarca precoce</strong> tra quelli che seguono:</p>
<ul>
<li>nessuna causa apparente (nell’80% dei casi);</li>
<li>lieve (o moderata) obesità della bambina;</li>
<li>possibile esposizione a materiale plastico con <em>bisfenolo A</em>, già dalla nascita;</li>
<li>problematiche o danneggiamento del sistema nervoso centrale causati da patologie come cisti cerebrali, meningite, encefalite o paralisi;</li>
<li>esposizione a radiazioni del sistema nervoso centrale;</li>
<li>presenza di problematiche alle ovaie come <em>neoplasie</em> o <em>cisti follicolari</em>;</li>
<li><em>sindrome di McCune-Albright</em> (una patologia vasta e articolata caratterizzata dalla compresenza di menarca precoce, forme di displasia scheletrica e macchie color caffellatte sulla pelle);</li>
<li>tumore delle surrenali e conseguente rilascio di <em>estrogeni</em>;</li>
<li>forma grave di <em>ipotiroidismo primario</em>.</li>
</ul>
<p><strong>Nel caso in cui la bambina sia stata esposta ad ormoni estrogeni in modo precoce, vi è la possibilità che si verifichi la mestruazione precoce</strong>. Ciò può accadere ad esempio, se la madre ha assunto la pillola anticoncezionale nel corso della gravidanza o dell’allattamento.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_97" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi corretta per il menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Gli specialisti in ginecologia del <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">Centro Medico Petrazzuoli</a>, grazie alla professionalità e all’esperienza maturate in questo ambito così delicato, sono in grado di <strong>aiutare i genitori nel cogliere tutti quei segnali che in qualche modo anticipino un possibile cambiamento o trasformazione</strong> <strong>che possa portare all’arrivo della mestruazione nella bambina</strong>. Tramite una visita di controllo si è in grado, infatti, di analizzare queste trasformazioni.</p>
<p>Se la bambina ha la prima mestruazione prima dell’età di 8 anni, lo specialista valuta prima di tutto lo stato di salute della piccola, verifica l’eventuale crescita del seno, della peluria alle ascelle e sul pube e, a seconda del caso e se ne riscontra la necessità, approfondisce la diagnosi prescrivendo analisi relativi all’LH, agli estrogeni TSH e T4, la valutazione dell’età ossea, un’ecografia alle pelvi e alle surrenali.</p>
<p>Nel caso in cui il menarca precoce arrivi ancora prima, quindi intorno ai 6 anni, lo specialista può richiedere anche una risonanza magnetica per analizzare lo stato del sistema nervoso centrale e controllare che non vi siano problematiche di diversa natura che potrebbero aver causato l’arrivo anticipato delle mestruazioni.</p>
<p>Riassumendo, per effettuare una corretta diagnosi in merito alla comparsa del menarca precoce, lo specialista del Centro Medico Petrazzuoli provvederà a:</p>
<ul>
<li>verificare lo stato di salute generale della bambina (dal pregresso all’attuale) compreso tutto ciò che riguarda la storia medica della famiglia;</li>
<li>condurre un’attenta analisi della sua curva di crescita;</li>
<li>effettuare una visita medica approfondita;</li>
<li>controllare i valori ormonali per mezzo di una analisi del sangue.</li>
</ul>
<p>A discrezione dello specialista, potrebbe essere integrata anche una radiografia del polso per verificare la tendenza alla pubertà precoce. Questi esami permettono al medico di stabilire con chiarezza sia l’età ossea della bambina e al tempo stesso controllare che la sua crescita sia armonica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_98" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il protocollo per il trattamento del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il trattamento del menarca precoce nelle bambine richiede una profonda preparazione dello specialista e una sua altrettanta predisposizione empatica nell’approccio con la piccola paziente.</strong> Lo staff del Centro Medico Petrazzuoli, formato da personale altamente specializzato, è in grado di accogliere e portare alla sua armonica espressione questo momento delicato nella vita della bambina e della stessa famiglia. <strong>Il primo effetto del menarca precoce è costituito da potenziali disagi di tipo comportamentale o psicologico</strong>. La proiezione delle conseguenze del menarca precoce prevede anche la possibilità che la bambina abbia una bassa statura da adulta. Inoltre, ne aumenta il rischio di incorrere in obesità, di sviluppare ipertensione, malattie cardiovascolari, l’insorgere del diabete (sia tipo 1 che 2), rischio ictus e alcuni tumori come quello al seno, collegati proprio ad una anomala e pregressa esposizione agli ormoni estrogeni. A livello psicologico gli specialisti cureranno particolarmente questa condizione poiché dalle statistiche è emerso che può in qualche modo amplificare il rischio dell’abuso sessuale.</p>
<p><strong>In alcuni casi specifici, ovvero nel caso in cui il menarca precoce sia la spia di una patologia in corso, lo specialista può valutare l’eventuale trattamento volto a ritardare la mestruazione</strong>, almeno fino ai 12 anni, a seconda della situazione specifica della piccola paziente.</p>
<p>Nel caso in cui il menarca precoce sia dovuto allo sviluppo di una patologia, il suo trattamento è molto importante per arrestare la progressione anticipata della pubertà. Se per esempio la bambina ha un tumore che causa la produzione di ormoni, la rimozione chirurgica del tumore risolverà la situazione. Si tratta di casi per fortuna non comuni ma tale protocollo può certamente risolvere situazioni critiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_99" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Gli obiettivi della terapia del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Un obiettivo importante del protocollo medico adottato dallo specialista per il sostegno al menarca precoce nella bambina è di aiutarla, nel tempo, a sviluppare la regolare altezza da adulta</strong>. Questa accortezza evita l’insorgenza di problemi psicologici associati alla crescita molto più lenta rispetto ai bambini che hanno la sua stessa età.</p>
<p>Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle bambine con disabilità o adottate, poiché corrono il rischio di sviluppare fragilità emotive arrivando a sperimentare una sorta di diversità. <strong>La sensibilità e la preparazione del medico, unitamente al supporto dei genitori, possono sicuramente gestire con successo l’arrivo del menarca precoce nella bambina.</strong></p>
<p>Poiché <strong>il trattamento del menarca precoce è direttamente legato alla causa che lo determina</strong>, può in alcuni casi non essere sempre individuato con precisione, tuttavia non sempre è necessario adottare un trattamento. Infatti, in base all’età e alla specifica situazione, il medico potrebbe decidere di optare per uno stretto controllo nell’arco di un numero limitato di mesi e, in seguito a quanto emerge dal monitoraggio, scegliere di non prescrivere alcun trattamento.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_100" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La prevenzione per contrastare l’insorgere del menarca precoce nelle bambine</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-14" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Con l’intento di aiutare i genitori nella gestione delle cause che possono favorire l’insorgenza del menarca precoce, gli specialisti del Centro Medico Petrazzuoli suggeriscono alcune semplici accortezze da seguire:</p>
<ul>
<li>proteggere le bambine da potenziali fonti (esterne) in cui sono presenti estrogeni (farmaci o integratori alimentari destinati agli adulti), prodotti che devono essere messi in sicurezza e fuori della portata del bambino;</li>
<li>per quanto riguarda la madre, evitare di restare esposta nel corso della gravidanza a elementi di tipo chimico o sostanze simili che hanno funzionalità estrogena;</li>
<li>adottare la stessa accortezza anche nei confronti della bambina dopo la nascita;</li>
<li>ridurre l’eccessiva esposizione a smartphone e tablet;</li>
<li>favorire per la piccola un’alimentazione sana e curare molto attentamente il suo peso.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, <strong>il menarca precoce è un fenomeno che richiede attenzione e cura, in quanto può avere ripercussioni sulla salute sessuale e psicologica delle bambine</strong>. Le cause della maturazione sessuale precoce possono essere molteplici, come abbiamo visto, tra cui fattori genetici, ambientali e di stile di vita.</p>
<p><strong>È importante dunque riconoscere tempestivamente i sintomi del menarca precoce e rivolgersi a un medico specialista per una corretta diagnosi e un&#8217;adeguata terapia, se necessario</strong>. Inoltre, i genitori possono adottare alcune misure preventive per ridurre il rischio di menarca precoce, come un&#8217;alimentazione equilibrata, un ambiente sano e privo di stress, e uno stile di vita attivo.</p>
<p><strong>Con la giusta attenzione e cura, è possibile gestire la maturazione sessuale precoce e garantire una buona salute sessuale e psicologica alle proprie bambine</strong>. Il Centro Medico Petrazzuoli, con il suo staff specializzato in ginecologia, è a vostra completa disposizione per rispondere a qualunque esigenza. Contattateci con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6544-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6544-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="15" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="16" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-2" ><hr id="widget_divider_22" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6544-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-3" id="ws-8" ><div id="widget_headline_101" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_22" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
</div></div></div><div id="panel-6544-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-6" ><div id="widget_headline_102" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-7" ><div id="widget_headline_103" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-8" ><hr id="widget_divider_23" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6544-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="24" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_23" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="25" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Oculistica pediatrica, quando portare il bambino dall’oculista?</title>
		<link>https://www.centromedicopetrazzuoli.it/oculistica/oculistica-pediatrica-quando-portare-il-bambino-oculista/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 07:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oculistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La visita oculistica pediatrica è una visita specialistica dedicata ai bambini che viene eseguita con strumenti adeguati e permette di identificare le condizioni patologiche e/o</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/oculistica/oculistica-pediatrica-quando-portare-il-bambino-oculista/">Oculistica pediatrica, quando portare il bambino dall’oculista?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6536"  class="panel-layout" ><div id="pg-6536-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6536-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6536-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6536-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>La visita oculistica pediatrica è una visita specialistica dedicata ai bambini che viene eseguita con strumenti adeguati e permette di identificare le condizioni patologiche e/o i deficit refrattivi dei bimbi fin dalla più tenera età</strong>. L’<em>esame oftalmologico pediatrico</em>, dunque, si presenta come un controllo periodico effettuato a intervalli regolari per valutare la salute degli occhi e la vista nei bambini di tutte le età già a partire dai neonati.</p>
<p><strong>I test dell&#8217;acuità visiva e l’analisi dell’occhio vengono eseguiti progressivamente tanto durante l&#8217;età prescolare quanto nella fase scolare</strong>, quando è più probabile che si verifichino problemi di visione refrattiva.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_106" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come si sviluppa la vista nei bambini</h2></div></div><div id="panel-6536-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>In oftalmologia pediatrica, il periodo che va dai 6 mesi a 10-12 anni è fondamentale per raggiungere la stabilità visiva nel bambino</strong>, mentre i primi mesi sono decisivi per lo sviluppo motorio e sensoriale. Vediamo in dettaglio come procede questo importante sviluppo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_107" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Dalla nascita al primo mese</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Durante i primi quattro mesi di vita si sviluppano le più importanti funzioni di tipo monoculare e binoculare, insieme a quelle sensoriali e motorie, ma anche la convergenza, l&#8217;accomodazione e i rapidi movimenti orizzontali. Nelle prime settimane di vita, infatti, il bambino inizia a fare attenzione alla luce ma ha una ristretta capacità di fissare: i neonati possono percepire tutti gli stimoli visivi captati dal loro ambiente, ma non possono elaborarli, organizzarli in immagini e dar loro un senso. I piccoli possono vedere luci e forme, ma non possono associarle a oggetti, persone o situazioni/ambienti.</p>
<p>A 15 giorni il bambino acquista la capacità di mettere a fuoco immagini a 20-30 cm dall&#8217;occhio, non percepisce ancora i colori, ma distingue il buio dalla luce. Poiché non ha ancora il totale controllo dei muscoli oculari, può stancarsi facilmente e in alcune occasioni può sembrare affetto da strabismo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_108" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Da 1 a 2 mesi</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Dal primo al secondo mese il bambino riesce a seguire sia le luci che gli oggetti in movimento e sviluppa attenzione ad uno stimolo nuovo o articolato. A 10-12 settimane di età, infatti, è in grado di riconoscere i volti umani e prova a rispondere ai sorrisi con piccole smorfie e muovendo le labbra. Riesce a seguire le immagini in movimento girando la testa e incrociando gli occhi se avviciniamo troppo un oggetto al suo viso.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_109" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Da 2 a 5 mesi</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>Tra i 4 ei 5 mesi di età, i bambini possono guardare gli oggetti, seguire i loro movimenti e dirigere lo sguardo verso gli stimoli visivi</strong>.</p>
<p>Più precisamente, dai 2 ai 3 mesi il bambino acquisisce la capacità di convergenza, di fissare e di focalizzare, mentre dai 3 ai4 mesi i suoi movimenti oculari si regolarizzano a si incrementa l&#8217;acuità visiva e il bambino riesce ad osservare e manipolare gli oggetti. Dai 4 ai 5 mesi, poi, il bambino comincia a spostare lo sguardo dagli oggetti verso le parti del corpo e cerca di avvicinarsi verso gli oggetti spostandosi, iniziando a riconoscere i visi familiari e gli oggetti, e dai 5 ai 6 mesi riesce a raggiungere e ad afferrare gli oggetti.</p>
<p>Dal quarto al quinto mese, in particolare, il bambino riesce a mettere a fuoco l&#8217;immagine nell’arco di pochi metri e distingue con chiarezza alcuni tra i colori primari come rosso, verde e blu, mentre al sesto mese ha un buon controllo sui muscoli degli occhi, non è più soggetto ad apparente strabismo e la sua attenzione è richiamata da oggetti piccoli.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_110" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Dai 5 ai 12 mesi</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>Dai 6 ai 7 mesi i movimenti oculari del bambino sono completi e ben armonizzati e riesce a spostare lo sguardo da un oggetto ad un altro, e nelle settimane successive comincia a tenere in mano gli oggetti e osservarli, mentre dai 9 ai 10 mesi riesce anche a manipolarli oltre che osservarli</strong>.</p>
<p>Un potenziale danno al sistema visivo del bambino a 6 mesi di età, purtroppo, è in molti casi irreversibile. Dopo i 6 mesi, il danno riduce la visione acquisita, ma <strong>un trattamento appropriato e tempestivo in oculistica pediatrica può ripristinare il potenziale perduto</strong>.</p>
<p>A 7 mesi il bambino sembra essere miope, ma a 10 mesi acquisisce la capacità di osservare grazie al senso di profondità delle immagini, ovvero raggiunge la visione stereoscopica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_111" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Dal primo anno in poi</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Tra il primo e il secondo anno, i bambini acquisiscono la piena gestione dei muscoli oculari e, la cosiddetta “accomodazione” permette loro di mettere a fuoco cose o persone a qualunque distanza</strong>. Dagli 11 ai 18 mesi, infatti, le sue funzionalità visive arrivano a maturazione, e dai 18 ai 24 mesi comincia ad accoppiare gli oggetti e inizia ad imitare.</p>
<p>All&#8217;età di due anni, la vista raggiunge i 10/10 e l’apparato oculare inizia a funzionare pienamente: dai 24 ai 30 mesi il bambino riesce ad accoppiare sia forme che colori e comincia ad osservare dal punto di vista visivo oggetti più distanti, e dai 30 ai 36 mesi unisce le varie forme geometriche e inizia a tracciare dei cerchi seppure basilari. Sarà dai 36 ai 48 mesi che il bambino inizierà ad avere una discreta percezione della profondità e riconoscere molte forme.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_112" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Oculistica pediatrica: quali sono le principali patologie oculari dei bambini</h2></div></div><div id="panel-6536-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Vediamo adesso, con l’aiuto degli <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/oculistica/">specialisti in oculistica pediatrica del Centro Medico Petrazzuoli</a>, quali sono le principali patologie oculari dei piccoli pazienti:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_113" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">L’Ambliopia</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>L’<em>ambliopia</em> è una <strong>sostanziale diminuzione dell&#8217;acuità visiva nell’occhio che non mostra nessuna effettiva modifica strutturale evidente</strong> dal punto di vista clinico che possa spiegare questa perdita di funzionalità.</p>
<p>Poiché i due occhi si sviluppano in modo differente durante la fase in cui si forma l’intero apparato visivo, in questo caso il piccolo inizia ad usare un solo occhio. Questo insufficiente esercizio a carico dell&#8217;occhio più debole acuisce il divario tra i due e può causare l’<em>ipovisione</em> da parte di quello meno sviluppato.</p>
<p>Nel caso in cui l&#8217;ambliopia coinvolga entrambi gli occhi del bambino, risulterà più agevole per i genitori accorgersi del problema dal momento che il bambino manifesta in modo evidente difficoltà nella vista ovvero non riesce a seguire con lo sguardo, non allunga le mani verso gli oggetti e ha difficoltà nell’imparare a camminare.</p>
<p><strong>Quando invece l&#8217;ambliopia riguarda un solo occhio è più complicato individuare il difetto visivo</strong>, perché il bambino sembra vedere bene con entrambi gli occhi: riesce ad imparare a camminare nonostante possa incorrere in qualche caduta. Ciò accade perché, non avendo sviluppato la visione binoculare, non riesce ad acquisire la sensazione della profondità.</p>
<p>L’ambliopia in genere è causata da tre fattori diversi:</p>
<ul>
<li>presenza di strabismo;</li>
<li>presenza di difformità nei difetti relativi alla rifrazione tra i due occhi (<em>anisometropia</em>), uno dei quali può essere ad esempio <em>ipermetrope</em> e l’altro miope;</li>
<li>casi di deprivazione in cui lo stimolo della luce non riesce a raggiungere la retina come nel caso di <em>ptosi palpebrale</em> o cataratta congenita.</li>
</ul>
<p><strong>Il cosiddetto &#8220;occhio pigro&#8221; è un problema visivo molto comune nei bambini. Non deve essere sottovalutato e, se trattato nel modo corretto, può essere risolto completamente per la maggior parte dei casi dopo una corretta visita oculistica pediatrica.</strong></p>
<p>Il trattamento per risolvere l’occhio pigro si basa sulla copertura dell’occhio sano, sull’utilizzo di speciali lenti a scopo correttivo e su diversi esercizi di stimolazione che incoraggiano il recupero della vista nell&#8217;occhio più debole. Tuttavia, l&#8217;intervento correttivo dovrebbe essere fatto nella fascia di età pediatrica. <strong>Nel caso in cui l’ambliopia venga diagnosticata dopo i sei anni di età, questa problematica non ha molte possibilità di essere risolta</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_114" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La ptosi congenita</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>Alcuni piccoli pazienti possono presentare, sin dalla nascita, una o entrambe le palpebre superiori che si abbassano in modo irregolare</strong>. Questa è una condizione chiamata <em>ptosi congenita</em>.</p>
<p>Ciò accade perché uno dei muscoli elevatori viene sostituito da tessuto fibroso in base al grado di <em>ptosi</em>, facendo sì che la palpebra superiore non si abbassi più in modo regolare. Ugualmente nella sua forma più grave di ptosi, la palpebra superiore non scende molto al di sotto del bordo inferiore della pupilla. Se si verifica questa opzione è possibile che il difetto abbia origine neurologica.</p>
<p>I piccoli pazienti affetti da questa problematica solitamente utilizzano i muscoli della fronte per riuscire ad alzare le palpebre e sollevare le sopracciglia. Nel caso in cui il bambino abbia entrambe le palpebre che velano, occludendola, la parte superiore della pupilla, il piccolo sarà spinto ad alzare il mento per guardare davanti a sé.</p>
<p><strong>I bambini con problema di ptosi, quindi, usano i muscoli frontali per sollevare le palpebre e alzare le sopracciglia. Se una o entrambe le palpebre coprono la parte superiore della pupilla, il bambino solleva il mento e guarda dritto davanti a sé</strong>.</p>
<p>Questo problema di solito si manifesta quando un bambino ha un buon controllo della testa intorno ai 4-5 mesi di età. In questo caso si ricorre al trattamento chirurgico che ha lo scopo di ripristinare la normale posizione della palpebra superiore.</p>
<p><strong>In presenza di una forma più grave, quando cioè il bambino è costretto ad alzare il mento per guardare avanti, questo intervento di oculistica pediatrica dovrà essere attuato entro l’anno di età</strong>. Per quanto riguarda le affezioni di minore entità l’intervento può essere spostato anche di alcuni anni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_115" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le congiuntiviti</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p><strong>La congiuntivite può avere molte cause diverse nei bambini come negli adulti</strong>. La congiuntivite di tipo <em>gonococcico</em>, per esempio, è una forma grave di congiuntivite che colpisce i neonati. L&#8217;infezione si estende in modo rapido e si manifesta con la secrezione di abbondante pus e forte gonfiore delle palpebre.</p>
<p>La <strong>congiuntivite classica</strong> non necessita di una terapia urgente mentre quella di tipo gonococcico deve essere trattata con urgenza. Infatti, il <em>Genococcus</em> responsabile dell’infezione, può invadere rapidamente la cornea e anche un ritardo di sole 24 o 48 ore nell&#8217;inizio del trattamento riparatorio, può portare a ulcerazione o perforazione corneale.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la <strong>congiuntivite neonatale causata da <em>Chlamydia</em></strong>, ovvero la congiuntivite bulbare detta anche “congiuntivite da inclusione”, è dovuta ad un batterio, la <em>Chlamydia trachomatis</em>. Questo tipo di congiuntivite di norma viene trasmessa al piccolo durante il parto per contatto diretto della congiuntiva con le secrezioni della cervice uterina. Nei bambini di età compresa tra 1 e 2 settimane, si presenta inizialmente come congiuntivite suppurativa acuta, che progredisce fino a diventare congiuntivite papillare moderatamente essudativa.</p>
<p>Gli esami di laboratorio consentono di stilare una corretta diagnosi. I neonati possono anche sviluppare congiuntivite aspecifica, comunemente causata dall&#8217;inoculazione all’interno della congiuntiva, di organismi batterici vaginali (<em>stafilococchi</em>, <em>steptococchi</em> e altra flora vaginale) nel corso del parto.</p>
<p><strong>Il trattamento delle varie forme di congiuntivite viene sempre modulato su frequenti instillazioni di gocce di colliri antibiotici, i quali hanno azione diretta contro i batteri specifici che causano la condizione.</strong> A volte, nelle forme più gravi, la terapia generale dovrebbe essere abbinata alla somministrazione di antibiotici.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_116" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le cheratocongiuntiviti</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il tipo di <em>cheratocongiuntivite</em> più comune nell&#8217;infanzia è quella di origine allergica ed è caratterizzata da arrossamento e lacrimazione.</strong></p>
<p>Il trattamento è rivolto ai sintomi e si avvale dell&#8217;uso di antistaminici e farmaci cortisonici, tramite la desensibilizzazione e la rimozione dell’antigene. La cheratomicosi non è molto comune e in genere colpisce i bambini che restano per diverso tempo a contatto con la terra o che sono esposti a frequenti microtraumi. L&#8217;unico metodo investigativo per individuare questa patologia è l’<strong>analisi biomicroscopica della cornea, della congiuntiva e delle palpebre</strong>, che può evidenziare la presenza di eventuali alterazioni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_117" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Il glaucoma congenito</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il glaucoma congenito nei bambini è una condizione rara che può colpire uno o entrambi gli occhi</strong>. In oltre l&#8217;80% dei casi, i sintomi si manifestano nel bambino ancora prima dell’anno di età.</p>
<p>I sintomi più comuni sono: eccessiva lacrimazione, sensibilità alla luce, frequente battito delle palpebre (<em>blefarospasmo</em>).</p>
<p>L&#8217;esame oculare evidenzia un edema, pressione intraoculare elevata, opacizzazione corneale e una escavazione papillare del nervo ottico (ovvero una sorta di depressione naturale che compare quando il canale attraverso il quale fuoriescono le fibre del nervo ottico è di dimensione leggermente più grande).</p>
<p>Con l’avanzare della patologia, il diametro della cornea si ingrossa e la sclera diventa bluastra. Il trattamento, ove possibile, prevede l’utilizzo di farmaci ma la chirurgia è spesso raccomandata.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_118" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La cataratta</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-26" class="so-panel widget_text" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p>Per cataratta si intende una degenerazione de cristallino, la lente naturale collocata all’interno dell’occhio. Nel momento in cui l’occhio subisce la patologia della cataratta, il cristallino danneggiato e opacizzato, impedisce in parte il filtraggio dei fasci luminosi e, di conseguenza, la capacità della retina di mettere a fuoco le immagini. <strong>Nei bambini, la cataratta può essere a carattere traumatico o congenito</strong>. Per quanto riguarda la cataratta di tipo congenito normalmente non si sviluppa in modo preoccupante. Quando compare nella prima infanzia può mutare in ambliopia, uno dei fattori primari che causa disturbi alla vista come abbiamo visto e per cui è necessario intervenire con una terapia professionale specifica. Per la cataratta è necessario l’intervento chirurgico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-27" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="27" ><div id="widget_headline_119" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La “persistenza del vitreo”</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-28" class="so-panel widget_text" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il cosiddetto “vitreo iperplastico primitivo” in forma persistente è il fattore primario che causa la patologia più comune di cataratta monolaterale nei neonati e nella prima infanzia</strong>. Per “vitreo iperplastico primitivo” si intende una patologia molto rara di tipo congenito che si manifesta quando, alla nascita, non si verifica la perfetta regressione del corpo vitreo primario e della vascolarizzazione del vitreo, caratteristica in genere presente soltanto nel feto.</p>
<p>Durante lo sviluppo prenatale, la porzione posteriore dell&#8217;occhio è piena di rami dell&#8217;<em>arteria ialoide</em> che derivano dal nervo ottico (<em>vitreo primario</em>).</p>
<p>Questi vasi nel tempo scompaiono e vengono sostituiti dal vitreo secondario. Il vitreo secondario dà origine al tipico vitreo in forma trasparente e avascolare, caratteristico dell’essere umano.</p>
<p>Nel caso in cui permangano alcuni dei vasi sanguigni, come l’arteria ialoide che collega la papilla ottica alla sezione retrostante del cristallino, persiste anche il vitreo primario (il vitreo primario è una sostanza gelatinosa che colma l’occhio, riempiendo la zona interna compresa tra cristallino e retina).</p>
<p>Gli occhi con iperplasia primaria persistente del vitreo sono solitamente più piccoli della normale struttura controlaterale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-29" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="29" ><div id="widget_headline_120" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Il coloboma</h3></div></div><div id="panel-6536-0-0-30" class="so-panel widget_text" data-index="30" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il <em>coloboma dell&#8217;iride</em> è un sintomo esterno caratterizzato dalla mancata chiusura della fessura fetale</strong>. Si può manifestare in due forme: unilaterale o bilaterale. In alcuni casi si presenta come fattore singolo in quanto segnale di affezione oculare oppure unitamente a potenziali anomalie di tipo cardiaco, difetti dell’apparato uditivo ma anche in presenza di problematiche a carico del sistema nervoso centrale.</p>
<p>Quando interessa soltanto l&#8217;iride, permette una visione normale, ma il <em>coloboma coroidale</em> (coloboma retinico), che colpisce il nervo ottico o la regione maculare, può determinare una forte limitazione della vista.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-31" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div id="widget_headline_121" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La visita oculistica pediatrica</h2></div></div><div id="panel-6536-0-0-32" class="so-panel widget_text" data-index="32" >			<div class="textwidget"><p><strong>Gli esami oftalmologici precoci non possono ovviamente essere eseguiti con la partecipazione del piccolo paziente poiché neonato</strong>. Tuttavia, verificando la funzionalità della sincronia e del coordinamento dei movimenti degli occhi, l’eventuale presenza di disturbi oculari e di anomalie dell&#8217;anatomia oculare, questi esami permettono solo di escludere un danno visivo precoce. Si procede all’analisi dopo l&#8217;instillazione di collirio che ha la funzione di dilatare la pupilla.</p>
<p><strong>L’esame oculistico pediatrico intermedio, di solito eseguito intorno ai tre anni, è molto più approfondito e si avvale della collaborazione diretta del bambino</strong>. Viene utilizzato principalmente per stimare l&#8217;acuità visiva del piccolo al fine di escludere la presenza di errori di rifrazione o problemi di strabismo. Anche i successivi screening in età scolare si focalizzano principalmente sulla misurazione della vista del bambino durante il delicato periodo della crescita, quando è più probabile l’insorgenza di disturbi visivi.</p>
<p>In questo caso un oculista valuta la possibilità di prescrivere lenti correttive e viene effettuato un accurato controllo annuale per verificare l’evoluzione della situazione. <strong>Il Centro Medico Petrazzuoli, con il suo efficiente reparto di oculistica pediatrica, gestito dai migliori professionisti nel campo, può supportare i genitori in questo percorso di verifica e attuazione dei migliori protocolli terapeutici in base alle necessità del piccolo paziente</strong>. A questo scopo, gli specialisti del Centro suggeriscono di prenotare con largo anticipo le visite oculistiche pediatriche per osservare con cadenza regolare lo sviluppo della vista del bambino.</p>
<p>Un suggerimento importante da parte dei nostri professionisti è quello che invita i genitori a valutare con attenzione eventuali situazioni di seguito elencate le quali, in base ai sintomi descritti, assumono carattere di urgenza e quindi necessitano di una visita tempestiva.</p>
<p>I genitori si rivolgano velocemente all’oculista in presenza di:</p>
<ul>
<li>forte rossore e lacrimazione ad uno o entrambi gli occhi del bambino che lamenta marcato disagio;</li>
<li>comparsa di un riflesso bianco che interessa la pupilla (detto <em>leucocoria</em>);</li>
<li>tendenza a inclinare la testa da un lato;</li>
<li>comparsa improvvisa di strabismo;</li>
<li>tendenza a portare gli oggetti troppo vicino agli occhi;</li>
<li>fastidio per la luce troppo diretta (<em>fotofobia</em>).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel periodo dell’età scolare, è indispensabile prenotare per tempo la visita oculistica specialmente se il bambino ha difficoltà nel vedere chiaramente da lontano (lo scritto sulla lavagna), se mostra problemi o ritardo nella lettura oppure se strizza spesso gli occhi.</p>
<p><strong>Per i genitori è possibile capire se è necessario ricorrere alla visita oculistica pediatrica per il loro bambino già in età prescolare e quindi prima ancora che il piccolo abbia imparato a leggere, notando eventuali segnali che possono essere un campanello di allarme</strong> come ad esempio la presenza frequente di cefalea che può comparire già intorno ai quattro anni di età, oppure l’incapacità di riconoscere i colori.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-0-33" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="33" ><div id="widget_headline_122" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">A che età fare la prima visita oculistica al bambino</h2></div></div><div id="panel-6536-0-0-34" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="34" >			<div class="textwidget"><p>Normalmente, come abbiamo accennato poco sopra, <strong>una prima visita oculistica si effettua su ciascun neonato</strong>, specialmente per quei piccoli pazienti che presentano dei rischi genetici o che sono prematuri, ma tutti vengono visitati prima di essere dimessi dalla maternità.</p>
<p><strong>Il successivo controllo di tipo specialistico in genere viene stabilito quando il bambino ha tra i sei e i nove mesi, periodo in cui si procede alla vaccinazione contro la poliomielite</strong>. Dopo queste due prime visite, i controlli periodici sono poi stabiliti dal pediatra e dai genitori stessi con le modalità di cui sopra negli eventuali casi di urgenza.</p>
<p><strong>È buona norma effettuare visite di controllo di oculistica pediatrica nel corso dei primi anni della scuola materna (già a 2 o 3 anni), per identificare nel bambino eventuali problematiche come astigmatico, miopia, ipermetropia, strabismo, o il cosiddetto occhio pigro</strong>. Si tratta di un’azione preventiva molto importante poiché diagnosticare a questa età il potenziale disturbo, permette allo specialista di intervenire con maggior grado di successo dato che l’intero sistema visivo del bambino è ancora in fase di sviluppo e quindi è possibile correggere positivamente eventuali difetti.</p>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per applicare una prevenzione precisa, mirata al mantenimento della salute visiva del bambino e, se necessario, adottare una terapia personalizzata volta al pieno recupero della stessa. Siamo a vostra disposizione, contattateci con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6536-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6536-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="35" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6536-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="36" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6536-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="37" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6536-0-1-2" ><hr id="widget_divider_25" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6536-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="38" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6536-0-1-3" id="ws-9" ><div id="widget_headline_123" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6536-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="39" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6536-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_25" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6536-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="40" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6536-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Dieta Vegetariana e Dieta Vegana, differenze e caratteristiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2023 12:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I motivi che possono indurre una persona a scegliere per la propria alimentazione una dieta vegetariana o una dieta vegana possono essere molti, tutti validi</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/nutrizione/dieta-vegetariana-e-dieta-vegana-differenze-e-caratteristiche/">Dieta Vegetariana e Dieta Vegana, differenze e caratteristiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6512"  class="panel-layout" ><div id="pg-6512-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6512-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6512-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6512-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>I motivi che possono indurre una persona a scegliere per la propria alimentazione una dieta vegetariana o una dieta vegana possono essere molti, tutti validi e con diverse motivazioni</strong>. Chi decide, infatti, di prediligere alimenti di tipo vegetale per la propria dieta può farlo per motivi di etica, ad esempio l’amore e il rispetto per gli animali, evitando di incrementare con i propri acquisti l’industria degli allevamenti intensivi, che spesso prevede dei veri e propri lager per gli animali indifesi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_128" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Scegliere la dieta vegetariana o la dieta vegana: non solo per etica</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Oltre all’aspetto etico, per molte persone il motivo di una scelta vegetariana può essere ricondotto a fattori di tipo ambientale</strong>. Ad oggi esistono molti studi che dimostrano come la riduzione a livello globale del consumo di carne potrebbe dare un significativo apporto nel migliorare la salute del nostro pianeta. Questa cura verso l’ambiente avrebbe delle considerevoli ricadute positive sul consumo di acqua, sulle immissioni di gas serra in atmosfera così come sull’eccessivo sfruttamento del suolo, già avvelenato da chimica inquinante per massimizzare le produzioni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_129" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dieta vegetariana o vegana per la salute</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p><strong>Vi è poi una percentuale di persone che adottano la dieta vegetariana o la dieta vegana per una questione di salute</strong>, con l’intento di migliorare la qualità della propria vita. Si sa, infatti, che all’interno della carne, così come nei semi-lavorati di tipo industriale in cui viene trasformata, sono presenti diverse sostanze nocive, un esempio su tutti sono gli ormoni e gli antibiotici rinvenuti in prodotti di derivazione animale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_130" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Vegetariani o vegani per fede religiosa</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Ultima scelta, ma non meno importante, è quella delle <strong>diverse popolazioni del mondo che hanno scelto la dieta vegetariana o vegana per una questione religiosa</strong>. Ne sono un esempio gli Indiani. In India, infatti, si praticano diversi orientamenti religiosi che credono nella teoria della reincarnazione e come pratica primaria onorano la non-violenza. Per questo motivo, ad esempio, ritengono le vacche come un’entità sacra. Secondo alcune statistiche in India vi è ben il 30% della popolazione che segue una dieta vegetariana.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_131" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Vegetariani e vegani in Europa e Regno Unito</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Le statistiche di altri Paesi indicano, invece, l’Inghilterra con circa il 10% di vegetariani, l’Irlanda con un 6% di persone che non consuma carne, la Germania con un 8% e altre nazioni come Francia, Svizzera, Spagna, Belgio e Norvegia dove i vegetariani si attestano tra il 2 e il 4%. In Italia abbiamo circa un 5,8% di vegetariani e un 2,4% di vegani.</p>
<p>Al di là dei dati statistici e delle tendenze che possono rispecchiare, qualunque sia il motivo per cui si decida di adottare una dieta vegetariana o addirittura una dieta vegana, bisogna tenere sempre presente che <strong>è indispensabile ricorrere al supporto di un </strong><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/nutrizione/"><strong>nutrizionista</strong></a><strong> esperto</strong> bandendo assolutamente il “fai da te”. <strong>Il Centro Medico Petrazzuoli ha istituito una sezione dedicata interamente alla dietetica e alla nutrizione gestito da professionisti</strong> in grado di occuparsi con scrupolosa attenzione di qualunque obiettivo si prefigga il paziente.</p>
<p>Vediamo ora di comprendere al meglio le singole caratteristiche di queste due tipologie di alimentazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_132" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dieta vegetariana: caratteristiche e varianti</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>La parola “dieta vegetariana” comprende più di un modello di alimentazione, tra i quali la dieta vegana, modelli che si differenziano per il grado di limitazione o addirittura per la totale esclusione di alcune parti o di tutti gli alimenti di origine animale</strong>. Si tratta, dunque, di diete costituite prevalentemente da alimenti vegetali.</p>
<p>Come abbiamo visto dai dati statistici, sempre più persone stanno valutando di adottare questo stile alimentare e ciò sembra non essere dovuto esclusivamente all’appartenenza ad una particolare porzione del mondo come l’area del Mediterraneo o il continente indiano. In realtà, in base a quanto visto, tali decisioni sembrano rimandare più a <strong>scelte di vita meditate che si fondano su fattori e motivazioni attinenti all’etica, alla salute, all’ecologia e alla propria religione di appartenenz</strong>a.</p>
<p>Anche se risultano appartenenti alla medesima categoria, la dieta vegetariana e la dieta vegana differiscono per alcuni fattori fondamentali. La dieta vegetariana esclude praticamente soltanto la carne e il pesce. La dieta vegana, invece, elimina dall’alimentazione qualunque derivato di provenienza animale come le uova, il miele, il latte e i suoi derivati, inserendo nella dieta soltanto gli alimenti di tipo vegetale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_133" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I vari tipi di dieta vegetariana</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Dunque la dieta vegetariana può essere declinata in varie classificazioni che prevedono restrizioni differenti. <strong>Nella dieta latto-ovo-vegetariana sono ammessi latte e derivati, nella latto-vegetariana si escludono la carne, il pesce ed anche le uova, mentre nella dieta vegana sono esclusi tutti gli alimenti di origine animale</strong>. Le due principali suddivisioni per questo tipo di alimentazione sono però la dieta vegetariana e la dieta vegana poiché sono tra le più diffuse e costantemente studiate dai medici.</p>
<p>Ecco un piccolo riepilogo delle varie classificazioni relative alla dieta vegetariana:</p>
<ul>
<li>dieta definita “latto-ovo-vegetariana”: comprende il latte e i suoi derivati, le uova, ma sono esclusi completamente carne e pesce;</li>
<li>dieta “latto-vegetariana”: comprende latte e derivati ma esclude totalmente carne e pesce;</li>
<li>dieta “ovo-vegetariana”: comprende le uova ma esclude il latte, i suoi derivati, la carne e il pesce;</li>
<li>dieta “vegana”: comprende solo alimenti di origine vegetale ed esclude totalmente qualunque alimento di origine animale, compreso uova e miele.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_134" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Adottare una dieta vegetariana o vegana è consigliabile? </h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>In base ad alcuni studi approfonditi realizzati sia negli Stati Uniti sia presso la SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, è risultato che <strong>le diete vegetariana o vegana, se strutturate da un nutrizionista esperto e programmate in modo corretto, non provocano problemi alla salute di una persona adulta ma al contrario possono portare benefici e vantaggi</strong> specialmente se la persona è affetta da certe patologie.</p>
<p>Se organizzate da un esperto nutrizionista questi due tipi di dieta sono sani, completi dal punto di vista nutrizionale e risultano adeguati. <strong>In alcuni casi, la dieta vegetariana o vegana possono contribuire con un valido apporto alla prevenzione e agire positivamente sul trattamento di diverse patologie</strong>. Una dieta vegetariana, lo ribadiamo perché è di fondamentale importanza, se strutturata da un dietologo esperto, può essere adottata da persone in qualunque ciclo di vita, compresa l’infanzia, l’adolescenza, in gravidanza, allattamento e per gli sportivi.</p>
<p><strong>Una dieta vegetariana dunque deve essere ritagliata precisamente sulla persona in base alle sue esigenze psico-fisiche e, oltre a comprendere verdura, frutta e cereali di tipo integrale, deve necessariamente prevedere anche la corretta quantità di grassi e proteine</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_135" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’elemento chiave della dieta vegetariana e vegana: la fibra</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Sia nella dieta vegetariana come in quella vegana ha un ruolo decisivo e fondamentale per la salute un elemento indispensabile per la salute: la fibra. Assumere alimenti contenenti fibra, come i cereali di tipo integrale, i legumi, la frutta fresca e secca o i semi oleosi, permette di raggiungere alcuni vantaggi:</p>
<ul>
<li>consente di raggiungere un buon senso di sazietà arrivando pertanto a ridurre, grazie anche ad un minor apporto di calorie, la possibilità di un aumento di peso;</li>
<li>abbassare il picco glicemico del pasto, permettendo di prevenire la comparsa del diabete;</li>
<li>diminuire i valori di trigliceridi e colesterolo totale;</li>
<li>mantenere in equilibrio ottimale il microbiota dell’intestino che, assorbendo la fibra, genera elementi che portano beneficio all’intero organismo;</li>
<li>potenziare la funzionalità dell’intestino accelerandone l’attività e permettendo di diminuire i tempi di permanenza e contatto delle scorie dannose nelle pareti della mucosa intestinale.</li>
</ul>
<p>È stato di fatto dimostrato che le persone che assumono con cadenza regolare alimenti contenenti fibra, presentano una decisa diminuzione del rischio di contrarre diverse patologie invalidanti quali le malattie cardiovascolari, il tumore del colon o il diabete di tipo 2.</p>
<p>A ciò si aggiunge il fatto che <strong>i grassi tipici della dieta vegetariana o vegana derivano in prevalenza da oli di tipo vegetale, legumi, frutta secca o semi, e ciò consente di avere una forte azione protettiva per tutto l’organismo</strong>.</p>
<p>La dieta vegetariana e la dieta vegana hanno in genere un minor apporto di grassi animali (di tipo saturo), i quali sono dannosi per il nostro apparato cardiocircolatorio. Al contempo permettono di assumere grassi mono e polinsaturi in buone quantità, elementi che possono essere considerati a pieno titolo benefici per la salute del cuore.</p>
<p>Inoltre, come abbiamo già accennato, studi statistici hanno dimostrato che la dieta vegetariana o vegana è in grado di produrre un indice di massa corporea minore rispetto alle diete alimentari onnivore. Essendo diete ricche di alimenti con basse calorie, consentono di tenere sotto controllo la potenziale comparsa di aumento di peso ponderale o dell’obesità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_136" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Dieta vegetariana e dieta vegana: l’importanza di rivolgersi al nutrizionista esperto</h2></div></div><div id="panel-6512-0-0-18" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>Nonostante emerga da molti studi che le diete di tipo vegetariano diano un sufficiente apporto di elementi nutrienti, per lo più in tutti i cicli di vita, <strong>è necessario vigilare sulla corretta assimilazione di alcuni elementi che potrebbero non essere presenti in misura sufficiente o ottimale nel contesto di una dieta vegetariana o addirittura vegana</strong>. È molto importante, infatti, controllare il valore e lo stato di alcuni elementi nutritivi chiave come le proteine, il calcio, il ferro, lo zinco, gli acidi grassi omega-3 e la vitamina B12 poiché nella dieta vegetariana o vegana non sempre risultano essere presenti nelle quantità necessarie. Per questo è indispensabile fare attenzione in alcune circostanze o fasi della vita della persona dove questi nutrienti sono fondamentali come ad esempio la gravidanza, l’allattamento, nei bambini piccoli, negli anziani o negli sportivi.</p>
<p><strong>Ecco perché si raccomanda fortemente di rivolgersi al nutrizionista esperto proprio per evitare che diete vegetariane, non correttamente pianificate (specie quelle vegane) possano creare disagi</strong>. A questo proposito ricordiamo che il Centro Medico Petrazzuoli è dotato di un efficiente ambulatorio di dietetica e nutrizione gestito da personale ultra-specializzato nella gestione delle problematiche di tipo alimentare, che può fornire al paziente tutte le migliori strategie per strutturare e pianificare un piano alimentare personalizzato al fine di aiutare la persona a raggiungere il proprio benessere psico-fisico e la piena salute dell’organismo.</p>
<p>I medici nutrizionisti del Centro Medico Petrazzuoli sono a vostra disposizione per qualunque necessità. Fissate un appuntamento con fiducia e insieme ai nostri esperti potrete individuare il piano alimentare migliore per le vostre esigenze.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6512-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6512-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="19" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6512-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="20" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6512-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6512-0-1-2" ><hr id="widget_divider_28" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6512-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6512-0-1-3" id="ws-10" ><div id="widget_headline_137" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6512-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6512-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_28" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6512-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="24" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6512-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
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