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	<title>Pneumologia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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	<description>La soluzione a tutti i problemi di Salute</description>
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	<title>Pneumologia &#8211; Centro Medico Petrazzuoli</title>
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		<title>Asma: sintomi, cause e cura di questo disturbo polmonare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 18:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allergologia]]></category>
		<category><![CDATA[Pneumologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Possiamo considerare l’asma come una patologia di tipo infiammatorio a carattere cronico che coinvolge le vie respiratorie. Di norma presenta un particolare tipo di blocco</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/pneumologia/asma-sintomi-cause-e-cura-di-questo-disturbo-polmonare/">Asma: sintomi, cause e cura di questo disturbo polmonare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6345"  class="panel-layout" ><div id="pg-6345-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6345-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6345-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6345-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo considerare l’asma come una patologia di tipo infiammatorio a carattere cronico che coinvolge le vie respiratorie</strong>. Di norma presenta un particolare tipo di blocco o occlusione a livello bronchiale che comunque, nella maggior parte dei casi, risulta essere reversibile.</p>
<p>In genere l’occlusione dei bronchi si sviluppa a causa del <strong>processo infiammatorio che va ad interessare la zona relativa alle vie aeree inferiori</strong> e che crea alcuni effetti da non sottovalutare. La prima conseguenza dell’infiammazione è che i bronchi si restringono contraendosi e, al tempo stesso, tendono a riempirsi di liquido mentre aumenta la produzione di muco. Questa concomitanza di fattori diminuisce lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria e pertanto crea difficoltà al processo respiratorio. Quindi la presenza di asma a livello dei bronchi può causare:</p>
<ul>
<li>insufficienza respiratoria o problemi alla respirazione;</li>
<li>accessi di tosse;</li>
<li>caratteristico respiro con sibilo o fischio;</li>
<li>sensazione di pesantezza o oppressione nella zona del torace.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_1" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause dell’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>Molto spesso l’infiammazione che interessa i bronchi proviene da una specifica sensibilità ad alcuni allergeni</strong>. In generale, quando il soggetto affetto da asma entra in contatto con specifiche sostanze, che possono essere alcuni tipi di polline, materiali inquinanti, fumo o altro, sviluppa <strong>una risposta eccessiva da parte delle proprie vie respiratorie</strong> che, sollecitate da queste sostanze, si infiammano e restringono in modo molto marcato. Tali casi vengono definiti episodi di iperattività a livello bronchiale dal momento che, <strong>nelle stesse circostanze, i soggetti sani non accusano reazioni spropositate come quelle degli asmatici</strong>.</p>
<p>Dalle statistiche e dagli studi effettuati a livello epidemiologico, si è scoperto che <strong>l’asma è molto diffusa in Italia</strong> poiché interessa e coinvolge circa il 5% della popolazione e addirittura il 10% dei bambini. A queste percentuali dovremmo poi aggiungere anche tutte quelle <strong>persone che non sono coscienti di aver sviluppato la malattia</strong>. Accade spesso, infatti, che la sintomatologia legata all’asma non sia correttamente interpretata e arrivi ad essere sottovalutata dal paziente, specialmente se si tratta di giovani. Una consistente percentuale della popolazione, pertanto, sviluppa la tendenza a minimizzare i caratteristici sintomi dell’asma bronchiale non dando la giusta importanza ai malesseri che il corpo comunica loro.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_2" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: quali sono i sintomi?</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p>Il paziente affetto da asma riscontra in genere alcuni sintomi che indichiamo di seguito:</p>
<ul>
<li>presenza di tosse secca, stizzosa, a tratti continua, che si manifesta o si amplifica nel corso della notte o al contrario appena svegli, spesso accompagnata da diversi starnuti e alla sensazione del naso chiuso;</li>
<li>problemi della respirazione o presenza di dispnea, il classico affanno o la sensazione di avere il fiato corto;</li>
<li>respiro caratterizzato da sibilo (che spesso lo stesso paziente non avverte e soprattutto non riconosce).</li>
</ul>
<p><strong>La totalità dei sintomi sopra descritti non si manifesta certo in modo simultaneo nello stesso soggetto e neppure i segnali compaiono sempre con la stessa gravità</strong>, inoltre possono verificarsi con tempistiche diverse nell’arco della vita. Se molto intensi vengono definiti come “crisi d’asma”. Un altro particolare che non deve essere mai trascurato è che l’asma può non manifestarsi anche per un lungo lasso di tempo ma, poiché si tratta di una patologia cronica, <strong>se non opportunamente curata può arrivare a ricomparire e svilupparsi in una forma ancora più grave</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_3" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi tempestiva aiuta a individuare precocemente l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>Come buona norma, nel momento in cui il paziente dovesse riscontrare l’insorgere di avvisaglie specifiche ad esempio dispnea, respiro caratterizzato da sibilo e tosse, è sicuramente indicato eseguire degli esami di approfondimento dato che <strong>l’asma è una malattia che non può essere assolutamente presa con leggerezza</strong>.</p>
<p>Nonostante le statistiche segnalino che questa patologia coinvolge in prevalenza la popolazione più giovane, va ricordato che l’asma può manifestarsi a qualunque età e, nello specifico, è stato appurato che superati i trent’anni sono le donne ad esserne colpite maggiormente. Ad ogni buon conto la cosa fondamentale è fare una diagnosi precisa e il più tempestiva possibile in merito alla presenza di asma poiché sono stati approntati dei <strong>protocolli di cura validi che permettono alla persona di vivere la propria quotidianità in modo normale</strong>, superando agevolmente i disturbi causati da questa patologia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_4" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">I sintomi dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p>Se si riscontra la presenza di uno o più dei sintomi sotto elencati si può sospettare di essere in presenza di asma:</p>
<ul>
<li>respiro caratterizzato da sibilo e insorgenza di tosse durante l’attività fisica;</li>
<li>respiro con sibilo che si presenta più volte nell’arco di un solo mese;</li>
<li>tosse durante le ore notturne, senza che il paziente abbia affezioni respiratorie;</li>
<li>nessuna cadenza stagionale dei sintomi;</li>
<li>costanza dei sintomi che si presentano sopra i 3 anni.</li>
</ul>
<p>Da notare che può verificarsi un peggioramento dei sintomi se il paziente si trova esposto a:</p>
<ul>
<li>elementi ad alto inquinamento di tipo chimico;</li>
<li>fumo;</li>
<li>forti emozioni;</li>
<li>quando svolge esercizio fisico;</li>
<li>presenza di animali (pelo), polvere in casa, spore fungine, presenza di blatte;</li>
<li>riscontro di qualche infezione a carattere respiratorio di tipo virale;</li>
<li>quando la sintomatologia risponde al protocollo farmacologico antiasmatico;</li>
<li>nel caso di malattia da raffreddamento che deriva dall’albero bronchiale o che non si risolve nelle classiche due settimane.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_5" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Origine e fattori di rischio per l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>In merito all’asma non abbiamo la possibilità di individuare con assoluta certezza una sola causa scatenante</strong>. I fattori di rischio che possono agire in modo scatenante per l’asma sono principalmente la predisposizione alla malattia e le forme di allergia e intolleranza di cui ci occuperemo meglio più avanti. Non di meno vi sono anche alcuni tipi di batteri e virus che concorrono a scatenare lo stato infiammatorio delle vie respiratorie causando la crisi d’asma nelle persone più sensibili che risultano soggette a sviluppare la malattia.</p>
<p>È stato riscontrato che almeno un terzo delle donne in gravidanza affette da asma riscontrano un deciso peggioramento della patologia. Praticare attività sportiva, inoltre, può in qualche modo stimolare o provocare una riacutizzazione dell’attacco d’asma. In questa specifica situazione i segnali della presenza della patologia asmatica si manifestano solo quando la persona fa sport o compie degli sforzi considerevoli a carattere fisico. Studi specifici sulla malattia hanno evidenziato che il 20% dei bambini affetti da asma non ne vengono più colpiti nel periodo che segue l’adolescenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_6" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Quali sono i fattori di rischio che favoriscono la comparsa di asma?</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Possiamo suddividere i fattori di rischio in merito alla comparsa di asma in due tipologie: fattori individuali e fattori ambientali</strong>.</p>
<p>Fattori individuali responsabili di asma:</p>
<ul>
<li>essere obesi;</li>
<li>sesso (genere);</li>
<li>specie (etnia);</li>
<li>predisposizione a reazioni anafilattiche;</li>
<li>sensibilità di origine genetica;</li>
<li>eccessiva risposta delle vie aeree, eccessiva sensibilità.</li>
</ul>
<p>Fattori di tipo ambientale che possono causare asma:</p>
<ul>
<li>fumo, sia in forma attiva che passiva;</li>
<li>le infezioni delle vie aeree;</li>
<li>alimentazione carente di antiossidanti:</li>
<li>farmaci come ad esempio antibiotici (ma anche antipiretici specialmente nei bambini);</li>
<li>sostanze che possono scatenare allergie (allergeni);</li>
<li>inquinamento;</li>
<li>cause di tipo sociale o economico;</li>
<li>composizione del nucleo familiare (se numeroso o problematico);</li>
<li>se il paziente vive la propria giornata prevalentemente al chiuso;</li>
<li>riscontrata sensibilità verso alcune sostanze di tipo chimico, alcuni tipi di farine o allergie al pelo degli animali.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda la predisposizione a carattere genetico, alcuni studi specifici hanno evidenziato che l’ereditarietà ha un’incidenza che si aggira tra il 30-60% e che si manifesta nel soggetto in forma maggiore in base a quanto l’asma o la predisposizione a sviluppare reazioni anafilattiche sia presente in entrambi i genitori. Inoltre è stato appurato che <strong>la madre riveste un ruolo preminente e quindi importantissimo nel passaggio del materiale genetico per questa patologia</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_7" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma da allergie e intolleranze</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p>Come abbiamo accennato, <strong>l’asma può essere scatenata dalla presenza di allergie e dalla conclamata intolleranza a specifici elementi o sostanze</strong> come il polline, il fumo, gli acari o ad alcuni farmaci come ad esempio l’aspirina o i betabloccanti, che possono essere fra le cause più comuni dietro l’insorgenza di questa patologia. A questo proposito lo staff dell’<a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/allergologia/">ambulatorio di allergologia del Centro Medico Petrazzuoli</a>, grazie alla propria esperienza pluriennale e alla preparazione del personale medico altamente specializzato, è in grado di <strong>seguire e supportare i pazienti nell’indagine e nel protocollo di cura più adatto per risolvere questa patologia</strong>. Prima di esaminare in dettaglio alcune forme di asma da allergia e intolleranze, vi ricordiamo di leggere con attenzione la sezione dedicata alla prevenzione, più avanti, dove troverete alcuni consigli che possono aiutarvi ad attenuare gli effetti delle allergie più comuni.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_8" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Gli allergeni alimentari: fattore scatenante dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p>Gli allergeni sono delle sostanze presenti nel nostro ambiente che noi assumiamo tramite gli alimenti, per via aerea o tramite i farmaci. <strong>Da alcuni studi è emerso che alcuni allergeni contenuti negli alimenti possono indurre la comparsa dell’asma</strong>. Ad oggi non si è certi (non è stato appurato in modo concreto) che tali allergeni possano provocare in modo autonomo una crisi asmatica.</p>
<p>L’asma contratta in ambiente professionale che ha caratteristiche differenti da una recrudescenza di una eventuale condizione precedente, si rileva con una certa frequenza in pazienti che operano in fabbriche di prodotti alimentari (stabilimenti dove si producono farine) oppure conservanti di tipo alimentare. Tali tipi di asma, uniti ad altri sempre in ambito professionale rappresentano circa il 15% della casistica.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_9" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Gli additivi alimentari, altra possibile causa dell’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>Conservanti ed anche coloranti potenzialmente presenti negli alimenti possono causare reazioni avverse nei soggetti sensibili fino a dare luogo a crisi respiratorie di tipo acuto</strong>. L’estrema sensibilità del soggetto a tali sostanze può provocare un improvviso blocco della respirazione in tutto e per tutto simile ad una crisi asmatica. I più pericolosi sono E223 e E224, due tipi di solfiti utilizzati in genere nel settore vinicolo. Anche un colorante specifico sintetico E107 o Giallo 2G utilizzato per colorare gli alimenti come la maionese può innescare eventi di crisi asmatiche.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_10" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: quando la causa può essere il reflusso gastroesofageo</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>Il fenomeno del reflusso gastroesofageo è un disturbo che origina da un malfunzionamento della valvola che porta lo stesso nome (sfintere gastroesofageo), ovvero quella valvola che controlla il passaggio del cibo. <strong>Nella persona affetta da asma, la presenza di episodi di reflusso esofageo può determinare l’insorgenza di attacchi d’asma che in genere si manifestano di notte specialmente se il paziente è andato a dormire subito dopo aver consumato un pasto abbondante</strong>. Quando la valvola (sfintere gastroesofageo) non svolge la sua funzione in modo corretto, ovvero far transitare il cibo unidirezionalmente, può succedere che parte del cibo non ancora digerito inverta la direzione e ritorni verso la parte alta dell’esofago. La presenza e/o transito anche di minuscole parti di cibo attraverso le vie aeree può dunque causare una crisi d’asma se la persona ha una predisposizione alla malattia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_11" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le modalità per diagnosticare l’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p><strong>I pazienti soggetti ad asma, per tenere sotto controllo la propria patologia, possono ricorrere ad apparecchiature di facile utilizzo che sono in grado di fornire dati utili a verificare la condizione dei propri bronchi</strong>. Nel caso in cui si renda necessario un accertamento più approfondito sarà necessaria una visita di tipo specialistico: il Centro Medico Petrazzuoli potrà seguire il paziente in ogni tipo di analisi che si renda necessaria per questa come per molte altre patologie.</p>
<p>Un ulteriore esame di approfondimento, estremamente semplice, è quello che prevede di soffiare forte l’aria all’interno di una bocchetta collegata ad uno strumento denominato “spirometro”. L’esame spirometrico, che ha come sigla FEV1 o PEF, darà dei risultati specifici in base ai quali è possibile capire il grado dell’asma che affligge il paziente e stabilirne l’entità.</p>
<p>Sono stati definiti dei parametri standard per la classificazione della gravità dell’asma a cui fare riferimento prima di stabilire con certezza diagnosi e trattamento. Tali parametri possono essere così suddivisi:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_12" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo episodico</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p>A carattere episodico, si manifesta circa ogni 2 settimane, la FEV1 o PEF (spirometria) risulta normale-maggiore o uguale a 80%, eventuali riacutizzazioni sono minime e presenti meno di una volta al mese, può manifestarsi con sintomi notturni al massimo due volte al mese e non ha alcuna incidenza sulle attività quotidiane del paziente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_13" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo lieve e cronica</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-26" class="so-panel widget_text" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p>La frequenza dei sintomi per questa classificazione è di più di due volte nel corso della settimana ma meno di una volta al giorno. La FEV1 o PEF risulta con valore normale, maggiore o uguale all’80%. Eventuali riacutizzazioni possono essere di lieve entità e presentarsi una sola volta al mese. I sintomi notturni compaiono più di due volte nell’arco del mese e possibili riacutizzazioni possono in qualche modo condizionare la quotidianità del paziente.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-27" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="27" ><div id="widget_headline_14" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo moderato cronico</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-28" class="so-panel widget_text" data-index="28" >			<div class="textwidget"><p>Per questo tipo di asma la frequenza dei sintomi è pressoché quotidiana. La spirometria ha valore 60 o 80%. Le riacutizzazioni sono di lieve o media entità e possono presentarsi una o due volte al mese. I sintomi notturni sono presenti per più di una volta ogni mese e questa tipologia condiziona senza dubbio la vita quotidiana della persona.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-29" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="29" ><div id="widget_headline_15" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Asma di tipo grave e cronica</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-30" class="so-panel widget_text" data-index="30" >			<div class="textwidget"><p>Questo tipo di asma ha una costante presenza di sintomi, la spirometria può essere normale, uguale o minore del 60%. Le riacutizzazioni possono essere lievi o medie, presentarsi più di due volte al mese anche in forma grave. I sintomi notturni sono molto frequenti e la vita quotidiana del paziente, oltre all’attività fisica, sono fortemente limitate.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-31" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="31" ><div id="widget_headline_16" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Asma: le cure e i trattamenti</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-32" class="so-panel widget_text" data-index="32" >			<div class="textwidget"><p><strong>In quanto patologia cronica, l’asma deve essere controllata nel corso del tempo secondo modalità che abbiano caratteristiche sia diagnostiche che terapeutiche</strong>. Questo perché l’asma è una malattia caratterizzata da periodi asintomatici, intervallati da fasi in cui si riacutizza in modo anche grave. Per poter gestire al meglio questa patologia dunque, il protocollo che sta alla base della terapia si fonda sull’impiego di <strong>due tipologie di farmaci</strong>:</p>
<ul>
<li>medicinali da assumere al bisogno, ovvero da utilizzare soltanto nell’immediata ed effettiva necessità;</li>
<li>medicinali antiasmatici definiti “di fondo” ovvero da prendere costantemente per tenere l’asma sotto stretto controllo (per evitare che si manifestino i sintomi).</li>
</ul>
<p><strong>La raccomandazione è quella di fare sempre riferimento al medico specializzato e soprattutto di non sospendere l’eventuale terapia assegnata</strong> perché spesso accade che, quando l’asma entra nella fase “latente”, il paziente decide in modo autonomo di interrompere l’assunzione dei farmaci o di auto-regolarne le dosi, ingannato dal fatto che i sintomi sembrano essere scomparsi. Questo comportamento può avere conseguenze anche pesanti perché favorisce la possibilità che si verifichino riacutizzazioni della patologia che possono anche aggravarne la forma. La crisi d’asma è causata, come abbiamo spiegato, dalla diminuzione del diametro interno dell’albero bronchiale, che di conseguenza provoca una diminuzione dell’afflusso di ossigeno ai diversi organi. Quando si verifica questo problema l’intero organismo è soggetto a subire un ulteriore danno che va ad aggiungersi a quello già presente, aumentando sia i sintomi già presenti sia l’aggravamento della patologia. <strong>Il paziente deve quindi ricordare che se soggetto ad asma il protocollo prescritto dal medico non deve essere mai né sospeso né abbandonato anche nel caso in cui i sintomi sembrino essere spariti</strong>. Il miglioramento della malattia, infatti, è certamente dovuto all’assunzione dei farmaci prescritti.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-33" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="33" ><div id="widget_headline_17" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">I broncodilatatori per l’asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-34" class="so-panel widget_text" data-index="34" >			<div class="textwidget"><p>A partire dagli anni settanta, per la cura dell’asma a livello farmacologico sono stati introdotti i “broncodilatatori” e si è iniziato a utilizzare il cortisone in forma inalatoria. Con questa importante scoperta trattare l’asma è risultato molto più semplice e soprattutto si è evitato il ricorrere all’accesso ospedaliero spostando la cura a carattere domiciliare. Oggi, infatti, <strong>l’asma si cura in prevalenza con un protocollo a base di farmaci da assumere in forma inalatoria poiché il farmaco è veicolato in modo istantaneo nelle vie aeree</strong> e, in questo modo, porta subito sollievo e beneficio. <strong>Ogni farmaco contiene principi attivi diversi e pertanto deve essere prescritto esclusivamente e con precisione dallo specialista che cura il paziente affetto da asma</strong>.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-35" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="35" ><div id="widget_headline_18" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">L’importanza della prevenzione nella cura dell’asma</h2></div></div><div id="panel-6345-0-0-36" class="so-panel widget_text" data-index="36" >			<div class="textwidget"><p>Nel caso in cui si sia affetti da asma, è necessario ricorrere ad alcuni semplici accorgimenti per evitare l’insorgere dei sintomi. Se si è allergici alla polvere o agli acari, ad esempio, si dovrà avere cura di togliere tappeti, tende o cuscini oppure di mantenerli puliti in modo approfondito. Evitare anche di essere a contatto con elementi o sostanze che possono risultare irritanti come già accennato in precedenza.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-0-37" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="37" ><div id="widget_headline_19" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">Regime alimentare e asma</h3></div></div><div id="panel-6345-0-0-38" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="38" >			<div class="textwidget"><p>Gli specialisti che indagano l’origine della patologia asmatica, hanno riscontrato <strong>una connessione molto rilevante tra la comparsa dell’obesità in un paziente e l’importanza diagnostica se non addirittura l’aggravamento della malattia</strong>. Negli ultimi decenni questo fenomeno è andato rafforzandosi.</p>
<p>Le principali cause che determinano questa connessione indicano specialmente:</p>
<ul>
<li>una diminuzione dell’attività respiratoria dovuta all’aumento del grasso e del suo accumulo;</li>
<li>una diffusa condizione che favorisce l’infiammazione a livello metabolico, causata proprio dall’eccedenza di grasso.</li>
</ul>
<p><strong>Possiamo attribuire il collegamento tra queste patologie (asma e obesità) allo stile di vita errato che si è attestato in questi ultimi decenni definito “modello occidentale”</strong> composto da lunghi periodi vissuti in ambienti chiusi, poca attività fisica e scarsa assunzione di antiossidanti. Dunque l’obesità può rappresentare una causa di tipo non allergico e indipendente da altri fattori che concorre alla manifestazione dell’asma. Possiamo quindi affermare che una dieta utile a scongiurare la comparsa o l’aggravamento di una forma asmatica deve necessariamente essere basata su questi requisiti:</p>
<ul>
<li>numero di calorie che mantenga il peso forma o che contribuisca a diminuirlo in caso sia eccessivo;</li>
<li>incremento dell’attività sportiva, se possibile e se ben tollerata;</li>
<li>incremento dell’assunzione di grassi insaturi rispetto ai saturi con predilezione dell’omega 3;</li>
<li>eliminazione completa dei grassi saturi;</li>
<li>introduzione di antiossidanti per favorire la funzione antinfiammatoria;</li>
<li>eliminazione degli additivi alimentari dannosi.</li>
</ul>
<p>Per concludere possiamo pertanto dare le seguenti indicazioni di massima in caso di obesità associata all’asma:</p>
<ul>
<li>se il paziente è in eccesso di peso, la corretta dieta per contrastare l’asma deve necessariamente agevolare un dimagrimento da abbinare ad un programma di esercizio fisico stabilito insieme al proprio medico;</li>
<li>evitare l’assunzione di formaggi di tipo grasso, compresi alcuni di quelli stagionati, le carni grasse, salumi e insaccati freschi;</li>
<li>dare preferenza alle carni bianche e al pesce ricco di omega 3;</li>
<li>usare olio extra vergine di oliva per condire gli alimenti;</li>
<li>due porzioni di frutta e verdura al giorno;</li>
<li>diminuire in modo drastico cibi industriali, lavorati e confezionati;</li>
<li>evitare vini che contengono solfiti, dare preferenza a quelli realizzati in modo biologico.</li>
</ul>
<p><strong>Da quanto abbiamo evidenziato nel corso di questo articolo, l’asma è sicuramente una patologia che presenta delle significative criticità ma, con l’utilizzo di un corretto stile di vita, una accurata diagnosi e un protocollo medico specifico realizzato insieme al proprio specialista è possibile tenere il disturbo sotto controllo</strong>.</p>
<p>Il Centro Medico Petrazzuoli è a vostra disposizione per eventuali domande o necessità, contattate con fiducia i nostri specialisti.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6345-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6345-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="39" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6345-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="40" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="41" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-2" ><hr id="widget_divider_1" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6345-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="42" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-3" id="ws-1" ><div id="widget_headline_20" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="43" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_1" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6345-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="44" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6345-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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		<title>BPCO: cos’è la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva</title>
		<link>https://www.centromedicopetrazzuoli.it/pneumologia/bpco-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Medico Petrazzuoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 06:27:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pneumologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sigla BPCO sta ad indicare una patologia che colpisce l’apparato respiratorio e che prende il nome di Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva. Si tratta di</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/pneumologia/bpco-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva/">BPCO: cos’è la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it">Centro Medico Petrazzuoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6332"  class="panel-layout" ><div id="pg-6332-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="row-justification-left panel-row-style panel-row-style-for-6332-0" style="margin-bottom: 0; " ><div id="pgc-6332-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6332-0-0-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="0" >			<div class="textwidget"><p><strong>La sigla BPCO sta ad indicare una patologia che colpisce l’apparato respiratorio e che prende il nome di Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva</strong>. Si tratta di un disturbo insidioso poiché la malattia inizialmente ha carattere asintomatico ma, in seguito, si sviluppa in modo lento e inarrestabile dando luogo a sintomi di ben più grave portata come la <em>dispnea</em> (problemi respiratori, fiato corto anche per sforzi di piccola entità), tosse insistente appesantita dalla presenza di catarro, stanchezza frequente, formazione di edemi nella zona delle caviglie, perdita dell’appetito e tendenza a contrarre infezioni alle vie respiratorie.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-1" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="1" ><div id="widget_headline_25" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Che cos’è la BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-2" class="so-panel widget_text" data-index="2" >			<div class="textwidget"><p><strong>La BPCO, ovvero la broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia causata prevalentemente dal fumo, ma ci sono altri fattori che possono contribuire alla sua insorgenza</strong>. Il fumo di tabacco, infatti, risulta essere la prima e più importante causa dell’insorgere di questa patologia. Altri fattori scatenanti di rilievo sono, oltre al fumo “passivo”, anche il contatto con polveri o elementi tossici presenti nell’ambiente di lavoro, la lunga permanenza in un ambiente inquinato oppure l’accertata predisposizione genetica alla carenza di <em>alfa-1-antitripsina</em> (una proteina del sangue che ha la funzione di proteggere i polmoni da sostanze irritanti o infezioni). Più avanti ci occuperemo in dettaglio delle diverse situazioni scatenanti della BPCO che abbiamo appena descritto.</p>
<p><strong>Ad oggi purtroppo la BPCO risulta essere una patologia dalla quale è praticamente difficilissimo guarire. Ciò nonostante, riuscire a gestirla adottando i giusti protocolli di cura, permette di posticipare nel tempo l’inevitabile avanzamento dei peggioramenti che tale disturbo produce a danno di bronchi e polmoni</strong>. Come specificato infatti, la BPCO risulta essere una patologia a carattere respiratorio di grave entità che origina dalla concomitanza di più fattori, uniti ad una importante diminuzione strutturale dell’intero albero bronchiale, composto da bronchi e bronchioli, che presenta anche problematiche di tipo respiratorio a carico della dinamica del respiro, specialmente nel ritmo che riguarda l’espirazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="3" ><div id="widget_headline_26" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Il quadro clinico che contribuisce all’insorgenza di BPCO </h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-4" class="so-panel widget_text" data-index="4" >			<div class="textwidget"><p><strong>Vi sono delle condizioni cliniche che possono in qualche modo favorire la comparsa della BPCO. Tra queste affezioni le più frequenti e degne di nota, data la loro maggiore rilevante diffusione, sono l’enfisema polmonare e la bronchite cronica che possono manifestarsi anche a configurazione singola</strong>. Vediamo meglio di che cosa si tratta:</p>
<ul>
<li>L’enfisema polmonare è una patologia cronica in forma grave che interessa gli alveoli dei polmoni, cioè quelle piccole camere d&#8217;aria a forma sferica dove si verifica lo scambio di gas (anidride carbonica) introdotto dal sangue e l’aria inspirata, veicolata dalla respirazione. Quando si verifica l’enfisema polmonare, gli alveoli risultano danneggiati e la loro funzionalità subisce un forte malfunzionamento. Purtroppo chi ha sviluppato l’enfisema polmonare ha grossi problemi di ossigenazione del sangue, funzionalità indispensabile per la salute ottimale degli organi e dell’intera struttura fisica. Nei pazienti affetti da BPCO si riscontra molto di frequente una concomitanza di bronchite di tipo cronico ed enfisema polmonare;</li>
<li>La bronchite di tipo cronico è una sorta di infiammazione costante e di lungo periodo che aggredisce l’albero bronchiale, interessando sia i bronchi che i <em>bronchioli</em>. Questi ultimi sono la porzione di vie aeree che comincia subito dopo la trachea e che arriva fino all’interno dei polmoni, anticipando solamente gli alveoli polmonari sopra citati. I bronchi, infatti, sono quei “canali” caratteristici dell’apparato respiratorio che permettono il passaggio dell’aria attraverso la trachea, i bronchioli e infine gli alveoli polmonari. La forma cronica di bronchite è la principale responsabile della formazione del muco (e dell’espettorato) all’altezza dell’albero bronchiale.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-5" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="5" ><div id="widget_headline_27" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Qual è il significato dell’acronimo BPCO </h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-6" class="so-panel widget_text" data-index="6" >			<div class="textwidget"><p>La sigla BPCO, come abbiamo specificato, è l’abbreviazione di “BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva”. <strong>Il termine “BroncoPneumopatia” segnala che questa patologia interessa i bronchi, nel caso di bronchite cronica, e i polmoni nel caso dell’enfisema polmonare, provocando in entrambi i casi un grave danneggiamento</strong>. La compromissione di polmoni e bronchi provoca una significativa diminuzione della peculiare elasticità di questi apparati respiratori, causando conseguenze negative tutte le vie respiratorie. Il termine “cronica” rimanda alla tipologia evolutiva della malattia, che ha un andamento caratterizzato da lentezza ma è al tempo stesso crescente in modo graduale e soprattutto irreversibile per quanto riguarda la BPCO e il complessivo quadro clinico sottostante. La parola “ostruttiva”, per concludere, richiama il fatto che la BPCO provoca una sorta di occlusione delle vie aeree che impedisce la corretta circolazione dell’aria nel corso dell’espirazione.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-7" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="7" ><div id="widget_headline_28" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Diffusione della BPCO e statistiche sulla popolazione interessata</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-8" class="so-panel widget_text" data-index="8" >			<div class="textwidget"><p><strong>Al 2010, le persone affette da BPCO nel Mondo erano stimate in modo approssimativo intorno ai 329 milioni, circa il 4,8 dell’intera popolazione mondiale</strong>. In passato erano colpiti da questa patologia prevalentemente uomini mentre ad oggi la malattia colpisce sia uomini che donne nella stessa percentuale. <strong>Normalmente è stato riscontrato che chi è affetto da BPCO ha oltre i 40 anni ed è fumatore</strong>. Le statistiche dimostrano che la mortalità da BPCO ha avuto un’impennata nel corso degli ultimi decenni. Infatti nel 1990 i decessi per BPCO erano circa 2 milioni e mezzo mentre nel 2015 erano già saliti a circa 3 milioni e 200 mila unità.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-9" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="9" ><div id="widget_headline_29" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le cause della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-10" class="so-panel widget_text" data-index="10" >			<div class="textwidget"><p><strong>Come abbiamo descritto all’inizio di questo articolo, la comparsa di BPCO avviene nel momento in cui i polmoni, aggrediti da un processo infiammatorio, sono sottoposti ad una sorta di contrazione che arriva ad inficiare la corretta circolazione dell’aria nel corso dell’espirazione</strong>.</p>
<p>Abbiamo anche già sottolineato che la causa primaria di questo disturbo è nell’abitudine al fumo. I pazienti dipendenti da tabagismo, quindi, dovrebbero essere consapevoli del fatto che, nel fumo della sigaretta, sono presenti delle componenti fortemente dannose per il tessuto polmonare.</p>
<p>A seguire, dopo il fumo, le altre cause maggiormente significative che possono scatenare la BPCO possono essere una lunga esposizione a sostanze nocive o polveri, sul posto di lavoro. Si è riscontrata una correlazione tra l’insorgenza di BPCO e l’esposizione alle polveri di risulta della trasformazione del grano, della <em>silice</em>, ma anche l’inalazione di polveri di <em>cadmio</em> o delle esalazioni dei fumi che originano dalla saldatura del metallo oltre alla polvere emessa dal carbone. Abbiamo poi un’azione molto incisiva anche per quanto riguarda il fumo cosiddetto “passivo”, sempre riguardo al tabacco. Come sappiamo, chi non è fumatore ma vive o lavora in ambienti dove sono presenti fumatori, giocoforza è costretto ad inalarne suo malgrado il fumo, con le conseguenze che possiamo immaginare. Oltre a quanto sopra descritto possiamo aggiungere alle cause della BPCO anche l’essere esposti per lungo tempo all’inquinamento di tipo ambientale, e su questo aspetto gli studiosi stanno ancora cercando di comprendere in che misura ciò incida sullo sviluppo della malattia. Per concludere abbiamo già accennato anche alla carenza di alfa-1-antitripsina come concausa nella comparsa di BPCO. In quanto proteina (secreta dal fegato) che ha la funzione di proteggere i polmoni, una sua carenza crea un deficit protettivo per cui i polmoni saranno più a rischio di contrarre BPCO. <strong>Tra i fattori di rischio possiamo inserire anche il caso in cui il paziente sia già asmatico e in contemporanea fumatore: una combinazione che crea più di una possibilità concreta di sviluppare la malattia</strong>. Diversi studi clinici hanno constatato che se l’asma (di qualunque natura sia) non viene curata in modo approfondito ed è peraltro unita al tabagismo, ha una forte possibilità di trasformarsi in BPCO.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-11" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="11" ><div id="widget_headline_30" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Le conseguenze del processo infiammatorio dovuto a BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-12" class="so-panel widget_text" data-index="12" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il costante contatto con sostanze come il fumo, le polveri nocive e l’inquinamento, avviano dunque l’insorgenza dell’infiammazione che coinvolge bronchi e polmoni</strong>. L’infiammazione di conseguenza, restringe la dimensione delle vie aeree poiché provoca una sorta di ingrossamento delle pareti dei bronchi, causando pertanto un restringimento dello spazio al loro interno. Inoltre provoca una maggiore produzione di muco che, ammassandosi negli alvei bronchiali, aumenta l’ostruzione. <strong>Questa situazione non fa che consolidare il deterioramento dal punto di vista anatomico delle parti funzionanti del polmone che vengono gradualmente sostituite da tessuto di tipo cicatriziale</strong>. A sua volta, questo tessuto provoca una grave diminuzione della capacità elastica di espansione della parte sana del polmone cosa che impedisce una corretta dilatazione delle vie bronchiali.</p>
<p><strong>Il fatto che le vie aeree siano sottoposte a pressioni ostruttive provoca un altro evento definito “iperinflazione polmonare”</strong>, il quale è in buona sostanza una sorta di blocco dell’aria all’interno dei polmoni poiché questi ultimi non sono in grado di espellere l’aria a causa dell’ostruzione di cui sopra. Dunque l’iperinflazione polmonare spinge chi ne è colpito ad inalare altra aria ancora prima di aver espirato quella inalata in precedenza. Come conseguenza dell’iperinflazione polmonare (ovvero l’aria non espulsa che si accumula nei polmoni), il diaframma deve sopportare uno schiacciamento anomalo mentre la struttura della gabbia toracica si dilata in modo scomposto, esclusivamente per cercare di ottimizzare la respirazione.</p>
<p>In ogni caso questi espedienti non soltanto non hanno esito positivo ma, alla lunga, risultano anche dannosi perché costringono i muscoli della respirazione a svolgere eccessivo lavoro e, nel lungo termine, arrivano a pregiudicare l’intera funzione degli organi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-13" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="13" ><div id="widget_headline_31" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">I sintomi e segnali della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-14" class="so-panel widget_text" data-index="14" >			<div class="textwidget"><p><strong>La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una patologia ambigua poiché nella sua formazione iniziale è priva di sintomi precisi o evidenti in quanto i disagi più marcati e importanti, quelli che causano debilitazione, si manifestano soltanto quando la malattia si trova nello stadio critico, troppo avanzato, in cui non è più possibile gestirla facendo ricorso a i vari protocolli terapici</strong>. Sfortunatamente la mancanza di avvisaglie porta il paziente a dimenticare l’importanza della prevenzione agevolando la silente evoluzione della BPCO che “sotto traccia” continua il suo lavoro nocivo.</p>
<p>Nello specifico possiamo dire che la BPCO nei suoi stadi iniziali può causare:</p>
<ul>
<li>tosse assidua che compare anche con catarro;</li>
<li>oltre alla tosse può inoltre comparire una limitazione del flusso del respiro anche se non sono presenti problemi respiratori di tipo cronico.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La BPCO in stadio avanzato, al contrario, manifesta una rosa di sintomi piuttosto varia che possono essere:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>tosse a carattere cronico con pesante espettorato. Praticamente tosse e catarro da assidui si trasformano in permanenti;</li>
<li>dispnea (fiato corto) mentre il paziente affronta sforzi importanti a livello fisico;</li>
<li>carenza di fiato durante sforzi fisici modesti. Si tratta della medesima dispnea da sforzo ma in forma più grave poiché causata da problemi polmonari severi;</li>
<li>problemi respiratori anche in fase di riposo, sia durante il giorno che durante la notte. Questa situazione causa problemi nell’esercizio di qualunque attività quotidiana (sia lavorativa che non) e in più rende cronico il disturbo del sonno. In questo modo la quotidianità del paziente affetto da BPCO è fortemente disturbata e pregiudicata;</li>
<li>costante senso di debilitazione;</li>
<li>presenza di gonfiore alle caviglie;</li>
<li>diminuzione dell&#8217;appetito e a seguire perdita di peso;</li>
<li>predisposizione alle infezioni di tipo acuto alle vie respiratorie che necessitano del ricovero in ospedale;</li>
<li>una guarigione molto più lenta, anche per un semplice raffreddore.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-15" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="15" ><div id="widget_headline_32" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Possibili complicazioni della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-16" class="so-panel widget_text" data-index="16" >			<div class="textwidget"><p><strong>Da un aggravamento della BPCO possono nascere alcune complicazioni che arrivano a trasformarsi in forme patologiche anche particolarmente gravi</strong>. Ecco alcune situazioni che non vanno assolutamente sottovalutate:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>episodi di polmonite in forma acuta nei pazienti che hanno i polmoni già fortemente compromessi. Tali eventi possono pregiudicare e ridurre ulteriormente la respirazione;</li>
<li>insorgenza di problemi a carattere cardiaco. Non sappiamo ancora per quale motivo la BPCO agevoli la comparsa di patologie a danno del cuore come gli infarti;</li>
<li>tumore del polmone. La Broncopneumopatia cronica ostruttiva ha un diretto collegamento con la possibilità di sviluppare un adenocarcinoma a livello dei polmoni;</li>
<li>sviluppo dell’ipertensione polmonare. Si tratta di un aumento della pressione sanguigna delle arterie polmonari, cioè quelle arterie che veicolano il sangue a cuore e polmoni, condizione che può avere aggravamenti anche letali;</li>
<li>insorgenza di depressione, una situazione dovuta all’impotenza nel gestire le più classiche delle attività fisiche, associata all’essere coscienti di doversi curare con costanza e che purtroppo la propria qualità di vita è a forte rischio a causa della patologia.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-17" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="17" ><div id="widget_headline_33" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La diagnosi per l’individuazione della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-18" class="so-panel widget_text" data-index="18" >			<div class="textwidget"><p><strong>Il protocollo diagnostico volto a individuare la presenza di BPCO inizia con un’anamnesi approfondita e un esame clinico molto preciso i quali rappresentano le basi per avere i dettagli specifici del quadro generale del paziente e da cui è possibile estrapolare i fattori originari che hanno causato i sintomi</strong>. A seguire, le analisi utili alla diagnosi prevedono lo svolgimento del test della <em>spirometria</em>, l’esame che valuta il grado della capacità respiratoria (inspirazione ed espirazione) dei polmoni e la percentuale di apertura delle vie aree a livello polmonare.</p>
<p>Per concludere vengono eseguiti i classici esami di laboratorio che prevedono le analisi del sangue, del muco, l’<em>ossimetria</em> (la misurazione della quantità di ossigeno presente nel sangue), l’<em>emogasanalisi</em> (un esame che misura i livelli di ossigeno circolante, i livelli di anidride carbonica e il pH, o acidità, del sangue) e la definizione dei livelli di alfa-1-antitripsina, oltre ad altre indagini come una radiografia del torace, l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma e la TAC toracica. <strong>Ogni esame di quelli appena elencati è indispensabile per definire con chiarezza e in modo esaustivo sia i fattori che hanno determinato la BPCO sia il grado di incidenza della patologia in corso</strong>.</p>
<p><a href="https://www.centromedicopetrazzuoli.it/ambulatori/allergologia/">L&#8217;ambulatorio di Pneumologia</a> del Centro Medico Petrazzuoli tramite il proprio personale specializzato è in grado di offrire ai propri pazienti tutta l’assistenza necessaria per individuare e trattare questo tipo di patologia.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-19" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="19" ><div id="widget_headline_34" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">La terapia per la cura della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-20" class="so-panel widget_text" data-index="20" >			<div class="textwidget"><p>Ad oggi, sfortunatamente, il paziente affetto da BPCO può utilizzare solo farmaci che contrastano i sintomi della malattia poiché gli sforzi della scienza medica non hanno prodotto ancora una cura appropriata né in grado di ricostruire l’integrità a livello polmonare dove si sia venuto a creare tessuto cicatriziale e neppure nessun farmaco atto a contrastare e bloccare l’evoluzione crescente della patologia. Quindi, purtroppo, la BPCO è a tutti gli effetti una malattia da cui non si guarisce anche se i sintomi possono essere curati in qualche modo. Definito ciò, possiamo senza dubbio affermare che oltre ai protocolli che aiutano a gestire i sintomi è possibile adottare alcuni accorgimenti che possono apportare beneficio e che richiamano i principi base di uno stile di vita armonico e sano.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-21" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="21" ><div id="widget_headline_35" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h3 class="regular-title">BPCO: che cos’è la terapia sintomatica</h3></div></div><div id="panel-6332-0-0-22" class="so-panel widget_text" data-index="22" >			<div class="textwidget"><p>La terapia che ha come obiettivo il miglioramento della vita quotidiana dei pazienti affetti da BPCO prevede diversi tipi di trattamento che possono:</p>
<ul>
<li>riuscire ad alleggerire i sintomi;</li>
<li>frenare (ma non interrompere, purtroppo) l’avanzamento dei peggioramenti che stravolgono la regolare struttura anatomica dei polmoni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>I trattamenti per alleviare i sintomi possono essere:</p>
<ul>
<li>la classica riabilitazione della capacità respiratoria (detta anche riabilitazione polmonare) che fa svolgere al paziente alcuni esercizi di tipo motorio i quali hanno l’intento di aiutarlo a tollerare meglio gli sforzi fisici e ad alleggerire il grado di dispnea;</li>
<li>trattamento di ossigenoterapia. Si tratta della somministrazione di ossigeno distribuito tramite erogatori specifici, anche portatili. Questo trattamento è importante quando è necessario incrementare la percentuale di ossigeno nel sangue del paziente;</li>
<li>utilizzo per via inalatoria di medicinali ad azione broncodilatatoria, i quali aprono le vie aeree (specialmente i bronchi) per migliorare il passaggio dell’aria;</li>
<li>utilizzo di mucolitici che riescono a sciogliere il catarro dando sollievo dalla tosse costante;</li>
<li>utilizzo di farmaci corticosteroidi i quali, in quanto potenti antinfiammatori, vengono assunti nelle forme gravi di BPCO. Sono medicinali da usare con molta cautela e sotto stretto controllo medico;</li>
<li>utilizzo di antibiotici in presenza dell’infezione di tipo batterico delle vie respiratorie poiché i pazienti BPCO sviluppano frequentemente queste affezioni;</li>
<li>eventuali interventi di tipo chirurgico di <em>bullectomia</em> (una diminuzione del volume dei polmoni e trapianto). Tale soluzione chirurgica è in genere utilizzata nei pazienti che hanno sviluppato una forma grave della malattia e per i quali non ci sono stati miglioramenti tramite le soluzioni di tipo farmacologico.</li>
</ul>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-23" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="23" ><div id="widget_headline_36" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Stile di vita sano: un alleato nella gestione della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-24" class="so-panel widget_text" data-index="24" >			<div class="textwidget"><p><strong>Adottare uno stile di vita equilibrato e sano è sicuramente una base valida che può supportare al meglio le terapie stabilite dal medico per il trattamento della BPCO poiché aiuta il paziente sia ad alleggerire la pressione di sintomi sia a decelerare l’insorgenza del deterioramento a livello polmonare</strong>.</p>
<p>Tra le condotte virtuose che il paziente con BPCO potrebbe e dovrebbe utilizzare ci sono:</p>
<ul>
<li>eliminare il fumo (se fumatore). Questo suggerimento deriva dal fatto che in genere i malati di BPCO sono quasi sempre fumatori e si sono ammalati proprio a causa di questa abitudine negativa;</li>
<li>fare attività fisica con costanza. Sono sufficienti 30 minuti di esercizio fisico per almeno 3 o 4 volte nell’arco della settimana (anche solo camminata). Non deve essere troppo faticosa e deve produrre un lieve affanno durante l’esercizio;</li>
<li>curare molto l’alimentazione mangiando cibi sani e in modo non eccessivo. I pazienti affetti da BPCO devono tenere sotto controllo il peso e apportare alla loro dieta alimentare verdura, frutta, pesce (anche olio di pesce) e con moderazione latte e yogurt;</li>
</ul>
<p><strong>Un equilibrato regime alimentare deve comprendere tutte le sostanze nutrienti indispensabili all’organismo così che questo possa lavorare al meglio e attivare con efficacia il proprio sistema immunitario</strong>. Da escludere alimenti poco salubri come fritti e cibi eccessivamente grassi.</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-0-25" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="25" ><div id="widget_headline_37" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h2 class="regular-title">Suggerimenti per la gestione della BPCO</h2></div></div><div id="panel-6332-0-0-26" class="so-panel widget_text panel-last-child" data-index="26" >			<div class="textwidget"><p>Di norma, se un paziente è affetto da BPCO il medico suggerisce la vaccinazione antinfluenzale da effettuarsi ogni anno, consiglia poi la vaccinazione per contrastare la polmonite da <em>Streptococcus pneumoniae</em> da farsi ogni cinque anni e di evitare il più possibile la propria esposizione in ambienti caratterizzati da alti livelli di inquinamento. Nonostante la BPCO sia una patologia considerata come incurabile e dalle complicazioni anche gravi, possiamo senza dubbio affermare che:</p>
<ul>
<li><strong>la forma di BPCO risulta più grave e invalidante se diagnosticata tardivamente e curata in ritardo</strong>. Ciò significa che presa all’inizio della sua insorgenza ha sicuramente evoluzioni molto meno gravi e c’è la possibilità di controllarla meglio;</li>
<li><strong>i protocolli attuali mirati alla gestione della sintomatologia danno esiti positivi e sono in grado di favorire un miglioramento concreto nella salute e nella qualità di vita del paziente</strong>.</li>
</ul>
<p>Lo staff specializzato del Centro Medico Petrazzuoli è a vostra completa disposizione per qualunque tipo di approfondimento in merito a questa patologia e per un supporto concreto nella gestione del suo decorso.</p>
</div>
		</div></div><div id="pgc-6332-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6332-0-1-0" class="so-panel widget_text panel-first-child" data-index="27" >			<div class="textwidget"><p>Articolo scritto da:</p>
</div>
		</div><div id="panel-6332-0-1-1" class="so-panel widget_inb-bio-block inbound-bio-block" data-index="28" ><div class="team-member"><div class="team-header"><div class="team-title"><h4>Centro Medico Petrazzuoli</h4></div></div></div></div><div id="panel-6332-0-1-2" class="so-panel widget_inb-divider inbound-divider" data-index="29" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6332-0-1-2" ><hr id="widget_divider_4" class="divider divider-solid align-left"></div></div><div id="panel-6332-0-1-3" class="so-panel widget_inb-headline inbound-headline" data-index="30" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6332-0-1-3" id="ws-2" ><div id="widget_headline_38" class="inbound-headline headline-no-decoration"><h4 class="regular-title">Contattaci</h4></div></div></div><div id="panel-6332-0-1-4" class="so-panel widget_inb-icon inbound-icon" data-index="31" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6332-0-1-4" ><div class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x"><i id="widget_icon_4" class="inbound-icon icon-shape-circle icon-size-2x fa fa-phone fa-2x"></i></div></div></div><div id="panel-6332-0-1-5" class="so-panel widget_sow-editor" data-index="32" ><div class="hide-on-mobile panel-widget-style panel-widget-style-for-6332-0-1-5" ><div class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base">
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