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	<title>Ginecologia e Ostetricia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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	<description>La soluzione a tutti i problemi di Salute</description>
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	<title>Ginecologia e Ostetricia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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		<title>Menarca precoce: cause, sintomi e trattamento della maturazione sessuale precoce nelle bambine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pubertà è un periodo di rapidi cambiamenti fisici dovuti alla maturità sessuale. Tale trasformazione definisce in modo netto l’ingresso nell’età adulta. La pubertà per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6544"  class="panel-layout" ><div id="pg-6544-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6544-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6544-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6544-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>La pubertà è un periodo di rapidi cambiamenti fisici dovuti alla maturità sessuale. Tale trasformazione definisce in modo netto l’ingresso nell’età adulta. La pubertà per le bambine si verifica con il normale sviluppo e maturazione delle ovaie e la comparsa delle specifiche sessuali secondarie, come lo sviluppo del seno e la crescita dei peli pubici e ascellari.</p>
<p>La pubertà precoce nelle bambine, detta <em>menarca precoce</em>, si verifica quando avvengono questi cambiamenti fisici prima degli 8 anni. Nelle bambine tale evento è molto più comune rispetto ai bambini e, nonostante non si conoscano le reali cause che lo determinano, la sua gravità di solito non è tale da destare preoccupazioni dal punto di vista della salute. <strong>È fondamentale, tuttavia, comprendere le cause del menarca precoce in modo da individuare eventuali fattori scatenanti collegabili ad altre problematiche</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_1" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title"> Il menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il menarca coincide con il primo periodo mestruale di una bambina e normalmente compare tra i 9 e i 15 anni</strong>, quindi durante la pubertà. Tuttavia, questo dato può essere diverso a seconda dello stile di vita, della situazione ormonale, di una eventuale condizione di obesità e del pregresso familiare delle donne della famiglia. A questo proposito abbiamo la seguente classificazione:</p>
<ul>
<li>si parla di menarca precoce quando la mestruazione, per le bambine, arriva prima degli 8 anni;</li>
<li>si parla di mestruazioni tardive (o <em>menarca tardivo</em>) quando queste compaiono dopo i 14 anni.</li>
</ul>
<p>Di norma, la mestruazione si presenta nell’età puberale ma, se la bambina ha il menarca prima degli 8 anni, è necessario un controllo dal pediatra per individuare le cause del menarca precoce.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_2" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Segnali e sintomi relativi al menarca precoce</h3></div></div><div id="panel-6544-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Le avvisaglie e i primi sintomi del menarca precoce (prima degli 8 anni), possono essere:</p>
<ul>
<li>sanguinamento della vagina;</li>
<li>lieve rigonfiamento diffuso in tutto il corpo;</li>
<li>comparsa di peli sul pube;</li>
<li>ingrossamento del seno;</li>
<li>ingrossamento dei fianchi;</li>
<li>sensazione dolorosa nell’area addominale;</li>
<li>tristezza, eccessiva sensibilità emotiva e nervosismo.</li>
</ul>
<p>È possibile anche che la bambina, qualche mese prima dell’arrivo del menarca, abbia delle perdite vaginali bianco-giallastre.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_3" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quali sono le cause del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>Nel corso degli anni l’arrivo delle mestruazioni nelle bambine/ragazze è diventato sempre più precoce</strong>.</p>
<p>Le statistiche ci dicono che fino agli anni 70 la mestruazione nelle ragazze si manifestava intorno ai 16/17 anni. Negli ultimi decenni, però, si è verificato un progressivo abbassamento dell’età in cui compare il menarca e, in alcune nazioni le mestruazioni delle bambine arrivano già intorno ai 9 anni. Le motivazioni di questo cambiamento non sono del tutto chiare.</p>
<p>Possiamo identificare i <strong>probabili fattori scatenanti del menarca precoce</strong> tra quelli che seguono:</p>
<ul>
<li>nessuna causa apparente (nell’80% dei casi);</li>
<li>lieve (o moderata) obesità della bambina;</li>
<li>possibile esposizione a materiale plastico con <em>bisfenolo A</em>, già dalla nascita;</li>
<li>problematiche o danneggiamento del sistema nervoso centrale causati da patologie come cisti cerebrali, meningite, encefalite o paralisi;</li>
<li>esposizione a radiazioni del sistema nervoso centrale;</li>
<li>presenza di problematiche alle ovaie come <em>neoplasie</em> o <em>cisti follicolari</em>;</li>
<li><em>sindrome di McCune-Albright</em> (una patologia vasta e articolata caratterizzata dalla compresenza di menarca precoce, forme di displasia scheletrica e macchie color caffellatte sulla pelle);</li>
<li>tumore delle surrenali e conseguente rilascio di <em>estrogeni</em>;</li>
<li>forma grave di <em>ipotiroidismo primario</em>.</li>
</ul>
<p><strong>Nel caso in cui la bambina sia stata esposta ad ormoni estrogeni in modo precoce, vi è la possibilità che si verifichi la mestruazione precoce</strong>. Ciò può accadere ad esempio, se la madre ha assunto la pillola anticoncezionale nel corso della gravidanza o dell’allattamento.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_4" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi corretta per il menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Gli specialisti in ginecologia del <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">Centro Medico Petrazzuoli</a>, grazie alla professionalità e all’esperienza maturate in questo ambito così delicato, sono in grado di <strong>aiutare i genitori nel cogliere tutti quei segnali che in qualche modo anticipino un possibile cambiamento o trasformazione</strong> <strong>che possa portare all’arrivo della mestruazione nella bambina</strong>. Tramite una visita di controllo si è in grado, infatti, di analizzare queste trasformazioni.</p>
<p>Se la bambina ha la prima mestruazione prima dell’età di 8 anni, lo specialista valuta prima di tutto lo stato di salute della piccola, verifica l’eventuale crescita del seno, della peluria alle ascelle e sul pube e, a seconda del caso e se ne riscontra la necessità, approfondisce la diagnosi prescrivendo analisi relativi all’LH, agli estrogeni TSH e T4, la valutazione dell’età ossea, un’ecografia alle pelvi e alle surrenali.</p>
<p>Nel caso in cui il menarca precoce arrivi ancora prima, quindi intorno ai 6 anni, lo specialista può richiedere anche una risonanza magnetica per analizzare lo stato del sistema nervoso centrale e controllare che non vi siano problematiche di diversa natura che potrebbero aver causato l’arrivo anticipato delle mestruazioni.</p>
<p>Riassumendo, per effettuare una corretta diagnosi in merito alla comparsa del menarca precoce, lo specialista del Centro Medico Petrazzuoli provvederà a:</p>
<ul>
<li>verificare lo stato di salute generale della bambina (dal pregresso all’attuale) compreso tutto ciò che riguarda la storia medica della famiglia;</li>
<li>condurre un’attenta analisi della sua curva di crescita;</li>
<li>effettuare una visita medica approfondita;</li>
<li>controllare i valori ormonali per mezzo di una analisi del sangue.</li>
</ul>
<p>A discrezione dello specialista, potrebbe essere integrata anche una radiografia del polso per verificare la tendenza alla pubertà precoce. Questi esami permettono al medico di stabilire con chiarezza sia l’età ossea della bambina e al tempo stesso controllare che la sua crescita sia armonica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_5" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il protocollo per il trattamento del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il trattamento del menarca precoce nelle bambine richiede una profonda preparazione dello specialista e una sua altrettanta predisposizione empatica nell’approccio con la piccola paziente.</strong> Lo staff del Centro Medico Petrazzuoli, formato da personale altamente specializzato, è in grado di accogliere e portare alla sua armonica espressione questo momento delicato nella vita della bambina e della stessa famiglia. <strong>Il primo effetto del menarca precoce è costituito da potenziali disagi di tipo comportamentale o psicologico</strong>. La proiezione delle conseguenze del menarca precoce prevede anche la possibilità che la bambina abbia una bassa statura da adulta. Inoltre, ne aumenta il rischio di incorrere in obesità, di sviluppare ipertensione, malattie cardiovascolari, l’insorgere del diabete (sia tipo 1 che 2), rischio ictus e alcuni tumori come quello al seno, collegati proprio ad una anomala e pregressa esposizione agli ormoni estrogeni. A livello psicologico gli specialisti cureranno particolarmente questa condizione poiché dalle statistiche è emerso che può in qualche modo amplificare il rischio dell’abuso sessuale.</p>
<p><strong>In alcuni casi specifici, ovvero nel caso in cui il menarca precoce sia la spia di una patologia in corso, lo specialista può valutare l’eventuale trattamento volto a ritardare la mestruazione</strong>, almeno fino ai 12 anni, a seconda della situazione specifica della piccola paziente.</p>
<p>Nel caso in cui il menarca precoce sia dovuto allo sviluppo di una patologia, il suo trattamento è molto importante per arrestare la progressione anticipata della pubertà. Se per esempio la bambina ha un tumore che causa la produzione di ormoni, la rimozione chirurgica del tumore risolverà la situazione. Si tratta di casi per fortuna non comuni ma tale protocollo può certamente risolvere situazioni critiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_6" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Gli obiettivi della terapia del menarca precoce</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Un obiettivo importante del protocollo medico adottato dallo specialista per il sostegno al menarca precoce nella bambina è di aiutarla, nel tempo, a sviluppare la regolare altezza da adulta</strong>. Questa accortezza evita l’insorgenza di problemi psicologici associati alla crescita molto più lenta rispetto ai bambini che hanno la sua stessa età.</p>
<p>Particolare attenzione dovrebbe essere prestata alle bambine con disabilità o adottate, poiché corrono il rischio di sviluppare fragilità emotive arrivando a sperimentare una sorta di diversità. <strong>La sensibilità e la preparazione del medico, unitamente al supporto dei genitori, possono sicuramente gestire con successo l’arrivo del menarca precoce nella bambina.</strong></p>
<p>Poiché <strong>il trattamento del menarca precoce è direttamente legato alla causa che lo determina</strong>, può in alcuni casi non essere sempre individuato con precisione, tuttavia non sempre è necessario adottare un trattamento. Infatti, in base all’età e alla specifica situazione, il medico potrebbe decidere di optare per uno stretto controllo nell’arco di un numero limitato di mesi e, in seguito a quanto emerge dal monitoraggio, scegliere di non prescrivere alcun trattamento.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_7" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La prevenzione per contrastare l’insorgere del menarca precoce nelle bambine</h2></div></div><div id="panel-6544-0-0-14" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Con l’intento di aiutare i genitori nella gestione delle cause che possono favorire l’insorgenza del menarca precoce, gli specialisti del Centro Medico Petrazzuoli suggeriscono alcune semplici accortezze da seguire:</p>
<ul>
<li>proteggere le bambine da potenziali fonti (esterne) in cui sono presenti estrogeni (farmaci o integratori alimentari destinati agli adulti), prodotti che devono essere messi in sicurezza e fuori della portata del bambino;</li>
<li>per quanto riguarda la madre, evitare di restare esposta nel corso della gravidanza a elementi di tipo chimico o sostanze simili che hanno funzionalità estrogena;</li>
<li>adottare la stessa accortezza anche nei confronti della bambina dopo la nascita;</li>
<li>ridurre l’eccessiva esposizione a smartphone e tablet;</li>
<li>favorire per la piccola un’alimentazione sana e curare molto attentamente il suo peso.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, <strong>il menarca precoce è un fenomeno che richiede attenzione e cura, in quanto può avere ripercussioni sulla salute sessuale e psicologica delle bambine</strong>. Le cause della maturazione sessuale precoce possono essere molteplici, come abbiamo visto, tra cui fattori genetici, ambientali e di stile di vita.</p>
<p><strong>È importante dunque riconoscere tempestivamente i sintomi del menarca precoce e rivolgersi a un medico specialista per una corretta diagnosi e un&#8217;adeguata terapia, se necessario</strong>. Inoltre, i genitori possono adottare alcune misure preventive per ridurre il rischio di menarca precoce, come un&#8217;alimentazione equilibrata, un ambiente sano e privo di stress, e uno stile di vita attivo.</p>
<p><strong>Con la giusta attenzione e cura, è possibile gestire la maturazione sessuale precoce e garantire una buona salute sessuale e psicologica alle proprie bambine</strong>. Il Centro Medico Petrazzuoli, con il suo staff specializzato in ginecologia, è a vostra completa disposizione per rispondere a qualunque esigenza. Contattateci con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6544-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6544-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="15" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6544-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="16" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-2" ><hr id="widget_divider_1" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6544-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-3" id="ws-1" ><div id="widget_headline_8" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_1" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6544-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6544-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Le diverse patologie collegate alle alterazioni del ciclo mestruale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 11:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver trattato l'argomento delle alterazioni del ciclo mestruale diamo adesso uno sguardo alle patologie più comuni collegate all’insorgenza ad alterazioni del ciclo mestruale, esaminando</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/patologie-collegate-alle-alterazioni-del-ciclo-mestruale/">Le diverse patologie collegate alle alterazioni del ciclo mestruale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6182"  class="panel-layout" ><div id="pg-6182-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6182-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6182-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6182-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Dopo aver trattato l&#8217;argomento delle <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/alterazioni-ciclo-mestruale/">alterazioni del ciclo mestruale</a> diamo adesso uno sguardo alle patologie più comuni collegate all’insorgenza ad alterazioni del ciclo mestruale, esaminando le loro principali caratteristiche in modo da aiutarvi a individuare potenziali anomalie che potrebbero richiedere un controllo da parte del personale medico specializzato.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_13" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Patologie e squilibri più diffusi connessi alle alterazioni del ciclo mestruale</h2></div></div><div id="panel-6182-0-0-2" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="2" ><div id="widget_headline_14" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Sindrome dell’Acromegalia</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-3" class="so-panel widget_text" data-index="3" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’Acromegalia è una malattia connessa alla sproporzionata secrezione dell’ormone della crescita (Ormone GH) che si verifica in età adulta e che può comportare anche alterazioni nel ciclo mestruale</strong>. Questo tipo di patologia comporta alterazioni del fisico che si manifestano con lentezza ma in modo progressivo, in associazione a diversi tipi di sintomi e a complicazioni del metabolismo, con problematiche a carico degli organi interni che si ingrossano, fenomeno noto con il nome di <em>visceromegalia</em>. Tra le conseguenze e implicazioni possono esserci: una minore tolleranza al glucosio con presenza di diabete, cefalea cronica, disturbi alla vista, complicazioni di tipo cardiaco o reumatico, ipertensione e insorgenza di cancro relativo al tratto gastro-intestinale. <strong>Se nella donna l’Acromegalia può provocare alterazioni del ciclo mestruale, nell’uomo può causare disfunzione erettile.</strong></p>
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		</div><div id="panel-6182-0-0-4" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="4" ><div id="widget_headline_15" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Squilibri ormonali</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-5" class="so-panel widget_text" data-index="5" >			<div class="textwidget"><p>Quando parliamo di squilibri ormonali ci riferiamo ad un’alterazione a carico dei valori ormonali o della loro funzione all’interno dell’organismo. <strong>Oltre ad essere collegati a disfunzioni e irregolarità nel ciclo mestruale, valori ormonali in eccesso o in difetto possono causare una vasta sintomatologia e vari disturbi</strong>, per esempio un senso di stanchezza costante, caduta dei capelli, tachicardie anche a riposo, instabilità nell’umore, irritazione senza motivo, scompensi di tipo metabolico che interessano i valori di glicemia e ipercolesterolemia, problemi nella concentrazione, variazioni per l’appetito, insonnia, problemi di ritenzione idrica e infertilità. Inoltre, lo squilibrio ormonale può anche comportare problemi all’intestino, cefalea, variazione della libido/desiderio sessuale e invecchiamento precoce della pelle.</p>
<p><strong>Lo Studio Medico Petrazzuoli, con il suo Staff di professionisti specializzati, gestisce con successo ogni tipo di problematica relativa alle alterazioni ormonali attraverso protocolli terapeutici finalizzati al garantire il perfetto stato di salute del paziente.</strong> I nostri Medici, dopo un’accurata prima valutazione, si avvalgono di analisi articolate, approfondite e complete che hanno la funzione di approfondire la diagnosi. Tenendo conto della situazione, del tipo di disturbo e dei risultati dei test diagnostici, sarà possibile elaborare la migliore terapia per il pieno recupero della salute della persona.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="6" ><div id="widget_headline_16" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Ipertiroidismo o patologia di Graves</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-7" class="so-panel widget_text" data-index="7" >			<div class="textwidget"><p>Abbiamo un caso di ipertiroidismo quando si riscontra nelle analisi del sangue, una presenza massiva di tiroxina, t4 e triiodotironina, t3, gli ormoni tiroidei. Si verifica maggiormente nelle donne ed ha caratteristiche di ereditarietà. <strong>La presenza in eccesso degli ormoni collegati all’ipertiroidismo comporta, oltre alle alterazioni del ciclo mestruale, </strong>anche problemi metabolici con possibile perdita di peso ponderale, squilibri della frequenza cardiaca, eccessiva sudorazione, irritabilità, tremori, disturbi intestinali, debolezza a livello dei muscoli, insonnia, capelli fragili e pelle che si assottiglia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-8" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="8" ><div id="widget_headline_17" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">L’Ipotiroidismo o tiroidite di Hashimoto</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-9" class="so-panel widget_text" data-index="9" >			<div class="textwidget"><p>L’ipotiroidismo è un disturbo causato dalla scarsa produzione di ormoni da parte della tiroide. Anche se nella sua fase iniziale non provoca sintomi troppo evidenti, non adeguatamente curato o lasciato durare troppo a lungo può certamente causare problemi di salute complessi. <strong>Oltre al ciclo mestruale con flusso abbondante, in presenza di ipotiroidismo o tiroide di Hashimoto abbiamo diversi disturbi e sintomatologie.</strong> Fra queste, stanchezza cronica, costipazione, eccessiva risposta al freddo, viso e palpebre gonfie, pelle secca e pallida, crampi frequenti ai muscoli, raucedine, colesterolo alto, depressione, problemi della memoria, capelli fragili, ritmo cardiaco lento e accumulo di liquido nella zona sottocutanea.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-10" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="10" ><div id="widget_headline_18" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Il Lupus eritematoso sistemico</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-11" class="so-panel widget_text" data-index="11" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il Lupus eritematoso di tipo sistemico è una patologia infiammatoria a carattere cronico, multisistemica e autoimmune che può essere collegata ad alterazioni del ciclo mestruale.</strong> Il sistema immunitario, che di norma agisce contro i patogeni esterni, in questo caso attacca l’organismo della persona provocando uno stato infiammatorio generale. <strong>Non si conoscono con precisione le cause del Lupus eritematoso sistemico, ma fra queste rientrano i valori ormonali, che come sappiamo sono spesso collegati alle disfunzioni del ciclo.</strong> Infatti, oltre alle alterazioni del ciclo mestruale, i sintomi più comuni che segnalano la presenza del Lupus eritematoso possono essere l’aumento della VES, l’anemia, dolori sia muscolari che articolari, febbre, mal di testa, linfonodi infiammati, nausea e sangue nelle urine.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-12" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="12" ><div id="widget_headline_19" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Meningite</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-13" class="so-panel widget_text" data-index="13" >			<div class="textwidget"><p>La meningite è un’infiammazione di tipo acuto che colpisce le meningi, cioè le membrane che rivestono sia il cervello che il midollo spinale, causata dal batterio del meningococco. <strong>Nelle donne in età fertile, un’alterazione del ciclo mestruale può essere uno dei sintomi che indicano la presenza del meningococco, ma ovviamente sono presenti numerosi altri sintomi</strong>. Tra i più evidenti troviamo forte mal di testa con irrigidimento della zona posteriore del collo, febbre molto alta, assopimento, nausea e convulsioni. Come prevenzione al rischio di contrarre la meningite, vaccinarsi risulta al momento la soluzione più idonea. In base alla storia del paziente e alle sue caratteristiche il medico deciderà che tipo di vaccino prescrivere.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-14" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="14" ><div id="widget_headline_20" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Il tumore dell’ovaio, della cervice e dell’endometrio</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-15" class="so-panel widget_text" data-index="15" >			<div class="textwidget"><p><strong>Questo genere di tumori, essendo collegato all’apparato riproduttivo della donna, può comportare una mestruazione precoce (<em>menarca</em>) ma anche ad altre irregolarità del ciclo mestruale. </strong>Il <em>tumore dell’ovaio</em> può assumere forme diverse di tipo benigno, intermedio o maligno. Purtroppo la sua diagnosi è spesso tardiva quando cioè si è già esteso all’intero addome. Le statistiche ci dicono che viene diagnosticato precocemente ovvero quando è ancora circoscritto alle ovaie, solo nel 20% dei casi. Ciò avviene perché in genere i sintomi di questa neoplasia non sono facilmente identificabili al punto che possono essere confusi come semplici difficoltà digestive o problemi all’addome causati da motivi diversi. Il <em>tumore della cervice uterina</em>, invece, è una patologia causata da uno sviluppo anomalo e senza controllo di alcune cellule che si trovano in un punto preciso di questa giunzione e che mutano, diventando maligne. <strong>Fra le sintomatologie del tumore alla cervice uterina può esserci anche un sanguinamento anomalo fuori dal ciclo mestruale</strong>, oltre a perdite vaginali fuori dalla norma sia per il colore che per la densità e dolore alla pelvi, oppure dolore o sanguinamento nel corso del rapporto sessuale. Il <em>tumore dell’endometrio</em> interessa il corpo dell’utero e nasce dalle ghiandole della mucosa che lo rivestono. Questo tipo di tumore ad oggi è quello più diffuso in merito alle affezioni dell’apparato genitale nella donna anche se, fortunatamente, il tasso di mortalità è di molto inferiore a quello legato al tumore dell’ovaio e della cervice. Il tumore dell’endometrio colpisce le donne tra i 55 e i 65 anni e raramente (solo il 20%) si presenta prima dell’inizio della menopausa. <strong>Nella maggioranza dei casi si tratta di un tumore che si manifesta anche con un sanguinamento vaginale anomalo rispetto a quello del normale flusso mestruale, e fra i fattori di rischio troviamo anche la mestruazione precoce (menarca)</strong>, oltre alla presenza di ovaio policistico, obesità e utilizzo prolungato di estrogeni (non progestinici) o di tamoxifene (farmaco per il tumore al seno). Il tumore dell’endometrio può essere risolto facendo ricorso alla chirurgia poiché non risulta che ci sia una buona risposta alla radioterapia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-16" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="16" ><div id="widget_headline_21" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Endometriosi</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-17" class="so-panel widget_text" data-index="17" >			<div class="textwidget"><p>L’<em>endometriosi</em> è un’alterazione delle cellule presenti nella cavità dell’utero non ancora completamente studiata a causa della sua complessità e delle problematiche presenti per diagnosticarla in modo corretto. Si potrebbe definire come una sorta di infiammazione di tipo cronico ma benigno che interessa gli organi genitali della donna e l’area del peritoneo pelvico, una patologia piuttosto comune che interessa le donne fra i 25 e i 35 anni di età. Dal momento che l’endometriosi è una malattia molto spesso priva di sintomi, la sua individuazione avviene tramite comuni visite di controllo dal ginecologo.  <strong>Fra i sintomi dell’endometriosi, quando presenti, oltre a un ciclo mestruale doloroso (dismenorrea) può esserci dolore alla pelvi, specie nella fase pre-mestruazione e dolore nel corso del rapporto sessuale.</strong> In alcuni casi il dolore viene avvertito anche durante l’espulsione delle feci. Dunque è proprio il dolore a costituire il segnale della presenza di un problema da verificare tramite la visita di uno specialista.</p>
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		</div><div id="panel-6182-0-0-18" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="18" ><div id="widget_headline_22" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Le cisti ovariche</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-19" class="so-panel widget_text" data-index="19" >			<div class="textwidget"><p>Le <em>cisti ovariche</em> sono delle bolle o sacche all’interno delle quali si trova materiale di tipo liquido o solido, che possono formarsi sia all’interno che all’esterno delle ovaie. Nella maggioranza dei casi si tratta di cisti di piccole dimensioni e non pericolose. In altre occasioni, invece, possono essere di dimensioni maggiori, più dolorose o, nei casi peggiori essere il segnale della presenza di un tumore maligno delle ovaie.</p>
<p>Per comprendere esattamente qual è la natura della ciste ovarica e capire con precisione se siamo di fronte ad un tumore benigno o maligno sono necessarie una visita ginecologica approfondita e una ecografia transaddominale o transvaginale. Questa patologia è piuttosto diffusa poiché dalle statistiche risulta che, le donne in età fertile e circa il 20% di quelle in menopausa, sviluppa una o più cisti ovariche. Le cisti ovariche prive di sintomi non hanno necessità di alcun tipo di trattamento mentre in caso di sintomi è necessario prestare maggiore attenzione controllandole con costanza e, nel caso fossero di dimensioni considerevoli o di tipo maligno, utilizzare senza indugio la chirurgia per l’asportazione. Come sempre, <strong>anche nel caso delle cisti ovariche un’analisi approfondita della storia clinica personale della paziente, insieme agli esami clinici per verificare la tipologia delle alterazioni del ciclo mestruale presenti, sono la migliore formula per individuare e risolvere la patologia</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-20" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="20" ><div id="widget_headline_23" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Difetti della coagulazione (patologia di Von Willebrand)</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-21" class="so-panel widget_text" data-index="21" >			<div class="textwidget"><p>I problemi di coagulazione relativi alla <em>patologia di Von Willebrand</em> evidenziano una patologia di tipo ereditario causata da un’alterazione di tipo quantitativo, funzionale o strutturale di uno degli elementi che agiscono nella prima fase dello sviluppo della coagulazione.</p>
<p>Nello specifico la patologia di Von Willebrand è una conseguenza della mutazione genetica del cromosoma 12. Da questa anomalia ne deriva una irregolarità dell’emostasi basilare da cui originano sia un sanguinamento che persiste per un tempo lungo, sia una diminuzione del fattore VIII relativo alla coagulazione. <strong>La patologia di Von Willebrand interessa sia i pazienti maschi che le femmine in forme cliniche diverse, e nella donna si presenta con alterazioni del ciclo mestruale.</strong> È caratterizzata dalla presenza di eventi emorragici causati da insufficienza dell’emostasi di tipo primario, sia con emorragie spontanee come le epistassi in recidiva e le metrorragie che possono essere causate da danni di tipo traumatico, oppure come conseguenza di interventi chirurgici invasivi come la tonsillectomia o l’adenoinectomia. La malattia di Von Willebrand presenta un sanguinamento di tipo ed entità variabile e comprende sia il sanguinamento delle gengive, sia gli ematomi superficiali, sia le ecchimosi che le emorragie del tratto gastrointestinale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-22" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="22" ><div id="widget_headline_24" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La patologia infiammatoria pelvica</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-23" class="so-panel widget_text" data-index="23" >			<div class="textwidget"><p><strong>La <em>patologia infiammatoria della pelvi</em> è un’altra alterazione che coinvolge il ciclo mestruale della donna.</strong> Può provocare un tipo di infezione che si sviluppa nell’apparato genitale della paziente e di norma è dovuta ad una migrazione dei batteri dalla vagina fino all’utero, alle tube di Falloppio e al peritoneo.</p>
<p>L’infiammazione pelvica, se non trattata nel modo adeguato, può causare seri danni all’apparato riproduttivo della paziente arrivando anche a pregiudicarne la fertilità. Il grado di rischio aumenta tante volte quanto la malattia si ripresenta, e può portare anche alla cosiddetta gravidanza extrauterina. Purtroppo, di norma, questa patologia è quasi del tutto asintomatica almeno nell’80% dei casi.  I sintomi, quando presenti, si manifestano con dolori alla parte bassa del ventre, difficoltà nella minzione, febbre, perdite vaginali con cattivo odore, sanguinamento anomalo e dolore durante i rapporti sessuali. La sua trasmissione avviene sia con rapporti sessuali non opportunamente protetti, sia durante il parto, nel corso di un aborto spontaneo, durante l’interruzione di gravidanza oppure a seguito dell’utilizzo della spirale come contraccettivo. <strong>L’alterazione del ciclo mestruale provocata dall’infiammazione della pelvi può essere risolta, in genere, con l’utilizzo di una terapia antibiotica</strong>, sospendendo preferibilmente i rapporti sessuali nel frattempo. Per questa patologia è raro che si debba ricorrere all’intervento chirurgico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-24" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="24" ><div id="widget_headline_25" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Sindrome dell&#039;ovaio policistico</h3></div></div><div id="panel-6182-0-0-25" class="so-panel widget_text" data-index="25" >			<div class="textwidget"><p>La <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/ovaio-policistico/">sindrome dell’ovaio policistico</a> detta anche PCOS è uno squilibrio di tipo endocrino che si presenta in genere nel periodo della fase riproduttiva della donna. È una patologia alquanto comune che coinvolge il 5 o 10% delle donne che si trovano in età fertile e che può condizionare in modo negativo sia il metabolismo che la capacità riproduttiva della paziente. <strong>Ci troviamo in presenza di ovaio policistico quando si manifesta un ciclo mestruale irregolare o assente, cicli estremamente brevi o troppo lunghi con conseguente alterazioni ovulatorie, che influiscono sulla fertilità della donna</strong>. Inoltre, l’ovaio policistico, può provocare anche una di queste due anomalie o entrambe:</p>
<ul>
<li>evidenti segni di <em>iperandrogenismo</em> (l’aumento degli ormoni maschili) che provocano l’aumento della peluria su viso e corpo (<em>irsutismo</em>), insorgenza di acne e <em>alopecia</em> (pochi capelli con forti fragilità). L’iperandrogenismo inoltre, è all’origine della inefficace maturazione dei follicoli cosa che preclude l’ovulazione e favorisce l’aumento del rischio legato alla sindrome metabolica;</li>
<li>presenza di ovaie policistiche nell’ecografia (ovaie più grandi della norma che contengono un numero rilevante di follicoli di piccole dimensioni).</li>
</ul>
<p><strong>Dal momento che l’ovaio policistico è una patologia legata al periodo fertile della donna, in genere i sintomi di presentano al momento della prima mestruazione (menarca) ma è probabile che possano fare la loro comparsa anche anni dopo</strong>. La sindrome dell’ovaio policistico viene curata in modo diverso a seconda di come si manifesta. Per far fronte al disturbo dell’iperandrogenismo a volte si può prescrivere la pillola anticoncezionale. Per le pazienti che hanno irregolarità e alterazioni del ciclo mestruale e che vorrebbero una gravidanza si procede cercando di favorire l’ovulazione con diversi protocolli terapeutici tarati a seconda dell’età e dal lasso di tempo in cui si ricerca la gravidanza suggerendo l’attività fisica per favorire il calo di peso, una migliore qualità di vita con uno stile più sano e l’assunzione di farmaci mirati allo scopo che il medico valuterà in base alla situazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-0-26" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="26" ><div id="widget_headline_26" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Patologie legate all&#039;alterazione del ciclo mestruale: quando rivolgersi al medico</h2></div></div><div id="panel-6182-0-0-27" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="27" >			<div class="textwidget"><p><strong>Come buona norma ogni donna dovrebbe sottoporsi ad un controllo presso il proprio ginecologo almeno una volta all’anno</strong>. È bene consultare il proprio specialista nel caso si presentino uno o più dei sintomi che seguono:</p>
<ul>
<li>perdita di sangue o altre perdite che si verificano tra un ciclo e l’altro;</li>
<li>perdita di sangue o perdite a seguito di un rapporto sessuale;</li>
<li>perdita di sangue durante la gravidanza;</li>
<li>perdita di sangue o perdite diverse dopo la menopausa;</li>
<li>dolore diffuso;</li>
<li>ciclo mestruale che dura oltre i 7 giorni oppure è molto abbondante;</li>
<li>perdite di tipo irregolare o con cattivo odore;</li>
<li>stati febbrili associati agli altri disturbi;</li>
<li>aumento o calo di peso improvviso;</li>
<li>riduzione anomala del volume del seno.</li>
</ul>
<p><strong>Un’alterazione del ciclo mestruale non sempre è un’anticipazione di un problema che riguarda l’organismo. Se però si verificano modifiche sostanziali a livello fisico, è fondamentale rivolgersi al ginecologo per determinare quali siano le cause responsabili delle disfunzioni rilevate.</strong></p>
<p>Prenota una visita con gli specialisti di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">Ginecologia</a> dello Centro Medico Petrazzuoli.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6182-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6182-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6182-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="29" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6182-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="30" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6182-0-1-2" ><hr id="widget_divider_4" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6182-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6182-0-1-3" id="ws-2" ><div id="widget_headline_27" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6182-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="32" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6182-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_4" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6182-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="33" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6182-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div></div></div><div id="panel-6182-0-1-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-last-child" data-index="43" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6182-0-1-15" ><div id="widget_headline_31" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">info@centromedicopetrazzuoli.it</h5></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/patologie-collegate-alle-alterazioni-del-ciclo-mestruale/">Le diverse patologie collegate alle alterazioni del ciclo mestruale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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		<title>Alterazioni del ciclo mestruale, cosa fare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 14:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le alterazioni del ciclo mestruale possono essere definite come irregolarità che si manifestano in vari modi come la totale assenza del ciclo ogni mese, oppure</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6158"  class="panel-layout" ><div id="pg-6158-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6158-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6158-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6158-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>Le alterazioni del ciclo mestruale possono essere definite come irregolarità che si manifestano in vari modi</strong> come la totale assenza del ciclo ogni mese, oppure la sua comparsa più volte nell’arco dei trenta giorni, quando il flusso è molto abbondante e prolungato o se si manifesta in modo improvviso. Può accadere che a queste alterazioni corrispondano patologie più o meno serie, ed è importante sapere quali sono e in che modo possono influire sulla regolarità del ciclo mestruale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_32" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le varie tipologie di irregolarità o alterazioni del ciclo mestruale</h2></div></div><div id="panel-6158-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Le irregolarità del ciclo mestruale possono suddividersi in tre gruppi differenti</strong>:</p>
<ul>
<li>alterazioni del ritmo, dove la cadenza del ciclo è irregolare, ovvero <em>oligomenorrea</em>, <em>polimenorrea</em> e <em>amenorrea</em>;</li>
<li>alterazioni a carico della quantità e della durata del ciclo, ovvero <em>ipomenorrea</em>, <em>ipermenorrea</em> e <em>menorragia</em>;</li>
<li>alterazioni che si verificano al momento dell’arrivo del ciclo, ovvero <em>metrorragia</em> e <em>menometrorragie</em>.</li>
</ul>
<p>Ora esamineremo le diverse tipologie più in dettaglio e forniremo qualche indicazione utile riguardo alle patologie che possono essere collegate a ognuna di esse o anche a più tipi di irregolarità del ciclo mestruale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_33" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Alterazioni del ciclo mestruale e patologie correlate</h2></div></div><div id="panel-6158-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p><strong>Le variazioni che interessano il ciclo mestruale possono essere il campanello di allarme che segnala potenziali disturbi o patologie.</strong> Vediamo insieme le principali disfunzioni prima di scoprire quali possono essere, invece, le diverse patologie riconducibili a tali alterazioni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_34" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Alterazioni del ritmo nel ciclo mestruale</h3></div></div><div id="panel-6158-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Come abbiamo visto, l’alterazione del naturale ritmo del ciclo mestruale si può manifestare con tre diverse tipologie di irregolarità. L’<em>oligomenorrea</em> si verifica quando il ciclo si presenta con del ritardo, la <em>polimenorrea</em> è una anticipazione del ciclo mentre con <em>amenorrea</em> si intende una vera e propria assenza del ciclo mestruale. Vediamole ora in dettaglio.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_35" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Oligomenorrea</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’oligomenorrea è un’irregolarità del ciclo mestruale che colpisce le donne in età fertile.</strong> Con questa disfunzione le mestruazioni sono caratterizzate da un flusso scarso e di lunga durata. Possiamo parlare di oligomenorrea quando il ciclo si verifica ad un intervallo di oltre 35 giorni (senza superare i 90 perché a questo punto di tratterebbe di amenorrea). Non dobbiamo dimenticare, e più avanti lo vedremo in dettaglio, che le alterazioni del ciclo mestruale possono essere la cassa di risonanza di alcune patologie latenti come squilibri della tiroide, il diabete o la sindrome dell’ovaio policistico oppure a terapie con farmaci antipsicotici o antipiretici. Anche un’eccessiva attività sportiva concorre alla manifestazione di questa patologia, così come ne possono evidenziare gli effetti alcuni problemi legati all’alimentazione (anoressia nervosa o bulimia).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_36" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Polimenorrea</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>La polimenorrea è un’alterazione del ciclo mestruale caratterizzata da mestruazioni più ravvicinate rispetto alla norma.</strong> La cadenza regolare della mestruazione è quella che va dai 26 ai 36 giorni di distanza tra i due cicli. In caso di polimenorrea invece, questo intervallo si riduce accorciandosi sensibilmente. Si parla di polimenorrea se questo disagio si ripete per diversi cicli nel tempo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_37" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">Polimenorrea cause:</h5></div></div><div id="panel-6158-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>La polimenorrea può essere riconducibile a fattori di costituzione fisica nella donna, cioè slegata da eventuali patologie. In altre circostanze, invece, può essere causata da alterazioni di tipo endocrino come anomalie che interessano il collegamento dell’ipotalamo con ipofisi e ovaio, una sovrapproduzione di prolattina, insufficienza progestinica, disfunzioni a carico della tiroide. La presenza di polimenorrea potrebbe inoltre sollevare il dubbio di essere di fronte a patologie di tipo ginecologico come l’endometriosi o altri tipi di neoplasie all’utero come fibromi o polipi (alla cervice o dell’endometrio). Da non escludere anche come segnale di uno stato che anticipa la menopausa.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_38" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Amenorrea</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’amenorrea è un’alterazione del ciclo mestruale in cui c&#8217;è una totale assenza mestruazioni</strong>. In genere si divide in:</p>
<ul>
<li><strong>amenorrea primaria</strong> (quando la donna fino ai sedici anni di età non ha mai avuto una mestruazione), dovuta ad alterazioni congenite a carico dell’utero, delle ovaie o della vagina o a squilibri di tipo cromosomico (ad esempio nella sindrome di Turner);</li>
<li><strong>amenorrea secondaria</strong> (nel caso in cui il ciclo mestruale che si presentava con una certa regolarità, si interrompe e scompare).</li>
</ul>
<p>Sono maggiormente interessate da questa patologia le donne colpite da problemi legati all’alimentazione, con un indice di massa corporea estremamente basso oppure eccessivo o le sportive che praticano un rigido allenamento. Con l’assenza dell’ovulazione è ovviamente impedito il concepimento e, <strong>in presenza di amenorrea per lungo tempo con bassi valori degli estrogeni, la donna corre il rischio di sviluppare osteoporosi</strong>. Tralasciando le fasi in cui l’amenorrea è normale, come in caso di gravidanza, durante l’allattamento, in menopausa o mentre si assumono contraccettivi, la scomparsa delle mestruazioni potrebbe essere la conseguenza dell’assunzione di particolari farmaci come gli antidepressivi, gli antipertensivi, farmaci chemioterapici o antipsicotici. Non ultime, altre cause potrebbero essere un forte stress, un forte dimagrimento o scompensi ormonali (causati per esempio da ovaio policistico, ipertiroidismo, ipotiroidismo, tumori di tipo benigno all’ipofisi o menopausa anticipata). Oltre a queste cause, l’amenorrea potrebbe essere dovuta allo sviluppo di aderenze a carico dell’utero come conseguenza di numerosi raschiamenti. Altre manifestazioni legate a questa alterazione del ciclo mestruale possono essere la presenza di cute e capelli grassi, caduta dei capelli, acne, ipertricosi (eccessiva formazioni di peluria specialmente sul viso), sterilità o galattorrea (escrezione dai capezzoli di siero simile al latte).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_39" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Alterazioni nella durata e quantità del ciclo mestruale</h3></div></div><div id="panel-6158-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Anche le alterazioni del ciclo mestruale che influenzano la quantità e la durata delle mestruazioni si possono dividere in tre tipologie. Quando ci troviamo di fronte a mestruazioni scarse si parla di <em>ipomenorrea</em>, con mestruazioni copiose abbiamo invece la <em>ipermenorrea</em>, mentre nel caso di mestruazioni che durano più a lungo parliamo di <em>menorragia</em>. Anche in questo caso vale la pena affrontarle in dettaglio.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_40" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Ipomenorrea</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’alterazione del ciclo mestruale definita “ipomenorrea” caratterizza un ciclo mestruale scarso e di durata limitata.</strong> Se l’ipomenorrea si presenta come un caso sporadico non deve preoccupare. In caso contrario, invece, se il ciclo mestruale breve si protrae nel tempo e diventa una disfunzione periodica (se la donna non si trova in pre-menopausa) diventa necessario effettuare delle analisi approfondite.</p>
<p>Anche in questo caso dobbiamo distinguere tra “ipomenorrea primaria”, dovuta ad un’anomalia di tipo anatomico dell’utero o come conseguenza di ipoplasia (sviluppo insufficiente dell’utero) e “ipomenorrea secondaria”, la più frequente causata da eccessivo stress psico-fisico originato da traumi importanti come un lutto, denutrizione, aborto spontaneo o eccessivo allenamento sportivo. È buona norma indagare a fondo le motivazioni dell’ipomenorrea, specialmente quando il disturbo si cronicizza proprio perché questo tipo di alterazione del ciclo mestruale potrebbe essere il segnale di altre patologie nascoste come infiammazioni, lesioni a carico dell’endometrio o squilibri ormonali o della tiroide. Una visita dal ginecologo sarà utile specialmente per le donne in età fertile al fine di controllare, in assenza delle patologie sopra descritte, che non vi siano difficoltà legate al concepimento.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_41" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Ipermenorrea</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’alterazione del ciclo mestruale denominata “ipermenorrea” è caratterizzata da un flusso mestruale abbondante (regolare nella cadenza mensile) che si presenta con un ciclo mestruale lungo ovvero oltre i canonici 7 giorni</strong>. Le cause che determinano questo disturbo sono varie e sono da analizzare tenendo presente se si manifesta in modo isolato oppure come avvisaglia di altri tipi di patologie. Una corretta diagnosi deve considerare la presenza eventuale di problemi come polipi endometriali, tumori endometriali, miomi dell’utero, cisti ovariche o squilibri di tipo ormonale. Proprio per la complessità di questa patologia è necessaria un’attenta analisi del singolo caso riferibile alla paziente. Una delle dirette conseguenze dell’ipermenorrea, dovute all’eccesiva perdita di sangue nel lungo periodo è una forma di anemia definita <em>anemia sideropenica</em>, che produce un abbassamento considerevole dei livelli di ferro con le problematiche che ne seguono. Una prescrizione medica mirata al reintegro del ferro potrà risolvere questa carenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_42" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Menorragia</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p><strong>La menorragia è un’alterazione del ciclo mestruale che presenta flusso mestruale molto abbondante e che si protrae per lungo tempo, oltre quindi la regolare durata di una settimana.</strong> L’eccessiva perdita di sangue, unita al sopraggiungere di forti crampi, porta all’insorgere di uno stato di prostrazione che condiziona la routine quotidiana della paziente e, in alcuni casi, anche casi di anemia importante e problemi di spossatezza. Un buon 30% delle donne tra i 12 e i 51 anni di età è soggetta a questo disturbo. Le cause di tipo iatrogeno (in questo caso legati all’assunzione di farmaci particolari) sono riconducibili all’utilizzo di farmaci chemioterapici, di corticosteroidi, anticoagulanti o contraccettivi ad uso intrauterino. Inoltre, come causa della menorragia, possiamo avere anche malattie di tipo ginecologico come fibromi o polipi dell’utero oppure la presenza della <em>malattia di Von Willebrand</em>.</p>
<p><strong>Possono causare menorragia anche malattie di tipo endocrinologico come l’obesità, l’insulino-resistenza o la sindrome dell’ovaio policistico.</strong> Altre patologie possono dare luogo a menorragia, tra queste troviamo malattie a carico del fegato, problemi ai reni, adenomiosi o cancro delle ovaie o dell’utero.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_43" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Alterazioni che si verificano con l’arrivo del ciclo mestruale</h3></div></div><div id="panel-6158-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>Abbiamo infine due diverse alterazioni riscontrabili al momento dell’arrivo del ciclo, ovvero il verificarsi di perdite irregolari impreviste, che vengono classificate come <em>metrorragia</em> oppure, nei casi in cui si riscontrano perdite tra un ciclo e l’altro e mestruazioni che durano a lungo, come <em>menometrorragie</em>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_44" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Metrorragia</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-26" class="so-panel widget_text" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p><strong>La metrorragia è un’alterazione del ciclo mestruale che si verifica nel periodo di tempo che intercorre tra un ciclo e il successivo.</strong> Di norma questa patologia riguarda in prevalenza le donne in età fertile ma si sono verificati dei casi sia nel periodo puberale sia dopo la menopausa. In ogni caso questa patologia richiede un’analisi molto approfondita poiché la presenza sanguinamento imprevisto e copioso potrebbe essere un’avvisaglia della presenza di un carcinoma. Le cause più frequenti che stanno all’origine della metrorragia sono comunque infiammazioni a carico dell’utero, fibromi, polipi alla cervice, tumori di tipo maligno, varie alterazioni (funzionali e di regolazione) del ciclo mestruale, problemi legati alla coagulazione del sangue, intossicazione da metalli pesanti e malattie cardiache.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-27" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="27" ><div id="widget_headline_45" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Menometrorragia</h4></div></div><div id="panel-6158-0-0-28" class="so-panel widget_text" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p><strong>La menometrorragia è un’anomalia del ciclo mestruale caratterizzata da sanguinamento eccessivo al di fuori del ciclo mestruale o sanguinamento dopo la menopausa, ed è presente nella donna in età fertile.</strong></p>
<p>La caratteristica della menometrorragia, infatti, è che durante il ciclo mestruale non si notano anomalie nel flusso del sangue. Le motivazioni che stanno alla base di questa patologia possono essere sia di natura organica (fibromi, endometriosi, tumori o polipi della cervice) che di tipo funzionale (alterazioni ormonali e ispessimento dell’endometrio che causa emorragie). Uno dei sintomi più comuni, unitamente al sanguinamento è la presenza di dolore alla pelvi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-0-29" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="29" >			<div class="textwidget"><p><strong>Un’alterazione del ciclo mestruale non sempre è un’anticipazione di un problema che riguarda l’organismo. Se però si verificano modifiche sostanziali a livello fisico, è fondamentale rivolgersi al ginecologo per determinare quali siano le cause responsabili delle disfunzioni rilevate.</strong></p>
<p>A volte perdite di modesta entità possono essere risolte con l’utilizzo di farmaci antinfiammatori di tipo non steroideo. L’eventuale anemia causata dal flusso abbondante del ciclo potrebbe richiedere l’assunzione di integratori a base di ferro. Se si riscontrano alterazioni di tipo ormonale o altre patologie sarà ovviamente lo specialista a stabilire la terapia farmacologica dopo aver prescritto gli esami diagnostici necessari.</p>
<p>Siamo consapevoli che questa lista di alterazioni del ciclo mestruale non sia esaustiva ecco perché consigliamo alle nostre pazienti di rivolgersi con fiducia agli specialisti di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">Ginecologia</a> dello Centro Medico Petrazzuoli per esaminare con serenità sintomi o quanto altro possa emergere in sede di analisi, certe che saranno elaborate le migliori soluzioni per risolvere qualunque tipo di patologia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6158-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6158-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="30" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6158-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="31" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6158-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="32" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6158-0-1-2" ><hr id="widget_divider_7" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6158-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="33" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6158-0-1-3" id="ws-3" ><div id="widget_headline_46" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6158-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="34" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6158-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_7" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6158-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="35" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6158-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
</div></div></div><div id="panel-6158-0-1-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-last-child" data-index="45" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6158-0-1-15" ><div id="widget_headline_50" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">info@centromedicopetrazzuoli.it</h5></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/alterazioni-ciclo-mestruale/">Alterazioni del ciclo mestruale, cosa fare?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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		<title>Patologie ginecologiche e della gravidanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 17:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema riproduttivo femminile, e nello specifico l’intero apparato genitale della donna, è l’insieme degli organi e delle parti anatomiche che sono preposti al processo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/patologie-ginecologiche-e-della-gravidanza/">Patologie ginecologiche e della gravidanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6088"  class="panel-layout" ><div id="pg-6088-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6088-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6088-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6088-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Il sistema riproduttivo femminile, e nello specifico l’intero apparato genitale della donna, è l’insieme degli organi e delle parti anatomiche che sono preposti al processo della riproduzione e può essere interessato, proprio per la sua complessità e delicatezza, da diverse patologie.</p>
<p><strong>Le malattie ginecologiche possono coinvolgere la donna nelle varie fasce di età e riguardano sia il periodo che parte dall’età puberale come gli anni della fertilità, ma anche il periodo della gravidanza fino a interessare la premenopausa e la menopausa accertata</strong>.</p>
<p>Le problematiche relative alle patologie e ai malesseri cui la donna può andare incontro sono diverse e differiscono a seconda della fascia di età in cui si trova. A seguire descriviamo le principali patologie ginecologiche e patologie della gravidanza tra le più conosciute per poter comprenderne i sintomi, come individuarle e come curarle.</p>
<p>Lo Studio Medico Petrazzuoli può essere di aiuto alle pazienti nell’affrontare e risolvere le diverse patologie, grazie alla comprovata esperienza pluriennale del proprio staff medico altamente specializzato in questo ambito. Vediamo dunque le principali patologie ginecologiche e le loro caratteristiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_51" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le patologie ginecologiche</h2></div></div><div id="panel-6088-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Spesso la comparsa di disturbi all&#8217;apparato femminile provoca apprensione specialmente in merito alle problematiche collegate alla salute e alla fertilità</strong>. Tali disagi devono necessariamente essere affrontati fornendo alla paziente una chiara esposizione del problema, la giusta terapia da adottare e la prognosi sull’evoluzione del disturbo.</p>
<p>Tutto quello che riguarda la salute del sistema riproduttivo femminile deve essere opportunamente regolato tramite la prevenzione oltre che la cura nei casi in cui è necessaria, ma tutto ciò fa parte di un modello di educazione sanitaria che spesso sale all’evidenza soltanto quando ci troviamo effettivamente di fronte a specifiche patologie o malattie ginecologiche. Dal momento che <strong>alcune malattie come quelle endocrine, cardiovascolari e metaboliche e diverse terapie farmacologiche possono avere delle ricadute sulla salute ginecologica della paziente</strong>, si rende necessario fare un’anamnesi molto accurata della persona così da essere il più scrupolosi possibile in ambito diagnostico.</p>
<p>Analizziamo insieme, quindi, le principali patologie ginecologiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_52" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Amenorrea</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>L’<em>amenorrea</em> è l’assenza del ciclo mestruale. Si divide in due tipologie principali:</p>
<ul>
<li>Amenorrea primaria: la donna non ha mai avuto il ciclo mestruale fino all’età dei sedici anni;</li>
<li>Amenorrea secondaria: il ciclo mestruale che fino a poco prima era presente più o meno regolarmente, si interrompe.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_53" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il primo e più evidente sintomo dell’amenorrea è la scomparsa del ciclo mestruale</strong>. Possono esserci anche altre problematiche che differiscono a seconda dei casi, come la comparsa di acne, pelle e capelli più grassi, aumento della peluria sul corpo e anche sul viso, caduta dei capelli, sterilità e qualche volta anche galattorrea (liquido simile al latte che esce dai capezzoli).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_54" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Lo specialista raccoglie le informazioni sulla storia della paziente e svolge una visita ginecologica, unita ad una <em>ecografia transvaginale</em> (se occorre anche addominale) così da <strong>osservare l’intero quadro relativo allo stato di salute dell’apparato riproduttivo e verificare l’effettivo funzionamento di utero e ovaie per escludere eventuali cause genetiche o malformazioni</strong>. A corredo dell’anamnesi si possono effettuare alcuni esami come il test di gravidanza (su urine o sangue), la valutazione del livello ormonale per mezzo di un prelievo del sangue, una <em>isteroscopia</em> (un tipo di esame endoscopico che ricerca la presenza di patologie dell’utero), e nei casi più complicati anche una risonanza magnetica della pelvi o una <em>laparoscopia</em>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_55" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>Per trattare l’amenorrea dobbiamo necessariamente partire dalle cause. Spesso si osservano le dinamiche del ciclo mestruale e si attende che si normalizzi spontaneamente oppure, se la paziente non desidera una gravidanza, si prescrive la pillola contraccettiva. Per quelle pazienti che hanno problemi e squilibri legati all’alimentazione si va ad agire sul peso corporeo (recupero se sottopeso, o perdita se in eccesso). Se la paziente desidera una gravidanza e siamo in presenza di una <em>amenorrea anovulatoria</em> si procederà alla somministrazione di farmaci che agevolano la crescita follicolare controllando il tutto con ecografie in serie.</p>
<p>Se sono presenti problemi dell’<em>ipofisi</em> (come l’eccedente produzione di prolattina) oppure della tiroide, si procederà alla prescrizione di una terapia farmacologica specifica. Se invece il problema origina da una malformazione si valuterà se intervenire con la chirurgia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_56" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Atrofia vaginale</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’<em>atrofia vaginale</em>, detta anche “vaginite atrofica” è una patologia ginecologica causata dall’assottigliamento della parete vaginale</strong> con conseguenti manifestazioni di secchezza, che riguarda in genere le donne in fase di menopausa e che è dovuta ad una minore produzione dei livelli di estrogeno.</p>
<p>Tale patologia porta spesso disturbi e dolore nel corso dei rapporti sessuali e problematiche dell’apparato urinario. <strong>Per questo tipo di correlazione (problemi a livello vaginale e del sistema urinario) l’atrofia vaginale viene annoverata tra i sintomi della sindrome genito-urinaria associata alla menopausa</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_57" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Con vari gradi di intensità i sintomi sono:</p>
<ul>
<li>secchezza e bruciore vaginale;</li>
<li>perdite vaginali;</li>
<li>prurito;</li>
<li>bisogno di urinare e conseguente bruciore;</li>
<li>concomitanza di altre infezioni nel tratto urinario;</li>
<li>incontinenza urinaria;</li>
<li>leggero sanguinamento nel corso dei rapporti sessuali;</li>
<li>dolore e disagio durante i rapporti;</li>
<li>restringimento del canale vaginale e diminuzione della lubrificazione della vagina.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_58" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Per una corretta diagnosi occorrono:</p>
<ul>
<li>un esame accurato della pelvi da parte del medico (palpazione degli organi pelvici e dei genitali esterni ossia vagina e cervice dell’utero) per individuare eventuali prolassi che potrebbero enfatizzare il problema;</li>
<li>analisi delle urine (specie nel caso in cui i sintomi si sviluppano all’interno del tratto urinario);</li>
<li>rilevamento del pH vaginale, tramite un prelievo di fluido vaginale o l&#8217;applicazione di una striscia di carta apposita in vagina per valutare il grado di acidità.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_59" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>Il medico può prescrivere alcuni prodotti per dare sollievo alla paziente:</p>
<ul>
<li>una crema di tipo idratante con 2/3 applicazioni al giorno allo scopo di ripristinare la lubrificazione ottimale della zona vaginale. Lo scopo è quello di avere un effetto più a lungo termine rispetto ad un semplice prodotto lubrificante;</li>
<li>applicazione di un prodotto lubrificante a base di acqua per limitare il disagio durante i rapporti sessuali. Occorre evitare di usare prodotti a base di glicerina, poiché in presenza di un’allergia tale sostanza può acuire forme di bruciore o causare irritazione;</li>
<li>evitare anche il gel a base di derivati del petrolio se si usano profilattici, poiché in questo caso il lattice di cui è composto l’anticoncezionale si può rompere nel momento in cui viene a contatto con questo tipo di prodotto.</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui non si noti alcun miglioramento, possiamo usare questi metodi:</p>
<ul>
<li>utilizzare un estrogeno da applicare direttamente in vagina, soluzione che ha il vantaggio di poter funzionare efficacemente anche con piccole dosi e di mitigare con migliori risultati i sintomi rispetto ad un prodotto a base di estrogeni assunti per via orale;</li>
<li>utilizzare un estrogeno da assumere per via orale che agisce distribuendosi in tutto l&#8217;organismo, ma in questo caso occorre che sia lo specialista a considerare i pro e i contro di questo tipo di scelta.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_60" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Candida</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>La <em>candida</em>, chiamata anche <em>candidosi</em> è un tipo di infezione provocata da un fungo (<em>Candida Albicans</em>) almeno nell’ottanta per cento dei casi, e per il venti per cento da specie definite “non Albicans” come la <em>Candida Glabrata</em>, la <em>Candida Parapsilosis</em> e diverse altre.</p>
<p>Questo tipo di patologia è contraddistinta dalla presenza di lesioni anche estese delle mucose, <em>fungemia</em>, e in alcuni casi anche da infezioni focali distribuite in diverse punti. In prevalenza si manifesta nella vagina e nel cavo orale, ma può interessare anche altri organi e tra questi l’intestino. Dobbiamo ricordare che la candida, sia di tipo vaginale, come orale, intestinale o di altra natura, è da considerarsi sempre contagiosa, anche nei confronti del partner maschile, di conseguenza è importante eliminarla prima di avere un rapporto sessuale non protetto.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_61" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p>Il sintomo più comune della Candida è costituito dalle perdite vaginali, che sono inodori e molto più dense rispetto altri tipi di perdite, con una consistenza lattiginosa. Spesso, ma non in tutti i casi, quando la Candida è piuttosto estesa, può portare anche un fastidioso prurito, bruciore alla minzione e anche dolore durante il rapporto sessuale. La parte esterna dei genitali può mostrarsi gonfia ed arrossata anche a causa del gesto di grattarsi in conseguenza del prurito.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_62" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>Non appena riscontriamo le prime perdite, specialmente se durano da giorni, insieme ai sintomi descritti, è necessario fissare una visita dal ginecologo per verificare se siamo realmente in presenza di una candidosi piuttosto che di un altro tipo di patologia eventualmente ancora più problematica. <strong>Il ginecologo specializzato può diagnosticare una candida anche soltanto ad occhio nudo ma, per avere una diagnosi precisa, è bene che faccia un esame approfondito con l’aiuto di un tampone</strong>. Molto spesso infatti la presenza della candida viene verificata quando si fa un <em>Pap Test</em> o anche un <em>HPV Test</em> tramite il tampone. Nel caso in cui la Candidosi sia in forma invasiva, sarà necessario procedere con esami specifici come gastroscopia, <em>colposcopia</em> e un esame del sangue accurato.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_63" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-26" class="so-panel widget_text" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p><strong>Ad oggi vi sono numerosi rimedi “naturali” per curare la Candida ma è importante comprendere che questa patologia ginecologica non è soltanto un’infezione che causa bruciori e arrossamento ma un’infezione vera e propria da fungo e pertanto deve essere curata con farmaci antimicotici</strong>. Se non viene curata nel modo corretto può degenerare e causare problemi più seri estendendosi ad altri organi.</p>
<p>In genere, dunque, la cura migliore per la Candida albicans è quella costituita da <em>antimicotici azolici</em> che vanno assunti per alcuni giorni in base alla prescrizione del medico. Tali farmaci possono essere somministrati sotto forma di crema da applicare alla parte esterna oppure come “ovuli” da inserire in vagina. Sono anche disponibili delle speciali siringhe per introdurre più facilmente la crema nel canale vaginale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-27" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="27" ><div id="widget_headline_64" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Cisti ovarica</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-28" class="so-panel widget_text" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p><strong>Le cisti ovariche sono delle sacche di dimensioni varie (di qualche centimetro), che si creano all’interno dell’ovaio e che contengono del liquido</strong>. Possono formarsi su un’ovaia soltanto oppure su entrambe. In genere non danno problemi, non portano disturbi o sintomi e nella maggior parte dei casi sono benigne. Di solito regrediscono in modo spontaneo nell’arco di alcuni mesi senza che si debba intervenire con terapie mediche o intervento chirurgico. È stato appurato che le cisti ovariche possono formarsi in qualunque periodo della vita della donna. Qualche volta compaiono addirittura nella fase intrauterina o subito dopo la nascita come risposta ad una spinta ormonale che deriva dalla madre.</p>
<p>Più spesso compaiono nella fascia di età puberale con lo sviluppo sessuale e nella fase adolescenziale, momento in cui gli ormoni non si sono ancora regolarizzati, nello specifico gli anni subito dopo la comparsa del menarca.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-29" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="29" ><div id="widget_headline_65" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-30" class="so-panel widget_text" data-index="30" >			<div class="textwidget"><p><strong>Poiché le cisti ovariche non danno particolari disturbi e non sono segnalate da sintomi, si individua la loro presenza tramite analisi o esami effettuati per valutare altre patologie o per prevenzione</strong>. Infatti solo le cisti di grandi dimensioni (che superano i 5 cm di diametro) hanno la possibilità di creare disagio.</p>
<p>Tuttavia, i sintomi più comuni che possono far pensare alla presenza di una ciste ovarica sono:</p>
<ul>
<li>dolore intenso durante il rapporto sessuale, e/o in generale dolore spesso leggero e profondo con sensazione di peso nella zona della pelvi;</li>
<li>problemi nello svuotare completamente la vescica;</li>
<li>sensazione di dover urinare spesso;</li>
<li>gonfiore dell’addome.</li>
</ul>
<p><strong>In alcuni casi le cisti ovariche possono comparire unitamente a squilibri ormonali che producono un andamento irregolare del ciclo mestruale</strong>. Nel caso in cui invece si verifichi una strozzatura o una rottura della cisti, può comparire un dolore improvviso, acuto e forte.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-31" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div id="widget_headline_66" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-32" class="so-panel widget_text" data-index="32" >			<div class="textwidget"><p>Lo specialista che si occupa di gestire le cisti ovariche è il ginecologo. Il medico procede dunque eseguendo una visita ginecologica accurata e un’ecografia atte a individuare la presenza di eventuali cisti per avere così modo di valutare in seguito eventuali altri esami di controllo per verificare se la ciste è regredita in modo spontaneo. In qualche raro caso potrebbero, infatti, essere necessari altri esami di controllo per approfondire la situazione della paziente, oppure si può optare per un intervento chirurgico a discrezione del ginecologo. L’esame diagnostico più comune resta in ogni caso un’ecografa transvaginale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-33" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="33" ><div id="widget_headline_67" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-34" class="so-panel widget_text" data-index="34" >			<div class="textwidget"><p><strong>Fino a qualche tempo fa le cisti ovariche venivano curate tramite terapia ormonale, in seguito è stato scoperto che la remissione della ciste poteva avvenire sia tramite la terapia ormonale sia senza</strong>. Ad oggi la metodologia di tipo ormonale viene applicata alle donne in giovane età che presentano cisti ordinarie e che desiderano utilizzare l’anticoncezionale. Infatti la pillola anticoncezionale in questi casi ha sia il pregio di evitare una gravidanza sia la funzione facilitativa nel riassorbimento della ciste. <strong>Le cisti ovariche di questo tipo non hanno necessità di terapie specifiche ma devono essere soltanto controllate periodicamente per verificare la loro regressione</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-35" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="35" ><div id="widget_headline_68" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Sanguinamento uterino anomalo</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-36" class="so-panel widget_text" data-index="36" >			<div class="textwidget"><p>Il sanguinamento vaginale che si manifesta in modo irregolare, che dura più del dovuto ed è abbondante viene definito “sanguinamento uterino anomalo”. <strong>La forma più comune di questa patologia ginecologica è causata da cambiamenti dei valori ormonali del ciclo i quali vanno ad influire sull’ovulazione</strong>. Tale disturbo viene identificato anche come disfunzione ovulatoria (AUB-O).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-37" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="37" ><div id="widget_headline_69" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-38" class="so-panel widget_text" data-index="38" >			<div class="textwidget"><p>Questo tipo di sanguinamento si differenzia dalle normali mestruazioni per le caratteristiche che seguono:</p>
<ul>
<li>il flusso è più frequente (meno di 21 giorni, <em>polimenorrea</em>);</li>
<li>più frequente e irregolare all’interno dei due cicli (<em>metrorragia</em>);</li>
<li>il flusso di sangue è più abbondante ma l’intervallo è regolare (<em>menorragia</em>);</li>
<li>maggiore perdita di sangue e maggiore frequenza oltre a irregolarità fra un ciclo e l’altro (<em>menometrorragia</em>).</li>
</ul>
<p><strong>Per alcune donne al sanguinamento si accompagnano anche i classici sintomi delle mestruazioni come gonfiore, crampi e tensione ai seni</strong>. Nel caso in cui il sanguinamento continui, è possibile che la donna sviluppi una carenza di ferro o che compaia l’anemia oltre che sterilità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-39" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="39" ><div id="widget_headline_70" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-40" class="so-panel widget_text" data-index="40" >			<div class="textwidget"><p>Per diagnosticare correttamente il sanguinamento anomalo occorre procedere come segue:</p>
<ul>
<li>analizzare la storia clinica della paziente per escludere altre cause di sanguinamento anomalo;</li>
<li>realizzare un <em>emocromo con formula</em>;</li>
<li>effettuare un test di gravidanza;</li>
<li>analisi del dosaggio ormonale;</li>
<li>effettuare un’<em>ecografia transvaginale</em> con <em>biopsia endometriale</em>;</li>
<li>all’occorrenza effettuare <em>sonoisterografia</em> e/o <em>isteroscopia</em>.</li>
</ul>
<p>Le cause del sanguinamento uterino anomalo possono essere:</p>
<ul>
<li>disfunzioni agli organi riproduttivi (ad esempio <em>sindrome dell’ovaio policistico</em>);</li>
<li>presenza di escrescenze nell’utero (polipi, fibromi o tumori);</li>
<li>problemi di coagulazione;</li>
<li>disfunzioni della tiroide;</li>
<li>disfunzioni dell’ipofisi;</li>
<li>probabile <em>endometriosi</em>;</li>
<li>probabile gravidanza;</li>
<li>eventuali problemi della gravidanza;</li>
<li>utilizzo di contraccettivi orali o di altri farmaci.</li>
</ul>
<p><strong>Per valutare con certezza se siamo in presenza di un sanguinamento anomalo, il ginecologo raccoglie informazioni sulle sue specifiche così da escludere potenziali cause di altro tipo</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-41" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="41" ><div id="widget_headline_71" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-42" class="so-panel widget_text" data-index="42" >			<div class="textwidget"><p>Per risolvere il problema del sanguinamento uterino anomalo in genere si procede con:</p>
<ul>
<li>un farmaco che gestisca e controlli il sanguinamento;</li>
<li>se il sanguinamento prosegue si procede con un intervento volto a tenerlo sotto controllo.</li>
</ul>
<p>Per stabilire in che modo trattare il sanguinamento uterino anomalo dobbiamo considerare questi aspetti:</p>
<ul>
<li>l’età della donna;</li>
<li>la quantità (più o meno copiosa) di emorragia;</li>
<li>se è presente o meno un ispessimento dell’epitelio dell’utero;</li>
<li>l’eventuale intenzione della donna di avere una gravidanza.</li>
</ul>
<p>Il trattamento dunque si focalizzerà sulla gestione del sanguinamento e, se necessario, anche su una prevenzione del tumore endometriale. Per controllare il sanguinamento si possono utilizzare farmaci a base ormonale e non, in base alla situazione che il ginecologo valuterà insieme alla paziente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-43" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="43" ><div id="widget_headline_72" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Dismenorrea</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-44" class="so-panel widget_text" data-index="44" >			<div class="textwidget"><p><strong>La <em>dismenorrea</em> è una patologia ginecologica che vede la comparsa di dolori in contemporanea con le mestruazioni</strong>. In genere si tratta di crampi localizzati nella parte bassa dell’addome. La dismenorrea è differente dai normali crampi che possono verificarsi durante le mestruazioni poiché comporta la necessità di ricorrere ad una cura appropriata e anche perché crea delle limitazioni e disagi nello svolgere le varie attività della routine quotidiana fino al punto da doversi assentare dal lavoro o dalla scuola per i forti dolori.</p>
<p><strong>Tale patologia ginecologica è prevalente nelle donne in età adolescenziale di cui ben il 15% è affetta da dismenorrea grave</strong>. La dismenorrea si presenta di norma in due forme che differiscono per cause totalmente diverse:</p>
<ul>
<li>La dismenorrea definita <em>primaria</em> o <em>essenziale</em> (funzionale) che si manifesta senza alterazioni verificabili per quanto riguarda l’apparato riproduttivo;</li>
<li>La dismenorrea definita <em>secondaria</em> (o <em>acquisita</em>) che è una diretta conseguenza di una patologia che a sua volta può essere dimostrata tramite una diagnosi approfondita.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-45" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="45" ><div id="widget_headline_73" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-46" class="so-panel widget_text" data-index="46" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi attribuibili alla dismenorrea possono essere diversi e variare da persona a persona. Possono essere associati a:</p>
<ul>
<li>dolori diffusi, che possono espandersi e coinvolgere schiena e gambe nello specifico all’interno coscia;</li>
<li>contrazione o crampi al basso ventre;</li>
<li>instabilità umorale;</li>
<li>affaticamento, debolezza;</li>
<li>fenomeni di vomito e diarrea;</li>
<li>vertigini e senso di svenimento.</li>
</ul>
<p><strong>Per quanto riguarda la dismenorrea primaria il disturbo si manifesta in genere dopo 6/12 mesi dalla comparsa della prima mestruazione (menarca) e riguarda spesso le donne di età giovane</strong>. Tali sintomi poi tendono a ridursi per gradi con il sopraggiungere dell’età adulta. I dolori normalmente arrivano qualche ora prima dell’inizio del ciclo mestruale e si protraggono non oltre le 24 ore. In alcuni casi persistono fino a 72 ore ma in genere sono meno intensi.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la dismenorrea secondaria, può comparire in qualunque momento dopo il primo ciclo mestruale, in genere in tempi più lunghi e presenta questi sintomi:</p>
<ul>
<li>flusso mestruale irregolare e abbondante;</li>
<li><em>dispareunia</em> (il dolore che la donna avverte al momento della penetrazione nel rapporto sessuale);</li>
<li>possibile infertilità.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-47" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="47" ><div id="widget_headline_74" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-48" class="so-panel widget_text" data-index="48" >			<div class="textwidget"><p>In genere è possibile formulare una diagnosi esaustiva raccogliendo la storia clinica della paziente e associandola a una visita ginecologica, questo almeno per individuare una dismenorrea di tipo primario. Sarà sufficiente raccogliere dati come:</p>
<ul>
<li>a che età sono iniziati i disturbi;</li>
<li>determinazione del punto in cui compare il dolore;</li>
<li>verifica del tipo di dolore e della sua durata;</li>
<li>individuazione di eventuali elementi che contribuiscono ad un aggravamento o ad un sollievo dal dolore, per esempio con la somministrazione di contraccettivi orali o FANS.</li>
<li>prescrizione di una visita ginecologica corredata da ecografia transvaginale.</li>
</ul>
<p>Nei casi più complessi si può ricorrere ad una risonanza magnetica, una isteroscopia, oppure una laparoscopia se tutti gli esami precedenti sono risultati negativi e se il dolore permane ed è molto forte.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-49" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="49" ><div id="widget_headline_75" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-50" class="so-panel widget_text" data-index="50" >			<div class="textwidget"><p><strong>La terapia per risolvere la dismenorrea è mirata a sollevare la paziente dal dolore attraverso la modifica dei valori fisiologici che interessano le <em>prostaglandine</em>.</strong> In presenza di disturbi più forti e maggiormente invalidanti si utilizza proprio questo tipo di inibitori i quali agiscono con successo nel 70% dei casi. Anche terapie alternative come l’assunzione di integratori, la cura dell’alimentazione e un costante esercizio fisico risultano essere efficaci per tenere sotto controllo il dolore. In ogni caso è di fondamentale importanza rivolgersi a specialisti in grado di risolvere questo tipo di patologia. <strong>Lo Studio Medico Petrazzuoli, con il suo staff di medici specializzati, può darvi tutto il supporto necessario alla risoluzione del problema con procedure terapeutiche personalizzate in modo preciso sulla paziente</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-51" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="51" ><div id="widget_headline_76" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Disturbi della menopausa</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-52" class="so-panel widget_text" data-index="52" >			<div class="textwidget"><p><strong>La menopausa fa parte della vita della donna nel suo ciclo naturale, pertanto ogni donna è consapevole del fatto che si tratti di una tappa evolutiva la quale, nonostante qualche disturbo, non deve essere considerata come una malattia né come qualcosa di invalidante</strong>. La menopausa in genere compare tra i 45 e i 55 anni di età, ovvero nel momento in cui le ovaie cessano di produrre gli ormoni sessuali e di conseguenza la fertilità si conclude in modo definitivo. Possiamo parlare di menopausa soltanto nel momento in cui la mestruazione risulta assente da non meno di dodici mesi consecutivi. La sparizione del ciclo è in genere preceduta da un lasso di tempo in cui le mestruazioni sono irregolari e ciò varia da donna a donna. Tale periodo può durare anche diversi mesi e a volte contemporaneamente ai sintomi caratteristici della menopausa.</p>
<p><strong>La donna che si avvicina alla menopausa può, assieme al proprio medico di fiducia, controllare la propria situazione e stabilire uno stile di vita salutare da intraprendere in questo periodo delicato</strong>. La raccomandazione è quella di perdere il peso in eccesso, fare regolare attività fisica, tenere sotto controllo la potenziale osteoporosi così come eventuali patologie cardiovascolari. Inoltre, se la donna è una fumatrice il suggerimento è senza dubbio quello di smettere di fumare oltre a scegliere un tipo di alimentazione ricca di calcio, minerali e vitamine.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-53" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="53" ><div id="widget_headline_77" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-54" class="so-panel widget_text" data-index="54" >			<div class="textwidget"><p><strong>Le donne che si avvicinano alla menopausa cominciano ad avere i primi sintomi ancora prima che il ciclo scompaia definitivamente</strong>. Questo lasso di tempo è definito <em>pre-menopausa</em> e in genere si presenta con una irregolarità nel ciclo accompagnata da un flusso che può modificarsi in più o meno frequente e abbondante. Anche se in presenza di un ciclo irregolare, in questo periodo di pre-menopausa c’è la possibilità di rimanere incinta quindi è consigliato utilizzare le dovute precauzioni e se vi è qualche dubbio meglio eseguire un test di gravidanza.</p>
<p><strong>Oltre all’irregolarità del ciclo mestruale possono emergere anche altri disagi che sono in stretta correlazione con il calo degli estrogeni e che possono permanere per vari anni anche dopo la scomparsa del ciclo</strong>. Questi disturbi possono essere:</p>
<ul>
<li><em>caldane</em>, forte sudorazione, brusco arrossamento del viso;</li>
<li>insonnia causata dalle sudorazioni;</li>
<li>disturbi nelle parti intime (prurito, sensazione di secchezza, dolore durante i rapporti);</li>
<li>frequenti infezioni del tratto urinario, cistiti.</li>
</ul>
<p>Vi sono poi altri disturbi che possono presentarsi ma che non sono direttamente associabili alla minore produzione di estrogeni:</p>
<ul>
<li>instabilità umorale, irritabilità, depressione, ansia;</li>
<li>diminuzione del desiderio e soddisfazione sessuale;</li>
<li>problemi di memoria;</li>
<li>dolori ai muscoli, mal di schiena, senso di affaticamento.</li>
</ul>
<p>Qualunque sintomo, seppure lieve, è assolutamente da considerare e deve essere valutato insieme al proprio medico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-55" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="55" ><div id="widget_headline_78" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-56" class="so-panel widget_text" data-index="56" >			<div class="textwidget"><p><strong>In genere non è necessario fare nessun tipo di esame diagnostico per verificare l’entrata in menopausa poiché l’assenza del ciclo mestruale, unita all’età della paziente e alla comparsa dei sintomi classici, sono più che sufficienti per individuare l’inizio della stessa</strong>. Se per qualche ragione si ipotizza di essere in presenza di una menopausa precoce, possiamo verificarlo tramite un esame del sangue per controllare il livello di alcuni ormoni prodotti dall’ipofisi, la ghiandola responsabile della produzione ormonale delle ovaie. Per una maggiore completezza nella diagnosi, il medico può eventualmente suggerire alla paziente di effettuare altri controlli tra cui:</p>
<ul>
<li>mammografia o ecografia dei seni, esami che spesso sono gratuiti in base al programma di screening regionale per le donne dai 50 ai 64 anni (per una prevenzione del carcinoma alla mammella);</li>
<li>ecografia della pelvi per esaminare a fondo l’intero apparato genitale;</li>
<li>esame della mineralometria ossea computerizzata (MOC), per controllare la densità dell’osso.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-57" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="57" ><div id="widget_headline_79" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-58" class="so-panel widget_text" data-index="58" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo senza dubbio affermare che la menopausa non può essere considerata come una malattia, quindi non sono necessarie cure specifiche. Ad ogni modo, in alcuni casi può essere prescritta una terapia ormonale sostitutiva (TOS) che comporta l’assunzione di estrogeni femminili per bilanciare la loro diminuzione con l’inizio della menopausa</strong>. Si consiglia questo tipo di terapia alle donne che hanno marcati disagi causati da sintomi come le vampate e la sudorazione ma dobbiamo ricordare che, una volta sospesa la terapia, i disturbi potrebbero ripresentarsi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-59" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="59" ><div id="widget_headline_80" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Endometriosi</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-60" class="so-panel widget_text" data-index="60" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’endometriosi è una malattia ginecologica che interessa il tessuto del rivestimento dell’utero che cresce e si ispessisce anche all’esterno</strong>. Questo può provocare dolore alla pelvi e irregolarità nel ciclo mestruale. Il ginecologo specializzato può sicuramente indicare il protocollo più idoneo per il superamento di questa patologia ginecologica, che può essere così risolta nell’arco di qualche mese. <strong>In genere l’endometriosi colpisce le donne di età compresa tra i 18 e i 35 anni e l’ereditarietà può aumentare la probabilità di contrarla</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-61" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="61" ><div id="widget_headline_81" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-62" class="so-panel widget_text" data-index="62" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi dell’endometriosi possono essere:</p>
<ul>
<li>ciclo mestruale doloroso;</li>
<li>dolore persistente nella parte lombare della schiena e in corrispondenza del bacino;</li>
<li>dolore e disagio durante il rapporto sessuale;</li>
<li>dolore all’intestino o sensazione dolorosa alla minzione nel periodo del ciclo mestruale;</li>
<li>infertilità appurata.</li>
</ul>
<p>Inoltre possono anche presentarsi costipazione, gonfiori, nausea, diarrea specie durante il ciclo mestruale. Nel caso in cui i sintomi si aggravino o siano persistenti è indispensabile contattare il medico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-63" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="63" ><div id="widget_headline_82" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-64" class="so-panel widget_text" data-index="64" >			<div class="textwidget"><p>Gli esami diagnostici indicati sono:</p>
<ul>
<li>analisi della pelvi ed esame manuale del bacino per identificare eventuali irregolarità, per esempio cisti o cicatrici sul retro dell’utero;</li>
<li>ecografia per identificare eventuali cisti collegate all’endometriosi;</li>
<li>laparoscopia, utile per verificare sia la posizione sia l’estensione e la grandezza dell&#8217;endometriosi.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-65" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="65" ><div id="widget_headline_83" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-66" class="so-panel widget_text" data-index="66" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’endometriosi può essere risolta con una terapia a base di farmaci o, nei casi più complessi, grazie all’intervento chirurgico.  La terapia ormonale può rivelarsi utile per diminuire o eliminare il dolore causato dal disturbo</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-67" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="67" ><div id="widget_headline_84" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Fibroma uterino</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-68" class="so-panel widget_text" data-index="68" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il fibroma uterino, chiamato anche <em>leiomioma</em> o più semplicemente <em>mioma</em>, è un tumore benigno dell’utero piuttosto diffuso. Questa malattia ginecologica interessa circa il 30% delle donne anche se, in genere, non presenta alcun sintomo</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-69" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="69" ><div id="widget_headline_85" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-70" class="so-panel widget_text" data-index="70" >			<div class="textwidget"><p>Nel caso siano presenti dei sintomi, quelli che definiscono il fibroma sono:</p>
<ul>
<li>ciclo mestruale più abbondante e/o doloroso;</li>
<li>perdita di sangue tra un ciclo e l’altro;</li>
<li>maggiore frequenza nella minzione;</li>
<li>dolore durante il rapporto sessuale;</li>
<li>dolore alla parte lombare alla schiena;</li>
<li>gonfiore e stitichezza;</li>
<li>disturbi dell’apparato riproduttivo (infertilità, interruzione di gravidanza o parto prematuro).</li>
</ul>
<p><strong>Questi disturbi si verificano spesso nelle donne in età fertile e più presenti nelle donne affette da obesità ma ancora non è stata identificata la causa precisa</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-71" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="71" ><div id="widget_headline_86" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-72" class="so-panel widget_text" data-index="72" >			<div class="textwidget"><p><strong>A volte la diagnosi del fibroma uterino avviene per caso. Spesso emerge durante una visita ginecologica o un’ecografia fatta per controllo</strong>. Possono essere somministrati farmaci per rallentarne la crescita e, nel caso questa soluzione non fosse risolutiva, si può ricorrere a un intervento chirurgico vero e proprio.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-73" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="73" ><div id="widget_headline_87" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-74" class="so-panel widget_text" data-index="74" >			<div class="textwidget"><p><strong>In genere le pazienti che hanno un fibroma uterino senza che sia presente nel contempo alcun tipo di sintomo o disagio non devono ricorrere ad alcuna terapia ma soltanto monitorare regolarmente la situazione per controllare l’eventuale crescita o meno del fibroma</strong>. Il medico, prima di proporre qualunque tipo di soluzione o terapia, dovrà necessariamente valutare nel complesso la situazione della paziente. Ovviamente la terapia farmacologica è applicata più di frequente ma sarà il medico, una volta esaminata con cura la situazione, a decidere per il meglio.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-75" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="75" ><div id="widget_headline_88" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Gravidanza extrauterina</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-76" class="so-panel widget_text" data-index="76" >			<div class="textwidget"><p><strong>La gravidanza extrauterina (detta anche <em>ectopica</em>), avviene quando l’embrione si colloca al di fuori dell’utero. Questo tipo di gravidanza presenta un problema in quanto solo l’utero è programmato per avviare una trasformazione e accogliere l’embrione durante la sua crescita</strong>. Per questo la gravidanza extrauterina è in genere valutata sempre negativamente per l’embrione, che purtroppo non sopravvive. Inoltre, mano a mano che la gravidanza extrauterina va avanti, c’è il pericolo che la tuba o altri organi a cui si è innestata, si rompano. Questa eventualità è senza dubbio molto pericolosa per la mamma perché potrebbe causare un’emorragia interna con implicazioni molto critiche.</p>
<p><strong>Fortunatamente, molto spesso questo tipo di gravidanza si interrompe sul nascere in modo spontaneo. Nel caso in cui ciò non avvenga spontaneamente, si può agire in modo preventivo per bloccarla.</strong> Effettuare una diagnosi precoce permette di avere risultati positivi e diminuisce sensibilmente i casi in cui si può rompere la tuba, per questo il rischio di mortalità è molto basso.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-77" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="77" ><div id="widget_headline_89" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-78" class="so-panel widget_text" data-index="78" >			<div class="textwidget"><p>La gravidanza extrauterina si manifesta a tutti gli effetti come una normale gravidanza: assenza del ciclo mestruale, seno dolorante, nausea e necessità frequente di urinare. In aggiunta possono esserci anche altri sintomi come:</p>
<ul>
<li>dolori associati a crampi alla pelvi di varia intensità a volte da un solo lato;</li>
<li>mal di schiena, nello specifico alla lombare;</li>
<li>perdite ematiche.</li>
</ul>
<p><strong>Nel caso in cui non compaiano sintomi non possiamo affermare con certezza che la gravidanza extrauterina scompaia in modo spontaneo perché potrebbe, infatti, progredire e svilupparsi comunque</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-79" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="79" ><div id="widget_headline_90" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-80" class="so-panel widget_text" data-index="80" >			<div class="textwidget"><p>Gli esami diagnostici sono principalmente l’ecografia e una valutazione dei livelli di ormone <em>Beta-hCG</em> con un esame del sangue.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-81" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="81" ><div id="widget_headline_91" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-82" class="so-panel widget_text" data-index="82" >			<div class="textwidget"><p>Come terapia il medico ha a disposizione tre opzioni, da adottare in base alla situazione che ha riscontrato:</p>
<ol>
<li>La procedura d&#8217;attesa</li>
</ol>
<p>Nel caso classico di gravidanza extrauterina, quello più semplice si sceglie la “procedura di attesa”, ovvero non si agisce e si aspetta che si estingua in modo spontaneo. L’efficacia di questa opzione si è riscontrata nel 70% dei casi. Per avere la certezza che la cosa sia risolta devono essere eseguiti degli esami di controllo fino alla conferma che la gravidanza extrauterina si sia conclusa definitivamente.</p>
<ol start="2">
<li>Il trattamento medico</li>
</ol>
<p>Nel caso in cui, dopo un lasso di tempo utile, i valori dell’ormone Beta-hCG non si abbassino, occorre fare ricorso ad un trattamento medico più specifico dove saranno somministrati farmaci che inibiscono la replicazione cellulare. Tale intervento permette la rimozione della gravidanza entro 4 o 6 settimane. Questo tipo di soluzione si addice a situazioni in cui la gravidanza è all’inizio o poco sviluppata e quando la paziente non abbia dolori o rischio di emorragia interna.</p>
<ol start="3">
<li>Il trattamento chirurgico</li>
</ol>
<p>Per tutti gli altri casi, o nell’eventualità che non possa essere somministrata la terapia farmacologica, si rende necessario intervenire chirurgicamente. Nel caso in cui l’intervento venga fatto in urgenza si può intervenire con la <em>laparotomia</em> (incisione dell’addome), mentre per il 95% dei casi è possibile in genere usare la <em>laparoscopia</em>, ovvero un piccolo intervento poco invasivo che utilizza 2 o3 incisioni di pochi millimetri per operare.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-83" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="83" ><div id="widget_headline_92" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Infertilità femminile</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-84" class="so-panel widget_text" data-index="84" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’infertilità della donna viene verificata nel caso in cui la paziente non riesca a rimanere incinta nell’arco di uno o due anni di periodo fertile, nonostante le condizioni siano ottimali per il concepimento</strong>. Questo disturbo interessa circa il 15% delle donne. Con l’aumento dell’età, per la donna, aumenta anche progressivamente la perdita di capacità riproduttiva.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-85" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="85" ><div id="widget_headline_93" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Cause</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-86" class="so-panel widget_text" data-index="86" >			<div class="textwidget"><p>Le motivazioni che stanno alla base dell’infertilità femminile sono molte. Possono esserci malformazioni congenite, alterazioni ormonali, disturbi dell’apparato riproduttivo, infezioni. Quando invece non si riesca ad individuare una causa precisa neppure tramite esami specifici si parla di “infertilità idiopatica”.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-87" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="87" ><div id="widget_headline_94" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-88" class="so-panel widget_text" data-index="88" >			<div class="textwidget"><p>Gli esami più indicati per verificare l’infertilità femminile in una diagnosi relativa all’infertilità di coppia sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>valutazione dei dosaggi ormonali;</li>
<li>un tampone vaginale, per valutare se sia presente un’infezione in vagina o collo dell’utero;</li>
<li>una <em>ecografia pelvica transvaginale</em>, per controllare lo stato dell’apparato riproduttivo della donna;</li>
<li>una <em>isterosonografia</em>, per valutare lo stato di salute della cavità uterina e la capacità di far passare i liquidi nelle tube tramite l’iniezione di soluzione salina sterile;</li>
<li>una ecografia tridimensionale dell’utero, esame che consente di individuare eventuali malformazioni di quest’organo;</li>
<li>un’<em>isterosalpingografia</em>, esame radiologico specifico che serve a valutare la pervietà delle tube e consente l’individuazione di varie patologie congenite o comparse nel tempo dell’utero;</li>
<li>un’<em>isteroscopia</em>, esame endoscopico che tramite una sonda con telecamera consente una visione precisa e diretta della cavità dell’endometrio per identificare eventuali patologie;</li>
<li>una <em>laparoscopia</em>, piccolo intervento chirurgico che consente di esplorare l’addome con il laparoscopio collegato ad una telecamera. Con la laparoscopia, si può analizzare la struttura anatomica dell’utero e degli organi annessi per valutare con precisione il da farsi.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-89" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="89" ><div id="widget_headline_95" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-90" class="so-panel widget_text" data-index="90" >			<div class="textwidget"><p>Per trattare l’infertilità femminile occorre conoscere con precisione le cause da cui origina. Si rende necessario, dunque, approfondire la parte diagnostica nel modo più approfondito possibile per poter agire in modo mirato.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-91" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="91" ><div id="widget_headline_96" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Ovaio Policistico</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-92" class="so-panel widget_text" data-index="92" >			<div class="textwidget"><p><strong>La sindrome dell’<a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/ovaio-policistico/">ovaio policistico</a> è considerata uno dei più frequenti disturbi ginecologici di tipo endocrino nella donna che si trova ancora in età riproduttiva</strong>. Si contraddistingue per la presenza di alterazioni dell’ovulazione, <em>iperandrogenismo</em> (livelli alti di ormoni androgeni nel sangue con la conseguente comparsa di peluria, acne o alopecia) e ovaie di tipo policistico (identificate tramite l’ecografia). La sua presenza può portare conseguenze di tipo metabolico oltre che problematiche all’apparato riproduttivo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-93" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="93" ><div id="widget_headline_97" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-94" class="so-panel widget_text" data-index="94" >			<div class="textwidget"><p>La paziente affetta da sindrome dell’ovaio policistico presenta irregolarità nelle mestruazioni, evidenza di iperandrogenismo, problematiche legate alla insulino-resistenza con problemi nella perdita di peso. Tali sintomi possono comparire successivamente alla prima mestruazione oppure aumentare nel corso del tempo. Anche se la situazione clinica generale può apparire diversa, possiamo però affermare con certezza che l’obesità è uno dei fattori che complica la situazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-95" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="95" ><div id="widget_headline_98" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-96" class="so-panel widget_text" data-index="96" >			<div class="textwidget"><p>Gli esami diagnostici per l’ovaio policistico maggiormente utili sono:</p>
<ul>
<li>una visita ginecologica in cui il medico ricostruisce la storia clinica complessiva della donna (<em>anamnesi</em> del ciclo mestruale, storia riproduttiva e valutazione della presenza eventuale di iperandrogenismo);</li>
<li>prescrizione di una ecografia transvaginale per controllare la salute delle ovaie;</li>
<li>esame dei dosaggi ormonali, tramite un prelievo di sangue, per controllare il livello degli androgeni nel sangue;</li>
</ul>
<p><strong>Più la diagnosi è precoce e più aumenta la possibilità di intervenire con successo per evitare complicazioni anche a lungo termine tra le quali possono esserci tumore dell’endometrio, ipertensione, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e coronaropatia</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-97" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="97" ><div id="widget_headline_99" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-98" class="so-panel widget_text" data-index="98" >			<div class="textwidget"><p>La terapia per l’ovaio policistico varia ovviamente in base al quadro clinico della paziente e alla sua eventuale decisione di avere una gravidanza.</p>
<p><strong>Per risolvere gli squilibri del ciclo mestruale, i problemi di acne e l’irsutismo si può prescrivere l’assunzione della pillola anticoncezionale a base di estrogeni e progesterone. Se la paziente invece desidera una gravidanza, dovrà essere prescritta una terapia specifica che possa ricostruire l’ovulazione corretta e occorrerà anche cercare di ripristinare un quadro metabolico ottimale</strong>. Per le pazienti affette da obesità o con un aumento di peso importante, il suggerimento è quello di adottare una dieta mirata e contemporaneamente iniziare esercizio fisico costante.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-99" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="99" ><div id="widget_headline_100" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Polipi endometriali</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-100" class="so-panel widget_text" data-index="100" >			<div class="textwidget"><p>I polipi endometriali sono formazioni anomale che si incardinano nella cavità uterina. Sono diversi dal fibroma in quanto quest’ultimo origina dalla muscolatura e pertanto possono comparire in un punto qualsiasi all’interno dell’utero, all’esterno e all’interno della parete. I polipi invece originano proprio dal rivestimento dell’utero. Possono variare per dimensione (millimetri o centimetri) e possono essercene uno o più e normalmente sono collocati nella parte alta dell’utero come il classico polipo al collo dell&#8217;utero. Questo disturbo riguarda le donne tra i 40 e i 50 anni ed è raro che si verifichi prima della menopausa. In ogni caso, il rischio di sviluppare un polipo endometriale aumenta con l’aumentare dell’età. Poiché molto spesso i sintomi del polipo endometriale non sono riscontrabili, risulta complicato capire se la paziente ne è affetta.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-101" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="101" ><div id="widget_headline_101" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Polipo uterino sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-102" class="so-panel widget_text" data-index="102" >			<div class="textwidget"><p><strong>Tra i più comuni sintomi del polipo endometriale c’è un anomalo sanguinamento dell’utero</strong>. Tale sanguinamento può avvenire:</p>
<ul>
<li>tra una mestruazione e l’altra;</li>
<li>con mestruazioni irregolari e abbondanti (o <em>metrorragia</em>);</li>
<li>con emorragia post-coitale (cioè con un sanguinamento dopo un rapporto sessuale);</li>
<li>con sanguinamento che si verifica dopo la menopausa.</li>
</ul>
<p>In alcune occasioni possono comparire anche forti crampi nel corso della mestruazione (<em>dismenorrea</em>).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-103" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="103" ><div id="widget_headline_102" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-104" class="so-panel widget_text" data-index="104" >			<div class="textwidget"><p><strong>La diagnosi per identificare i polipi endometriali può essere effettuata tramite una ecografia transvaginale e isteroscopia</strong>. Con la prima si identifica la formazione anomala riconoscendone la forma tondeggiante o allungata all’interno dell’utero. Con la seconda possiamo visualizzare direttamente il polipo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-105" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="105" ><div id="widget_headline_103" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-106" class="so-panel widget_text" data-index="106" >			<div class="textwidget"><p>La terapia più efficace per la rimozione dei polipi endometriali è utilizzare il <em>resettoscopio</em>, uno strumento che permette di analizzare con attenzione l’utero e in contemporanea di operare. Sulla sommità del resettoscopio c’è un incavo che consente di rimuovere i polipi per inviarli poi al laboratorio di analisi. Se si tratta di un polipo endometriale dalle dimensioni contenute non è richiesto alcun tipo di trattamento, tuttavia in alcuni casi il medico può suggerire la rimozione del polipo per scongiurare una patologia più aggressiva ed eliminare eventuali problematiche in merito alla fertilità.</p>
<p><strong>Dunque la chirurgia è l’unico modo per eliminare i polipi endometriali e l’intervento non è assolutamente invasivo</strong> al punto che, grazie alle nuove tecnologie, il medico può operare anche in <em>day-hospital</em> per cui non è necessario che la paziente si ricoveri in ospedale e, in poco tempo, può tornare a casa senza difficoltà per osservare un periodo di riposo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-107" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="107" ><div id="widget_headline_104" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le patologie della gravidanza</h2></div></div><div id="panel-6088-0-0-108" class="so-panel widget_text" data-index="108" >			<div class="textwidget"><p>Vediamo adesso le più comuni patologie legate alla gravidanza, che possiamo quindi includere nelle malattie ginecologiche. Le malattie e i disturbi legati alla gravidanza sono davvero numerosi e difficilmente possono essere semplificati. Passiamo comunque ad esaminare le patologie più diffuse e, nello specifico, quali procedure utilizzare per affrontarle nel modo migliore consultandoci con lo specialista di fiducia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-109" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="109" ><div id="widget_headline_105" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Minaccia d’aborto</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-110" class="so-panel widget_text" data-index="110" >			<div class="textwidget"><p>Si definisce “minaccia d’aborto” un sanguinamento che avviene per lo più:</p>
<ul>
<li>nel corso di una gravidanza identificata come vitale (tramite ecografia);</li>
<li>in assenza di dilatazione della cervice;</li>
<li>nel periodo antecedente alla ventesima settimana.</li>
</ul>
<p>Si tratta di una situazione piuttosto frequente anche se le casistiche sono variabili. <strong>Si stima che questa patologia ginecologica interessi una donna su quattro e che di queste una su due si ritrovi ad affrontare un aborto spontaneo</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-111" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="111" ><div id="widget_headline_106" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-112" class="so-panel widget_text" data-index="112" >			<div class="textwidget"><p>La minaccia d’aborto si manifesta con perdite ematiche vaginali più o meno abbondanti e prolungate nel tempo. Possono essere presenti anche dolori di diversa intensità che si manifestano come crampi a intermittenza, dolori all’altezza del pube, sensazione di pesantezza alla pelvi oppure dolore alla parte lombare della schiena.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-113" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="113" ><div id="widget_headline_107" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-114" class="so-panel widget_text" data-index="114" >			<div class="textwidget"><p>La classificazione della diagnosi per la minaccia d’aborto è di tipo clinico, cioè basata sul controllo delle perdite ematiche nella donna incinta in base ai parametri che abbiamo appena riportato.</p>
<p>In alcuni casi l’ecografia può mostrare aree di parziale distacco <em>amniocoriale</em> (cioè tra il <em>sacco amniotico</em> che contiene l’embrione o feto e il <em>sacco coriale</em> che riguarda la placenta) oppure evidenziare ematomi <em>sottocoriali</em> (che non comportano un possibile distacco della placenta che può verificarsi più avanti a fine gestazione con un forte sanguinamento).</p>
<p>In altri casi si è visto che l’ecografia non rileva nessun tipo di anomalia né accumulo di sangue per cui si può ipotizzare che le perdite ematiche abbiano origine nel collo uterino. L’ecografia infatti è molto utile anche per togliere dubbi sulla possibilità di trovarsi in presenza di una gravidanza extrauterina la quale ha sintomi compatibili e a volte sovrapponibili con quelli sopra elencati.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-115" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="115" ><div id="widget_headline_108" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-116" class="so-panel widget_text" data-index="116" >			<div class="textwidget"><p>In genere la minaccia d’aborto non rende necessaria l’adozione di una terapia ma, in base al parere del ginecologo, in alcuni casi si può:</p>
<ul>
<li>prescrivere la somministrazione di progesterone (che riduce le contrazioni uterine e agevola il rinforzo delle membrane almeno nel primo trimestre) con la raccomandazione di evitare attività fisiche troppo intense;</li>
<li>prescrivere riposo a letto per rilassare la muscolatura dell’utero (ultimamente il riposo assoluto è stato considerato controindicato ma occorre valutare comunque caso per caso);</li>
<li>somministrare eventualmente antidolorifici mirati a portare sollievo alla sintomatologia dolorosa nel caso sia presente.</li>
</ul>
<p>Il medico può prescrivere anche l’acido folico, un multivitaminico e altri farmaci che devono continuare ad essere assunti con regolarità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-117" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="117" ><div id="widget_headline_109" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Ipertensione in gravidanza</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-118" class="so-panel widget_text" data-index="118" >			<div class="textwidget"><p>Nel corso della gravidanza, almeno una donna su dieci può mostrare un aumento a carico della pressione sanguigna. Questa condizione, nota come <em>ipertensione gestazionale</em>, può portare ad alcune complicazioni sia per la mamma che per il bambino ma in genere è controllata e gestita in toto dal ginecologo. Tendenzialmente però dovrebbe essere seguita sia prima che dopo il parto anche dal proprio medico curante.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-119" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="119" ><div id="widget_headline_110" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-120" class="so-panel widget_text" data-index="120" >			<div class="textwidget"><p>Un innalzamento della pressione durante il periodo della gestazione è segnalato da alcuni sintomi strettamente connessi:</p>
<ul>
<li>mal di testa continuo;</li>
<li>offuscamento della vista e sensibilità alla luce;</li>
<li>gonfiore del viso e delle mani, in alcuni casi anche dei piedi;</li>
<li>dolori all’addome.</li>
</ul>
<p>Questi disagi, in ogni caso, possono avere origine da altri disturbi, così come sono presenti in gravidanze del tutto regolari. Qualche indicazione in più può essere ricavata da altri esami clinici:</p>
<ul>
<li>aumento della pressione sanguigna;</li>
<li>aumento della percentuale delle proteine nell’urina (proteinuria).</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-121" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="121" ><div id="widget_headline_111" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-122" class="so-panel widget_text" data-index="122" >			<div class="textwidget"><p>La diagnosi più semplice per l’ipertensione in gravidanza è dunque la misurazione della pressione del sangue in base alle regole prescritte. Questo consente di escludere a priori la possibilità di una ipertensione momentanea e transitoria cioè forme non croniche di ipertensione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-123" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="123" ><div id="widget_headline_112" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-124" class="so-panel widget_text" data-index="124" >			<div class="textwidget"><p><strong>Nelle pazienti con ipertensione cronica in gravidanza, sono raccomandate le stesse linee guida sul controllo della pressione, dell’alimentazione e dello stile di vita delle donne che non sono in stato interessante</strong>. Quindi possiamo dire che in generale è indispensabile controllare il proprio peso corporeo, visto che risulta essere uno dei fattori di rischio, fare regolare esercizio fisico, se si è fumatrici smettere di fumare e curare molto l’alimentazione riducendo il sale.</p>
<p><strong>Occorre prestare molta attenzione nell’assunzione di farmaci contro l’ipertensione per i quali devono essere considerati anche gli effetti collaterali sul nascituro</strong>. Il medico saprà indicare la scelta migliore.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-125" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="125" ><div id="widget_headline_113" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Preeclampsia</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-126" class="so-panel widget_text" data-index="126" >			<div class="textwidget"><p><strong>La <em>preeclampsia</em> è più nota come “gestosi” ed è una complicazione specifica della gravidanza che presenta qualche rischio per la salute della mamma e del bambino. Nella sola Europa questa patologia coinvolge tra il 2 e il 5% delle donne in gravidanza</strong>. Nondimeno il considerevole aumento dell’età in cui la donna ha la sua prima gravidanza, una forte obesità e una più alta percentuale delle malattie croniche come il diabete, stanno determinando un consistente aumento di questa patologia.</p>
<p>Per alcuni aspetti la preeclampsia presenta le stesse caratteristiche dell’ipertensione gestazionale ma, nel caso della preeclampsia, abbiamo anche un coinvolgimento del rene insieme all’ipertensione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-127" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="127" ><div id="widget_headline_114" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-128" class="so-panel widget_text" data-index="128" >			<div class="textwidget"><p>In genere la preeclampsia fa la sua comparsa intorno alla ventesima settimana della gravidanza. Più di frequente si manifesta successivamente alle 24/26 settimane. A volte, anche se raramente, si verifica nelle sei settimane successive al parto.</p>
<p>I sintomi più comuni possono essere all’inizio anche moderati e comprendono:</p>
<ul>
<li>emicrania;</li>
<li>vista annebbiata o anche lampi visivi laterali;</li>
<li>senso di nausea con vomito;</li>
<li>dolore al di sotto delle costole;</li>
<li>dolori al fegato;</li>
<li>tremito alle mani;</li>
<li>eccessivo incremento del peso corporeo (ad esempio più di cinque chili nell’arco di pochi giorni).</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui compaiano tali disturbi è indispensabile avvisare prontamente il medico. <strong>Nonostante nella stragrande maggioranza dei casi la preeclampsia non causa altre complicanze e in genere migliori dopo il parto, c’è sempre l’eventualità che possano verificarsi problemi severi sia per la mamma che per il bambino</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-129" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="129" ><div id="widget_headline_115" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-130" class="so-panel widget_text" data-index="130" >			<div class="textwidget"><p>La preeclampsia può presentarsi improvvisamente o mostrarsi in pazienti che avevano pressione alta già prima della gravidanza o comparsa durante la gestazione. I segnali da tenere sotto controllo sono:</p>
<ul>
<li>pressione arteriosa alta;</li>
<li>presenza di alta concentrazione di proteine nelle urine (proteinuria).</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-131" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="131" ><div id="widget_headline_116" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-132" class="so-panel widget_text" data-index="132" >			<div class="textwidget"><p><strong>La terapia migliore e risolutiva per la preeclampsia risulta essere il parto</strong>. Proprio per questo è importante che la paziente affetta da questa patologia sia costantemente controllata fino a quando non nasce il bambino. In presenza di un caso sospetto di questa patologia la donna può essere anche ricoverata e, nel caso sia confermata la preeclampsia, si dovrà procedere con alcuni esami per accertamenti:</p>
<ul>
<li>controllo regolare della pressione arteriosa;</li>
<li>esami regolari delle urine per verificare la presenza di proteine;</li>
<li>analisi del sangue, per controllare la funzionalità di reni e fegato;</li>
<li>verifica dello stato del bambino, tramite ecografia per controllare il flusso sanguigno attraverso la placenta, per misurare la crescita del feto e valutarne i movimenti e, a seconda della settimana di gravidanza in cui si trova, effettuare anche una cardiotocografia.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-133" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="133" ><div id="widget_headline_117" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Diabete in gravidanza</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-134" class="so-panel widget_text" data-index="134" >			<div class="textwidget"><p>Il diabete è una patologia che si evolve nel tempo diventando cronica e che causa nella persona che ne soffre un forte aumento degli zuccheri (glucosio) nel sangue oltre i valori normali. <strong>Parliamo di <em>diabete gestazionale</em> quando alla donna incinta viene accertato il diabete nel secondo o terzo trimestre della gravidanza</strong>. In genere la casistica ci dice che questa condizione si verifica nel 18% circa delle donne in gravidanza. <strong>Definiamo invece il diabete <em>pre-gestazionale</em> quando la donna è già affetta da diabete e ha in seguito una gravidanza</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-135" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="135" ><div id="widget_headline_118" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Sintomi</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-136" class="so-panel widget_text" data-index="136" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi del diabete gestazionale non sono molto evidenti, quindi la diagnosi normalmente si fa attraverso dei controlli di routine che vengono eseguiti durante la gravidanza. Nel caso in cui i sintomi si manifestino possiamo parlare di:</p>
<ul>
<li>bisogno di bere spesso;</li>
<li>bisogno di urinare spesso o più di frequente rispetto alla norma;</li>
<li>senso di bocca asciutta;</li>
<li>stanchezza.</li>
</ul>
<p>Poiché alcuni di questi sintomi sono comuni in gravidanza, non indicano necessariamente la presenza della malattia. Sarà determinante informare il proprio ginecologo se si riscontra la presenza di questi disturbi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-137" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="137" ><div id="widget_headline_119" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-138" class="so-panel widget_text" data-index="138" >			<div class="textwidget"><p>Quando la donna intraprende una gravidanza è importante determinare se una potenziale presenza di diabete sia precedente alla gravidanza come pure la possibilità che la paziente abbia sviluppato un diabete gestazionale.</p>
<p>Si procederà dunque con la misurazione della glicemia a digiuno e dell’<em>emoglobina glicata</em>. Nel caso i livelli di glicemia siano superiori ai valori normali si dovrà procedere con un secondo prelievo e, se confermati, si dovrà procedere con la diagnosi per diabete. Se non si ha conferma del diabete in modo manifesto ma compare almeno uno tra i fattori di rischio di seguito elencati occorre necessariamente fare un test di tolleranza al glucosio orale OGTT intorno alla 24a-28a settimana di gravidanza:</p>
<ul>
<li>diabete in famiglia (un parente di primo grado con diabete tipo 2);</li>
<li>diabete gestazionale avuto in una gravidanza precedente;</li>
<li>caso di macrosomia fetale in una gravidanza precedente;</li>
<li>paziente in sovrappeso o obesa (IMC maggiore di 25);</li>
<li>età di 35 anni o maggiore.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-139" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="139" ><div id="widget_headline_120" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-140" class="so-panel widget_text" data-index="140" >			<div class="textwidget"><p>Quando siamo in presenza di diabete gestazionale è importante tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue per evitare eventuali complicanze nel corso della gravidanza e per proteggere la salute della donna e del bambino. Inoltre è importante controllare il valore della glicemia nel corso di tutta la gravidanza e anche dopo il parto per valutare la potenziale comparsa di problematiche diverse. Un contributo importante nella terapia del diabete gestazionale lo fornisce una dieta calibrata fornita dal dietologo che aiuta la paziente a stabilire la migliore pianificazione per l’alimentazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-141" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="141" ><div id="widget_headline_121" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Ritardo di crescita intrauterina</h3></div></div><div id="panel-6088-0-0-142" class="so-panel widget_text" data-index="142" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il ritardo nella crescita del feto durante la gravidanza è una condizione che comporta un peso del neonato alla nascita inferiore a circa 2,5 chilogrammi. </strong></p>
<p><strong>In genere il 10% dei neonati è interessato da questo disturbo che deve essere suddiviso in forme moderate o severe a seconda del peso</strong>. Questo tipo di deficit ha anche altre caratteristiche da valutare poiché può presentarsi come armonico o disarmonico se si presenta con altre forme di ritardo che interessano l’altezza o la circonferenza del cranio del feto.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-143" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="143" ><div id="widget_headline_122" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Cause</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-144" class="so-panel widget_text" data-index="144" >			<div class="textwidget"><p>Quando è possibile individuare le cause, in genere sono collegate al tipo di ambiente in cui il feto è cresciuto e si è sviluppato. Possono essere cause che dipendono dalla madre, come un forte dimagrimento, un’alimentazione non corretta, alcolismo, tabagismo, consumo di droghe pesanti, squilibri ginecologici o patologie iniziate durante la gravidanza (ipertensione, preeclampsia).</p>
<p>La causa potrebbe essere anche una patologia collegata all’ovulo (detta anomalia placentare) oppure a carico del cordone ombelicale se in presenza di una gravidanza multipla. Atre motivazioni alla base del ritardo di crescita uterina possono essere collegate al feto come una predisposizione familiare, un’anomalia cromosomica, malformazioni, un’infezione fetale o nanismo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-145" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="145" ><div id="widget_headline_123" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Esami diagnostici</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-146" class="so-panel widget_text" data-index="146" >			<div class="textwidget"><p>In genere la diagnosi per questa patologia ginecologica definitiva si ha alla nascita ma con l’ecografia può essere identificata con largo anticipo. Durante l’esame infatti le misurazioni che vengono effettuate sul bambino consentono di controllare il suo corretto sviluppo. In qualunque caso di ritardo di crescita intrauterino è indispensabile verificarne con precisione la causa e predisporre la paziente alla terapia più indicata.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-147" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="147" ><div id="widget_headline_124" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Terapia</h4></div></div><div id="panel-6088-0-0-148" class="so-panel widget_text" data-index="148" >			<div class="textwidget"><p>Non appena si è certi di essere in presenza di un ritardo di crescita intrauterino, possiamo adottare diverse opzioni per risolverlo. Innanzi tutto l’assoluto riposo a letto viene considerato come indispensabile. In secondo luogo l’alimentazione ha un’importanza capitale e in genere viene consigliata una dieta ricca di acidi grassi polinsaturi e lipidica mentre vanno diminuiti i carboidrati semplici. Si può inserire, a discrezione del ginecologo, l’infusione di soluzioni glucosate e aminoacidi. Di fondamentale importanza è il costante controllo della gravidanza con gli esami ematochimici, una biometria fetale, la flussimetria delle arterie ombelicali, dell’arteria cerebrale media e l’aspetto della placenta.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-0-149" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="149" ><div id="widget_headline_125" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Conclusioni</h2></div></div><div id="panel-6088-0-0-150" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="150" >			<div class="textwidget"><p>Con questa breve carrellata delle più importanti patologie ginecologiche e della gravidanza abbiamo fornito un piccolo elenco dei principali disturbi nei quali la paziente può incorrere con le relative diagnosi e terapie. L’<a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">ambulatorio di ginecologia dello Studio Medico Petrazzuoli</a> ha all’attivo del proprio staff anni di competenza professionale maturata e, per questo, è al fianco delle proprie pazienti per accompagnarle serenamente nel percorso di risoluzione di qualunque problema si possa verificare. Contattateci con fiducia, insieme risolveremo ogni possibile difficoltà.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6088-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6088-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="151" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6088-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="152" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6088-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="153" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6088-0-1-2" ><hr id="widget_divider_10" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6088-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="154" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6088-0-1-3" id="ws-4" ><div id="widget_headline_126" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6088-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="155" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6088-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_10" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6088-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="156" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6088-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Sindrome dell’ovaio policistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 10:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sindrome dell’ovaio policistico ((spesso indicata anche con la sigla PCOS), nota anche come Policistosi ovarica –sindrome di Stein-Leventhal (i due medici che l’hanno studiata</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ginecologia-e-ostetricia/ovaio-policistico/">Sindrome dell’ovaio policistico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6085"  class="panel-layout" ><div id="pg-6085-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6085-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6085-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6085-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>La sindrome dell’ovaio policistico ((spesso indicata anche con la sigla PCOS), nota anche come <em>Policistosi ovarica –sindrome di Stein-Leventhal</em> (i due medici che l’hanno studiata nel 1935), è <strong>uno squilibrio o disordine ormonale piuttosto comune nelle donne in età riproduttiva</strong>. Questo disturbo è molto frequente e coinvolge almeno il 5/10% delle donne che si trovano nel periodo fertile. Nonostante sia un disturbo comune può comunque condizionare in modo negativo sia il metabolismo che la riproduzione andando a compromettere la possibilità di una gravidanza. Vediamo di capire meglio di che cosa si stratta, in che modo si manifesta, quali sono le sue implicazioni e che tipo di terapia può aiutare a risolverlo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_131" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Sindrome dell’ovaio policistico: che cos’è</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>La sindrome dell’ovaio policistico, come dicevamo, è <strong>un disordine endocrino molto diffuso nelle donne di età compresa tra la prima mestruazione e la menopausa, ovvero nel periodo riproduttivo</strong>. Questo disturbo è <strong>contraddistinto da alterazioni del ciclo mestruale, dalla presenza di eccessivi ormoni maschili (detta iperandrogenismo) e dalla mancanza dell’ovulazione</strong>. Tale combinazione porta la sindrome dell’ovaio policistico ad essere una tra le maggiori cause dell’infertilità.</p>
<p>Le donne potenzialmente coinvolte in questo disturbo sono quelle che hanno già riscontrato casi di sindrome dell’ovaio policistico nella propria famiglia (madre o sorelle). Inoltre la sindrome può unirsi anche a cambiamenti relativi al metabolismo tra i quali la resistenza all’insulina che si evidenzia con livelli alti di insulina nel sangue (detta iperinsulinemia). Un tempestivo accertamento, oltre alla cura e ad una diminuzione del peso corporeo, possono ridurre significativamente la comparsa di rischi e complicanze del lungo periodo tra le quali problemi cardiovascolari e diabete di tipo 2.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_132" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I sintomi della sindrome dell’ovaio policistico</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p><strong>I sintomi della sindrome dell’ovaio policistico possono presentarsi nel periodo dello sviluppo sessuale (periodo puberale), in concomitanza dei primi cicli mestruali</strong>.</p>
<p>In alcuni casi la sindrome può fare la sua comparsa più avanti nel tempo manifestandosi a seguito di un marcato ed evidente aumento di peso. Nonostante vi siano dei segnali inequivocabili, i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico possono essere diversi, il che rende complicato stabilire dei parametri specifici per diagnosticarla.</p>
<p>In ogni caso, nella stragrande maggioranza dei casi, la sindrome da ovaio policistico viene accertata non appena si presentano almeno due tra i disturbi elencati di seguito:</p>
<ul>
<li>mestruazioni irregolari o assenza di ciclo mestruale; ciclo mestruale molto breve o al contrario eccessivamente lungo e abbondante con annesse disfunzioni dell’ovulazione che vanno ad agire sulla fertilità della donna, ripetuti cicli mestruali con intervalli anche di trentacinque giorni tra un flusso e l’altro;</li>
<li>manifestazione di <em>iperandrogenismo</em> (eccessivo aumento di ormoni maschili) che si mostrano con la presenza di <em>irsutismo</em> (aumento considerevole della peluria sul viso e sul corpo soprattutto in alcune zone), presenza di acne e <em>alopecia</em> (minore qualità e quantità di capelli). L’iperandrogenismo è anche il responsabile della fallita maturazione follicolare che ha come conseguenza l’assenza dell’ovulazione e il potenziale aumento del rischio per la sindrome metabolica;</li>
<li>presenza di ovaie policistiche al controllo ecografico, cioè ovaie con dimensioni maggiori rispetto alla norma, che contengono un numero consistente di follicoli. Tale caso può essere concomitante anche alla mancanza di ovulazione.</li>
</ul>
<p>Come abbiamo accennato, molto spesso <strong>la sindrome dell’ovaio policistico si lega ad una situazione di iperinsulinemia, che a sua volta provoca insulino-resistenza</strong>. La conseguenza più comune dell’insulino-resistenza è una forte difficoltà nel perdere peso, cosa che partecipa attivamente ad un ulteriore innalzamento della produzione di androgeni, complicando sensibilmente il quadro clinico.</p>
<p>Per le donne affette da obesità infatti, i sintomi e la manifestazione della sindrome da ovaio policistico sono marcatamente più gravi. Ecco perché <strong>è importantissimo rivolgersi prontamente al proprio medico nel caso si riscontrino costanti irregolarità nel ciclo mestruale, se la paziente non riesce a concretizzare una gravidanza o se riscontra di aver sviluppato irsutismo, acne refrattaria alle cure e una considerevole caduta dei capelli</strong>.</p>
<p>Non tutte le donne che presentano la sindrome da ovaio policistico, tuttavia, mostrano gli stessi sintomi poiché le combinazioni con cui si manifesta il disturbo sono varie.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_133" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Sindrome dell’ovaio policistico: le cause del disagio</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Le cause scatenanti della sindrome dell’ovaio policistico non sono state ancora individuate con precisione. Sembra che questa patologia sia il risultato di una concomitanza di elementi genetici e di fattori ambientali.</p>
<p>Dal momento che la sindrome riguarda l’arco di tempo fertile della donna, molto spesso il disagio si manifesta con l’arrivo del “menarca”, la prima mestruazione ma, a volte, accade che i sintomi si presentino anche anni dopo.</p>
<p>Gli elementi che possono in qualche modo essere responsabili della comparsa della sindrome dell’ovaio policistico comprendono dunque i vari aspetti descritti di seguito, e che in parte abbiamo già evidenziato nella sintomatologia collegata alla sindrome dell’ovaio policistico:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>alterazione ormonale, che va ad agire su ovaie e ghiandole che gestiscono la loro attività (tramite ipofisi e ipotalamo), contraddistinta da una sovrabbondante produzione di ormoni androgeni responsabili della comparsa dell&#8217;acne e dell&#8217;inconsueta crescita di peli (<em>irsutismo</em>);</li>
<li>presenza di sindrome metabolica, collegata ad un&#8217;eccessiva azione dell&#8217;insulina sull&#8217;ovaio. Sappiamo che l&#8217;insulina è un ormone generato dal pancreas il quale è responsabile del trasporto del glucosio dal sangue alle cellule, dove viene usato per produrre energia. Quando le cellule si ritrovano ad affrontare una insulino-resistenza, i livelli di glucosio nel sangue si alzano, spingendo il pancreas a produrre una maggiore quantità di insulina. La conseguenza è che, un eccesso di insulina, può portare all’aumento della produzione di androgeni, causando così difficoltà all’ovulazione;</li>
<li>infiammazione generalizzata anche di basso grado, che però riesce a stimolare l&#8217;ovaio policistico a produrre ormoni androgeni i quali, a loro volta e a lungo termine, potrebbero causare nel tempo anche disturbi cardiovascolari;</li>
<li>cause ereditarie. Alcuni studi hanno prospettato la possibilità che la sindrome PCOS potrebbe avere qualche legame con la presenza di alcuni specifici geni;</li>
<li>eccesso cronico di peso o obesità sembrano essere le principali cause scatenanti che portano alla manifestazione evidente della sindrome. Infatti, nelle donne che hanno monitorato una perdita di peso, è stato riscontrato il ripristino dell’ovulazione.<strong> </strong></li>
</ul>
<p>Le condizioni appena descritte paiono essere molto determinanti per il manifestarsi della sindrome.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_134" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come diagnosticare la sindrome da ovaio policistico</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>A tutt’oggi non esiste un esame diagnostico o test specifico per individuare con certezza la sindrome da ovaio policistico.</p>
<p>Di norma, dopo aver verificato ed escluso eventuali elementi che possano in qualche modo essere all’origine del disturbo in essere, lo specialista in ginecologia analizza insieme alla paziente il suo stato di salute generale. Allo stesso tempo ricostruisce la storia e l’evoluzione del suo ciclo mestruale, <strong>ricercando nel pregresso familiare la presenza eventuale di casi di infertilità o casi di sindrome dell’ovaio policistico veri e propri</strong>.</p>
<p>Si effettua quindi una visita ginecologica accurata, volta a controllare se le ovaie sono aumentate di volume e si analizza la paziente dal punto di vista generale per individuare la presenza di irsutismo, di acne o altri segnali che testimoniano l’eccesso di ormoni androgeni.</p>
<p>La visita prosegue con la raccolta di altri dati come il valore della pressione sanguigna, la misurazione della circonferenza-vita e il valore relativo all’indice di massa corporea per determinare che la paziente non sia in sovrappeso.</p>
<p>Come esami aggiuntivi lo specialista può suggerire alla paziente di fare <strong>accurate analisi del sangue proprio per verificare i valori relativi agli ormoni, i livelli di colesterolo e glicemia</strong>. Per completare l’anamnesi e valutare complessivamente la situazione della paziente, il medico può prescrivere anche una ecografia pelvica transvaginale dove, grazie all’ausilio di una sonda è possibile controllare lo stato di salute delle ovaie, fare una verifica sull’eventuale presenza di cisti nei follicoli e controllare lo spessore dell’endometrio, la mucosa interna che riveste l’utero.</p>
<p>Riscontrare la presenza di uno solo di questi disturbi o sintomi non si traduce necessariamente nella possibilità di identificare con certezza la sindrome da ovaio policistico, che <strong>viene spesso accertata soltanto dopo aver eliminato l’ipotesi della presenza di altri disturbi che abbiano in comune gli stessi sintomi</strong>. Di fondamentale importanza, in quest’ottica, sarà verificare i vari disequilibri ormonali che sono causa dell’iperandrogenismo.  È infatti importantissimo controllare l’eventuale aumento della sintomatologia legata a questo disordine ormonale che può mostrarsi in modo più o meno rapido. Se il professionista nota che i disagi si aggravano e mostrano un peggioramento repentino, si renderà necessario proseguire con esami clinici specifici utili a convalidare o ad escludere un iperandrogenismo di diversa natura.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_135" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Cura della sindrome dell’ovaio policistico: la terapia</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>Per riportare i livelli ormonali androgeni presenti nel corpo ad un valore ottimale e risolvere le irregolarità del ciclo mestruale nelle pazienti affette da ovaio policistico che non hanno in programma la pianificazione di una gravidanza, in genere si prescrive <strong>una terapia ormonale a base di estrogeni e <em>progestinici</em> che ha lo scopo di inibire le ovaie nella produzione di ormoni</strong>.</p>
<p>Queste terapie abbinate (estrogeni più progestinici), associate ad un <em>antiandrogeno</em>, risultano molto valide nel diminuire gli androgeni e i sintomi di cui abbiamo accennato poco sopra ovvero acne e irsutismo.</p>
<p>Per questo tipo di soluzione terapeutica vi sono farmaci differenti con ormoni e dosaggi diversi che permettono al medico di stabilire la migliore terapia modellandola in base alle necessità della singola paziente. Nella cura della sindrome da ovaio policistico, infatti, non possiamo parlare di una terapia unica adatta a tutte le pazienti.</p>
<p>Nella stragrande maggioranza dei casi, la terapia ormonale viene somministrata per via orale. Vi è comunque anche la possibilità di assumerla tramite un cerotto o un minuscolo impianto vaginale i quali contengono entrambi il mix di estrogeni e progestinici a rilascio controllato, che hanno lo stesso risultato terapeutico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_136" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Ovaio policistico e gravidanza</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Possono esserci casi particolari in cui la sindrome dell’ovaio policistico coincide con la pianificazione di una gravidanza, il che richiede da parte del medico un approccio mirato.</p>
<p><strong>Nel caso in cui la paziente con ovaio policistico desideri pianificare una gravidanza, infatti, il medico può optare per somministrare un anti-estrogeno da assumere all’inizio del ciclo mestruale, dei farmaci che bloccano in modo diretto il rilascio dell’insulina con l’azione del pancreas o altri farmaci che hanno la funzione indiretta di ridurre la secrezione dell’insulina</strong>.</p>
<p>Sarà ovviamente cura del medico elaborare, assieme alla paziente e futura mamma, la terapia più adatta seguendola poi nel tempo per monitorare l’evolversi della situazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_137" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La prevenzione per la sindrome dell’ovaio policistico</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Dagli studi effettuati per questa patologia, è emerso che <strong>la migliore prevenzione per evitare la sindrome da ovaio policistico consiste nell’adozione di uno stile di vita il più possibile sano e soprattutto corretto, già dalla più tenera età</strong>.</p>
<p>Occorre osservare un’alimentazione bilanciata e uno stile di vita armonico per agevolare la salvaguardia del peso corretto già dagli anni dell’infanzia, così da evitare di incorrere in una possibile insulino-resistenza oppure nell’eccessiva produzione degli ormoni androgeni.</p>
<p>Prendere questi accorgimenti per tempo è molto importante ma, anche nel periodo che vede la donna in età riproduttiva, la scelta di adottare un’alimentazione corretta e bilanciata coadiuvata dall’esercizio fisico può senza dubbio aiutare a ridurre i valori dell’insulina e limitare la temuta produzione di androgeni, una delle caratteristiche della sindrome dell’ovaio policistico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_138" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La sindrome dell’ovaio policistico: conseguenze a breve, medio e lungo termine</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p><strong>La sindrome PCOS può avere alcune conseguenze riscontrabili a breve, medio e lungo termine. Tra queste possiamo annoverare il diabete, l’infertilità, l’obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, apnee notturne, depressione e una maggiore incidenza del rischio per il tumore dell’endometrio</strong>.</p>
<p>La sola infertilità, riscontrata nel 40% dei casi, ha la sua origine nel problema della mancata ovulazione oltre ad una maggiore rilevanza di patologie di tipo ostetrico tra i quali il diabete gestazionale, l’aborto, la <em>preeclampsia</em> (la gestosi in gravidanza), alcune anomalie congenite e la <em>macrosomia fetale</em> (feto più grande della norma).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_139" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Prevenire la sindrome da ovaio policistico con la visita ginecologia e la diagnosi</h2></div></div><div id="panel-6085-0-0-18" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>Come abbiamo visto la sindrome dell’ovaio policistico può essere identificata dal ginecologo specializzato nel caso vi sia il dubbio di essere in presenza di iperandrogenismo o di squilibri nell’ovulazione uniti al riscontro ecografico di ovaio policistico e soltanto dopo aver escluso eventuali altre cause relative all’iperandrogenismo.</p>
<p>Nel corso della visita ginecologica infatti, il medico potrà ottenere tutte le informazioni sulle caratteristiche del ciclo mestruale della paziente, i suoi parametri fisici e le informazioni inerenti la storia familiare con l’eventuale presenza di patologie condivise, provvedendo a prescrivere una ecografia transvaginale, già menzionata poco sopra, per rilevare l’eventuale presenza di ovaie policistiche.</p>
<p>All’occorrenza, e qualora il medico lo ritenga necessario, si procederà anche ad un prelievo di sangue per osservare con chiarezza la situazione ormonale, i dati glicemici e lipidici oltre che lo stato di salute della tiroide e la percentuale di vitamina D.</p>
<p>Gli <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/ginecologia/">specialisti di ginecologia</a> del Centro Medico Petrazzuoli, che fanno parte dello staff di medici specializzati su questa ed altre patologie, sono in grado, grazie all’esperienza pluriennale, di condurre delle analisi accurate e stabilire con precisione un protocollo di cura personalizzato e tarato sulla singola paziente.</p>
<p>Siamo a vostra completa disposizione per qualsiasi domanda o dubbio.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6085-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6085-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="19" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6085-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="20" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6085-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6085-0-1-2" ><hr id="widget_divider_13" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6085-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6085-0-1-3" id="ws-5" ><div id="widget_headline_140" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6085-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6085-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_13" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6085-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="24" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6085-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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			</item>
		<item>
		<title>Ipotiroidismo in Gravidanza, cause e sintomi</title>
		<link>https://www.centromedicopetrazzuoli.it/endocrinologia/ipotiroidismo-in-gravidanza-cause-e-sintomi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 09:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Endocrinologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ginecologia e Ostetricia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo parleremo di tiroide e gravidanza, concentrando l'attenzione principale su ipotiroidismo e gravidanza. L'ipotiroidismo, la ridotta produzione o efficacia di ormoni della tiroide</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/endocrinologia/ipotiroidismo-in-gravidanza-cause-e-sintomi/">Ipotiroidismo in Gravidanza, cause e sintomi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-5655"  class="panel-layout" ><div id="pg-5655-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-5655-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-5655-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5655-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>In questo articolo parleremo di tiroide e gravidanza, concentrando l&#8217;attenzione principale su ipotiroidismo e gravidanza. L&#8217;ipotiroidismo, la ridotta produzione o efficacia di ormoni della tiroide in gravidanza, o nella ricerca di una gravidanza, assume importanza maggiore. Nella ricerca di gravidanza gli ormoni tiroidei sono essenziali per gli organi riproduttivi e per la fecondazione e l’attecchimento dell’embrione.</p>
<p>In gravidanza sono necessari nel primo trimestre per l’adeguato sviluppo neurologico del feto, e nei mesi successivi sono altrettanto importanti per la crescita fetale e la salute materna.</p>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_145" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quali sono le cause dell&#039;ipotiroidismo?</h2></div></div><div id="panel-5655-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Le cause più comuni di questo disturbo sono:</p>
<ul>
<li>malattie autoimmuni (ad es. tiroidite di Hashimoto)</li>
<li>deficit di iodio</li>
<li>rimozione chirurgica o con iodio radioattivo della tiroide</li>
<li>farmaci come l&#8217;amiodarone o il litio</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_146" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Quali sono i sintomi dell&#039;ipotiroidismo?</h3></div></div><div id="panel-5655-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi dell’ipotiroidismo durante la ricerca di gravidanza possono essere poco evidenti e specifici, per la giovane età delle pazienti. Ad esempio</p>
<ul>
<li>Stanchezza e sonnolenza</li>
<li>Intolleranza al freddo</li>
<li>Stitichezza</li>
<li>Secchezza e fragilità di cute, capelli e unghia</li>
<li>Gonfiore al volto e alle palpebre</li>
<li>Debolezza e crampi muscolari</li>
<li>Alterazioni del ciclo mestruale</li>
</ul>
<p>In gravidanza a questi sintomi si aggiungono le alterazioni dei parametri di crescita del feto  e degli annessi fetali.</p>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_147" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Quando sospettarlo</h3></div></div><div id="panel-5655-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Anche se non indicato come procedura di screening indistinto può essere utile valutare la funzione tiroidea quando si cerca una gravidanza, in presenza o meno dei sintomi descritti sopra.</p>
<p>In gravidanza, invece, è necessario valutare la funzione tiroidea al primo mese o comunque al primo prelievo di sangue.</p>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_148" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Diagnosi e Trattamenti</h3></div></div><div id="panel-5655-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Semplici esami del sangue con misurazione dei livelli di TSH e degli ormoni tiroidei (in particolare la tiroxina, FT4) permettono di diagnosticare facilmente l&#8217;ipotiroidismo anche nelle forme iniziali.</p>
<p>L&#8217;ecografia tiroidea ed il dosaggio nel sangue degli anticorpi anti-tiroide costituiscono un utile completamento, soprattutto nelle forme autoimmuni.</p>
<p>Il trattamento standard per questa patologia consiste nella somministrazione (per via orale) dell&#8217;ormone tiroideo L-tiroxina, a dosi via via crescenti in relazione allo stato pregravidico o all’epoca gestazionale.</p>
<p>Alcuni alimenti e farmaci possono inibire l&#8217;assorbimento della L-tiroxina, quali la soia in grosse quantità, gli integratori alimentari di ferro, colestiramina, calcio o idrossido di alluminio.</p>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_149" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Prevenzione</h2></div></div><div id="panel-5655-0-0-10" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>L’assunzione di adeguate quantità di iodio nelle donne alla ricerca di prole e nelle donne in gravidanza è molto importante.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-5655-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-5655-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="11" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-5655-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="12" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott. Pasquale Vitale</h4><p class="team-position">Specialista in Endocrinologia del Centro Medico Petrazzuoli</p></div></div></div></div><div id="panel-5655-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="13" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-5655-0-1-2" ><hr id="widget_divider_16" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-5655-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="14" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-5655-0-1-3" id="ws-6" ><div id="widget_headline_150" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-5655-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-5655-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_16" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-5655-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-5655-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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