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	<title>Allergologia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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	<description>La soluzione a tutti i problemi di Salute</description>
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		<title>Asma: sintomi, cause e cura di questo disturbo polmonare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 18:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pneumologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Possiamo considerare l’asma come una patologia di tipo infiammatorio a carattere cronico che coinvolge le vie respiratorie. Di norma presenta un particolare tipo di blocco</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/pneumologia/asma-sintomi-cause-e-cura-di-questo-disturbo-polmonare/">Asma: sintomi, cause e cura di questo disturbo polmonare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6345"  class="panel-layout" ><div id="pg-6345-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6345-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6345-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6345-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo considerare l’asma come una patologia di tipo infiammatorio a carattere cronico che coinvolge le vie respiratorie</strong>. Di norma presenta un particolare tipo di blocco o occlusione a livello bronchiale che comunque, nella maggior parte dei casi, risulta essere reversibile.</p>
<p>In genere l’occlusione dei bronchi si sviluppa a causa del <strong>processo infiammatorio che va ad interessare la zona relativa alle vie aeree inferiori</strong> e che crea alcuni effetti da non sottovalutare. La prima conseguenza dell’infiammazione è che i bronchi si restringono contraendosi e, al tempo stesso, tendono a riempirsi di liquido mentre aumenta la produzione di muco. Questa concomitanza di fattori diminuisce lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria e pertanto crea difficoltà al processo respiratorio. Quindi la presenza di asma a livello dei bronchi può causare:</p>
<ul>
<li>insufficienza respiratoria o problemi alla respirazione;</li>
<li>accessi di tosse;</li>
<li>caratteristico respiro con sibilo o fischio;</li>
<li>sensazione di pesantezza o oppressione nella zona del torace.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_1" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause dell’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Molto spesso l’infiammazione che interessa i bronchi proviene da una specifica sensibilità ad alcuni allergeni</strong>. In generale, quando il soggetto affetto da asma entra in contatto con specifiche sostanze, che possono essere alcuni tipi di polline, materiali inquinanti, fumo o altro, sviluppa <strong>una risposta eccessiva da parte delle proprie vie respiratorie</strong> che, sollecitate da queste sostanze, si infiammano e restringono in modo molto marcato. Tali casi vengono definiti episodi di iperattività a livello bronchiale dal momento che, <strong>nelle stesse circostanze, i soggetti sani non accusano reazioni spropositate come quelle degli asmatici</strong>.</p>
<p>Dalle statistiche e dagli studi effettuati a livello epidemiologico, si è scoperto che <strong>l’asma è molto diffusa in Italia</strong> poiché interessa e coinvolge circa il 5% della popolazione e addirittura il 10% dei bambini. A queste percentuali dovremmo poi aggiungere anche tutte quelle <strong>persone che non sono coscienti di aver sviluppato la malattia</strong>. Accade spesso, infatti, che la sintomatologia legata all’asma non sia correttamente interpretata e arrivi ad essere sottovalutata dal paziente, specialmente se si tratta di giovani. Una consistente percentuale della popolazione, pertanto, sviluppa la tendenza a minimizzare i caratteristici sintomi dell’asma bronchiale non dando la giusta importanza ai malesseri che il corpo comunica loro.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_2" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: quali sono i sintomi?</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Il paziente affetto da asma riscontra in genere alcuni sintomi che indichiamo di seguito:</p>
<ul>
<li>presenza di tosse secca, stizzosa, a tratti continua, che si manifesta o si amplifica nel corso della notte o al contrario appena svegli, spesso accompagnata da diversi starnuti e alla sensazione del naso chiuso;</li>
<li>problemi della respirazione o presenza di dispnea, il classico affanno o la sensazione di avere il fiato corto;</li>
<li>respiro caratterizzato da sibilo (che spesso lo stesso paziente non avverte e soprattutto non riconosce).</li>
</ul>
<p><strong>La totalità dei sintomi sopra descritti non si manifesta certo in modo simultaneo nello stesso soggetto e neppure i segnali compaiono sempre con la stessa gravità</strong>, inoltre possono verificarsi con tempistiche diverse nell’arco della vita. Se molto intensi vengono definiti come “crisi d’asma”. Un altro particolare che non deve essere mai trascurato è che l’asma può non manifestarsi anche per un lungo lasso di tempo ma, poiché si tratta di una patologia cronica, <strong>se non opportunamente curata può arrivare a ricomparire e svilupparsi in una forma ancora più grave</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_3" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi tempestiva aiuta a individuare precocemente l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Come buona norma, nel momento in cui il paziente dovesse riscontrare l’insorgere di avvisaglie specifiche ad esempio dispnea, respiro caratterizzato da sibilo e tosse, è sicuramente indicato eseguire degli esami di approfondimento dato che <strong>l’asma è una malattia che non può essere assolutamente presa con leggerezza</strong>.</p>
<p>Nonostante le statistiche segnalino che questa patologia coinvolge in prevalenza la popolazione più giovane, va ricordato che l’asma può manifestarsi a qualunque età e, nello specifico, è stato appurato che superati i trent’anni sono le donne ad esserne colpite maggiormente. Ad ogni buon conto la cosa fondamentale è fare una diagnosi precisa e il più tempestiva possibile in merito alla presenza di asma poiché sono stati approntati dei <strong>protocolli di cura validi che permettono alla persona di vivere la propria quotidianità in modo normale</strong>, superando agevolmente i disturbi causati da questa patologia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_4" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">I sintomi dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Se si riscontra la presenza di uno o più dei sintomi sotto elencati si può sospettare di essere in presenza di asma:</p>
<ul>
<li>respiro caratterizzato da sibilo e insorgenza di tosse durante l’attività fisica;</li>
<li>respiro con sibilo che si presenta più volte nell’arco di un solo mese;</li>
<li>tosse durante le ore notturne, senza che il paziente abbia affezioni respiratorie;</li>
<li>nessuna cadenza stagionale dei sintomi;</li>
<li>costanza dei sintomi che si presentano sopra i 3 anni.</li>
</ul>
<p>Da notare che può verificarsi un peggioramento dei sintomi se il paziente si trova esposto a:</p>
<ul>
<li>elementi ad alto inquinamento di tipo chimico;</li>
<li>fumo;</li>
<li>forti emozioni;</li>
<li>quando svolge esercizio fisico;</li>
<li>presenza di animali (pelo), polvere in casa, spore fungine, presenza di blatte;</li>
<li>riscontro di qualche infezione a carattere respiratorio di tipo virale;</li>
<li>quando la sintomatologia risponde al protocollo farmacologico antiasmatico;</li>
<li>nel caso di malattia da raffreddamento che deriva dall’albero bronchiale o che non si risolve nelle classiche due settimane.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_5" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Origine e fattori di rischio per l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>In merito all’asma non abbiamo la possibilità di individuare con assoluta certezza una sola causa scatenante</strong>. I fattori di rischio che possono agire in modo scatenante per l’asma sono principalmente la predisposizione alla malattia e le forme di allergia e intolleranza di cui ci occuperemo meglio più avanti. Non di meno vi sono anche alcuni tipi di batteri e virus che concorrono a scatenare lo stato infiammatorio delle vie respiratorie causando la crisi d’asma nelle persone più sensibili che risultano soggette a sviluppare la malattia.</p>
<p>È stato riscontrato che almeno un terzo delle donne in gravidanza affette da asma riscontrano un deciso peggioramento della patologia. Praticare attività sportiva, inoltre, può in qualche modo stimolare o provocare una riacutizzazione dell’attacco d’asma. In questa specifica situazione i segnali della presenza della patologia asmatica si manifestano solo quando la persona fa sport o compie degli sforzi considerevoli a carattere fisico. Studi specifici sulla malattia hanno evidenziato che il 20% dei bambini affetti da asma non ne vengono più colpiti nel periodo che segue l’adolescenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_6" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Quali sono i fattori di rischio che favoriscono la comparsa di asma?</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo suddividere i fattori di rischio in merito alla comparsa di asma in due tipologie: fattori individuali e fattori ambientali</strong>.</p>
<p>Fattori individuali responsabili di asma:</p>
<ul>
<li>essere obesi;</li>
<li>sesso (genere);</li>
<li>specie (etnia);</li>
<li>predisposizione a reazioni anafilattiche;</li>
<li>sensibilità di origine genetica;</li>
<li>eccessiva risposta delle vie aeree, eccessiva sensibilità.</li>
</ul>
<p>Fattori di tipo ambientale che possono causare asma:</p>
<ul>
<li>fumo, sia in forma attiva che passiva;</li>
<li>le infezioni delle vie aeree;</li>
<li>alimentazione carente di antiossidanti:</li>
<li>farmaci come ad esempio antibiotici (ma anche antipiretici specialmente nei bambini);</li>
<li>sostanze che possono scatenare allergie (allergeni);</li>
<li>inquinamento;</li>
<li>cause di tipo sociale o economico;</li>
<li>composizione del nucleo familiare (se numeroso o problematico);</li>
<li>se il paziente vive la propria giornata prevalentemente al chiuso;</li>
<li>riscontrata sensibilità verso alcune sostanze di tipo chimico, alcuni tipi di farine o allergie al pelo degli animali.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda la predisposizione a carattere genetico, alcuni studi specifici hanno evidenziato che l’ereditarietà ha un’incidenza che si aggira tra il 30-60% e che si manifesta nel soggetto in forma maggiore in base a quanto l’asma o la predisposizione a sviluppare reazioni anafilattiche sia presente in entrambi i genitori. Inoltre è stato appurato che <strong>la madre riveste un ruolo preminente e quindi importantissimo nel passaggio del materiale genetico per questa patologia</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_7" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma da allergie e intolleranze</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Come abbiamo accennato, <strong>l’asma può essere scatenata dalla presenza di allergie e dalla conclamata intolleranza a specifici elementi o sostanze</strong> come il polline, il fumo, gli acari o ad alcuni farmaci come ad esempio l’aspirina o i betabloccanti, che possono essere fra le cause più comuni dietro l’insorgenza di questa patologia. A questo proposito lo staff dell’<a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/allergologia/">ambulatorio di allergologia del Centro Medico Petrazzuoli</a>, grazie alla propria esperienza pluriennale e alla preparazione del personale medico altamente specializzato, è in grado di <strong>seguire e supportare i pazienti nell’indagine e nel protocollo di cura più adatto per risolvere questa patologia</strong>. Prima di esaminare in dettaglio alcune forme di asma da allergia e intolleranze, vi ricordiamo di leggere con attenzione la sezione dedicata alla prevenzione, più avanti, dove troverete alcuni consigli che possono aiutarvi ad attenuare gli effetti delle allergie più comuni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_8" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Gli allergeni alimentari: fattore scatenante dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Gli allergeni sono delle sostanze presenti nel nostro ambiente che noi assumiamo tramite gli alimenti, per via aerea o tramite i farmaci. <strong>Da alcuni studi è emerso che alcuni allergeni contenuti negli alimenti possono indurre la comparsa dell’asma</strong>. Ad oggi non si è certi (non è stato appurato in modo concreto) che tali allergeni possano provocare in modo autonomo una crisi asmatica.</p>
<p>L’asma contratta in ambiente professionale che ha caratteristiche differenti da una recrudescenza di una eventuale condizione precedente, si rileva con una certa frequenza in pazienti che operano in fabbriche di prodotti alimentari (stabilimenti dove si producono farine) oppure conservanti di tipo alimentare. Tali tipi di asma, uniti ad altri sempre in ambito professionale rappresentano circa il 15% della casistica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_9" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Gli additivi alimentari, altra possibile causa dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>Conservanti ed anche coloranti potenzialmente presenti negli alimenti possono causare reazioni avverse nei soggetti sensibili fino a dare luogo a crisi respiratorie di tipo acuto</strong>. L’estrema sensibilità del soggetto a tali sostanze può provocare un improvviso blocco della respirazione in tutto e per tutto simile ad una crisi asmatica. I più pericolosi sono E223 e E224, due tipi di solfiti utilizzati in genere nel settore vinicolo. Anche un colorante specifico sintetico E107 o Giallo 2G utilizzato per colorare gli alimenti come la maionese può innescare eventi di crisi asmatiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_10" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: quando la causa può essere il reflusso gastroesofageo</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>Il fenomeno del reflusso gastroesofageo è un disturbo che origina da un malfunzionamento della valvola che porta lo stesso nome (sfintere gastroesofageo), ovvero quella valvola che controlla il passaggio del cibo. <strong>Nella persona affetta da asma, la presenza di episodi di reflusso esofageo può determinare l’insorgenza di attacchi d’asma che in genere si manifestano di notte specialmente se il paziente è andato a dormire subito dopo aver consumato un pasto abbondante</strong>. Quando la valvola (sfintere gastroesofageo) non svolge la sua funzione in modo corretto, ovvero far transitare il cibo unidirezionalmente, può succedere che parte del cibo non ancora digerito inverta la direzione e ritorni verso la parte alta dell’esofago. La presenza e/o transito anche di minuscole parti di cibo attraverso le vie aeree può dunque causare una crisi d’asma se la persona ha una predisposizione alla malattia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_11" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le modalità per diagnosticare l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p><strong>I pazienti soggetti ad asma, per tenere sotto controllo la propria patologia, possono ricorrere ad apparecchiature di facile utilizzo che sono in grado di fornire dati utili a verificare la condizione dei propri bronchi</strong>. Nel caso in cui si renda necessario un accertamento più approfondito sarà necessaria una visita di tipo specialistico: il Centro Medico Petrazzuoli potrà seguire il paziente in ogni tipo di analisi che si renda necessaria per questa come per molte altre patologie.</p>
<p>Un ulteriore esame di approfondimento, estremamente semplice, è quello che prevede di soffiare forte l’aria all’interno di una bocchetta collegata ad uno strumento denominato “spirometro”. L’esame spirometrico, che ha come sigla FEV1 o PEF, darà dei risultati specifici in base ai quali è possibile capire il grado dell’asma che affligge il paziente e stabilirne l’entità.</p>
<p>Sono stati definiti dei parametri standard per la classificazione della gravità dell’asma a cui fare riferimento prima di stabilire con certezza diagnosi e trattamento. Tali parametri possono essere così suddivisi:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_12" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo episodico</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>A carattere episodico, si manifesta circa ogni 2 settimane, la FEV1 o PEF (spirometria) risulta normale-maggiore o uguale a 80%, eventuali riacutizzazioni sono minime e presenti meno di una volta al mese, può manifestarsi con sintomi notturni al massimo due volte al mese e non ha alcuna incidenza sulle attività quotidiane del paziente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_13" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo lieve e cronica</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-26" class="so-panel widget_text" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p>La frequenza dei sintomi per questa classificazione è di più di due volte nel corso della settimana ma meno di una volta al giorno. La FEV1 o PEF risulta con valore normale, maggiore o uguale all’80%. Eventuali riacutizzazioni possono essere di lieve entità e presentarsi una sola volta al mese. I sintomi notturni compaiono più di due volte nell’arco del mese e possibili riacutizzazioni possono in qualche modo condizionare la quotidianità del paziente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-27" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="27" ><div id="widget_headline_14" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo moderato cronico</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-28" class="so-panel widget_text" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p>Per questo tipo di asma la frequenza dei sintomi è pressoché quotidiana. La spirometria ha valore 60 o 80%. Le riacutizzazioni sono di lieve o media entità e possono presentarsi una o due volte al mese. I sintomi notturni sono presenti per più di una volta ogni mese e questa tipologia condiziona senza dubbio la vita quotidiana della persona.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-29" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="29" ><div id="widget_headline_15" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo grave e cronica</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-30" class="so-panel widget_text" data-index="30" >			<div class="textwidget"><p>Questo tipo di asma ha una costante presenza di sintomi, la spirometria può essere normale, uguale o minore del 60%. Le riacutizzazioni possono essere lievi o medie, presentarsi più di due volte al mese anche in forma grave. I sintomi notturni sono molto frequenti e la vita quotidiana del paziente, oltre all’attività fisica, sono fortemente limitate.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-31" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div id="widget_headline_16" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: le cure e i trattamenti</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-32" class="so-panel widget_text" data-index="32" >			<div class="textwidget"><p><strong>In quanto patologia cronica, l’asma deve essere controllata nel corso del tempo secondo modalità che abbiano caratteristiche sia diagnostiche che terapeutiche</strong>. Questo perché l’asma è una malattia caratterizzata da periodi asintomatici, intervallati da fasi in cui si riacutizza in modo anche grave. Per poter gestire al meglio questa patologia dunque, il protocollo che sta alla base della terapia si fonda sull’impiego di <strong>due tipologie di farmaci</strong>:</p>
<ul>
<li>medicinali da assumere al bisogno, ovvero da utilizzare soltanto nell’immediata ed effettiva necessità;</li>
<li>medicinali antiasmatici definiti “di fondo” ovvero da prendere costantemente per tenere l’asma sotto stretto controllo (per evitare che si manifestino i sintomi).</li>
</ul>
<p><strong>La raccomandazione è quella di fare sempre riferimento al medico specializzato e soprattutto di non sospendere l’eventuale terapia assegnata</strong> perché spesso accade che, quando l’asma entra nella fase “latente”, il paziente decide in modo autonomo di interrompere l’assunzione dei farmaci o di auto-regolarne le dosi, ingannato dal fatto che i sintomi sembrano essere scomparsi. Questo comportamento può avere conseguenze anche pesanti perché favorisce la possibilità che si verifichino riacutizzazioni della patologia che possono anche aggravarne la forma. La crisi d’asma è causata, come abbiamo spiegato, dalla diminuzione del diametro interno dell’albero bronchiale, che di conseguenza provoca una diminuzione dell’afflusso di ossigeno ai diversi organi. Quando si verifica questo problema l’intero organismo è soggetto a subire un ulteriore danno che va ad aggiungersi a quello già presente, aumentando sia i sintomi già presenti sia l’aggravamento della patologia. <strong>Il paziente deve quindi ricordare che se soggetto ad asma il protocollo prescritto dal medico non deve essere mai né sospeso né abbandonato anche nel caso in cui i sintomi sembrino essere spariti</strong>. Il miglioramento della malattia, infatti, è certamente dovuto all’assunzione dei farmaci prescritti.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-33" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="33" ><div id="widget_headline_17" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">I broncodilatatori per l’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-34" class="so-panel widget_text" data-index="34" >			<div class="textwidget"><p>A partire dagli anni settanta, per la cura dell’asma a livello farmacologico sono stati introdotti i “broncodilatatori” e si è iniziato a utilizzare il cortisone in forma inalatoria. Con questa importante scoperta trattare l’asma è risultato molto più semplice e soprattutto si è evitato il ricorrere all’accesso ospedaliero spostando la cura a carattere domiciliare. Oggi, infatti, <strong>l’asma si cura in prevalenza con un protocollo a base di farmaci da assumere in forma inalatoria poiché il farmaco è veicolato in modo istantaneo nelle vie aeree</strong> e, in questo modo, porta subito sollievo e beneficio. <strong>Ogni farmaco contiene principi attivi diversi e pertanto deve essere prescritto esclusivamente e con precisione dallo specialista che cura il paziente affetto da asma</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-35" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="35" ><div id="widget_headline_18" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’importanza della prevenzione nella cura dell’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-36" class="so-panel widget_text" data-index="36" >			<div class="textwidget"><p>Nel caso in cui si sia affetti da asma, è necessario ricorrere ad alcuni semplici accorgimenti per evitare l’insorgere dei sintomi. Se si è allergici alla polvere o agli acari, ad esempio, si dovrà avere cura di togliere tappeti, tende o cuscini oppure di mantenerli puliti in modo approfondito. Evitare anche di essere a contatto con elementi o sostanze che possono risultare irritanti come già accennato in precedenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-37" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="37" ><div id="widget_headline_19" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Regime alimentare e asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-38" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="38" >			<div class="textwidget"><p>Gli specialisti che indagano l’origine della patologia asmatica, hanno riscontrato <strong>una connessione molto rilevante tra la comparsa dell’obesità in un paziente e l’importanza diagnostica se non addirittura l’aggravamento della malattia</strong>. Negli ultimi decenni questo fenomeno è andato rafforzandosi.</p>
<p>Le principali cause che determinano questa connessione indicano specialmente:</p>
<ul>
<li>una diminuzione dell’attività respiratoria dovuta all’aumento del grasso e del suo accumulo;</li>
<li>una diffusa condizione che favorisce l’infiammazione a livello metabolico, causata proprio dall’eccedenza di grasso.</li>
</ul>
<p><strong>Possiamo attribuire il collegamento tra queste patologie (asma e obesità) allo stile di vita errato che si è attestato in questi ultimi decenni definito “modello occidentale”</strong> composto da lunghi periodi vissuti in ambienti chiusi, poca attività fisica e scarsa assunzione di antiossidanti. Dunque l’obesità può rappresentare una causa di tipo non allergico e indipendente da altri fattori che concorre alla manifestazione dell’asma. Possiamo quindi affermare che una dieta utile a scongiurare la comparsa o l’aggravamento di una forma asmatica deve necessariamente essere basata su questi requisiti:</p>
<ul>
<li>numero di calorie che mantenga il peso forma o che contribuisca a diminuirlo in caso sia eccessivo;</li>
<li>incremento dell’attività sportiva, se possibile e se ben tollerata;</li>
<li>incremento dell’assunzione di grassi insaturi rispetto ai saturi con predilezione dell’omega 3;</li>
<li>eliminazione completa dei grassi saturi;</li>
<li>introduzione di antiossidanti per favorire la funzione antinfiammatoria;</li>
<li>eliminazione degli additivi alimentari dannosi.</li>
</ul>
<p>Per concludere possiamo pertanto dare le seguenti indicazioni di massima in caso di obesità associata all’asma:</p>
<ul>
<li>se il paziente è in eccesso di peso, la corretta dieta per contrastare l’asma deve necessariamente agevolare un dimagrimento da abbinare ad un programma di esercizio fisico stabilito insieme al proprio medico;</li>
<li>evitare l’assunzione di formaggi di tipo grasso, compresi alcuni di quelli stagionati, le carni grasse, salumi e insaccati freschi;</li>
<li>dare preferenza alle carni bianche e al pesce ricco di omega 3;</li>
<li>usare olio extra vergine di oliva per condire gli alimenti;</li>
<li>due porzioni di frutta e verdura al giorno;</li>
<li>diminuire in modo drastico cibi industriali, lavorati e confezionati;</li>
<li>evitare vini che contengono solfiti, dare preferenza a quelli realizzati in modo biologico.</li>
</ul>
<p><strong>Da quanto abbiamo evidenziato nel corso di questo articolo, l’asma è sicuramente una patologia che presenta delle significative criticità ma, con l’utilizzo di un corretto stile di vita, una accurata diagnosi e un protocollo medico specifico realizzato insieme al proprio specialista è possibile tenere il disturbo sotto controllo</strong>.</p>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per eventuali domande o necessità, contattate con fiducia i nostri specialisti.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6345-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6345-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="39" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="40" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="41" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-2" ><hr id="widget_divider_1" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6345-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="42" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-3" id="ws-1" ><div id="widget_headline_20" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="43" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_1" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="44" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>Immunoterapia specifica per allergia, un valido alleato</title>
		<link>https://www.centromedicopetrazzuoli.it/allergologia/immunoterapia-specifica-per-allergie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 08:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’immunoterapia specifica per l’allergia, più nota come vaccino antiallergico, è un trattamento utilizzato per curare specifici tipi di allergie. Si tratta di una terapia che</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/allergologia/immunoterapia-specifica-per-allergie/">Immunoterapia specifica per allergia, un valido alleato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6242"  class="panel-layout" ><div id="pg-6242-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6242-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6242-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6242-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’immunoterapia specifica per l’allergia, più nota come vaccino antiallergico, è un trattamento utilizzato per curare specifici tipi di allergie</strong>. Si tratta di una terapia che prevede la somministrazione, al paziente affetto da questo disturbo, di quantità precise dell’allergene sulla base della sensibilità riscontrata, quantità che dovranno in seguito essere progressivamente aumentate secondo una precisa modalità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_25" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per allergia: di che cosa si tratta</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’<em>immunoterapia specifica per allergia</em>, chiamata anche ITS o più semplicemente <em>vaccino antiallergico</em>, è un protocollo medico efficace nel trattamento dell’asma, della rinite di tipo allergico ed anche nell’allergia al veleno di insetti come vespe, calabroni, api</strong>. Come abbiamo già anticipato, il vaccino antiallergico viene somministrato in quantità crescenti (con l’<em>allergene</em> cui la persona è sensibile), fino a raggiungere la quantità massima di allergene tollerato, detta <em>dose di mantenimento</em>, che deve essere data a cadenza regolare.</p>
<p><strong>Ogni dose di vaccino, oppure ogni compressa o goccia che si somministra in modo sublinguale, contiene quindi una piccola quantità di allergene, la sostanza che scatena l’allergia nel paziente</strong>. Tali sostanze sono dosate nella quantità idonea ad attivare il sistema immunitario della persona, senza peraltro avviare i classici sintomi della temuta reazione di tipo allergico. Il medico, secondo una precisa sequenza temporale, incrementa la dose dello specifico allergene contenuto in ogni singola applicazione e questo permette all’organismo di abituarsi in modo graduale alla carica degli allergeni, sviluppando una sorta di desensibilizzazione.</p>
<p>Questo protocollo era già conosciuto all’inizio del 1900 ma soltanto negli ultimi venti anni è stato studiato con più rigore per poterne testare la reale efficacia e validità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_26" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per allergia: in quali casi è indicata</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>L’immunoterapia specifica per l’allergia o vaccino antiallergico è particolarmente indicata se si è in presenza di:</p>
<ul>
<li>forme gravi di allergia che possono mettere in pericolo la vita della persona che ne soffre, come per esempio le punture di insetti (api, vespe o calabroni);</li>
<li>forme di allergie che non possono essere gestite con l’utilizzo dei classici farmaci tipici, un esempio sono le forti allergie di tipo stagionale;</li>
<li>forme di allergie che non permettono di sottrarsi all’allergene o di limitare esposizione e contatto, come nel caso di allergia ai peli del cane/gatto o alla polvere.</li>
</ul>
<p><strong>Tramite l’immunoterapia specifica il sistema immunitario del paziente può quindi sviluppare, in modo graduale e progressivo, una sempre maggiore tolleranza all’allergene, puntando allo scopo ultimo di diminuire il più possibile la forza e la gravità dei sintomi</strong>.</p>
<p>L’immunoterapia, dunque, può essere valutata come l’unico protocollo in grado di operare non soltanto sui sintomi dell’allergia ma anche sulle sue cause. <strong>Attualmente il vaccino antiallergico viene largamente impiegato per i trattamenti della rinite di tipo allergico dovuta al polline e agli acari della polvere</strong>. Si è notato che il beneficio fornito da questo tipo di terapia dura nel tempo e risulta valido addirittura per circa sei anni dopo aver sospeso la somministrazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_27" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per allergia: in quali casi è sconsigliata</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il vaccino antiallergico è però sconsigliato se siamo in presenza di uno dei casi sotto elencati</strong>:</p>
<ul>
<li>patologie gravi di tipo immunologico, patologie croniche a carico del fegato, presenza di tumori;</li>
<li>particolari condizioni psicologiche o sociali dove non c’è la possibilità di attuare una corretta forma di monitoraggio;</li>
<li>forme di asma non gestibile.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_28" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">A che età è possibile somministrare l’immunoterapia specifica per l’allergia</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>La soglia minima in cui è possibile cominciare il trattamento vaccinale antiallergico non è ancora stata definita con precisione ma in genere gli studi effettuati hanno valutato che può essere somministrata ai bambini oltre i 5/6 anni di età</strong>. Tale decisione è motivata dal fatto che i piccoli pazienti, a questa età, possono rispondere positivamente al protocollo e c’è la possibilità di gestire con maggiore efficacia eventuali reazioni per gli effetti collaterali.</p>
<p><strong>L’immunoterapia specifica per allergia deve essere vietata alle pazienti che sono in gravidanza</strong>. Se però la paziente aveva già iniziato il trattamento e resta in stato interessante durante il protocollo di somministrazione e non presenta alcun effetto collaterale significativo, si può proseguire con la terapia. Chiaramente se si desidera una gravidanza sarà opportuno parlarne con il medico e pianificare l’evento con la massima attenzione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_29" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La funzione dell’immunoterapia specifica per l’allergia</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p>L’immunoterapia specifica per l’allergia, ovvero il vaccino antiallergico, è da ritenersi valida per gestire eventuali sintomi causati da:</p>
<ul>
<li><strong>allergie di tipo stagionale</strong>: asma (stagionale allergica), rinite allergica, allergie al polline degli alberi o dell’erba, in particolare quando i comuni farmaci antiallergici utilizzati di frequente (spray nasale a base di cortisone, collirio con <em>antileucotrieni</em>, farmaci antistaminici di tipo orale e spray orale a base di cortisone per l’asma) non riescono a contrastare adeguatamente i sintomi, infatti adottare l’immunoterapia offre, in questo caso, buone opportunità di riuscita nella gestione del disagio;</li>
<li><strong>nel caso di allergeni perenni</strong>, infatti quando la persona percepisce i sintomi durante tutto l’anno molto probabilmente ha sviluppato sensibilità agli allergeni tipici degli ambienti chiusi (muffe, acari della polvere, scarafaggi);</li>
<li><strong>nel caso di punture di insetti</strong>, dove la risposta allergica causata dalle punture di insetti può riguardare calabroni, vespe e api (l’efficacia del trattamento per quanto riguarda le vespe è del 98% mentre per le api abbiamo un 90% circa), e in questi casi la terapia sarà utilizzata sui pazienti che sono a rischio di gravi reazioni allergiche o di shock anafilattico;</li>
<li><strong>comprovata allergia verso gli animali</strong>, e anche se chiaramente in un caso come questo evitare contatto e esposizione è senza dubbio la migliore strategia di tipo preventivo, quando la forma allergica è molto forte e non si riesce a gestirla tramite i farmaci oppure se si incorre in contatti con gli allergeni in modo occasionale, ricorrere alla vaccinazione è senza dubbio l’opzione migliore.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_30" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">In quali casi l’immunoterapia specifica per l’allergia risulta inutile</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Ci sono una serie di casi in cui il vaccino antiallergico risulta meno efficace:</p>
<ul>
<li>nei casi di <em>poliallergie</em>, cioè in presenza di allergie dovute a più fattori, poiché la terapia è opportuna soltanto quando è possibile determinare con precisione l’allergene che la origina, come per esempio le piante graminacee le quali sono maggiormente responsabili dei vari sintomi allergici più comuni come gli starnuti, il naso che gocciola o la lacrimazione; In questi casi si possono colpire gli allergeni che creano i maggiori fastidi;</li>
<li>in caso di allergie di tipo alimentare, al momento non sono state approntate strategie valide per eliminare la sensibilità agli allergeni di tipo alimentare, infatti attualmente gli studi hanno evidenziato che i rischi di una immunoterapia su questo tipo di allergia può produrre più rischi che benefici;</li>
<li>verso particolari forme di <em>rash</em> cutaneo, relative ad eczemi o orticaria di tipo cronico.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_31" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Possibili complicazioni nella somministrazione dell’immunoterapia specifica per allergia</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p><strong>In genere la persona cui viene somministrato il vaccino antiallergico non riscontra disagi o problemi.</strong> Dal momento che nella dose somministrata è presente lo stesso tipo di allergene che causa l’allergia, possono comunque comparire reazioni fondamentalmente di due tipi:</p>
<ul>
<li>risposta allergica di tipo locale: si tratta di un tipo di reazione piuttosto comune e solitamente circoscritta al solo gonfiore e arrossamento nel punto in cui è stata fatta l’iniezione. Questi sintomi possono comparire o subito dopo la puntura o anche dopo alcune ore, ma in genere spariscono entro poco tempo;</li>
<li>risposta di tipo sistemico: si tratta di una reazione piuttosto infrequente che coinvolge tutto il corpo o uno specifico gruppo di organi. In genere i sintomi sono leggeri e hanno una risposta rapida ai farmaci. Possono essere i classici starnuti, una reazione cutanea tipo orticaria o il comune naso chiuso. Nel caso di reazioni più importanti abbiamo gola gonfia, episodi di asma o chiusura delle vie respiratorie;</li>
</ul>
<p>Decisamente più rare sono risposte sistemiche di tipo grave definite “anafilassi” come ad esempio lo shock anafilattico, caratterizzate da reazioni come:</p>
<ul>
<li>forte gonfiore della gola;</li>
<li>respirazione caratterizzata da sibilo;</li>
<li>senso di nausea;</li>
<li>capogiri;</li>
<li>sensazione di peso sul petto.</li>
</ul>
<p>In genere le risposte anche gravi si manifestano nell’arco di circa trenta minuti dalla somministrazione del vaccino. Per questo il suggerimento è quello di fermarsi all’interno del laboratorio medico dopo aver ricevuto il vaccino poiché il medico specializzato o allergologo può agire in modo tempestivo e con successo nel caso dovessero verificarsi problemi anche di grave entità.</p>
<p>Se le reazioni di tipo grave dovessero comparire una volta che il paziente si trova già fuori dallo studio medico, sarà necessario raggiungere subito il pronto soccorso più vicino.</p>
<p><strong>Effettuare regolarmente le somministrazioni dell’immunoterapia specifica per l’allergia, senza ometterne nessuna, consente di ridurre in modo consistente la possibilità di incorrere in reazioni gravi</strong>.</p>
<p>Se si è optato per la somministrazione di tipo sublinguale, il rischio che si manifestino risposte di tipo grave o addirittura pericolose è molto meno probabile, ecco perché questa modalità di assunzione può essere effettuata anche a casa del paziente piuttosto che nell’ambulatorio medico.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_32" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per allergia: accertamento preliminare e preparazione del paziente </h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Se l’allergologo stabilisce che la persona allergica può ricevere la vaccinazione, prescriverà per sicurezza alcuni altri esami di laboratorio che possono essere:</p>
<ul>
<li>test cutaneo di verifica (<em><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/allergologia/prick-test-prove-allergiche/">prick test</a></em>) per avere certezza della reazione allo specifico allergene che dovrà essere somministrato;</li>
<li>in alcuni casi anche un esame del sangue per individuare il tipo di anticorpi che causano la reazione di tipo allergico.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda il test cutaneo, si procede applicando sulla pelle del paziente una minima porzione dell’allergene che si sospetta sia responsabile dell’allergia. Il medico quindi, graffierà delicatamente la zona interessata e la terrà sotto osservazione per circa una ventina di minuti. L’eventuale comparsa di arrossamento e gonfiore saranno la conferma che il paziente è allergico alla sostanza somministrata.</p>
<p>Il medico poi farà anche un’accurata anamnesi con esame della situazione personale del paziente dal punto di vista fisico tenendo conto della sua storia clinica. Sarà inoltre fondamentale che eventuali situazioni di pressione alta o eventi asmatici siano entrambi nella norma o sotto controllo prima di dare corso al protocollo vaccinale.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_33" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per allergia: le modalità dell’iniezione</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p>Come specificato in precedenza il vaccino con iniezione sottocutanea è in genere la modalità più diffusa per l’immunoterapia specifica per l’allergia e consiste in una puntura che contiene l’allergene responsabile della reazione allergica del paziente. Normalmente si effettua nella zona alta del braccio.</p>
<p>Al momento dell’iniezione sarà importante che il paziente informi il medico del suo stato di salute (se non si sente bene e specialmente se è asmatico) e se ha riscontrato delle reazioni specifiche subito dopo la precedente iniezione.</p>
<p>Quando si inizia il protocollo (detta <em>fase di induzione</em>) le punture vengono solitamente effettuate a cadenza ravvicinata a intervalli di circa una settimana e le dosi sono aumentate in modo progressivo. Il trattamento si svolge nell’arco di 3 o 6 mesi.</p>
<p>Non appena si raggiunge la cosiddetta dose “obiettivo” il medico comincia il periodo detto di “mantenimento” che prevede una frequenza minore nella somministrazione che avverrà ogni 2/4 settimane e che si prolungherà per almeno 2 anni, anche se sarà comunque l’allergologo a decidere per la durata effettiva della terapia.</p>
<p>Una volta effettuata l’iniezione il paziente dovrà attendere almeno trenta minuti all’interno del centro medico per consentire all’allergologo di monitorare la situazione e di poter intervenire nel caso si presentassero reazioni avverse. Per pazienti con necessità specifiche potrebbe essere necessario affiancare alle prime somministrazioni del vaccino (almeno durante i primi mesi), anche del cortisone per gestire meglio eventuali sintomi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_34" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Immunoterapia specifica per l’allergia: somministrazione sublinguale del vaccino</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>La somministrazione del vaccino antiallergico tramite soluzione spray sublinguale, gocce o compresse consiste normalmente nell’assunzione giornaliera delle dosi in crescendo e porta molto di rado reazioni collaterali degne di nota. Ciò consente di poter fare il vaccino anche al proprio domicilio. Tuttavia è consigliabile ricevere almeno le prime dosi presso nel <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/allergologia/">laboratorio di allergologia</a> così da essere monitorati dal medico che ne controlla la tolleranza. Il protocollo sublinguale ha ottimi risultati e non presenta effetti degni di nota.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_35" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Quanto dura il protocollo di vaccinazione per l’immunoterapia specifica per allergia</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p>Di norma la vaccinazione tramite iniezione prevede un protocollo che duri dai 3 ai 5 anni e deve avere la durata minima di un anno dalla effettiva manifestazione del beneficio e dal comprovato consolidamento che evidenzia come siano migliorati i sintomi.</p>
<p>In merito alla somministrazione in modalità sublinguale, adottata più di recente, non vi sono attualmente dati utili a verificarne l’effettiva funzionalità. Il protocollo dura per un lasso di tempo che va da 2 mesi a 5 anni ma in genere si va da un minimo di 1 anno al suggerimento di effettuare la somministrazione perlomeno per 2 anni.</p>
<p>Vi sono dei nuovi vaccini, effettuati tramite iniezione, che consentono la desensibilizzazione in modo più rapido, con un protocollo breve di 4 punture da farsi almeno 3 o 4 settimane prima dell’arrivo del periodo dei pollini. Tali vaccini danno buon esito a fronte di pochissimi effetti collaterali. Questa modalità risulta valida anche nei casi di allergia alla polvere o agli animali.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_36" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Valutazione degli esiti dell’immunoterapia specifica per l’allergia</h2></div></div><div id="panel-6242-0-0-24" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>Nonostante la vaccinazione contro l’allergia dia ottimi risultati, i sintomi causati dalla reazione allergica non svaniscono velocemente.</p>
<p><strong>Ciascun paziente risponde in modo diverso alla terapia vaccinale anche se molto è dovuto al tipo di protocollo utilizzato e alla sua durata</strong>. Il percorso relativo al trattamento dunque, ha necessità di essere pianificato con attenzione da parte dell’allergologo al fine di individuare la migliore strategia che tenga conto dell’efficacia della terapia ma anche della risposta ad essa da parte del paziente.</p>
<p>A questo scopo potrebbero essere richiesti sia esami del sangue sia test cutanei a cadenza periodica, per tenere sotto controllo la risposta organica del paziente.</p>
<p>In genere i sintomi subiscono un netto miglioramento nell’arco del primo anno di terapia ma il progresso più consistente avviene del corso del secondo anno. Nel corso del terzo anno di somministrazione un numero maggiore di pazienti ha testimoniato la completa desensibilizzazione all’allergia che l’affliggeva e afferma di non avere più reazioni di tipo allergico agli allergeni responsabili del loro disagio.</p>
<p>Ad alcuni anni dalla terapia vi sono poi alcuni pazienti che affermano di non avere più problemi anche se la terapia è stata interrotta mentre ve ne sono alcuni che devono continuare con il periodo di mantenimento per poter gestire meglio i sintomi.</p>
<p>Se non si ottengono dei risultati significativi, il motivo potrebbe essere causato da alcune cause specifiche:</p>
<ul>
<li>è stata somministrata una dose non congrua di allergene con il vaccino;</li>
<li>presenza di allergeni non riscontrati nel corso dell’analisi iniziale;</li>
<li>massiva presenza di allergeni ad alti livelli nell’ambiente in cui il paziente vive o lavora;</li>
<li>importante esposizione a fattori scatenanti anche non allergici (ad esempio il fumo della sigaretta).</li>
</ul>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli, grazie al proprio personale specializzato che opera all’interno del laboratorio di allergologia, è in grado di fornire ulteriori dettagli inerenti la vaccinazione contro le allergie e può seguire i pazienti in ogni fase del percorso relativo alla terapia di immunizzazione.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6242-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6242-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="25" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6242-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="26" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6242-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="27" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6242-0-1-2" ><hr id="widget_divider_4" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6242-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="28" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6242-0-1-3" id="ws-2" ><div id="widget_headline_37" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6242-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="29" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6242-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_4" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6242-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="30" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6242-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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</div>
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		<title>Prick test per le prove allergiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 10:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di Prick Test ci riferiamo ad un protocollo medico largamente utilizzato e molto semplice da eseguire che permette di individuare l’esistenza di eventuali</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/allergologia/prick-test-prove-allergiche/">Prick test per le prove allergiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6224"  class="panel-layout" ><div id="pg-6224-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6224-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6224-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6224-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p>Quando parliamo di <em>Prick Test</em> ci riferiamo ad <strong>un protocollo medico largamente utilizzato e molto semplice da eseguire che permette di individuare l’esistenza di eventuali allergie</strong>. In questo articolo analizzeremo in dettaglio questa metodologia diagnostica per capire in cosa consiste e che tipo di allergie può identificare. Prima di tutto occorre sottolineare che <strong>la procedura con cui si esegue il Prick Test sia per gli adulti che per i bambini, è assolutamente non invasiva</strong> e viene effettuata con una modalità rapida che consente di analizzare in modo estremamente preciso la reazione sviluppata dal corpo del paziente a contatto con specifiche sostanze. Dunque, di che cosa si tratta precisamente?</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_42" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Prick Test: di che cosa si tratta </h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p>Con il termine Prick Test si intende una procedura diagnostica di tipo allergologico, molto attendibile e dai costi contenuti. Proprio grazie a queste due specifiche <strong>di solito la diagnosi attraverso il Prick Test è consigliata dal medico come prima verifica per valutare se il paziente sia o meno affetto da qualche tipo di allergia</strong>. Normalmente <strong>questo test si occupa di controllare se si è in presenza di allergeni di tipo alimentare e/o inalatorio</strong> come muffa, polline, pelo di cane/gatto (ma anche altri animali), acari (della polvere) ma anche allergia al veleno degli insetti (tra i più comuni quello delle vespe/calabroni).</p>
<p><strong>Allo scopo di accertare la presenza di allergie di tipo cutaneo, come per esempio quelle procurate dal nichel, normalmente viene utilizzato un altro tipo di test, ovvero il <em>patch test</em></strong>. Al fine di verificare la reazione allergica, il medico procede a mettere in contatto la pelle del paziente con una sola goccia dell’allergene che si suppone sia responsabile della reazione allergica e in seguito procede pungendo l’area interessata con un ago specifico. Se il paziente è allergico alla sostanza, comparirà il classico “pomfo” contornato da arrossamento. Dunque <strong>il Prick Test è un esame diagnostico semplice, indolore e con risultati assolutamente affidabili</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_43" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">La funzione del Prick Test</h3></div></div><div id="panel-6224-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Possiamo quindi definire il Prick Test come un esame relativo alla reazione della cute, utilizzato in modo specifico per diagnosticare qualsiasi tipo di allergia. Poiché consente di identificare molti degli allergeni responsabili delle patologie di tipo allergologico, <strong>il Prick Test è considerato come un passaggio assolutamente indispensabile per la diagnosi, al quale andranno affiancati altri esami di approfondimento in base al tipo di allergia individuata</strong>.</p>
<p><strong>Il Prick Test, inoltre, può essere realizzato anche sui bambini molto piccoli</strong>. Sarà possibile fare l’esame quando il piccolo paziente ha circa un anno di età. Al di sotto di questa soglia, ovvero se il bambino ha meno di un anno, il Prick Test non risulta di particolare aiuto in quanto la reazione della pelle del neonato in questa fascia di età si presenta come poco reattiva.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_44" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La modalità di esecuzione del Prick Test per gli adulti e per i bambini</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p><strong>Normalmente il Prick Test viene eseguito sulla porzione di pelle che riguarda l’area flessoria dell’avambraccio</strong>, ovvero il punto in cui la pelle si tocca piegando il braccio come avviene all&#8217;interno del gomito.</p>
<p>Il Prick Test viene effettuato proprio sulla pelle che comprende quest’area. In presenza di eczemi o lesioni/abrasioni della cute nell’area interessata o nel caso il Prick Test debba essere realizzato su bambini molto piccoli, l’esame potrà essere fatto direttamente sulla parte dorsale della pelle. La parte interessata all’osservazione viene contrassegnata con un pennarello. Nella porzione di pelle marcata si colloca poi una piccola goccia dell’allergene in forma diluita. Questa goccia sarà percorsa da un piccolissimo spillo (detto anche “lancetta sterile”), utilizzato per far assorbire la goccia di allergene che scenderà di almeno un millimetro nella pelle. Infatti <strong>in inglese il termine “prick” si traduce con “pungere”</strong>. Passato circa un minuto, il residuo della goccia sarà deterso con un poco di carta assorbente.</p>
<p><strong>Occorreranno circa 15/30 minuti per ottenere il risultato del Prick Test che si manifesterà come reazione cutanea</strong>. Il test potrà considerarsi con esito positivo se, dopo il tempo indicato, appare il classico pomfo delle dimensioni di circa 3 millimetri, attorniato da un alone arrossato che in genere dà prurito.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_45" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Informazioni utili prima di eseguire il Prick Test</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>L’attendibilità del Prick Test è direttamente proporzionale alla competenza dell’operatore che lo esegue</strong>. Per questo motivo lo Studio Medico Petrazzuoli ha approntato negli anni un <a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/allergologia/">ambulatorio di allergologia</a> gestito da personale altamente specializzato. <strong>I nostri medici sanno che è indispensabile rispettare alcune accortezze, fondamentali per ottenere un Prick Test perfetto e affidabile</strong>.</p>
<p>Ecco alcuni aspetti da tenere presenti durante l’esecuzione del test:</p>
<ul>
<li>Mediante il Prick Test si può controllare l’eventuale presenza di una grande varietà di allergeni. Per questo motivo ogni singola goccia del test deve essere collocata a non meno di 3 o 5 centimetri di distanza.</li>
<li>Al fine di incrementare la validità del Prick Test è importante eseguire due piccole iniezioni parimenti su due gocce del test a controllo di cui la prima sarà a soluzione salina e l’altra con istamina all’uno per cento. Come verifica, la reazione alla soluzione salina dovrà essere sempre di tipo negativo mentre quella con l’istamina dovrà dare sempre esito positivo. Se questo non avviene, a causa di una insufficiente o sproporzionata sensibilità della cute, l’esito del Prick Test non si può ritenere valido e sarà indispensabile avvalersi di ulteriori esami di tipo allergologico;</li>
<li>Dobbiamo inoltre tenere presente che, ad esempio, la risposta cutanea della parte superiore del dorso è normalmente maggiore rispetto alla parte inferiore delle spalle e ulteriormente più estesa nei confronti del test eseguito sull’avambraccio.</li>
<li>Un altro aspetto da non sottovalutare durante l’esecuzione del Prick Test è che la risposta cutanea si amplifica nel periodo di emissione del polline;</li>
<li>Per le pazienti di sesso femminile è possibile notare un considerevole aumento della reazione cutanea nel corso del periodo mestruale.</li>
<li>Il Prick Test su adulti e bambini deve essere effettuato soltanto su una porzione di pelle integra;</li>
<li>Le <em>lancette pungidito</em> (i dispositivi necessari per il test), devono essere sostituite ogni volta che si effettua la piccola puntura per essere certi di non incorrere in alterazioni causate dalla commistione di più allergeni. La stessa precauzione dovrà essere osservata per quanto riguarda la garza impiegata per eliminare i residui della goccia dei vari allergeni.</li>
<li>La precisione della diagnosi relativa al Prick Test deriva anche dalla particolare qualità dell’allergene che si utilizza durante il test.</li>
<li>Il Prick Test, in alcuni casi, può fornire risultati alterati specie se viene realizzato in concomitanza di problemi cutanei o nel caso in cui il paziente stia assumendo cortisone o degli antistaminici.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_46" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il Prick Test è un esame affidabile, sicuro? Si tratta di un test doloroso?</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>Confermiamo ai nostri pazienti che il Prick Test per adulti o bambini è un esame diagnostico assolutamente sicuro, innocuo, non doloroso e molto ben tollerato nella sua esecuzione</strong>. Il possibile formicolio o prurito causato dalla potenziale risposta allergica, normalmente è circoscritto ed ha una durata di circa un’ora. Soltanto in casi eccezionali possono manifestarsi effetti collaterali importanti come nausea con vomito, problemi di respirazione, disagio o calo di pressione. Nel caso dunque di pazienti a rischio di shock anafilattico è sconsigliata l’esecuzione del test. Se vi è il dubbio che possa verificarsi una forte reazione allergica, sarà necessario eseguire il Prick Test presso un presidio ospedaliero dove sarà possibile essere seguiti dal personale del luogo coadiuvato da protocolli farmacologici in pronto soccorso (cortisone, antistaminici e adrenalina).</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_47" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Come interpretare il risultato del Prick Test</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p>Vediamo che tipo di informazione possono dare i risultati del Prick Test. <strong>Se, ad esempio, il paziente è allergico ad uno specifico tipo di allergene, assisteremo alla manifestazione del classico pomfo attorniato da una zona di arrossamento. Il medico specializzato quindi, procederà alla valutazione dell’entità della reazione allergica, la quale sarà poi classificata in base alle sue caratteristiche con vari segni “+”</strong>. Possiamo avere un solo segno + che determina una reazione moderata oppure 4 segni + (++++) che segnalano una reazione allergica molto acuta.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_48" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Affidabilità del Prick Test</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo definire il Prick Test come un’analisi estremamente sensibile con affidabilità oltre il 90% la cui portata diagnostica è soprattutto negativa, quindi in presenza di un esito negativo possiamo escludere con certezza la sensibilità allergica della persona rispetto al tipo di allergene utilizzato</strong>.</p>
<p>Il Prick Test è inoltre molto importante negli accertamenti relativi alle allergie di tipo alimentare. Le persone affette da allergie nei confronti di alimenti specifici sviluppano, tramite il sistema immunitario, la produzione delle <em>immunoglobuline E</em> (IgE), ovvero degli anticorpi in grado di individuare con precisione gli allergeni contenuti negli alimenti.</p>
<p>Normalmente questo tipo di allergeni, in genere tipiche <em>glicoproteine</em>, sono presenti negli alimenti che assumiamo regolarmente ogni giorno. Tali allergeni, in un soggetto non allergico, risultano assolutamente non pericolosi. In chi soffre di allergia invece, dopo aver assunto l’alimento nei confronti del quale ha sviluppato una marcata sensibilità, possono manifestarsi sintomi come quelli che abbiamo descritto poc’anzi, oltre a orticaria, asma, problemi gastrointestinali e addirittura cardiocircolatori.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6224-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_49" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il Prick by Prick Test: che cos’è</h2></div></div><div id="panel-6224-0-0-16" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p><strong>Quando si ha il dubbio di essere in presenza di una forma allergica di tipo alimentare, con un Prick Test ad esito negativo, possiamo approfondire la diagnosi con un altro esame dalla struttura simile, chiamato “Prick by Prick Test”</strong>.  Con questo esame, invece di utilizzare l’allergene in forma diluita, verrà impiegato direttamente l’alimento specifico nella sua forma consueta. Dunque la lancetta sterile sarà intinta nell’alimento che deve essere testato e, in seguito, verrà introdotta nella cute del paziente per eseguire il Prick Test come da procedura.</p>
<p>La prerogativa del Prick by Prick Test è che permette di eliminare la possibile instabilità della soluzione di allergene, con la conseguenza di avere dei falsi negativi. Tale esame è molto utile se ci troviamo di fronte, ad esempio, ad una difformità tra l’esito del Prick Test e l’anamnesi della persona, la sua storia clinica.</p>
<p>Ad integrare l’analisi per le prove allergiche possiamo utilizzare anche l’<em>intradermoreazione</em>, una modalità simile al Prick test dove l’allergene invece di essere deposto sulla pelle del paziente, viene iniettato sotto cute con una minuscola siringa. I risultati di questo esame sono poi analizzati nell’arco di 24/72 ore e, se nel punto in cui è stata iniettata la soluzione si manifesta arrossamento con eventuale prurito, possiamo affermare con certezza che il paziente è allergico a quella sostanza.</p>
<p>Lo Studio Medico Petrazzuoli, con il suo ambulatorio di allergologia e il personale specializzato vi attendono per fugare ogni dubbio e rispondere ad ogni vostra eventuale domanda. La nostra professionalità è al vostro fianco per risolvere qualunque tipo di problematica.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6224-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6224-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="17" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
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		</div><div id="panel-6224-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="18" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="19" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-2" ><hr id="widget_divider_7" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6224-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="20" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-3" id="ws-3" ><div id="widget_headline_50" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="21" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_7" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="22" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Telefono</strong></p>
<p>Dal Lunedì al Venerdì<br />
dalle ore 08:30 alle ore 19:00<br />
Sabato dalle ore 08:30 alle ore 12:00</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6224-0-1-6" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-6" ><div id="widget_headline_51" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.341052</h5></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="24" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-7" ><div id="widget_headline_52" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 0823.1970603</h5></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-8" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="25" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-8" ><hr id="widget_divider_8" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6224-0-1-9" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="26" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-9" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_8" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-whatsapp fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-10" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="27" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-10" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>Whatsapp</strong></p>
<p>Nel testo del messaggio scrivi i tuoi dati e la prestazione richiesta.<br />
Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6224-0-1-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="28" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-11" ><div id="widget_headline_53" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">+39 331.2428683</h5></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-12" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="29" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-12" ><hr id="widget_divider_9" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6224-0-1-13" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="30" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-13" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_9" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-envelope-o fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6224-0-1-14" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="31" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-14" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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	<p><strong>E-mail</strong></p>
<p>Nel testo del messaggio scrivi i tuoi dati e la prestazione richiesta.<br />
Sarai ricontattato il prima possibile.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-6224-0-1-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline panel-last-child" data-index="32" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6224-0-1-15" ><div id="widget_headline_54" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h5 class="regular-title">info@centromedicopetrazzuoli.it</h5></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/allergologia/prick-test-prove-allergiche/">Prick test per le prove allergiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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