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	<title>Psicologia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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	<description>La soluzione a tutti i problemi di Salute</description>
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		<title>Adolescenza e benessere psicologico: quando intervenire?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 12:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’adolescenza è un momento della vita che può essere difficile da gestire per alcuni giovani. Durante questo periodo, infatti, i ragazzi e le ragazze sperimentano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6609"  class="panel-layout" ><div id="pg-6609-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6609-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6609-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6609-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>L’<strong>adolescenza</strong> è un momento della vita che può essere <strong>difficile da gestire</strong> per alcuni giovani. Durante questo periodo, infatti, i ragazzi e le ragazze sperimentano una vasta gamma di <strong>emozioni diverse</strong>, a volte per la prima volta, e questo può essere molto spesso fonte di <strong>stress e ansia</strong> per loro e per i loro genitori. Nella maggior parte dei casi, tutto rientra con la crescita: basta osservare ed essere presenti, senza allarmare o minimizzare i vissuti che provano, intervenendo con <strong>sensibilità e autorevolezza</strong> quando necessario, lasciando che sperimentino il mondo con responsabilità. Alcuni fattori ambientali, personali e sociali, però, assieme alle continue richieste che la società impone, ai repentini cambiamenti a cui siamo sottoposti e alle nuove forme di comunicazione e interazione sociale fanno sì che questo periodo risulti ancora più complicato ed estenuante per alcuni adolescenti. In questi casi risulta importante beneficiare di un’<strong>attenzione psicologica</strong>, che sappia intervenire senza giudicare, affinché siano rispettati i tempi e i modi di ognuno di progettarsi, di decodificare i propri vissuti e sperimentare nuove possibilità di interpretazione e gestione della propria realtà.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_1" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’adolescente tra rotture e nuove alleanze</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>La parola <strong>adolescenza</strong>, che deriva dal latino e significa appunto <strong>crescita</strong>, indica una precisa fase dello sviluppo caratterizzata da una <strong>complessità di variabili psicologiche e sociali</strong> strettamente interdipendenti. Gli adolescenti cercano principalmente di capire <strong>chi sono</strong> e <strong>quale è il loro posto nel mondo</strong>, provano a costruirsi una propria <strong>identità</strong>, sperimentano un processo di <strong>auto-scoperta</strong> e di <strong>ricerca di senso</strong>, che a volte può apparire strano, inspiegabile, incomprensibile agli adulti. Sicuramente è un periodo difficile che può portare a sentimenti di <strong>insicurezza e vulnerabilità</strong>, ma rappresenta anche una grande <strong>opportunità di crescere</strong> e svilupparsi al meglio, secondo le proprie <strong>reali inclinazioni</strong>. Per diversi studiosi (vedi Sagliocco, 2023), l’adolescenza può essere paragonata a una vera e propria fase <strong>liminale</strong>, una <strong>zona di confine</strong> in cui si perdono molti dei punti di riferimento prima di allora considerati primari e ci si affanna in una <strong>destrutturazione altamente creativa</strong>, allo scopo di far emergere <strong>nuovi paradigmi e configurazioni di sé</strong>. Proprio per questo, non è raro che un adolescente condivida di sperimentare <strong>ansia, paura</strong> o <strong>agitazione</strong>. A volte non sa neanche bene come spiegare questa sensazione: racconta di sentirsi <strong>fuori luogo, inappropriato, impotente</strong>; altre volte descrive prevalentemente <strong>sintomi fisici</strong> (mal di testa, disturbi gastrointestinali, vomito, vertigini, ecc.); altre ancora di voler lasciare la scuola o di non frequentare più <strong>attività sportive/ludico-sociali</strong> che svolgeva prima, allontanandosi anche dal <strong>gruppo dei pari</strong>. La <strong>dimensione sociale</strong> diventa molto spesso il fulcro dei problemi e delle <strong>necessità esistenziali</strong>, così come la <strong>dimensione corporea</strong>: quel corpo che <strong>sente, percepisce e abita il mondo</strong> prima ancora di pensarlo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_2" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Se e quando intervenire: opportunità o problematicità?</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Stress, pressione sociale, paura del futuro e difficoltà scolastiche possono favorire vissuti di <strong>ansia</strong> e fragilità negli adolescenti, che possono a loro volta sfociare in <strong>sentimenti depressivi</strong>, condizioni di <strong>auto-isolamento</strong>, <strong>agiti impulsivi</strong>, <strong>dipendenze</strong>, <strong>disordini alimentari</strong>, e così via. A volte assistiamo a picchi di <strong>sofferenza</strong> e instabilità che ci sembrano <strong>anomali</strong>, portavoce di un’altalena di emozioni che nella maggior parte dei casi si riassestano però in breve tempo. Non bisogni <strong>problematizzare</strong> o, per meglio dire, “<strong>psicopatologizzare</strong>”, un periodo che è fatto già di per sé di instabilità emotiva e cambiamenti, non bisogna allarmarsi se a volte ci sono giorni più altalenanti di altri, ma se l’adolescente fa <strong>richiesta</strong> di essere ascoltato, si sente incompreso, si isola o mette in atto comportamenti pericolosi per sé e/o per gli altri, preoccupando genitori e insegnanti, allora l’idea di rivolgersi ad uno <strong>psicologo</strong> potrebbe aiutare il giovane e il suo nucleo familiare a comprendere meglio ciò che sta succedendo.</p>
<p>Secondo l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> indicatori di sofferenza psicologica in adolescenza sono:</p>
<ul>
<li><strong>Peggioramento</strong> del rendimento scolastico, con calo improvviso e significativo;</li>
<li><strong>Stanchezza</strong> e radicale perdita di interesse per le attività che prima erano invece sentite come appassionanti;</li>
<li><strong>Difficoltà</strong> di concentrazione, di memoria e pensieri incomprensibili;</li>
<li><strong>Riduzione</strong> della cura personale;</li>
<li><strong>Eccessivi sbalzi</strong> di umore;</li>
<li><strong>Ritiro sociale</strong> e cambiamenti nelle relazioni (si preferisce restare a casa, anziché frequentare amici, parenti o situazioni sociali).</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_3" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come intervenire? L’approccio fenomenologico all’adolescente e alla sua famiglia</h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>L’avere cura del ragazzo o della ragazza adolescente in ambito psicologico può assumere diverse forme: in linea generale, in qualità di genitori, saper essere presenti e pronti all’ascolto, senza sminuire o giudicare, può già fare tanto, facilitando la <strong>richiesta</strong> di <strong>aiuto</strong> e la <strong>condivisione</strong> delle proprie <strong>difficoltà</strong>. Per il genitore, riprendere contatto con la propria esperienza di adolescenza facilita il <strong>confronto</strong>, in quanto predispone alla <strong>comprensione</strong> empatica di ciò che sta vivendo il proprio figlio, ma anche a <strong>evidenziarne</strong> le <strong>differenze</strong>, per entrare meglio in <strong>sintonia</strong> con la sua <strong>unicità</strong> e <strong>particolarità</strong>. Uno dei faticosi <strong>compiti</strong> del genitore è, infatti, <strong>sostenere</strong> i propri figli nel percorso di <strong>individualizzazione</strong> e <strong>soggettivazione</strong> insito nella <strong>crescita</strong>, aiutandolo a far <strong>emergere</strong> la parte più <strong>autentica</strong> di sé, anche se questo significa sentirlo <strong>altro</strong> da sé, <strong>diverso</strong>, un <strong>individuo</strong> con le proprie <strong>idee</strong> e <strong>inclinazioni</strong>. Proprio per questo, chiedere una <strong>consulenza</strong> ad uno psicologo non significa ricevere un’<strong>etichetta</strong> <strong>diagnostica</strong>, ma avere un aiuto <strong>professionale</strong> nel <strong>comprendere</strong> meglio ciò che sta succedendo e <strong>intervenire</strong>, considerando tutte le <strong>dimensioni</strong> di <strong>vita</strong> (scolastica, familiare, sociale, ecc.). <strong>Intervenire</strong> su più <strong>piani</strong> risulta necessario per aiutare l’adolescente, in quanto le <strong>difficoltà</strong> tendono a <strong>ripresentarsi</strong> anche in età <strong>adulta</strong> e sotto varie <strong>forme</strong>. Rivolgersi ad uno psicologo potrebbe, quindi, facilitare questo <strong>percorso</strong>, anche attraverso varie <strong>modalità</strong>. La <strong>psicoterapia</strong> <strong>individuale</strong>, ad esempio, risulta utile nell’aiutare ad <strong>esprimere</strong> i vissuti <strong>emotivi</strong> e <strong>dargli</strong> un nuovo <strong>senso</strong>, <strong>identificare</strong> e <strong>sostituire</strong> schemi di <strong>pensiero</strong> <strong>inappropriati</strong>, migliorare la comprensione di sé e degli altri, e così via; la <strong>terapia</strong> <strong>familiare</strong> può aiutare a <strong>sviluppare</strong> relazioni più <strong>sane</strong> con i genitori e/o altri <strong>membri</strong> della <strong>famiglia</strong>; la <strong>terapia</strong> di <strong>gruppo</strong> facilita gli adolescenti a sviluppare relazioni <strong>positive</strong> con i loro <strong>coetanei</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_4" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Perché rivolgersi al Centro Medico Petrazzuoli? </h2></div></div><div id="panel-6609-0-0-8" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Particolarità del nostro centro è quella di dare la possibilità ai pazienti di potersi servire in un’unica struttura di diverse <strong>consultazioni</strong>, nel caso ce ne fosse <strong>bisogno</strong>, e poter così avvalersi facilmente di una <strong>équipe</strong> multidisciplinare che possa lavorare eventualmente su diversi <strong>piani</strong> di <strong>intervento</strong>. Nel nostro centro, ad esempio, oltre alle sedute di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/psicologia/"><strong>psicoterapia</strong></a>, è possibile richiedere consulti di <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/nutrizione/"><strong>nutrizionisti</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/neuropsichiatria-infantile/"><strong>neuropsichiatri</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/pediatria/"><strong>pediatra</strong></a>, <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/logopedia/"><strong>logopedisti</strong></a>, ecc. in modo da poter lavorare efficacemente e con maggiore <strong>risolutezza</strong>. All’interno della <strong>equipe</strong>, poi, viene accolta e analizzata la <strong>domanda</strong> della <strong>persona</strong>, mettendo in campo <strong>competenze</strong> diverse e analizzando i vari punti di <strong>forza</strong> e di <strong>fragilità</strong>, quindi definendo un <strong>progetto</strong> <strong>integrato</strong> per un intervento <strong>globale</strong> e mirato ad ogni singolo caso, al fine di trovare la <strong>soluzione</strong> più adatta per quell’<strong>individuo</strong> e la sua <strong>famiglia</strong>. Affrontare una <strong>questione</strong> da più punti di <strong>vista</strong> permette, infatti, di <strong>abbreviare</strong> i tempi dell’intervento, <strong>agire</strong> in modo esaustivo e <strong>consolidare</strong> e <strong>monitorare</strong> le <strong>modificazioni</strong> e gli <strong>obiettivi</strong> raggiunti nel tempo.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6609-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6609-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="9" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6609-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="10" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott.ssa Immacolata Zarrella</h4><p class="team-position">Psicologa Psicoterapeuta </p></div></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="11" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-2" ><hr id="widget_divider_1" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="12" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-3" id="ws-1" ><div id="widget_headline_5" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="13" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_1" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="14" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Telefono</strong></p>
<p>Dal Lunedì al Venerdì<br />
dalle ore 08:30 alle ore 19:00<br />
Sabato dalle ore 08:30 alle ore 12:00</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6609-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-6" ><div id="widget_headline_6" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-7" ><div id="widget_headline_7" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-8" ><hr id="widget_divider_2" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_2" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Whatsapp</strong></p>
<p>Nel testo del messaggio scrivi i tuoi dati e la prestazione richiesta.<br />
Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6609-0-1-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-11" ><div id="widget_headline_8" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 331.2428683</h5></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-12" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-12" ><hr id="widget_divider_3" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6609-0-1-13" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-13" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_3" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-envelope-o fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6609-0-1-14" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6609-0-1-14" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
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<p>Nel caso la <strong>resistenza</strong> ad andare a scuola perduri da più di due settimane, il ragazzo o la ragazza fanno chiamare a casa, accusando <strong>malesseri</strong> vari, risulta necessario intervenire tempestivamente chiedendo aiuto ad uno <strong>specialista</strong>. In genere, accusare l’adolescente o <strong>minimizzare</strong> ciò che prova farà sì che tenderà a spostare la sua difficoltà maggiormente su sintomi <strong>fisici</strong>. Provate a tranquillizzarlo e cercate di essergli vicino in questo momento di particolare <strong>cambiamento</strong>: molto spesso i primi anni delle scuole superiori sono periodi <strong>intensi</strong> e <strong>difficili</strong>, vengono avanzate tantissime richieste ai nostri figli, di tipo scolastico, sociale e personale, a cui è complesso fare fronte. Anche coinvolgere la scuola, attraverso il coordinatore di classe, ad esempio, potrebbe essere d’aiuto per un rientro graduale e una <strong>sensibilizzazione</strong> del corpo docente e della classe alle <strong>dinamiche</strong> di gruppo.</p>
<h3>Cosa fare se mio/a figlio/a si rifiuta di fare cose che prima faceva volentieri?</h3>
<p>È importante che nostro figlio si senta compreso anche nel suo processo di <strong>esplorazione</strong> e <strong>soggettivazione</strong> di sé e del suo mondo, accettando che possa cadere, ma facendo comunque attenzione che non si faccia male. Sicuramente può essere utile spiegargli cos’è l’<strong>ansia</strong>, che non è pericolosa, che ha una durata limitata e che molto spesso si attiva anche solo attraverso un pensiero che non è detto che si avveri. Anzi, questi pensieri a volte gli fanno credere cose che non accadranno mai, ma è importante offrirgli uno spazio non giudicante di confronto per <strong>rassicurarlo</strong> al meglio. Molto spesso, esserci, già solo con la nostra <strong>presenza</strong>, può essere d’aiuto, senza minimizzare o esagerare i <strong>vissuti</strong>.</p>
<h3>Mio/a figlio/a si chiude sempre in camera e pare non voler più avere contatti con gli altri</h3>
<p>Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un fenomeno particolare tra gli adolescenti di tutto il mondo, ossia il fenomeno degli <strong>Hikikomori</strong>. Con tale termine ci si riferisce a quei ragazzi che decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria abitazione, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno, talvolta nemmeno con i propri genitori. Il sito Hikikomori Italia riporta che In Italia si stimino, solo nella fascia studentesca, tra i 50mila e i 70mila casi, soprattutto tra i giovani dai 14 ai 30 anni, principalmente maschi (tra il 70% e il 90%), anche se il numero delle ragazze isolate potrebbe essere sottostimato. Le <strong>cause</strong> possono essere molteplici, una combinazione di fattori <strong>individuali</strong>, <strong>familiari</strong> e <strong>sociali</strong> che portano il ragazzo o la ragazza a sentirsi inadeguato, frustrato e impotente di fronte alle <strong>aspettative</strong> e alle <strong>pressioni</strong> che la società gli impone. Sempre il sito Hikikomori Italia riporta come fattori predisponenti: la <strong>difficoltà</strong> di trovare il proprio ruolo e la propria identità in una società complessa e competitiva, che richiede prestazioni elevate in ambito scolastico, lavorativo e relazionale; il <strong>conflitto</strong> tra i <strong>valori</strong> tradizionali e quelli moderni, che genera <strong>confusione</strong> e <strong>senso di colpa</strong> nei giovani, che si sentono in dovere di rispettare le norme imposte dalla famiglia e dalla cultura, ma allo stesso tempo desiderano esprimere la propria individualità e libertà; il <strong>bullismo</strong> e la <strong>discriminazione</strong> da parte dei coetanei, che possono essere fonte di <strong>umiliazione</strong>, <strong>paura</strong> e <strong>rabbia</strong> per chi non si conforma agli standard di bellezza, di successo e di popolarità; la <strong>dipendenza</strong> da <strong>Internet</strong> e dai <strong>videogiochi</strong>, che offrono una via di fuga dalla realtà e una gratificazione immediata, ma che al tempo stesso rinforzano l’isolamento e la perdita di contatto con la realtà.</p>
<p>Le conseguenze di questo <strong>isolamento</strong> sono molteplici e possono diventare molto gravi, sia sul piano <strong>fisico</strong> che su quello <strong>psicologico</strong>:</p>
<ul>
<li>la <strong>compromissione</strong> dello sviluppo <strong>fisico</strong>, dovuta alla mancanza di esercizio, di luce solare e di una dieta equilibrata, che, come sappiamo, può portare a problemi di salute come <strong>obesità</strong>, <strong>malnutrizione</strong>, <strong>insonnia</strong>, disturbi della vista e del sonno;</li>
<li>la compromissione dello sviluppo cognitivo, dovuta alla mancanza di stimoli, di apprendimento e di creatività, con conseguenti problemi di memoria, di attenzione, di ragionamento e di linguaggio;</li>
<li>la compromissione dello sviluppo emotivo, dovuta alla mancanza di relazioni, di affetti e di esperienze (e susseguenti problemi di autostima, di empatia, di regolazione delle emozioni e di gestione dei conflitti);</li>
<li>la compromissione dello sviluppo sociale, dovuta alla mancanza di integrazione, di partecipazione e di cooperazione.</li>
</ul>
<p>È evidente che l&#8217;<strong>isolamento</strong> totale e prolungato non è che l&#8217;ultima fase di un processo graduale, per cui risulta necessario attenzionare già ai primi campanelli di allarme, ossia il rifiuto saltuario di andare a scuola, utilizzando scuse di qualsiasi genere; <strong>abbandonare</strong> le attività che richiedono comunque una socializzazione; la <strong>preferenza</strong> per attività solitarie, ecc. Intervenire in queste prime fasi risulta ovviamente di fondamentale <strong>importanza</strong>. Attraverso i servizi psicologici, sociali e sanitari si offre un’<strong>assistenza</strong> personalizzata e integrata agli adolescenti e alle loro famiglie, basata sull’ascolto, sulla comprensione, sulla motivazione e sulla riabilitazione, al fine di favorire il recupero delle competenze, delle relazioni e della fiducia degli adolescenti, affinché possano ritrovare un nuovo senso di sé nella società.</p>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per qualunque <strong>dubbio</strong> o <strong>necessità</strong>, contattateci con <strong>fiducia</strong>.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6609-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/adolescenza-e-benessere-psicologico-quando-intervenire/">Adolescenza e benessere psicologico: quando intervenire?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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		<title>Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 15:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disturbo d’ansia da separazione è caratterizzato da un eccessivo timore del bambino ad allontanarsi da casa e separarsi dai genitori o altri adulti di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/ansia-da-separazione-nei-bambini-e-negli-adolescenti-cose-e-quando-intervenire/">Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6604"  class="panel-layout" ><div id="pg-6604-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6604-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6604-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6604-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Il <strong>disturbo d</strong><strong>’</strong><strong>ansia da separazione</strong> è caratterizzato da un eccessivo timore del bambino ad allontanarsi da casa e separarsi dai genitori o altri adulti di riferimento. Tale paura, oltre ad essere eccessiva e persistente da almeno 4 settimane, risulta anche inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo del bambino e capace di limitare le normali attività quotidiane: i bambini potrebbero rifiutarsi di andare a scuola o recarsi da un parente, ad esempio. Inoltre, in molti casi, si sperimenterebbe ansia e agitazione anche solo prefigurandosi mentalmente l’allontanamento (ansia anticipatoria).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_11" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I criteri diagnostici</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Secondo l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) per una diagnosi di Disturbo d’Ansia di Separazione vanno soddisfatti tre o più dei seguenti criteri:</p>
<ol>
<li>Ricorrente o eccessivo disagio quando ci si allontana o si prevede una separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento;</li>
<li>Persistente o eccessiva paura di perdere le figure di attaccamento o che accada loro qualcosa di brutto;</li>
<li>Persistente o eccessiva paura di imprevisti che possano allontanare dalle figure di riferimento (perdersi, essere rapito, incidenti, ecc.)</li>
<li>Rifiuto di uscire di casa per andare a scuola o altrove per paura della separazione;</li>
<li>Riluttanza a restare da soli o senza le principali figure di attaccamento a casa o in altri ambienti;</li>
<li>Rifiuto di dormire fuori casa o senza avere vicino le principali figure di attaccamento;</li>
<li>Ripetuti incubi che implicano il tema della separazione;</li>
<li>Ripetute lamentele di sintomi fisici (mal di testa, dolori di stomaco, nausea, vomito) quando si prevede la separazione.</li>
</ol>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_12" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Il Disturbo d’Ansia di Separazione potrebbe svilupparsi in seguito ad un particolare evento stressante nella vita del bambino (la morte di un genitore, di un animale domestico o di un parente, la malattia di un familiare, un episodio di ospedalizzazione, un cambio di scuola, di residenza o a seguito di una separazione/divorzio). Anche una iperprotezione familiare e un atteggiamento ansioso da parte di uno dei due genitori potrebbe predisporre il bambino a vivere con ansia la realtà che lo circonda. Alcuni studi evidenziano anche una componente genetica ed ereditaria in questo tipo di disturbi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_13" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come riconoscere l’ansia da separazione? I sintomi principali</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>I sintomi principali riguardano sia la sfera fisica che quella cognitiva e comportamentale:</p>
<ul>
<li>I <strong>sintomi fisici </strong>possono essere mal di pancia, vertigini, battito cardiaco accelerato, respiro corto, sudorazione, ecc. Negli adolescenti sono molto più comuni mal di testa, palpitazioni, sensazioni di mancanza d’aria e attacchi di panico.</li>
<li>I <strong>sintomi cognitivi</strong> riguardano invece l’oggetto della preoccupazione del bambino: non essendoci ancora la capacità di motivare le proprie paure, i bambini più piccoli potrebbero condividere i loro pensieri negativi rifiutandosi semplicemente di svolgere le attività che predispongono ad un allontanamento dai propri genitori, senza però dare giustificazioni più precise. I bambini più grandi e gli adolescenti, invece, tendono a identificare le loro preoccupazioni come qualcosa di “brutto” che potrebbe accadere a loro o ai loro genitori.</li>
<li>I <strong>Sintomi comportamentali </strong>si riferiscono alle manifestazioni dell’ansia nel comportamento visibile. In genere, i più piccoli piangono, si disperano, si arrabbiano prima o durante l’episodio di separazione, rifiutandosi di svolgere qualsiasi attività. Gli adolescenti, invece, potrebbero rifiutarsi di dormire fuori casa, rimanere a casa da soli, andare in gita o uscire da soli, ecc.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_14" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quando preoccuparsi?</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Avere ansia per l’allontanamento dai propri adulti di riferimento è sano e adeguato nel normale sviluppo del bambino almeno fino ai 6 anni. Intorno agli 8 mesi i bambini cominciano a sperimentare la paura dell’estraneo e questo fa sì che cerchino maggiormente la presenza del genitore. Tra i 18 e i 24 mesi, nonostante il bisogno crescente di esplorare il mondo, i bambini sentono sempre l’esigenza di ritornare dai propri genitori alla ricerca di rassicurazioni e sicurezza. Questa modalità perdurerà per diversi anni, fintanto che il bambino non si sentirà sicuro di esplorare l’ambiente, certo che i suoi genitori saranno sempre lì ad accoglierlo.  Quando invece subentra l’ansia da separazione questa rende ogni piccola e breve separazione faticosa e stressante per i genitori e per il bambino: l’ansia, infatti, diventa eccessiva e inadeguata e il bambino sente di non potersi distaccare dai propri genitori per alcun motivo.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_15" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come diagnosticare l’ansia da separazione?</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>La diagnosi di disturbo d&#8217;ansia da separazione è basata sull&#8217;anamnesi e sull&#8217;osservazione/descrizione delle scene di separazione al neuropsichiatra o allo psicologo psicoterapeuta di riferimento. Verranno considerati i criteri previsti dal DSM 5 ed eventualmente la somministrazione di test specifici per l’infanzia. Le manifestazioni devono essere presenti da almeno 4 settimane e causare disagio significativo o deficit del funzionamento (ad esempio, i bambini non sono in grado di partecipare ad attività sociali o scolastiche adeguate all&#8217;età).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_16" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come intervenire? L’importanza di rivolgersi ad un centro specializzato</h2></div></div><div id="panel-6604-0-0-12" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Curare l’ansia da separazione prevede un intervento psicoterapeutico individuale e familiare sia sul piano cognitivo che comportamentale. La presenza dei genitori risulta necessaria e importante, non solo per aumentare la fiducia e la compliance del bambino rispetto all’intervento, ma anche per fornire loro strumenti utili per la gestione dei comportamenti ansiosi. Intervenire su più piani risulta necessario per aiutare il bambino a crescere in modo sano, in quanto l’ansia tende a ripresentarsi anche in età adolescenziale e in età adulta sotto varie forme. Un’altra particolarità del nostro centro è quella di dare la possibilità ai pazienti di potersi avvalere di un’unica struttura nel caso vi fosse la necessità di richiedere una consultazione di tipo neuropsichiatrica infantile, ad esempio, in modo da poter risolvere esigenze più particolari in tempi rapidi.</p>
<p><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/psicologia/">L&#8217;ambulatorio di Psicologia</a> del Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per qualunque dubbio o necessità, contattateci con fiducia.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6604-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6604-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="13" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6604-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="14" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Dott.ssa Immacolata Zarrella</h4><p class="team-position">Psicologa Psicoterapeuta </p></div></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="15" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-2" ><hr id="widget_divider_4" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6604-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="16" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-3" id="ws-2" ><div id="widget_headline_17" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="17" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_4" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6604-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="18" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6604-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
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<p>Nel caso la resistenza ad andare a scuola perduri da più di un mese, il bambino fa chiamare a casa e si dispera senza alcuna possibilità di consolazione, risulta necessario intervenire tempestivamente chiedendo aiuto ad uno specialista. In genere, accusare il bambino o minimizzare il suo vissuto farà sì che tenderà a spostare la sua ansia su sintomi fisici. Provate a essere tranquilli e spiegate al bambino cosa gli sta succedendo. Intanto, coinvolgere la scuola per un rientro graduale e una sensibilizzazione del corpo docente.</p>
<h3>È meglio non dare importanza alle manifestazioni d’ansia?</h3>
<p>È importante che al bambino venga spiegato cosa sta provando. Dare un nome a tutto quello che provano li tranquillizza. Possiamo tranquillamente spiegare al bambino cos’è l’ansia, che non è pericolosa, che ha una durata limitata e che molto spesso si attiva anche solo attraverso un pensiero che non è detto che si avveri! Anzi, questi pensieri a volte gli fanno credere cose che non accadranno mai, ma è importante che il bambino li condivida per rassicurarlo al meglio. Se minimizziamo il problema il bambino non si sentirà capito e non ne parlerà facilmente. Premiamo anche i più piccoli sforzi e rassicuriamolo con calma.</p>
<h3>Potrebbe funzionare fare un piano della giornata?</h3>
<p>Preparare i bambini, spiegando loro il piano della giornata è molto efficace e rassicurante. i bambini sentono di poter aver un miglior controllo sugli eventi e di riuscire a gestirli meglio. Intervenire su più fronti è necessario per aiutare il bambino a smussare l’atteggiamento ansioso e fornire a lui e alla sua famiglia strategie per tollerare i cambiamenti, anche per il futuro, per questo risulta necessario coinvolgere uno specialista che possa aiutare il sistema familiare a lavorare su più dimensioni.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6604-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/psicologia/ansia-da-separazione-nei-bambini-e-negli-adolescenti-cose-e-quando-intervenire/">Ansia da separazione nei bambini e negli adolescenti: cos’è e quando intervenire</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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